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ALABAMA banjos playng through the broken glass

ALABAMA
banjos playng through the broken glass

di Gian Luigi Deiana

 

Forse tutto quello che io conosco dell’alabama si riduce alle immagini evocate da questa vecchia canzone: banjos suonano attraverso i vetri rotti; e il klan, e altre tristi canzoni che descrivono uno strano frutto annerito pendere da un albero;

dunque da oggi l’alabama è il diciassettesimo stato dell’unione a dotarsi di una legge che proibisce l’aborto anche in caso di stupro e in caso di incesto; è così tanto bello e sacro amare i bambini nella pancia degli altri, quale che ne sia la condizione? e poterlo fare sfregiando gratis le madri in questo modo?

stamattina io sono venuto a sapere che le milizie curde che hanno sconfitto l’isis hanno nei loro villaggi da mesi alcune migliaia di prigionieri: moltissimi tra questi sono foreign fighters cittadini europei e di conseguenza è stata avanzata alle rispettive madrepatrie la richiesta di prendersi in carico i propri cittadini detenuti laggiù e giudicarli: bene, solo la gran bretagna e la russia hanno risposto, commissionando sia l’una che l’altra cinque bambini nati da quella allucinazione: ma solo bambini, e solo cinque per ciascuna ‘patria’; non i padri guerrieri di un dio insensato, non le madri schiavizzate al loro servizio; solo i bambini, fino a cinque;

credo che sia ragionevole, soprattutto da parte dei maschi, farsi un’ idea e una disposizione dialogica onesta sull’aborto, improntate alla comprensione e al pudore; l’indirizzo normativo espresso dalla riforma legislativa in alabama e dunque vigente in un terzo degli states ha il triste pregio di mettere la cosa (la donna) a nudo:

proibire l’aborto anche in caso di incesto o di stupro è come innalzare una croce sul golgota per godere della sua pubblica vista; sacralizzare la gravidanza quale che ne sia la costrittività e la condizione e sputarci sopra ogni volta che si afferma di venerarla; significa imporre per legge a una donna di avere schifo di se stessa per tutti i giorni della propria vita; imporle di percepire il proprio corpo come la gabbia di una prigione e di odiare con ogni singolo respiro la povera anima che vi deve restare prigioniera, con fine pena mai;

in nome di quale dio o di quale morale si può giungere a una simile sopraffazione? c’è in realtà un dio: è la presunzione di onnipotenza di una maschilità sbandata, impaurita dalla femminilità e ormai totalmente fuori controllo nella sua presa predatoria sulla vita: la vita;

la proibizione di abortire è lo specchio dell’imposizione di abortire: è lo stesso medesimo delitto, commissionato alla donna perchè sia il sicario di se stessa; è grave in senso primordiale: esso affonda il suo artiglio in “sas intragnas”, e fatto ope legis ha la potenza di un linciaggio; preserva una strana memoria, l’alabama;

banjos playng through the broken glass

INCONTRO RAVVICINATO DEL TERZO TIPO: perché Salvini vuole incontrare la professoressa? di Gian Luigi Deiana

Per capire la surreale vicenda della scuola di Palermo, investita come ogni luogo pubblico dalle obbedienze securitarie emanate dal Viminale, è necessario aggiornare la situazione a stamattina 18 maggio 2019 e fare poi tre o quattro passi indietro: cioè, è bene non fermarsi allo stupore conseguente alle sanzioni disciplinari su una insegnante buona e pacifica, almeno come Santa Rosalia, ma dare uno sguardo alla sequenza da cui questa vicenda proviene.

Stamattina la Lega ha in programma la manifestazione nazionale a Milano, evento che dovrebbe portare alla massima prova del consenso di piazza la sua campagna elettorale antieuropea: nell’aritmetica della propaganda non si tratta, in questa occasione, di legittimare comportamenti di estrema destra, rabbie sottoproletarie o irrazionalità delle periferie, ma di esibire ai media il consenso della “maggioranza silenziosa”; per tale ragione è proprio controproducente arrivarci con il ridicolo alone guerresco derivato dall’aggressione ministeriale a una insegnante disarmata; è invece necessario un velo di ragionevolezza e generoso buon senso.

All’atto della formazione del governo la Lega aveva preteso due ministeri chiave, gli Interni e l’Istruzione: anzi ne aveva predisposto l’interconnessione, come si potesse trattare di un nocciolo speciale e unificato di stato nello stato: questo è il punto chiave; il punto chiave: tradotto, significa il proposito di trasformare gli uffici scolastici provinciali in questure del sistema scolastico, a sua volta riarticolato centralisticamente nella forma della “regionalizzazione” di tutto l’apparato statale sotto controllo del ministero degli interni; questo significa, nella prima forma sperimentale, ricalcare la funzione della scuola sullo schema dello stato di polizia.

Ma qualcosa a Palermo è andato storto, in quanto lo zelo ministerial-poliziesco dell’Ufficio Scolastico di Palermo ha provocato la rivolta di nonne, maestre e bambini; e qui, come in ogni scena di vigliaccata, ecco la repentina inversione, la trasformazione dello scontro protocollare del primo tipo nella proposta di incontro ravvicinato del terzo tipo: ecco quindi che il ministro dell’istruzione Bussetti sconfessa l’operato del suo ufficio scolastico; ecco Salvini, in veste di ministro degli interni, che ad ogni buon conto sconfessa l’operato del suo sottoposto Bussetti; ed ecco ancora Salvini, in veste di capo della lega e fautore delle politiche simil-razziste (quelle denunciate dalla ricerca scolastica della classe di Palermo) proporsi di dispensare alla docente un generoso incontro pacificatore; nota a margine, un incontro pacificatore in occasione della cerimonia in memoria di Falcone, sic!

Ora proviamo a risalire la pista seguendone all’indietro le tracce: nell’ultima settimana Salvini ha sparato a zero sul mondo dell’informazione e precisamente su figure di grande notorietà: Lilli Gruber, Fabio Fazio, ed Enrico Mentana; chiaramente non aveva interesse alla qualità professionale, ma semplicemente alla notorietà del bersaglio grosso e ai carichi di invidia sociale che sempre vi sono connessi; naturalmente poteva giovarsi in RAI della spregiudicatezza del nuovo presidente, tale Marcello Foa, un intellettuale frustrato e vendicativo ovvero un similbussetti d’occasione; e tuttavia, in sintonia con il grande successo popolare dei giochi a quiz, egli stesso è entrato in pista col fantastico gioco da circo barnum intitolato “vincisalvini”.

Se uno pensa a un ministro che blocca navi di soccorso, decreta multe per chi salva gente che sta annegando, va alla commemorazione di Falcone e trova anche tempo per fare il vincisalvini ne esce che quando un uomo è così integralmente tutto d’un pezzo si potrebbe immaginare la metafora di un’anima come il culo.

La tempesta di fuoco sulla tv è stata appena preceduta dal progetto di ingresso trionfale nel mondo dell’editoria e dell’alta cultura: come in ogni operazione fumettistica di guerra, la prima manovra è stata affidata a un reparto guastatori e nel caso specifico a casa pound; ma anche qui è andata buca, poiché esattamente come a Palermo c’è stata la rivolta: e quindi il Comune di Torino e la Regione Piemonte hanno sconfessato la prima acquiescienza della direzione del salone del libro, questa a sua volta ha sconfessato l’editore di casa pound e con ciò vincisalvini è rimasto a bocca asciutta.

Potremmo continuare, per esempio annusando la carognesca sparata sulla cannabis e sui negozi che vendono canapa; ma può bastare così: il senso della pista è il seguente: la Lega e il suo capo fanno presa immediata sul popolo dei selfie, quella penosa e sconfinata parte di umanità che necessita di una foto a fianco di una parvenza di uomo forte per l’illusione eucaristica di essere parte della stessa forza, o almeno della stessa parvenza; ma non appena si sale di un gradino, a una intervista in tv o a una rassegna libraria o addirittura a una classe seconda di un istituto tecnico che collega titoli di giornale, allora tutto il castello di chiacchiere e di veleno sociale crolla e l’uomo forte si scioglie nel suo brodo.

Ergo: a volte un uomo che non dialoga precipita nel proprio monologo: è una malattia in genere irreversibile, in quanto ogni incontro è desiderato non per uscire almeno per un momento dal proprio ego, ma per nutrirne ancor più il suo gorgo, esattamente come fa negli spazi interstellari un buco nero; è l’incontro ravvicinato del quarto tipo, ossessivo e insaziabile.

Solidarietà dei COBAS Scuola Sardegna alla collega Anna Maria Dell’Aria: sospesa per aver svolto il proprio lavoro di insegnante

I COBAS Scuola Sardegna esprimono la loro più totale solidarietà e stima nei confronti della collega Anna Maria Dell’Aria, sospesa a Palermo per 15 giorni, dall’insegnamento e dallo stipendio, solo per aver svolto il proprio lavoro di insegnante.

Siamo pronti ad azioni di lotta per difendere la libertà di insegnamento dall’oscurantismo burocratico, e ammiccante con il potere di turno, dell’amministrazione scolastica.

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

La collega sospesa a Palermo per aver svolto il proprio lavoro.

”Sono amareggiata, ho sempre lavorato per far crescere il libero pensiero”.

https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2019/05/sic-professoressa-sospesa-78c86f26-be8a-4278-a902-09612fcdf915.html

 

Il video degli studenti dell’ITI Vittorio Emanuele di Palermo per il quale la collega Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa dall’insegnamento e dallo stipendio per 15 giorni.

https://www.google.com/amp/s/amp-video.repubblica.it/amp/edizione/palermo/palermo-ecco-la-ricerca-anti-salvini-che-ha-messo-nei-guai-la-docente/334725/335326

 

Comunicato Sampa dei Cobas Scuola di Palermo

Comunicato vittori emanuele

Seminario CESP oggi a Cagliari presso l’Aula Magna dell’ITI “Marconi” CA: “Il nuovo progetto di società della nazione kurda: origini filosofiche ed attualità politica

Seminario CESP oggi a Cagliari presso l’Aula Magna dell’ITI “Marconi” CA:
“Il nuovo progetto di società della nazione kurda: origini filosofiche ed attualità politica”.

Domani si replica a Nuoro all’ITC “Chironi” in via Toscana, 29.

CESP Sardegna
con la collaborazione di:
COBAS Scuola Sardegna
ASCE
Rete Kurdistan Sardegna

SALO’ DEL LIBRO (non è un incidente, è un precedente) di Gian Luigi Deiana

La questione dei fascisti al salone del libro di Torino non è affatto una questione di disposizione volterriana (“non sono d’accordo con la tua posizione ma mi farei uccidere perché tu la possa esprimere liberamente”), in quanto la disposizione volterriana è già abbondantemente soddisfatta dal fatto che ci sono giornali fascisti, editori fascisti, artisti fascisti, circuiti culturali fascisti ecc. e nessuno impedisce che ci siano; per di più, se io g.l.d. avessi a cuore lo scrupolo del libero confronto, nessuno mi impedirebbe di praticarlo, in rete, in biblioteca o al bar.

Ma: se il confronto può liberamente avvenire in rete, in biblioteca o al bar, perché non deve poter avvenire al salone del libro?

Per una questione estremamente semplice: perché vi è un salto di piano tra il “discorso privato” e il “discorso pubblico”; il “discorso pubblico” non soggiace affatto alla massima di voltaire, e non vi soggiace per il fatto che il discorso pubblico, se da un lato deve stare attento a non bloccarsi nella fobia di pericoli immaginari (per es. i gay o i testimoni di geova) dall’altro deve stare attento a non aprire i varchi ai pericoli reali (per es. le cosche o le scommesse clandestine).

Facciamo qualche esempio: la pedofilia non è solo una questione di tendenze sessuali private, è anche un problema reale di interesse pubblico; nessuno vieta che se ne faccia materia di conversazione tra privati, ma sarebbe difficile accettare di rendere disponibile uno stand di una manifestazione nazionale, per esempio il salone del libro o lo zecchino d’oro, per la divulgazione culturale delle pratiche relative e del relativo mercato; si traccia un limite, esattamente come per la propaganda del terrorismo, della discriminazione razziale, ecc..

Un limite è sempre una limitazione, cioè è l’attestazione istituzionale del fatto che la società civile che ne è teatro necessita di una profilassi immunitaria, deve cioè essere consapevole della propria necessità di anticorpi rispetto a patologie infettanti che ne determinerebbero la sua stessa negazione, ne determinerebbero cioè il passaggio allo stato di società incivile (una società che nega la libertà civile e l’uguaglianza dei diritti umani propri della società civile stessa).

La costituzione italiana oggi vigente, scritta sulle rovine di una lotta mortale contro il fascismo, è appunto l’attestazione istituzionale di questa perdurante estromissione del fascismo dal “discorso pubblico” proprio della società civile, “questa” società civile: questa, con le sue scuole pubbliche, le sue università pubbliche, le sue manifestazioni culturali pubbliche ecc..

Da parte del fronte escluso, protetto da populisti razziali e sovranisti patriottici, si manovra da sempre per una penetrazione tecnicamente parassitologica: incubarsi in un varco meno blindato e parassitarne una parte piccola a piacere; se questo passa per legittimo o anche interessante una prima volta, poi ci sarà inevitabilmente un secondo passo: le trasmissioni di grande ascolto, le assemblee scolastiche, i dibattiti parlamentari ecc., ovvero un percorso di sdoganamento attraverso il quale il fascismo può essere progressivamente inteso come “normale”.

Parassitamento, legittimazione, normalizzazione; e per converso demonizzazione del rom, disprezzo del nero, espulsione del migrante; silenzio col sorrisetto sul turismo sessuale in thailandia, grandi striscioni di brucerete nei forni alle curve degli stadi.

Questa è la bestia: oggi essa è famelica perché vi è una vastissima area sociale che ne richiama il pascolo, quella che Primo Levi chiamava la zona grigia; ma il “discorso pubblico” non può, in un passaggio storico simile, farsi grigio anche lui.

Sono solidale con zero calcare che semplicemente se ne è andato, e che oggi vi ritorna dopo aver vinto la sua e la nostra battaglia.

ROGHI (il rapporto malato tra il fascismo e i libri) di Gian Luigi Deiana

Considero casa pound una effemeride come tante, tra quelle innumerevoli che da sempre squarciano la psiche umana popolandola di allucinazioni: una effemeride del “fascismo eterno”.

Il fascismo eterno muove il suo respiro su lunghissime fasi di ammaliamento e brevissime fasi di scatenamento, esattamente come le ciclicità parassitarie e le patologie maniacali; per decenni si insedia silente e convive con l’organismo ospite, fa il simpatico e offre contributi intellettuali e organizza donazioni di cibo ai compatrioti poveri delle periferie; poi d’improvviso attacca, particolarmente quando l’equilibrio che lo ha nutrito si attenua e diventa più incerto; e quando l’organismo da cui ha preso alimento per tanto tempo reagisce, allora si scatena.

La scena rituale dello scatenamento è letteralmente primitiva: è il rogo; e le vittime privilegiate del rogo in cui si libera l’anima malata del fascismo eterno sono due: le donne e i libri.

Vi è un essenziale elemento comune tra le donne e i libri: la “coltivazione”; cioè la convinzione profonda del fatto che la natura umana non è semplicemente data, ma è il portato continuo di una paziente, tollerante e libera “coltivazione”: è cioè una natura “culturale”: essenzialmente femminile ed essenzialmente grafica.

Il rapporto tra il fascismo eterno e la cultura, cioè il rapporto tra il fascismo eterno e le donne e tra il fascismo eterno e i libri, non solo è un rapporto irrisolto, è un rapporto irrisolvibile; perché esso possa essere risolto il fascismo eterno deve acquisire l’etica della pazienza, della reciprocità e della libertà, cioè l’etica della coltivazione; deve cioè cessare di essere fascismo.

Dire a una donna “ti stupro” è come dire a un libro “ti brucio”: è la stessa identica azione, folle e assassina: ecco perché la casualità della cronaca ha potuto fotografare in simultanea la vicenda del salone del libro e la vicenda della casa popolare di casal bruciato.

Una bambina e una matita: questo è ciò che da sempre è intollerabile per i maniaci del fuoco purificatore.

LE MAESTRE, L’INVALSI E I VIGILI DEL FUOCO

LE MAESTRE, L’INVALSI E I VIGILI DEL FUOCO

(di Andrea Scano)

 

Due vigili del fuoco con trent’anni di esperienza vengono chiamati a perlustrare un edificio considerato a rischio. Dopo l’ispezione comunicano allarmati che c’è il pericolo di un crollo e che la zona va evacuata immediatamente. Un professore universitario che si trovava lì per caso, un pescivendolo ed una signora di passaggio, senza essere mai entrati nell’edificio, sentenziano che non è possibile e che l’allarme è ingiustificato. Voi a chi dareste ragione?

Io, se fossi lì, darei la ragione al vigile del fuoco. O perlomeno lo ascolterei con la massima attenzione.

Ecco, appunto, l’ascolto.

Benedetto ascolto! Mi piacerebbe che ci fosse ascolto vero anche quando a parlare sono le maestre che tentano di raccontare qualcosa che hanno visto. Qualcosa che hanno visto lì dentro, con i loro occhi, proprio in quell’edificio scolastico. Mi piacerebbe che chi ascolta prendesse il respiro una, due, tre volte, prima di rispondere loro affrettatamente, prima di affibbiare etichette e di emettere giudizi.

Avere opinioni differenti è normale, lo so bene. Per questo non mi arrabbio se sento dire da qualcuno che le prove INVALSI sono utili ed intelligenti. Io non la penso affatto così, ritenendole invece dannosissime e stupide, tuttavia comprendo che esistano punti di vista differenti. Però ci sono due cose che mi fanno infuriare: la prima è il pregiudizio e la seconda è la scarsa capacità di ascolto. Soprattutto se riguarda le persone che possono saperne due righe più degli altri. Per esempio, se si parla di scuola e di bambini, le maestre sanno certamente molto più di due righe rispetto alla media delle persone che affollano i social. E talvolta sanno di più anche rispetto a molti “specialisti del settore” … o perlomeno hanno qualcosa da dire con autorevolezza e cognizione di causa. Certo, le maestre sbagliano anche, questo è normale. Ma costituiscono certamente un tesoro inestimabile di esperienze e conoscenze.

Oggi però va di moda sottovalutarle, denigrarle, a volte anche usare violenza fisica nei loro confronti. Dispiace per loro stesse ma dispiace soprattutto per la società nel suo insieme, perché una società che non dà retta alle sue maestre è una società disgraziata. E ne vediamo tutti i giorni le conseguenze.

Da quando sono state inserite nelle scuole italiane le prove INVALSI “a crocette” numerosissimi insegnanti hanno espresso disappunto e fortissime perplessità. Le motivazioni sono numerose e fondate, ma non sto qui ad elencarle: l’ho fatto in altre sedi e volentieri riprenderò a spiegarne i motivi in dettaglio. Adesso mi preme sottolineare che in molti casi gli insegnanti (ma anche i genitori ben informati) scioperano o trovano modalità per contrastare le prove “a crocette”. Tanti altri insegnanti rassegnati, invece, effettuano le prove senza però condividerne l’impostazione e senza trovare in esse una vera utilità. Nel frattempo le prove INVALSI stanno riuscendo ad ottenere uno strano effetto collaterale: molti libri di testo si stanno sempre più “invalsizzando” e molti insegnanti, “ob torto collo”, restringono sempre di più il loro programma, svolgendo principalmente “ciò che serve a superare bene le prove INVALSI” e trascurando altre importantissime attività didattiche.

Ora, davanti a questo spettacolo, davanti alle proteste (o alle semplici perplessità) provenienti dal mondo della scuola, io mi sarei aspettato una apertura, un desiderio di ascolto, una volontà di comprendere cosa sta accadendo.

Niente di tutto questo.

Con rammarico ci tocca rilevare i commenti del professore universitario, del pescivendolo e della signora di passaggio che, sapendo poco o nulla di scuola, sono pronti ad emettere sentenze contro questi insegnanti eretici che non si sono voluti inginocchiare davanti all’altare – INVALSI.

Alcuni ci bacchettano sostenendo che “La valutazione è un obbligo per tutti e, se qualcosa va cambiato, fate almeno delle proposte concrete!”.

Ingenui!

Confondono il concetto di “valutazione” con quello di “rilevazione standardizzata”, e questa confusione concettuale li porta molto lontano dalla realtà. Ma soprattutto ignorano che noi insegnanti (pur non essendo tenuti a farlo), ne abbiamo fatto vagonate di proposte concrete sulla scuola. Tutte rigorosamente cestinate dai governi e dai tecnocrati che si sono succeduti negli ultimi vent’anni.

Il destino del cestino (scusate il bisticcio di parole) ha riguardato non solo le nostre proposte, ma anche quelle provenienti da numerosi intellettuali “fuori dal coro”.  Per esempio quelle provenienti da un autorevole scienziato ed epistemologo come Giorgio Israel. Per avere un’idea della assoluta “impermeabilità” dell’istituto INVALSI rispetto a legittime critiche, leggete cosa dichiarava Israel nel 2015.

“confesso di provare un senso di sfinimento dopo aver prodotto per anni critiche su critiche di casi specifici, precise, di contenuto, in articoli sulla stampa, in convegni, in rete e, due anni fa, con un’analisi dettagliata di tutti i test Invalsi di matematica che può essere letta sul blog “pensareinmatematica.it”. Nel corso di questi anni non ho ricevuto una sola risposta …”.

(Su https://www.youtube.com/watch?v=xSA0Suy6lus potrete trovare l’intera intervista, i primi 3 – 4 minuti sono veramente illuminanti).

Quindi, Israel non ha ricevuto una sola risposta, dopo essere stato membro di numerose commissioni nazionali legate alle riforme scolastiche, dopo essersi occupato per molti anni e ai massimi livelli di matematica, di scuola, di storia della scienza. Però a noi insegnanti dicono “Eh, non siate così critici, fate voi delle proposte concrete …”.

Arrivati a questo punto voi cosa fareste? Dareste retta al vigile del fuoco, o almeno prestereste ascolto, con la massima attenzione, a ciò che dice?

E quell’edificio, quella scuola a rischio di crollo, la lascereste davvero così?

Pensiamoci. Ognuno di noi ha un pezzo di responsabilità.

 

(Andrea Scano – maestro)

 

Invalsi insegnanti e ascolto – maggio 2019 – Andrea Scano

Seminari CESP – 15 maggio 2019 CAGLIARI e 16 maggio 2019 NUORO “Il nuovo progetto di società della nazione Kurda: origini filosofiche ed attualità politica”.

SEMINARI CESP in SARDEGNA

15 maggio 2019 – CAGLIARI 

16 maggio 2019 – NUORO


Comunichiamo che come CESP – Centro Studi Scuola Pubblica, in collaborazione con i COBAS Scuola Sardegna, l’ASCE e la Rete Kurdistan, abbiamo organizzato due SEMINARI di FORMAZIONE aperti a tutto il personale Docente, Ata, Dirigente ed alle classi quarte e quinte degli Istituti Secondari di secondo grado, sul tema:

Il nuovo progetto di società della nazione Kurda: origini filosofiche ed attualità politica“.  

I seminari sono previsti a: 

CAGLIARI: mercoledì 15 maggio 2019 ITI Marconi CA

NUORO:     giovedì 16 maggio 2019 ITC Chironi NU

ed i docenti ed ATA, al fine di garantire la più ampia partecipazione, potranno scegliere a quale seminario iscriversi e partecipare. 

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione/aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni ai n° di fax 070485378 per Cagliari e 0784254076 per Nuoro o alla mail cespsardegna@gmail.com

Vista l’importanza degli argomenti vi preghiamo di partecipare numerose/i e di informare personalmente dell’iniziativa il  maggior numero di colleghe/i.

Un saluto 

per il CESP Sardegna – prof. Angelo Cani

 

INFO ai DS seminario CESP CAGLIARI 15-05-2019

programma seminario CESP a CAGLIARI – mercoledì 15-05-2019 – ITI Marconi CA

modulo iscrizione seminario CESP CAGLIARI – 15-05-2019

richiesta esonero seminario CESP CAGLIARI 15-05-2019

INFO ai DS seminario CESP NUORO 16-05-2019

programma seminario CESP a NUORO giovedì 16-05-2019 – ITC Chironi NU

modulo iscrizione seminario CESP NUORO – 16-05-2019

richiesta esonero seminario CESP NUORO 16-05-2019

Anche oggi in SARDEGNA grande SUCCESSO della seconda giornata di SCIOPERO dei COBAS Scuola Sardegna e del BOICOTTAGGIO contro i quiz INVALSI

COBAS Scuola SARDEGNA 

Comunicato Stampa – 7 maggio 2019

Anche oggi in Sardegna, nella seconda giornata di SCIOPERO delle Scuole SARDE e di BOICOTTAGGIO contro i distruttivi quiz INVALSI, vi è stata una grandissima adesione nelle scuole elementari, ed una buona riuscita della protesta anche negli altri ordini di scuola, per la vertenza SCUOLA SARDA e contro la regionalizzazione, con decine di scuole interamente CHIUSE

A FORA s’INVALSI de sa SARDIGNA

La seconda giornata di SCIOPERO e BOICOTTAGGIO contro i Quiz INVALSI nelle scuole elementari della Sardegna (oggi era prevista la prova di matematica e ieri di italiano), e nelle seconde classi delle superiori, ha confermato una MASSICCIA adesione, a riprova della contrarietà del mondo della scuola per questi insulsi indovinelli slegati dalle attività didattiche quotidiane

L’adesione allo SCIOPERO di Docenti e Ata e la significativa adesione alla protesta di tantissimi genitori (che hanno tenuto i loro bambini/e a casa), hanno contribuito in maniera importante a BOICOTTARE la terza giornata (matematica) dei Quiz INVALSI nelle scuole elementari della Sardegna e la seconda giornata nelle scuole superiori.

Anche oggi abbiamo conferma da tutta la Sardegna di DECINE di scuole completamente CHIUSE (non solo elementari) o dove comunque i Quiz INVALSI sono SALTATI, infatti (totalmente o parzialmente), per SCIOPERO delle/degli insegnanti, e/o delle/dei Collaboratrici/tori Scolastici o per SCELTA delle famiglie che hanno tenuto a casa i loro figli non condividendo la scuola degli insulsi indovinelli o dove sono stati somministrati ad un numero ridicolo di alunni presenti.

Grazie, quindi, al coinvolgimento ed alla collaborazione di insegnanti, collaboratori scolastici e genitori gli indovinelli non sono stati propinati a migliaia di nostre/i piccole/i alunne/i come già avvenuto nella precedenti giornate del 3 maggio con i quiz di inglese e di ieri 6 maggio.

L’INVALSI, more solito, racconterà che i quiz si sono svolti nella maggior parte delle classi della Sardegna ma i “MAGLIARI” dell’Istituto di Valutazione non dicono che le classi che vengono “usate” per tali numeri sono solo le cosiddette “classi campione” le quali (1 o 2 per scuola) sono le UNICHE che vengono “usate” dall’Invalsi per fornire questi numeri.

A tale proposito è utile sapere che l’Invalsi ha escluso da anni le scuole cosiddette “contrastive” (dove negli ultimi anni non si sono MAI svolti i quiz), da tale campionatura perché in tali Istituti NON vi sono classi cosiddette “campione”.

Inoltre, molti dirigenti scolastici (proprio perché queste classi sono le uniche che “fanno numero”), dedicano grande attenzione e usano tutto il loro potere di “persuasione” nei confronti di Docenti, Ata e Genitori affinché in tali classi i quiz si svolgano “costi quel che costi”.

Nell’ultima settimana, infatti, abbiamo avuto notizia di gravi episodi di intimidazione, da parte di taluni dirigenti scolastici, nei confronti di docenti (con variegate “minacce” di ordine disciplinare) i quali non volevano sottoporre i loro alunni ai Quiz ed oggi diversi colleghe/i in SCIOPERO sono stati sostituiti pur di sottoporre i bambini ai Quiz.

Ovviamente la sostituzione dei Docenti in SCIOPERO non è prevista dal nostro ordinamento giuridico (anzi è vietata), e, quindi, valuteremo nei prossimi giorni la presentazione di formali denunce ai competenti Tribunali del Lavoro per attività antisindacale nei confronti dei dirigenti scolastici responsabili.

Come abbiamo già ampiamente comunicato negli scorsi giorni, proprio perché l’avversione ai quiz Invalsi è così diffusa, dallo scorso anno sono state cambiate le modalità di effettuazione dei Quiz in terza media e nelle seconde superiori e da quest’anno sono stati introdotti anche nelle quinte superiori.

I cosiddetti Quiz INVALSI NON sono prove valutative e quindi NON sono obbligatorie ma le nuove procedure prevedono (da quest’anno per le classi terze medie e dal prossimo anno per le classi quinte degli Istituti Superiori) una sorta di propedeuticità che di fatto RICATTA studenti e famiglie per obbligarli a svolgere i quiz (anche senza alcun profitto) pena l’esclusione dall’ammissione agli esami.

Nelle classi terze medie, che hanno già effettuato i quiz ad aprile, si è potuto ampiamente verificare che stabilirne l’effettuazione in una finestra temporale di addirittura 18 giorni paralizza l’ordinaria attività didattica nelle classi direttamente coinvolte e produce gravi problemi in tutte le altre classi, addirittura anche di altri ordini di scuola perché tutta l’Istituzione è a disposizione per i test, e tali gravi situazioni si ripeteranno per i quiz delle seconde classi delle superiori dal 6 al 18 maggio 2019.

Tutto ciò ha determinato e determinerà un caos inaudito e sconsiderato in tutti gli Istituti coinvolti.

Inoltre cercheranno di “prendere per stanchezza” gli studenti delle classi seconde superiori perché cercheranno di imporre la somministrazione in qualsiasi giorno tra il 6 ed il 18 maggio 2019 ed, a tale riguardo, confidiamo nella “ribellione” degli studenti e delle loro famiglie come richiedono anche diverse organizzazioni studentesche.

Ma oggi lo SCIOPERO è stato indetto dai COBAS Scuola Sardegna anche contro le ipotesi di REGIONALIZZAZIONE antisolidaristica della Istruzione Pubblica che dividerà ulteriormente i territori “ricchi” dalle aree più disagiate e povere.

Inoltre per un contratto che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata,per l’utilizzo dei fondi del “BONUS” docenti e del “FIS” nel salario base di Docenti e ATA, per l’abrogazione del residuo obbligo diAlternanza scuola-lavoro, che sottrae ore alle attività didattiche e per la libera ed eventuale programmazione da parte dei singoli Istituti.

Diciamo anche NO al nuovo Esame di Stato e siamo per il rientro in Sardegna dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR ed affinchéle diplomate/i magistrali rimangano nelle GaE con il punteggio acquisito, e chi già in ruolo mantenga il posto e per la riapertura delle GaEper tutti gli ordini di scuola per chi ha l’abilitazione, per l’immissione in ruolo di tutti/e i precari/e con 3 anni di servizio per il potenziamento degli organici ATA, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti ed il ripristino delle sostituzioni con supplenze temporanee e diciamo NO al taglio degli Organici di Docenti ed Ata delle scuole della Sardegna e per una riduzione del numero di alunne/i per classe e NO alcontinuo deferente (verso Governo e MIUR), dimensionamento (taglio di Istituti Scolastici) delle autonomie scolastiche deciso irresponsabilmente dalla Regione Sarda e perché tutti i fondi RAS disponibili non vengano spesi in ridicoli, inutili e costosi progetti, privi di alcuna reale ricaduta didattica, e vengano, invece, assegnati alle scuole (magari per la lingua e cultura Sarda).

Vogliamo, infine, una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio per tutti i lavoratori/trici e le loro organizzazioni negata da oltre vent’anni ai COBAS Scuola Sardegna che nelle scuole Sarde sono una delle Organizzazioni più rappresentative (come dimostra anche l’ultimo risultato alle ultime elezioni RSU 2018), ma ai quali è negato ogni diritto sindacale. 

 

TG di VIDEOLINA – 7 maggio 2019 – Notizia dei titoli e servizio

 

COBAS – anche oggi in SARDEGNA grande SUCCESSO dello SCIOPERO e del BOICOTTAGGIO contro i quiz INVALSI – com. stampa 07-05-2019

 
L’Unione Sarda – 7 maggio 2019
Scuola. Proclamato dai COBAS Sardegna
Riesce lo SCIOPERO contro i test Invalsi: oggi si replica
Insegnanti e personale Ata boicottano i quiz per 10mila studenti

 

In Sardegna grande successo dello SCIOPERO e Boicottaggio contro i quiz Invalsi indetti dai COBAS Scuola Sardegna. Presidio di protesta COBAS il 6 maggio a Cagliari in p.zza Galilei. Domani, 7 maggio 2019, secondo giorno di SCIOPERO delle Scuole Sarde

COBAS Scuola SARDEGNA

Comunicato Stampa – 6 maggio 2019

 

In Sardegna grande successo dello SCIOPERO  e BOICOTTAGGIO, contro i distruttivi quiz INVALSI e contro le ipotesi di regionalizzazione dell’istruzione pubblica, nelle scuole elementari centinaia di classi nelle quali sono stati bloccati i quiz e buona adesione anche negli altri ordini di scuola per la vertenza SCUOLA SARDA con decine di scuole interamente CHIUSE.

 

TG di RAI Sardegna

SCIOPERO COBAS nelle scuole Sarde e Presidio in p.zza Galilei Cagliari fronte USR Sardegna

(notizia nei titoli d’apertura e servizio dal minuto 13.55)

https://www.rainews.it/tgr/sardegna/notiziari/video/2019/05/ContentItem-ff6727c7-b432-42c9-bdce-99acdb7b38fc.html

 

L’Unione Sarda .it

Invalsi, boicottaggi e scioperi in tutta l’isola. 

I COBAS: “Basta con questi quiz insulsi”.

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/05/06/invalsi-boicottaggi-e-scioperi-in-tutta-l-isola-i-cobas-basta-con-136-876015.html  

 

SARDINIA Post

Sciopero docenti e stop prove Invalsi.

Protesta e sit in dei COBAS a Cagliari.

https://www.sardiniapost.it/cronaca/sciopero-docenti-e-stop-prove-invalsi-protesta-e-sit-in-dei-cobas-a-cagliari/

 

Casteddu on line

Cagliari, maxi sciopero degli insegnanti: “Test Invalsi senza senso e scuole trattate come baby parking”.

https://www.castedduonline.it/cagliari-maxi-sciopero-degli-insegnanti-test-invalsi-senza-senso-e-scuole-trattate-come-baby-parking/  

 

Sciopero dei docenti sardi, stop test Invalsi: presidio dei COBAS

https://m.youtube.com/watch?v=7fUzzNfwUNE  

 

Pesa Sardigna

http://www.pesasardignablog.info/2019/05/06/no-invalsi-e-regionalizzazione-dei-ricchi-la-scuola-sarda-in-sciopero/

 

YOUTG .NET

Cagliari, Sciopero degli insegnanti contro i test Invalsi: sono dannosi.

https://www.youtg.net/v3/primo-piano/16316-cagliari-sciopero-degli-insegnanti-contro-i-test-invalsi-sono-dannosi  

 

ANSA .it – Sardegna

Sciopero docenti Sardi, stop test Invalsi

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/05/06/sciopero-docenti-sardistop-test-invalsi_c14491b8-481e-4886-86e3-a1d476cd9501.html

 

La Nuova Sardegna

Scuola, lo sciopero dei docenti blocca le prove Invalsi

http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/05/06/news/scuola-lo-sciopero-dei-docenti-blocca-le-prove-invalsi-1.17812395

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

COBAS – in SARDEGNA grande SUCCESSO dello SCIOPERO e del BOICOTTAGGIO contro i quiz INVALSI – com. stampa 06-05-2019

Lettera aperta di un maestro elementare alle/i genitori sui quiz Invalsi – Andrea Scano

Come sapete, lunedì 6 e martedì 7 maggio 2019 sono previsti due giorni di sciopero nel settore della scuola indetti in Sardegna dai COBAS Scuola SARDEGNA. 
I motivi della protesta sono numerosi ma riguardano in particolare le prove INVALSI. 
Sento il bisogno di comunicarvi che mi dispiace molto per il disagio che inevitabilmente si potrà creare e per la possibilità che i bambini perdano due giorni di lezione.  
Tuttavia mi preme ricordare che noi insegnanti non siamo contrari in linea di principio “alle valutazioni”, ma ci opponiamo fermamente a questo tipo di test “a crocette” che riteniamo totalmente avulso rispetto alla realtà della scuola, in particolare della scuola elementare. 
Vale la pena ricordare che negli USA, in passato, sono stati usati abbondantemente analoghi test “a scelta multipla”. 
Da un po’ di anni a questa parte però l’uso di questi test è stato criticato aspramente e negli stessi USA si sta facendo retromarcia poiché ci si è resi conto che queste prove standardizzate portano ad una serie di “effetti collaterali negativi”. 
Per tentare di spiegarmi meglio a volte uso l’esempio del chirurgo che vorrebbe operare il paziente usando un vecchio segaccio arrugginito. 
E’ chiaro che nessun paziente si vorrebbe far operare con simili strumenti! 
Allo stesso modo ritengo che la realtà della scuola non possa essere “esaminata” né “operata” con strumenti rozzi e avulsi dalla pratica didattica quotidiana quali i test INVALSI. 
Si rischierebbe, infatti, di provocare guai decisamente maggiori.
A tutto ciò aggiungo che purtroppo non mi risulta che presso l’istituto INVALSI lavorino maestri elementari o professori che possano far valere la loro esperienza in tale ambito. 
Le persone che operano dentro l’Istituto che fabbrica i test sono perlopiù tecnici e burocrati, estranei al mondo della scuola e interessati esclusivamente a vendere un prodotto (i test) facilmente spendibile. 
Le possibilità di feedback con questi personaggi sono pressocché nulle. 
Ciò significa che essi non accettano in alcun modo consigli, indicazioni, critiche che provengano dagli insegnanti che vivono quotidianamente gomito a gomito con quei ragazzi che essi vorrebbero valutare e schedare. 
Né accettano suggerimenti e critiche provenienti dal mondo accademico o da esperti non allineati con il “pensiero INVALSI”. 
A chi volesse approfondire questo aspetto di “impermeabilità e sordità” dell’INVALSI rispetto al mondo della scuola, consiglio la visione di un interessante intervista al professor Giorgio Israel, illustre storico della scienza ed epistemologo (scomparso pochi mesi dopo). 
Egli racconta, tra l’altro, di come sue osservazioni critiche, scientificamente fondate, siano state sistematicamente ignorate dall’INVALSI che non si è mai degnato neppure di rispondere ad esse. 
https://www.youtube.com/watch?v=xSA0Suy6lus
E’ un’intervista piuttosto lunga ma è sufficiente ascoltarne i primi minuti per farsi un’idea abbastanza chiara.
Le cose da dire sarebbero ancora tantissime ma non voglio dilungarmi…
Spero solo che questa nostra protesta venga compresa. 
Non voglio certo pretendere che tutti i genitori siano completamente d’accordo con noi, ci mancherebbe! 
Vorrei però che si comprendesse almeno che i motivi che ci spingono a queste proteste sono motivi forti. 
Motivi che coincidono (dal nostro punto di vista) con l’interesse vostro e dei vostri figli per una scuola migliore.
Cordiali saluti, maestro Andrea

COBAS Scuola Sardegna SCIOPERO 6 e 7 maggio 2019 in Sardegna e Manifestazione a Cagliari lunedì 6 maggio ore 10 p.zza Galilei (fronte USR Sardegna) 

lunedi 6 maggio 2019

martedì 7 maggio 2019

COBAS Scuola Sardegna 

indicono due giorni di

SCIOPERO della Scuola 

in SARDEGNA

 

dell’intera giornata per tutto il personale 

Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali della Sardegna

 

lunedì 6 maggio 2019 

MANIFESTAZIONE a CAGLIARI

dalle ore 10.00 in p.zza Galileo Galilei 

(fronte USR Sardegna)

 

NO ai Quiz INValSI 

per valutare studenti, docenti e scuole e NO alla standardizzazione della didattica che modifica negativamente le modalità di insegnamento e ne annulla la libertà;

 

CONTRO le ipotesi di REGIONALIZZAZIONE

antisolidaristica della Istruzione Pubblica che dividerà ulteriormente i territori “ricchi” dalle aree più disagiate e povere;

 

PER un contratto 

che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata;

 

PER l’utilizzo dei fondi del “BONUS” docenti e del “FIS” 

nel salario base di Docenti e ATA;

 

PER l’abrogazione 

del residuo obbligo di Alternanza scuola-lavoro, che sottrae ore alle attività didattiche e PER la libera ed eventuale programmazione da parte dei singoli Istituti;

 

NO al nuovo Esame di Stato;

 

PER il rientro in Sardegna dei “dispersi” 

in tutta Italia dall’algoritmo MIUR;

 

AFFINCHÉ le diplomate/i magistrali rimangano nelle GaE 

con il punteggio acquisito, e chi già in ruolo mantenga il posto

PER la riapertura delle GaE per tutti gli ordini di scuola per chi ha l’abilitazione

PER l’immissione in ruolo di tutti/e i precari/e con 3 anni di servizio;

 

PER il potenziamento degli organici ATA,

l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti ed il ripristino delle sostituzioni con supplenze temporanee;

 

NO al taglio degli Organici

di Docenti ed Ata dellescuole della Sardegna

e PER una riduzione del numero di alunne/i per classe,

 

NO al continuo deferente (verso Governo e MIUR),dimensionamento (taglio di Istituti Scolastici) delle autonomie scolastichedeciso irresponsabilmente dalla Regione Sarda e PERCHE’ tutti i fondi RAS disponibili non venganospesi in ridicoli, inutili e costosi progetti, privi di alcuna reale ricaduta didattica, e vengano, invece, assegnati alle scuole (magari per la lingua e cultura Sarda);

 

PER una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio 

per tutti i lavoratori/trici e le loro organizzazioni negata da oltre vent’anni ai COBAS Scuola Sardegna che nelle scuole Sarde sono una delle Organizzazioni più rappresentative (come dimostra anche l’ultimo risultato alle ultime elezioni RSU 2018), ma ai quali è negato ogni diritto sindacale. 

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

locandina -COBAS-SCIOPERO-Scuole-Sardegna

COBAS-Scuola-Sardegna-procl-SCIOPERO-6-7maggio

USRSardegna-SCIOPEROReg.-COBAS-Scuola-Sardegna

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assemblea provinciale CA COBAS Scuola Sardegna giovedì 2 maggio 2019 ore 17 ITI Marconi Cagliari

A tutte/i le/gli iscritte/i

ai COBAS Scuola Sardegna

della provincia di CAGLIARI

 

OGGETTO: convocazione Assemblea provinciale COBAS Scuola Sardegna giovedì 02/05/2019 ore 17.00-19.30 presso ITI “Marconi” – Cagliari.

 

Comunichiamo che giovedì 2 maggio 2019, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi”, in via Valerio Pisano, 7, (zona Terramaini), a CAGLIARI, dalle ore 17,00 alle ore 19.30, è convocata: un’Assemblea provinciale delle/degli iscritte/i ai COBAS Scuola Sardegna, della provincia di Cagliari per discutere i seguenti punti all’O.d.G., non conclusi nella precedente assemblea dell’11 aprile 2019:  

1)    regolamento provvisorio dei COBAS Scuola Sardegna, in attesa della riscrittura ed approvazione del nuovo Statuto associativo;

2)    conto consuntivo 2018 – proposta bilancio 2019 e attività da svolgere;

3)    SCIOPERO di due giorni di tutto il personale delle scuole della Sardegna, 6 e 7 maggio 2019 e Manifestazione Regionale a Cagliari.                    

Si ricorda che le Assemblee COBAS sono aperte a tutte le colleghe ed i colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.

per i COBAS Scuola Sardegna
il Presidente dell’Assemblea
Gian Pietro Demurtas

 

assemblea-ca-cobas-scuola-sardegna-2maggio2019

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