la questione rwm, cioè la presenza in sardegna di una fabbrica di bombe destinate prevalentemente alle popolazioni civili, è nota da almeno due anni; ci sono state in sardegna molte numerose manifestazioni sulle strade e numerose denunce istituzionali, con zero risposte sul merito e altrettanto numerose attenzioni di polizia; c’è stata nel parlamento italiano una memorabile interrogazione parlamentare con una indimenticabile risposta (gli stupri, si dice, sono impossibili da dimenticare) della ministra del commercio di armi roberta pinotti; ora la questione è sul new york times;

il consiglio regionale della sardegna è composto da ottanta consiglieri, la cui retro-questione preliminare, da anni, è come spendere i fondi ai gruppi senza finire sotto processo; il resto viene dopo, e dopo di dopo di dopo eventualmente la questione rwm; il governo italiano ha appena stasera redatto una comunicazione in cui si garantisce che ogni vendita italiana di armi, compresa questa, è avvenuta in piena ottemperanza al diritto internazionale; a occhio e croce, anche l’occupazione hitleriana dei sudeti è avvenuta nello stesso modo, e a dire il vero ogni controversia internazionale è nata in questo ventre prostituzionale del diritto internazionale;

tuttavia, pur nella diffusione a tappeto di tutta questa melma e nella bruttura di questa puzza nell’aria, una cosa non cessa di sorprendermi: che un presidente di regione quale quello attualmente in carica non abbia mai avuto niente da dire;

la sardegna, invece, “ripudia”!

Gianluigi Deiana