Pur avendo un giudizio non privo di critiche al più recente operato del governo Maduro in materia di libertà democratiche, l’aggressione statunitense al popolo venezuelano con il bombardamento di Caracas ed il rapimento del presidente e della sua compagna (ed il loro sequestro negli USA), costituiscono un precedente gravissimo e la prova ulteriore della volontà imperiale che il presidente Donald Trump intende perseguire per consolidare il loro potere economico ed il controllo antidemocratico sul mondo.
Le regole di diritto internazionale, che dopo la Seconda Guerra Mondiale avrebbero dovuto sancire la sovranità dei popoli alla loro autodeterminazione, sono state ripetutamente violate e asservite agli interessi economici e geopolitici di potenze nucleari aggressive come gli USA, la Russia e Israele.
Ripetutamente, come Unione Europea, siamo stati complici e conniventi e l’Italia ha toccato il fondo con le ultime grottesche dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni secondo la quale questo Golpe statunitense viene considerato legittimo perché ritenuto un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico.
Le Nazioni Unite sono ormai ridotte ad inutile organismo che non è in grado di porre alcun limite alle derive autoritarie di Paesi che impongono con la forza delle armi la loro volontà di controllo antidemocratico di risorse energetiche, paesaggistiche ed economiche.
La stessa mentalità colonialista che, almeno per il momento, con la forza di leggi inique e centralistiche, come sardi subiamo.
Ribadire la nostra condanna per il genocidio che continua a perpetuarsi a Gaza, per la pulizia etnica praticata dai coloni sionisti in Cisgiordania, e ora con l’aggressione armata di una nazione sovrana come il Venezuela, non significa difendere i diritti di altri, ma noi stessi, la nostra libertà, il nostro diritto alla convivenza pacifica e democratica.
Come COBAS SCUOLA SARDEGNA, dichiariamo con fermezza la nostra vicinanza al popolo venezuelano e manifestiamo pubblicamente la nostra condanna dell’imperialismo coloniale statunitense.
Concordo. Non si può rimanere indifferenti di fronte a questa prepotenza.