Il film della settimana

Cold War – Pawel Pawlikowski

uno splendido bianco e nero, nel dopoguerra quando ancora i colori al cinema mancavano.
una storia politica, musicale, d’amore.
Wiktor e Zula si inseguono per molti anni, non si dimenticano mai.
riescono a viaggiare, privilegiati per quei tempi, fino a Parigi, e lì si incontrano ancora.
Pawel Pawlikowski è il regista diIda, i due film hanno qualche somiglianza, si vede che sono girati dalla stessa mano, io preferiscoIda.
ma parliamo di super film, se Ida è da 10,Cold Warè comunque da 9.
non perdetevelo.
https://markx7.blogspot.com/2018/12/cold-war-pawel-pawlikowski.html

Francesco Masala

Old Man & the Gun – David Lowery

Robert Redford, nel suo film d’addio, interpreta un fuorilegge gentile.

Robert Redford, Casey Affleck, Sissy Spacek, Danny Glover, Tom Waits insieme sono una gioia per chi guarda, e la banda dei rapinatori vecchietti si ricompone per questo film.

niente violenza e intolleranza a banche e polizia sono le regole della banda, non sempre tutto va bene, ma è sempre uno spettacolo.

anche il poliziotto è stupito e affascinato dal modus operandi della banda,un’americanata, fatta come si deve, non perdetevela.

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Francesco Masala

Il vizio della speranza – Edoardo De Angelis

Maria ha un solo amico, un cane. 
svolge un lavoro strano e terribile, il corriere di donne che vengono pagate per vendere il bambino che hanno cresciuto dentro, in un posto che sembra un girone dantesco, buio, triste, popolato di diavoli e poveri diavoli.
ci sono pochi uomini nel film, uno è quello che Maria sceglie per essere il padre del bambino, un uomo buono, diverso dagli altri.
Maria scopre che si può cambiare, e mai più farà il corriere, porta con sé anche una bambina nera disabile, la porterà in un mondo diverso, dove la speranza è un lusso e un vizio.
Edoardo De Angelis è anche il regista di Indivisibili, filmato nello stesso girone.
Maria è un attrice straordinaria, e l’ultima immagina sembra presa da un quadro della famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria.
un film da non perdere.

https://markx7.blogspot.com/2018/11/il-vizio-della-speranza-edoardo-de.html

Francesco Masala

Widows – Eredità criminale – Steve McQueen

protagoniste sono le donne, i loro compagni, mariti e fidanzati sono morti dopo una rapina andata male, non lasciano niente, tranne un misterioso e utilissimo quaderno, nelle mani di Veronica.
Steve McQueen gira di nuovo un film negli Usa, dopo 12 anni schiavo.
e i neri sono protagonisti, nel bene (poco) e nel male, male condiviso (altro…)

Tutti lo sanno – Asghar Farhadi

Ispirandosi a una novella inedita di Grazia Deledda, Asghar Farhadi gira il suo film a Torrelaguna, ambientandola in Spagna.
non si sfugge al passato, che non se ne vuole andare.
Paco (Javier Bardem), figlio di contadini, aveva comprato un grande lotto di terreno, insieme a un socio, venduto da Laura, la figlia del padrone.
in occasione di un matrimonio, dove tutti sono felici e contenti arriva un colpo di scena, Irene, la nipote della sposa, è stata rapita.
rapimento anomalo, sembra fatto in casa, e, come sempre accade, qualcuno sa.
interpreti bravissimi, nelle mani di un regista di serie A.
da non perdere.

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Francesco Masala

Rush – Ron Howard

scritto da Peter Morgan (“Il maledetto United”, “Frost/Nixon”, “L’ultimo re di Scozia”, tra gli altri) è la storia di una rivalità, ma anche di una relazione fra due campioni.

la prima parte del film è meno brillante, serve a gettare le basi per una seconda parte splendida, nella quale gli eroi si sfidano e si combattono sino all’ultimo punto e all’ultima curva, e allo stesso tempo in un qualche modo si rispettano e sono complementari.

in realtà sono due eroi omerici, di quell’Iliade che per Simone Weil è il poema della forza.

Daniel Brühl (Niki Lauda) è sempre più bravo, se c’è lui sai che sarà (altro…)

Fernando León de Aranoa ha girato nel 2002 quel capolavoro che è Los lunes al sol (I lunedì al sole), con Javier Bardem e Luis Tosar, oltre a vari altri film sempre di alto livello (quiquiqui e qui le apparizioni di Fernando León de Aranoa nel blog).

con Perfect Day fa un film strano, un film di guerra, ma la guerra non si vede, si sente, un film su chi prova a cucire qualche taglio che la guerra ha prodotto, sarti di vestiti impossibili, con militari da Comma 22 o Mash, padroni del cielo e della terra, che fanno il deserto e lo chiamano pace, fanno le guerre e le chiamano missioni di pace.

la squadra di Mambrù (Benicio del Toro, uno degli attori migliori in circolazione), come Sisifo, cerca (altro…)

Il bene mio – Pippo Mezzapesa

Sergio Rubini, che è Elia, abita, solo, a Provvidenza, non ha mai voluto lasciarlo per andare nella new town.

è l’ultimo che vuole ricordare quello che era, che continua ad esserci, a Provvidenza.

ricorda, immagina, sogna.

un giorno appare Noor, senza niente. come lui, solo che per lei  quel paese deserto è una tappa, per arrivare in Francia.

Provvidenza resterà per sempre un simbolo di morte e deserto, come i film western dei film.

Elia deve riuscire a scappare alle guardie, a non essere omologato.

se ci riuscirà lo vedrete al cinema.

buona visione.

 

https://markx7.blogspot.com/2018/10/il-bene-mio-pippo-mezzapesa.html

Francesco Masala

BlacKkKlansman – Spike Lee

nel film non si fa fatica a vedere quanto sono deficienti quelli del KKK, forse questo è uno dei motivi per cui si nascondono.
Spike Lee racconta quanto sono razzisti i razzisti del suo paese,
un esempio per tutti gli altri.
protagonisti bravissimi, Adam Driver e John David Washington (figlio di Denzel), e bravi anche quelli del KKK, fanno i deficienti benissimo, e parlano come Trump (o Trump parla come loro?).
e come non ricordare il vecchio Harry Belafonte (che racconta una storia terribile e vera)?
gli anni ’70 alla fine diventano questi anni, e non c’è niente da ridere.
non è il miglior film di Spike Lee, ma solo perché i migliori sono davvero grandissimi e inarrivabili.
e quindi buona visione, non vi deluderà.

https://markx7.blogspot.com/2018/09/blackkklansman-spike-lee.html

Francesco Masala

Un affare di famiglia – Hirokazu Koreeda

Hirokazu Koreeda continua a fare film con al centro la famiglia, o quello che sembra esserlo, e a volte anche meglio.
nella casa dei ladri tutto funziona, a suo modo, ciascuno riceve le attenzioni di cui ha bisogno.
grandi e bambini vivono insieme, fuori dalla legge, certo, ma felici, alla loro maniera.
quando vengono scoperti sorprende la superficialità e la freddezza della burocrazia, tutto il mondo è paese.
le cose durano poco, bisogna essere felici, per quel poco che può durare.
che cosa impossibile definire una famiglia, quella vecchia sembra morta, la nuova è in culla.
gran film, non perdetevelo.

https://markx7.blogspot.com/2018/09/un-affare-di-famiglia-hirokazu-koreeda.html

Francesco Masala

SULLA MIA PELLE – Alessio Cremonini

Alessandro Borghi è Stefano Cucchi,
il film segue Stefano, per paura o per orgoglio non dice quello che è successo.
in una settimana lo lasciano morire, sembra che nessuno capisca quello che sta succedendo.
come alla scuola Diaz e a Bolzaneto, ma non solo, fra i tutori dell’ordine, fra chi deve proteggere tutti, ci sono assassini, sadici, e delinquenti violenti oltre ogni dire.
Alessandro Borghi si spegne come una candela, nell’indifferenza (altro…)

Lucky – John Carroll Lynch

un vecchietto di 90 anni fa la sua vita tranquilla, vive solo, a casa, nel paese tutti lo conoscono, la mattina passa alla tavola calda, le sera al bar.

ha sempre con sé i cruciverba, perché le parole sono importanti, e tutti hanno qualcosa da raccontare, parole da regalare.
un giorno, all’improvviso, comincia ad avere paura della morte, del vuoto, del niente, e un abbraccio aiuta.
e quando lo invitano alla festa di un bambino (altro…)

Don’t worry, He Won’t Get Far on Foot – Gus Van Sant

Robin Williams avrebbe voluto interpretare Callahan, venti anni fa, poi non se n’è fatto niente, peccato, sarebbe stato l’attore perfetto.

nel film di Gus Van Sant il protagonista, eccezionale, è Joaquin Phoenix, insieme ad altri grandi attori, come Jonah Hill, il guru che lo aiuta a disintossicarsi, triste e disponibile, con una sua ricetta per lasciare l’alcool, e anche Jack Black, nella seconda parte è veramente bravo e toccante.

fare arrabbiare chi non apprezzava le sue vignette era la specialità di Callahan, e c’era chi gliele pubblicava, meno male.

il film non è mai patetico, e neanche strappalacrime, è la storia della rinascita, accettazione, perdono, di sé e degli altri, di un uomo alcolista, verso la lucidità.

non è un capolavoro, ma quegli attori lì valgono il prezzo del biglietto, non ve ne pentirete.

ps: già nel 2012 Joaquin Phoenix era nelle ani di un santone, in The Master, diPaul Thomas Anderson (il santone era Philip Seymour Hoffman)

https://markx7.blogspot.com/2018/09/dont-worry-he-wont-get-far-on-foot-gus.html

Francesco Masala

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