Gianluigi Deiana

SU LIMINARZU

poiché sono in procinto di partire ho provveduto a dare una passata di scopa davanti alla porta di casa, dopo le grandi piogge di qualche giorno fa; quasi ultimo tra i vicini mi è venuto automaticamente alla memoria uno dei comandamenti di mia madre, che si componeva di un articolo, un sostantivo e un verbo sottinteso: in traduzione integrale è “puli su liminarzu”, pulisci la soglia; il concetto italiano di soglia non è esattamente corrispondente a quello sardo di liminarzu; ma all’ingrosso vale lo stesso; la soglia, o su liminarzu, è la linea che demarca sia il mio diritto che il mio dovere; il diritto consiste nel fatto che io ne devo essere rispettato, e il dovere (altro…)

THIS TRAIN IS BOUND FOR GLORY (in treno senza biglietto)

la presenza sui treni di passeggeri senza biglietto non è più riducibile a singole situazioni, riguardanti furbetti, negri e perdigiorno; che un caso particolare conquisti gli onori della cronaca, di un comunicato ufficiale delle ferrovie e dell’elogio di un ministro per la fermezza rabbiosa di una agente del controllo e la soddisfazione narcisistica di uno che cattura col cellulare questa miserevole vittoria della legge è solo un puntino nel girovagare quotidiano di migliaia di persone tarpate (altro…)

WOODY GUTHRIE (lettera di vanzetti alla corte)

mi sono imbattuto in questa canzone per caso, seguendo l’eco di canzoni sui treni; non posso fare a meno di farla mia, a costo di rubarne la traduzione; in realtà cercavo un testo su una casa di terra e non l’ho trovato, così copio questo col pensiero a un’amica della pianura, betty.

L’ anno è il 1927 e il giorno è il 3 di Maggio, la città è quella di Boston e l’ indirizzo è la buia prigione di Dedham.
Al Consiglio di Stato del Massachussets e a Vostro Onore, Governatore Fuller.
Noi, Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco, diciamo:
Confinati della prigione di Dedham e sotto
sentenza di morte, vi preghiamo di esercitare
il vostro potere e studiare i fatti del nostro caso.
Non vi chiediamo perdono, poiché questa sarebbe un’ ammissione di colpa.
Dal momento che siamo lavoratori innocenti, non abbiamo
alcuna colpa da ammettere.
Siamo entrambi nati da genitori italiani, non parliamo inglese
molto bene.
I nostri amici lavoratori, stanno scrivendo queste parole
fuori dalle sbarre di questa cella.
I nostri amici dicono che se parliamo troppo chiaro, Signore,
potremmo allontare i Vostri sentimenti e ampliare questi canyon
tra noi, ma rischiamo la vita pur di parlare chiaramente.
Pensiamo, Signore, che ogni essere umano sia in stretto contatto
con tutta l’ umanità.
Pensiamo, Signore, che ogni essere umano, possa distinguere
il bene dal male.
Parliamo con lei, da uomini, Signore, anche se abbiamo opinioni diverse;
non abbiamo ucciso le guardie a South Braintree, né abbiamo mai
sognato di compiere un crimine così terribile.
Richiamiamo la Vostra attenzione su questo fatto, Signore.
Noi lavoriamo con le nostre braccia e le nostre menti;
queste rapine e delitti, sono stati compiuti, Signore, da
banditi esperti.
Sacco è stato un bravo intagliatore, la signora Sacco
ha risparmiato,
io, Vanzetti, avrei potuto risparmiare denaro, ma
l’ ho dato, non appena ricevuto.
Sono un sognatore, un oratore, uno scrittore,
combatto dalla parte dei lavoratori.
Sacco è il cucitore di scarpe più veloce di Boston,
parla a mogli e mariti.
Abbiamo cercato il vostro Paese e l’ abbiamo raggiunto,
sperando di trovare libertà di pensiero, di poter costruire
su questa Terra di Libertà, ed ecco cosa abbiamo trovato.
Se fossimo quegli assassini, buon Governatore, non saremmo stati
così stupidi e ciechi, da distribuire volantini e far discorsi da operai,
così vicino alla scena del crimine.
Gli avvocati e il giudice, hanno detto che abbiamo rubato 15.000 dollari, ma,
Signore, siamo vestiti come due gentlemen, con così tanto denaro
nel nostro portafoglio?
I nostri nomi sono nella lunga lista dei radicali, del Governo federale, Signore:
dissero che dovevano controllare ciò che distribuivamo.
Quando siamo entrati in tribunale, il giudice Thayer aveva già deciso;
beh, ci ha chiamati bastardi anarchici e ha detto anche di peggio.
Hanno portato i testimoni laggiù a Brockton, ci hanno fatto recitare i movimenti
degli assassini, ma molti non sono sicuri.
Prima che il processo iniziasse, il capo della giuria ha detto:
” Maledetti loro, dovrebbero impiccarli comunque.”
Il nostro errore fatale, è stato portare le armi, sulle quali abbiamo
dovuto mentire, per impedire alla polizia di irrompere nelle case
dei lavoratori che la pensano come noi.
Un documento di lavoro o un’ immagine, una lettera di un amico
radicale, una vecchia pistola che si tiene per casa, farebbero torturare
uomini e donne.
Temevamo di essere deportati, frustati, tormentati,
per farci confessare dove si incontrano i lavoratori,
i loro nomi, casa e indirizzo.
Gli ufficiali, lo hanno definito “senso di colpa”.
Ma avevamo paura di veder distruggere le case e veder
versato il sangue dei lavoratori.
Bene, la prima domanda che ci hanno fatto, non è stata
riguardo all’ uccisione degli impiegati, ma sul movimento operaio
e su come funziona il sindacato.
Come avrebbe potuto vedere chiaramente, la giuria?
Gli avvocati, i giudici e gli sbirri, ci chiamavano “italiani
di bassa lega”, “scansafatiche”, “accozzaglia”,”delinquenti
anarchici”.
Questi nomi dal suono volgare, hanno gettato sabbia
negli occhi dei giurati.
Signore, non crediamo che le torture, le percosse,
le uccisioni e le sofferenze, possano elevare l’ uomo
e spezzare le sue catene.
Crediamo che si debba lottare per la libertà, prima
di guadagnarsela.
Libertà dalla paura, Signore, e avidità, Signore,
libertà di pensare a cose più alte.
Questa, non è una nuova battaglia, Signore,
non l’ abbiamo fatta ieri sera.
Fu già combattuta da Godwin, Shelly, Pisacane,
Tolstoy e Cristo.
E’ più grande degli atomi delle sabbie del deserto,
dei pianeti che ruotano nel cielo.
Finché gli operai non si libereranno dai loro rapinatori,
beh, Signore, è peggio vivere che morire.
Vostra Eccellenza, non chiediamo scusa, ma
chiediamo di essere liberati con onore e non
accetteremo un perdono.
L’ indulto, viene dato ai criminali che hanno infranto
le leggi del Paese.
Non chiediamo scusa, perché siamo uomini innocenti.
Caro Governatore, se lei scuote la testa con un “NO”,
il nostro destino è segnato.
Sette anni in queste celle d’ acciaio.
Lungo questo corridoio, camminiamo a testa alta,
verso la morte, Signore, come altri lavoratori
hanno fatto prima di noi.
Lavoreremo per la lotta di classe, anche se dovessimo
vivere mille altre volte.

(traduzione di federico di noto, 2018).

Gian Luigi Deiana

THIS TRAIN IS BOUND FOR GLORY (in treno senza biglietto)

la presenza sui treni di passeggeri senza biglietto non è più riducibile a singole situazioni, riguardanti furbetti, negri e perdigiorno; che un caso particolare conquisti gli onori della cronaca, di un comunicato ufficiale delle ferrovie e dell’elogio di un ministro per la fermezza rabbiosa di una agente del controllo e la soddisfazione narcisistica di uno che cattura col cellulare questa miserevole vittoria della legge è solo un puntino nel girovagare quotidiano di migliaia di persone tarpate nel loro nudo rapporto (altro…)

TESTE GIUSTE, PIEDE SBAGLIATO (i miei candidati per le elezioni regionali)

questa cosa è difficile da scrivere perché se non la scrivi sei uno che non dice le cose, e se invece la scrivi sei uno che le cose le peggiori; in realtà io ho già riportato la mia personale preoccupazione qualche decina giorni fa, prima delle cateratte, sulla base di una persuasione oggi ancor più fondata (“se avete la testa giusta, perchè partite col piede sbagliato?”, data 25 settembre); ma non ci torno sopra col piacere di intorbidire, tipico dei bambini e della sinistra, bensì per vedere se può essere possibile (altro…)

INARRESTABILE (riace, taranta calabra)

FISARMONICA A PIOGGIA IN VIA SIGNORA CARMELA. il sindaco di riace abita in via signora carmela, in cima al piccolo paese: è un bel nome per una via, dà una sensazione di casa propria più che un omaggio vuoto a un personaggio illustre; la via è proprio in salita e in cima c’è l’ufficio postale, ma è lunga meno di cento metri; in realtà a riace tutto è abbastanza piccolo e misurato, dato che l’abitato poggia su una esigua convergenza di calanchi: tutto, eccetto la vista sullo jonio che si estende là sotto, a pochi chilometri di distanza: laggù, oltre una sottile striscia di pianura occupata dalla statale, dalla ferrovia e dalle case (altro…)

LOCRIDE, PARADISO DELLA LEGALITA’ (chi vuole la testa del sindaco di riace)

“…La figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: “Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista…“;

questo passo del vangelo di matteo mostra come possa improvvisamente precipitare la coscienza del limite nella gestione delle cose umane; immaginate chi possa essere erode, uno che ha occupato il potere di soppiatto e che segue un’agenda spregiudicata, fatta di cerimonie per agenti caduti in servizio, feste padane e minacce ringhiose; immaginate chi possa essere la bella figlia di erodiade, la novella maggioranza degli italiani in stato di ebbrezza xenofoba e vogliosa di tiro al bersaglio; e immaginate (altro…)

AMMESSO CHE ABBIATE TUTTI LA TESTA GIUSTA, PERCHE’ PARTITE COL PIEDE SBAGLIATO? piccolo (dis)appunto sulle elezioni regionali

ieri ho ricevuto due inviti a diteggiare la formuletta “mi piace” da cari compagni cui voglio bene, in relazione al loro proposito di partecipazione alle prossime elezioni regionali; trattandosi però di due propositi in competizione la mia litania di sostegno, così spudoratamente doppia, necessita di una minima giustificazione;
bene, il fatto è che non dispongo di una giustificazione, io qui sono solo un potenziale elettore che stima la testa e il cuore dei suoi compagni ma che teme che essi, così presi dalla testa e dal cuore, stiano trascurando (altro…)

FASCISMO STORICO, FASCISMO ETERNO

(una risposta ad un articolo di vincenzo medde, reperibile col suo nome in fb, sull’uso “sgangherato” del termine fascismo)

trovo molto utile questo richiamo all’uso corretto delle parole, e trovo oltremodo corretto il riferimento ad intellettuali autorevoli quali fink e gentile (faccio eccezione per galli della loggia, che ritengo un inutile opportunista che giostra sugli umori); per questa ragione ritengo che la questione sia degna di un confronto onesto che in realtà non potrà mai essere definitivo; infatti (altro…)

“TERRITORIO COMANCHE” (perchè erdogan non vuole testimoni)

“TERRITORIO COMANCHE” è una espressione di fantasia che indica concretissimi teatri di guerra, in particolare i luoghi di fronteggiamento nelle guerre civili della modalità più recente; naturalmente si tratta di finte guerre civili, in quanto più propriamente esse sono guerre in grande stile pianificate da governi e lobby industriali e realizzate prendendo in ostaggio per mesi o per anni le popolazioni civili e procedendo per bombardamenti, rappresaglie, stragi e fosse comuni;

l’espressione, “territorio comanche”, pur essendo utilizzata (altro…)

COSA C’È DIETRO? (l’operazione di polizia contro luisi caria e antonello pabis)

la vicenda avviata ieri dalla dda di cagliari é surreale, ma una spiegazione bisogna pure poterla trovare; un elemento molto eloquente sta nel fatto che gli organi di stampa non solo erano di fatto pre-avvertiti dell’operazione, ma erano pre-istruiti sulla versione da dare nei notiziari e praticamente obbligati a usare una terminologia tassativa benchè insensata;
la toppa più clamorosa di questa insensatezza è costituita (altro…)

A.R.A. KIRI (il suicidio dell’ Associazione Regionale Allevatori)

la faccenda cui dedico queste righe è oscura: i suoi passaggi decisivi si sono realizzati sempre in modo coperto, per informazioni frammentarie e all’insaputa delle migliaia di soci allevatori, delle centinaia di operatori dipendenti e delle strutture regionali connesse: quindi ne tratto qui solo per indizi, e col fine di evidenziare quanto e come i lacci delle dipendenze tra la sardegna e l’italia non siano solo politici, ma anche burocratici, sindacali, associativi ecc.;

per quello che ho capito le organizzazioni associative (altro…)

SPERGIURO (il senso politico della sconfessione della magistratura da parte di un ministro della repubblica)

l’otto settembre di matteo salvini corrisponde curiosamente al 3 gennaio di benito mussolini; è vero che l’italia creata da mussolini trovò in un otto settembre (1943) la chiusura del sipario e un tragico supplemento di scena, ma quel sipario restò aperto oltre vent’anni, da quando il 3 gennaio 1925 mussolini rivendicò il processo politico che era culminato col delitto matteotti e svilì il parlamento ad ”aula sorda e grigia” buona per far bivaccare le sue ronde: attenzione, non si é trattato di una critica (altro…)

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