Segnalazioni

Assemblea Cobas Scuola mercoledì 10 dicembre 2014 – I.T.I. Marconi

assemblea-cobasASSEMBLEA COBAS Scuola

in orario di servizio a CAGLIARI

mercoledì 10 dicembre 2014
ore 11.30-13.30

sede dell’ITI “Marconi” di CAGLIARI (zona Terramaini), via Valerio Pisano, 7

(la scuola si trova tra viale Marconi e la zona di Auchan Marconi – Pirri)

Scarica il calendario dei lavori (qui)

Invito presentazione GramsciLab venerdì 12 dicembre

gramsciLa costituzione di un laboratorio di studi internazionali gramsciani, all’interno del Dipartimento di scienze sociali e delle istituzioni dell’università di Cagliari – in collaborazione col dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Cagliari e col Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari -, intende proporsi come luogo d’eccellenza finalizzato all’incontro e alla diffusione di analisi e riflessioni sulla figura e sul pensiero di Antonio Gramsci. A partire dai risultati degli studi gramsciani internazionali, con particolare riferimento alle correnti di pensiero diffuse in Asia e in Africa, dove dagli anni Settanta sono sorte vere e proprie scuole di pensiero (Post-Colonial Studies e Cultural Studies), sarà privilegiato l’approccio multi/interdisciplinare rivolto principalmente agli studenti ma anche al pubblico non specialistico. E gradita la vostra partecipazione

Patrizia Manduchi, Mauro Pala

Università di Cagliari

scarica la locandina (qui)

Segunda manifestada Natzionale contra a s’ocupatzione militare – 13 dicembre 2014

manifestada-natzionale-13-dicembre-2014Su 4 de ladàmine in Santa Giusta b’at àpidu un’ Assemblea manna chi at faeddadu de sa mègius manera pro sighire sa pelea contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna, a pustis de sa Manifestada Natzionale de Capo Frasca de su 13 de cabudanni.
Ant faeddadu sos rapresentantes de deghinas de movimentos, assòtzios, comitados e sìngulos tzitadinos. Totus fiant de acordu chi depimus ispartzinare sa pelea in totu sos territòrios e fàghere in Casteddu un’àtera tapa de importu de sa pelea populare contra a sas servitù, giughende a in antis sas tres rivendicatziones de sa Manifestada Natzionale de Capo Frasca:
– firmare deretu totu sas esercitatziones militares
– serrare totu sas bases e sos polìgonos militares
– sa bonìfica e sa ricunversione produtiva de is logos

per saperne di più (qui)

Manifestazione nazionale contro l’occupazione militare

capo-frasca

13 settembre – Capo Frasca – fronte Poligono Militare – h 16,30

L’occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.
La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.
Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari. (altro…)

Solidarietà col popolo palestinese: cineforum, reading, dibattiti

palestina-liberaLettere da Gaza
Solidarietà col popolo palestinese: cineforum, reading, dibattiti
29 Luglio – 8 agosto 2014 ore 20,30
Piazza san Domenico – Cagliari

L’Associazione Amicizia Sardegna Palestina organizza una serie di iniziative di solidarietà col popolo palestinese e informazione sul massacro in corso in questi giorni a Gaza, in Piazza San Domenico, a Cagliari, a partire dal 29 luglio fino all’8 agosto. (altro…)

Un’assemblea per dire no alla guerra

palestina-liberamercoledì 16 luglio alle ore 18 in piazza San Domenico a Cagliari

Il Circolo Palmiro Togliatti e l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina organizzano per un’assemblea pubblica di informazione e sensibilizzazione sull’aggressione israeliana al popolo palestinese. Nelle ultime settimane i rastrellamenti, gli arresti indiscriminati e le uccisioni di civili in Cisgiordania, i bombardamenti e le stragi con decine di morti a Gaza, con la minaccia di un sanguinoso intervento di terra, avvengono nel silenzio assordante se non complice della comunità internazionale e chiamano tutti i democratici e il mondo della solidarietà internazionale a un intervento partecipe a sostegno delle popolazioni colpite dalla guerra. I promotori invitano tutta la cittadinanza, le associazioni culturali, i partititi politici e le forze sindacali a partecipare a questa giornata di solidarietà e informazione, pensata come un primo appuntamento di una serie di iniziative sul tema, da organizzare e sviluppare unitariamente.
Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Circolo Palmiro Togliatti – Sinistra sarda

sulcis, miniere, amianto: Un affare! (per chi)?

eternitdi Salvatore Drago

“Negli ultimi 5 anni la Regione Sardegna ha registrato una forte diminuzione dei livelli occupazionali;

dai dati ISTAT riferiti al 2013 emerge che 43.000 persone hanno perso il posto di lavoro rispetto all’anno precedente;

con riferimento alla fascia d’età tra i 15 e i 74 anni, il tasso di disoccupazione ha subito un’impennata di 2 punti percentuali passando dal 15,5 al 17,5 per cento, tale dato raggiunge il 30,6 per cento, quasi duplicandosi, se si considera l’indice di mancata partecipazione, che aggiunge ai “disoccupati Istat” le persone che non compiono ricerca attiva di occupazione;

il tasso di occupazione è invece del 48 per cento per la fascia d’età tra i 15 e i 64 anni, in flessione rispetto al 51,7 per cento del 2012: tra questi sono solo 20.000 i giovani tra i 15 e i 24 anni che lavorano rispetto ai 26.000 dell’anno precedente;

la provincia di Carbonia-Iglesias è il “fanalino di coda” a livello regionale e nazionale per numero di occupati registrando dati negativi anche per il fenomeno della disoccupazione;

nel Sulcis il tessuto produttivo è al collasso, la filiera dell’alluminio sta registrando da tempo un preoccupante stato di paralisi, lo dimostra la chiusura degli attori del comparto (Alcoa, Eurallumina) e lo stallo di aziende industriali come Carbosulcis e Vynils;

molti lavoratori interinali, precedentemente impiegati in attività collaterali e di supporto alle più importanti realtà industriali del territorio, risultano esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale e, in questo momento, si trovano in una condizione alquanto precaria. Quelli che invece beneficiano della cassa integrazione in deroga sono alla stretta finale vista l’improrogabilità”

Così si espressero  un gruppo di deputati e senatori in una interrogazione al Governo. En passant, dovremmo ricordare  che tanti di questi signori sono stati corresponsabili di questo disastro sociale economico e morale di tutto un territorio, è come se l’assassino si improvvisasse anamapatologo,   Tracciano, cioè una raffazzonata radiografia del territorio più martoriato d’Italia e chiedono al governo cosa intende fare ecc..ecc… Fare la radiografia del territorio, e parlarne un pò come quello che cerca di spiegare all’affamato cosa è la fame! Certo, si chiede al governo di attivarsi per rilanciare ecc.. cioè i discorsi che sentiamo fare da anni, da sempre viene da dire. E la loro radiografia pecca persino per difetto, poiché nelle statistiche riguardante la disoccupazione hanno omesso di menzionare  gli ex lavoratori “indipendenti” precipitati nel baratro della disperazione e molto spesso del sottoproletariato e, qualche volta del lavoro nero.  La realtà sarda e quella sulcitana non può essere scritta con i dati ISTAT, non solo! Essa ha bisogno di essere capita, interpretata con una attenta analisi del processo macro e microeconomico che si è registrato in quelle zona. Un territorio che avrebbe avuto  tutte le  caratteristiche per uno sviluppo partendo da base agro-pastorali e turistiche e che, invece, seguendo la logica intrinseca del capitale quella secondo la quale esso  si trasferisce là dove ha maggiori probabilità di profitto è diventata, pro tempore, una zona ad alto tasso di industrializzazione. Una industrializzazione pesante, fatta di alluminio, di estrazione di carbone ecc.. Ed è stata sempre questa logica, quella della massimizzazione dei profitti, che ha fatto sì che il capitale scappasse via assieme ai profitti accumulati lasciandosi  dietro scheletri di fabbriche, scorie,  rifiuti, ,  inquinamento,  tumori,  morti a causa di malattie da lavoro e da inquinamento  per  testimonianza a perenne ricordo di chi non vuole dimenticare. I parlamentari interroganti, queste cose non le hanno dette, e non ci saremmo aspettati che le dicessero visto lo spessore civile e morale degli stessi (Chi poteva attendere qualcosa di più visto che il primo firmatario risulta essere una persona che di nome fa Domenico e di cognome Scilipoti)? Il fatto, comunque, che perfino il signor Scilipoti si sia sentito in dovere di interessarsi di Sulcis qualcosa lo vorrà pur dire e la cosa non ci tranquillizza!

Strane voci circolano sul Sulcis, sulla sua miseria, sulla sua fame di lavoro, e non sono per nulla confortanti: Una delle nuove frontiere, quella che sembra promettere i profitti più remunerativi  si chiama speculazione energetica ed a questo scopo il Sulcis è stato costellato di pale eoliche, pale che hanno dato adito a dubbi di legalità visto che s’è mossa perfino la Procura della Repubblica di Cagliari per accertare e perseguire commessi da politici e faccendieri.

Ma la sete di profitti non si ferma alle energie alternative: Chi di dovere sa che un corpo “debole” è facilmente ricattabile, e nulla è più debole del corpo “Sulcis” stordito e indebolito dalle continue “crisi”. Crisi di occupazione, innanzitutto, ma anche da crisi “morali come conseguenza della crisi occupazionale. Un corpo debole non riesce a sviluppare anticorpi per le future malattie, e badiamo bene che di malattie si parla: malattie mortali sono quelle che si prospettano secondo voci che abbiamo raccolto, e che ci auguriamo naturalmente non corrispondano al vero: Di che si tratta?

I piani secondo queste voci sembra siano diversificati, si parla nuovamente dello stoccaggio della CO2 per continuare con l’estrazione del carbone. Un piano folle: Un piano che viene spacciato come “nuovo” da chi sa perfettamente che nuovo non è: Qualcosa di simile è stato fatta in Canada ed ha provocato un disastro con decine di morti. La Norvegia (la ricca Norvegia) lo aveva iniziato e ha desistito perché “molto costoso”. Vi sono, poi, le controindicazioni in senso tecnico: Lo stoccaggio della CO2 richiede una profondità tale che le miniere del Sulcis non hanno.

Si pensa, così di diversificare i progetti per l’impiego di mano d’opera aggiungendo allo stoccaggio delle ceneri di combustione del carbone altri rifiuti ed in particolar modo l’amianto; Perché proprio l’amianto? Perché, sempre in base a queste voci, è noto che

Gli impieghi dell’amianto nel secolo scorso sono stati innumerevoli, dall’edilizia agli impianti industriali, sino all’utilizzo come isolante acustico e termico e nelle coibentazioni, nonché nella costruzione degli attuali acquedotti (che dovranno necessariamente essere oggetto di bonifica e smaltimento dei rifiuti) con una \arieta tale da rendere necessaria la classificazione degli stessi :

Tali rifiuti di amianto o contenenti amianto possono essere conferiti in determinate tipologie di discarica:

In Sardegna, secondo uno studio non recentissimo sono solo 4 le discariche adatte ad accogliere questi tipi di rifiuti e sono:

Impianto Località Provincia

Ecoserdiana s.r.l. Località S’Arenaxiu- Serdiana Cagliari

Riverso s.r.l. Loc. Serra Scireddus – Carbonia Carbonia-Iglesias

Impresa F. Cancella s.r.l. Loc. Coronas Bentosas- Bolotana Nuoro

Siged s.r.l. Loc. Scala Erre – Sassari Sassari

Considerando che nell’anno 2007. i costi per lo smaltimento degli RCA (Rifiuti Contenenti Amianto) presso le suddette discariche oscillavano tra 250 e 350 €/t, in funzione della tipologia del materiale conferito; per abbassarsi  alla cifra di 150 e 300 €/t. nel 2008.  considerando inoltre che  La Sardegna non disponendo di adeguati impianti per lo smaltimento di RCA diversi da quelli individuati dal codice CER 1 70605 e le altre tipologie di rifiuti contenenti amianto non sottoposti a processi di trattamento finalizzati al contenimento del potenziale inquinante, pericolosi,  è costretta  a trasferirli presso impianti collocati al di fuori della Sardegna. ,  con un aumento considerevole dei costi complessivi di smaltimento.

Per quanto concerne i quantitativi di amianto/cemento-amianto rimosso e avviato a smaltimento, nella tabella seguente sono riportati i valori registrati tra il 2002 ed il 2007.

Le stime sui quantitativi di amianto/cemento-amianto, presenti in Sardegna e ancora da smaltire, sono impressionanti: Nel 2007 si parlava di    circa 168.852.676 kg.

Sono queste cifre e queste constatazioni che, solleticando gli appetiti di tanti, finiscono per destare l’interessamento anche delle persone citate all’inizio. Secondo le voci citate e non controllate, si vorrebbero usare, le miniere dismesse, o in via di dismissione, per lo stoccaggio di questo tipo di materiale.

Noi, invece, continuiamo a credere che uno sviluppo del territorio del Sulcis è possibile. Uno sviluppo che deve partire dalle bonifiche ambientali e che si imperni su due voci: Turismo e sviluppo del settore agro-pastorale con realtiva industria di trasformazione e conservazione dei prodotti. Continuaiamo a ripetere che non crediamo sia frutto del destino il fatto che il Sulcis sia costretto ad importare l’80% dei prodotti alimentari che consuma, che sia il fanalino di coda dell’industria turistica.

E poiché pensiamo questo, poiché continuiamo a credere in un tipo di turismo “modello Ruhr” (Là dove le miniere sono state soppiantate da parchi, scuole, ospedali musei e industria d’avanguardia) ci rifiutiamo di pensare che le miniere possano diventare un cimitero di eternit.

SIT IN martedì 17, ore 9,30, fronte Consiglio regionale, via Roma, Cagliari

per la LIBERAZIONE dall’OPPRESSIONE MILITARE, per il DIRITTO di UGUAGLIANZA tra cittadini e tra Regioni, per L’EQUIPARAZIONE, per il DIRITTO alla SALUTE e alla VITA, per FERMARE la STRAGE di STATO

Martedì 17 il Consiglio regionale discute la mozione unitaria che impegna il governatore Pigliaru nella trattativa con lo Stato sul tema della militarizzazione della Sardegna in vista della Conferenza nazionale del 18 a Roma. Il Consiglio e il Governatore hanno finora ignorato le nostre richieste e proposte, pertanto presidieremo il palazzo per ribadire le inderogabili priorità.

“RIEQUILIBRIO”, la parola-bandiera oggi sventolata come novità, è un obbligo del ministro della Difesa sancito dalla leggi ed evaso da decenni con la complicità della Regione discriminata. Già nel 1976 la legge ha imposto l’equa ripartizione sul territorio nazionale dei gravami militari, valutati dal legislatore come causa di danni economici e sociali (in quel tempo mancava ancora la consapevolezza del danno ambientale e sanitario), ha messo sullo stesso piano, con pari rilevanza, gli interessi della Difesa e le esigenze della popolazione. Nel 1990 la legge 104 ha ribadito la necessità dell’equiparazione, fondata sul diritto di eguaglianza dei cittadini e delle Regioni sancito dalla Costituzione, ha modificato l’iter inefficiente stabilito nel 1976, ha imposto al ministro della Difesa il dovere di equilibrare il carico militare tra le Regioni.

La 104/1990 non nasce dalla benevolenza di un governo-amico di turno, è in larga misura frutto dell’azione di Mario Melis e delle forti lotte di popolo degli anni 1987/90.

Il “riequilibrio” , se non si quantifica e non si pongono parametri di riferimento, è aria fritta o peggio fumo negli occhi per meglio turlupinare il popolo sardo. Tralasciando le immense zone di cielo e mare militarizzate (questa superficie supera quella dell’intera Sardegna) e usando i dati “storici” di Gettiamo le Basi, un poco più bassi rispetto a quelli di certo più precisi del governatore, risulta che il demanio militare in tutta Italia ammonta a circa 40.000 ettari di cui 24.000 (il 60%) concentrati in Sardegna e i restanti 16.000 sparsi nella penisola. Basta un calcolo elementare (40.000 : n° Regioni) per chiarire che il ministero della Difesa ha il dovere di restituirci circa 22.000 ettari, grosso modo qual cosina in più delle aree occupate dalle tre bombing test areas più vaste e a più intenso utilizzo d’Europa (Capo Frasca 1.416 ha, Teulada 7.200, Salto di Quirra 13.000).

Il Governatore non si umili e non umili il popolo sardo supplicando alcune briciole, mendicando e predicando la “mitigazione” del servaggio.

“SMILITARIZZAZIONE di Teulada e Capo Frasca”, sacrosanta, nostro obiettivo da sempre, però per come è adombrata da Pigliaru è miseramente insufficiente, eticamente inaccettabile. La Regione chiederebbe solo la restituzione, “non per l’immediato”, di appena un terzo del dovuto e abbuonerebbe allo Stato circa due terzi del maltolto Si configura come merce da riscuotere, in un imprecisato e lontano futuro, pagata con la rinuncia, adesso e subito, sia del diritto di uguaglianza con le altre Regioni e i cittadini della penisola, sia della sovranità e del controllo democratico nell’area martoriata del Salto di Quirra. La Regione offrirebbe il suo consenso al potenziamento del poligono della morte in cambio di una promessa-miraggio, utile a sedare l’insofferenza di popolo, far dimenticare e incrementare stragi e devastazioni in corso.

Il diritto all’uguaglianza, alla non discriminazione non è merce di baratto. La Regione ha i mezzi per far valere i diritti del popolo sardo (ad es. ricorso ai tribunali internazionali contro l’Italia per i danni inferti all’isola, per i crimini contro l’ambiente e contro l’umanità, per la violazione dei diritti umani con l’aggravante di averli perpetrati contro una minoranza etnica)

“SARDEGNA AZIONISTA di MAGGIORANZA” del turpe business della guerra è la trovata che nobilita e valorizza l’uso tradizionale dell’isola come paradiso-pattumiera di guerra e conferisce al “riequilibrio” significato e contenuti nuovi e sinistri. Vorremo fugare al più presto l’orribile sospetto che il governatore economista intenda equilibrare il tot di basi di guerra accollandoci anche un tot equivalente d’installazioni per esperimenti, fabbricazione, collaudi di ordigni bellici di sterminio.

L’inquietante “nuovo corso” – propagandato come “Riqualificazione Salto di Quirra” (analizzato da Gettiamo le Basi nelle varie fasi di messa a punto), llustrato nella mozione del Senato ossessivamente riproposta da Pigliaru, perseguito con costanza da circa un decennio dal suo partito. il PD – è già deciso a livello governativo, è affidato a una società per azioni, la Difesa spa. Oltre al “regalo” dei droni robot assassini, spunta il “regalo” delle energie alternative e con queste ricompare lo spettro del nucleare scacciato nel 2003 e nel 2011 dalla grandiosa lotta spontanea di popolo. I criteri di scelta della Sogin del luogo del sarcofago di scorie indicano esplicitamente il demanio militare per esigenze di controllo e sicurezza dell’impianto e, soprattutto, zero ingerenze delle Autorità civili.

Noi non cessiamo di esigere che il Governo assuma le sue responsabilità, osservi l’obbligo prioritario di porre fine alla strage di Stato provocata dalle devastanti attività militari, adotti con urgenza i sei improrogabili interventi che formano l’acronimo SERRAI (CHIUDERE)
S Sospensione delle attività dei poligoni dove si sono registrate le patologie di guerra;

E Evacuazione dei militari esposti alla contaminazione dei poligoni di Quirra, Teulada, Decimo-Capo Frasca

R Ripristino ambientale, bonifica seria e credibile delle aree contaminate a terra e a mare;

R Risarcimento alle famiglie degli uccisi, ai malati, agli esposti, Risarcimento al popolo sardo del danno inferto all’isola.

A Annichilimento, ripudio della guerra e delle sue basi illegalmente concentrate in Sardegna in misura iniqua;

I Impiego delle risorse a fini di Pace

Comitato sardo Gettiamo le Basi, tel 3467059885; Comitato Amparu (Teulada) 3497851259;

Famiglie militari uccisi da tumore, tel 3341421838; Comitato Su Sentidu (Decimomannu)

CAGLIARI 31 MAGGIO ORE 16 – GIORNATA MMT

Volantino-31-maggio-coloreAvere solo un’infarinatura di pochi concetti sulla MMT non basta.
Per questo Rete MMT ha organizzato un pomeriggio di approfondimento a Cagliari per
SABATO 31 MAGGIO.
Per partecipare alla giornate  basta semplicemente venire all’Hotel Idea ( ex moltel agip) dalle ore 16, che trovi sull’asse mediano all’incrocio con via Santa Maria Chiara.
L’ingresso è gratuito.
Se desideri riservarti un posto in sala scrivi a info@retemmt.it segnalando eventuali problematiche per il raggiungimento dell’hotel,
oppure invia un sms al numero 324 63 78 244

La giornata prevede 4 incontri.
Ore 16 -17  il primo incontro dal titolo: Perché non basta solo uscire dall’euro, relatore Daniele Basciu
Ore 17.45 -18.30  due sessioni parallele, per cui potrai seguire una delle due
La prima sessione:
Perchè la finanza applica la MMT per affari ma non vuole che sia applicata dagli stati, relatore Daniele Basciu
La seconda sessione:
Capire la moneta moderna per salvare gli stati e i cittadini, relatore  Stefano Sanna
Infine alle ore 18.45 Presentazione del manifesto degli studenti universitari per il pluralismo nell’economia, relatore Daniela Corda.

Al termine dei quattro incontri ci sarà uno spazio per domande e dibattito

Inoltre ci sarà il nuovo materiale informativo di reteMMT in modo che tu abbia anche le informazioni una volta concluso l’evento.

Ti aspettiamo
Un cordiale saluto
Stefano Sanna

La neve a Gaza – di Vincenzo Soddu

La storia di un palestinese a Cagliari e della neve in una terra in cui l’odio ha, forse, radicato amore. La storia di Karim che da Cagliari torna in Palestina per imparare di nuovo ad essere uomo, ad essere degno della propria terra e ad amare di nuovo una donna, una madre.

Il conflitto tra l’uomo e la terra, l’uomo e la patria, l’uomo e la miseria. Un corpo che ha il nome di Gaza e l’abito della neve quando l’impegno e la coscienza ci rendono liberi di decidere della nostra vita. La neve che esiste dentro gli occhi di chi vede e vive speranza. Un viaggio dalla Sardegna alla Palestina e viceversa per tornare lì dove si può decidere di non dimenticare e di lottare. La storia di tutti gli uomini a Cagliari come a Gaza. La storia di una libertà che arriva ed è “sottile, diafana, quasi trasparente” come la neve.

L’autore Vincenzo Soddu è nato a Cagliari cinquant’anni fa, quando i Beatles si esibivano ancora al Cavern Club di Amburgo.

Da vent’anni insegna materie letterarie nei licei cittadini.

Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 177 KB
  • Editore: Caracò Editore (29 novembre 2013)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B00GQK4UVS
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: #3.935 a pagamento nel Kindle Store

Viva la scuola – senza oneri per lo stato – Corrado Mauceri

Si era presentata come una paladina della scuola pubblica, poi ha indicato una scuola “paritaria” come un “modello da seguire“, adesso propone un emendamento alla legge di stabilità perché si diano 274 milioni alla scuola “paritaria“. Aveva promesso una Costituente dell’Istruzione per coinvolgere tutto il mondo della scuola, adesso si appresta a fare calare dall’alto come collegato alla Legge di Stabilità un provvedimento che interviene su alcuni punti fondamentali per la scuola – stato giuridico, salari, riforma degli organi collegiali.

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contro i libri digitali a scuola

“Demenza Digitale“ (di Manfred Spitzer ) è il titolo di un libro che dovrebbe far riflettere sui computer (e non solo) a scuola. (altro…)

Valutare, obbedire, combattere. La valuta corrente della valutazione – Gerolamo Cardini

Diciamolo subito: la valutazione è esercizio brutale del comando mascherato da ideologia del merito.

Proprio per questo, nell’articolare oggi una critica nei confronti del sistema della valutazione come elemento-chiave delle attuali trasformazioni della formazione scolastica e universitaria, non ha senso cedere a forme di nostalgia nei confronti di immaginari bei tempi andati. I tempi in cui ogni docente era giudice unico di se stesso e del proprio lavoro – fatte salve però le forme di corruzione, i rapporti di padronato e di servilismo di stampo feudale che imperversavano (e continuano a imperversare) in ambito universitario e, anche se in misura minore, in quello scolastico – sono passati, e non vale la pena versarvi lacrime, né ancor meno idealizzarli come il paradiso perduto della libertà di insegnamento e del rapporto ‘umano’ tra docenti e studenti. Chi non sia accecato dall’ipocrisia sa bene che le cose stavano diversamente, che il richiamo alla scuola di don Milani era poco più che uno slogan, che la condivisione dei percorsi formativi (la famosa ‘programmazione collegiale’) tra docenti, alunni e genitori era spesso aleatoria, nonostante una legislazione scolastica certamente avanzata; che il libero uso dell’intelletto in ambito universitario era perlopiù caldamente sconsigliato, e in ogni caso non premiato. Non verrà quindi da qui nessun rimpianto del tempo passato, al quale talvolta indulgono anche ben intenzionati compagni e compagne. Cercheremo piuttosto di svolgere una riflessione critica che provi a tenere insieme l’intero ambito della formazione scolastico-universitaria, mostrando la sostanziale omogeneità dei processi in corso, non a caso accompagnati da una retorica comune e scanditi da interventi legislativi e amministrativi che, nonostante l’alternarsi di governi di vario colore, mantengono un’impressionante coerenza…

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