Gianluigi Deiana

PICCOLA STORIA IGNOBILE (stupro di gruppo sul venezuela)

non ho intenzione di giudicare qui ed ora la crisi interna del venezuela ed il ciclone che sta per investire il paese: non ne ho il diritto e poi sarebbe un giudizio approssimativo come un altro; intendo invece richiamare alcune illuminanti questioni passate, che si citano solo di straforo anche nei libri di storia;

il venezuela è una nazione molto giovane, nel senso che ha solo duecento anni; nei tre secoli precedenti era parte dell’impero coloniale spagnolo, che andò in pezzi appunto nei primi decenni del diciannovesimo secolo disseminando l’america di latina di grandi speranze e di nazioni indipendenti; beninteso, i processi di indipendenza erano (altro…)

LA SECONDA IMPOTENZA MONDIALE (l’informazione e il caso venezuela)

la prima impotenza mondiale è l’indifferenza, o l’ozio mentale o la beata ignoranza: niente e nessuno è in grado di sconfiggere una tale primigenia superimpotenza; la seconda impotenza mondiale è l’informazione, vantata dagli addetti come il cane da guardia del potere: ciò è vero nei due sensi, uno dei quali può dirsi nel seguente modo: il potere dispone di un grande cane al proprio servizio, una bestia obbediente istruita a fare la guardia a coloro che escono dai recinti dell’ozio mentale; le due (altro…)

IL LIMITE E IL CONFINE (confini di stato e limiti della decenza)

i due termini, limite e confine, funzionano praticamente da sinonimi nel cinquanta per cento dei casi; nell’altro cinquanta per cento invece no, e anche se non ci si fa caso la distinzione è importante: infatti il concetto di confine predomina nel riferimento spaziale, inteso in particolare come confine di proprietà, confine di territorio, confine di stato: cioè il confine di ciò che è mio e che non è tuo, come per esempio il confine tra l’italia e la francia; il concetto di limite predomina invece nella sfera morale, inteso in particolare come limite della condotta, limite della legge, limite dell’etica: cioè il limite che mi è dettato (altro…)

PALLIDA MADRE (berlino, inquietudine di una figlia adottiva)

il titolo cui affido queste righe è preso da una poesia di bertolt brecht, che poi è diventato anche il titolo di un film importante; qui io intendo soltanto lasciare per me una traccia di un breve soggiorno a berlino, a metà gennaio: solo le mie impressioni, perché a suo modo questa città impressiona; solo la mia motivazione a percorrerla, perché un luogo senza motivazione non è un luogo; solo la sua identità, perché è questa la condizione più enigmatica di quella che da quasi quattro secoli è la (altro…)

ARRIVEDERCI, ROSA (dare ai giorni e ai mesi un qualche senso)

le nebulose e i licheni non fanno attenzione ai calendari, ma nel grande universo ci sono creature che hanno elevato i calendari ia potenze divine, e che con questa sciocca illusione presumono di governare il tempo;

stando a questo gioco la porta (ianua, genna, ecc.) stanotte si è aperta, siamo infatti a genn-aio e quindi è il caso di aggiornare la propria significazione dei giorni e lo spazio intorno: io ho qui tre piccoli indizi;

il primo indizio è frivolo, e deriva dalla mia diffidenza nei confronti dei calendari nuovi e dalla mia fiducia nei calendari vecchi, con le loro immagini che mi erano diventate quotidiane: bene, se avete conservato un calendario del 2013 sappiate che lo potete riutilizzare ora tal quale: anche allora il primo gennaio era martedi, e anche allora dietro gli auguri si facevano scongiuri;

il secondo indizio riguarda l’espulsione degli onorevoli di falco e moi dal movimento cinque stelle; mesi fa, con la nave diciotti alla gogna nel porto di catania, scrissi un lamento in fb e lo intitolai “di falco, cazzo”; ora io sono lieto di questo epilogo, e tanto più lo sono in quanto è incorsa nell’espulsione anche la parlamentare europea giulia moi, sarda, che ho conosciuto quattro mesi fa in una strada di roma, di fronte all’ambasciata saudita: eravamo lì per una conferenza stampa, in quattro gatti grigi nella mattina grigia per rilanciare la campagna sulla fabbrica di bombe rwm, sita in sardegna e grande mamma della guerra in yemen: angelo cremone, matteo murgia, vincenzo miliucci, io, e giulia moi venuta di proposito da strasburgo; ok, benvenuti, comandante di falco e giulia moi, buon anno da tutti noi;

il terzo indizio riguarda appunto “tutti noi”: e chi è tutti noi?

tutti noi è il 15 gennaio, e precisamente il 15 gennaio 1919, cento anni fa due mesi dopo la fine della grande guerra, sotto il cielo plumbeo di berlino: 15 gennaio, la mattina in cui rosa luxemburg e karl liebknecht furono assassinati, e proprio nei giorni in cui poteva essere rifondata la pace si spalancarono per l’europa e il mondo gli abissi;

mi auguro di poter andare a berlino fra una decina di giorni, per i cento anni del nostro lungo inverno da allora, e per la nostra primavera; a volte è necessario aprire davvero gli occhi, e rendersi conto della opposizione delle direzioni; come si espresse lei, la grande rosa luxemburg, socialismo o barbarie

Gian Luigi Deiana

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A URI

tanto tempo fa capitai per caso a monteleone roccadoria, che è un paese piccolo piccolo in cima a una collina ripida e conica; proprio in cima in cima c’è un piccolo campo di calcio e c’erano bambini a giocare; uno di questi tirò molto alto e il portiere gli gridò, vedendo la parabola del pallone: ”eh, a uri mì”; uri è un paesone a valle, a circa mezz’ora di macchina;

che c’entra questo? boh, non c’entra niente, salvo che in cuor mio io non so dire auguri, però da quel casuale pomeriggio dire ‘a uri’ mi piace, sia in senso augurale, cioé siate capaci di volare, sia in senso (altro…)

SPERA EBBASTA (una lezione fuori programma)

sono passati dei giorni dalla vicenda della discoteca di corinaldo e i morti, come sempre, vanno dove vengono portati; che davvero essi possano trovare una qualche pace dipende dal monito che ne possono trarre i vivi;

dopo aver potuto assistere allibiti alle immagini del crollo della struttura, sta capitando a tutti, ora, di tastare con mano la qualità dello spettacolo che vi era ospitato;

e dunque, come sempre succede quando ci si trova a restare sconcerati (altro…)

PATATRAC (l’handicap arcano della democrazia)

rispetto ai vari altri ordinamenti politici storicamente conosciuti, la democrazia è forse il più handicappato di tutti, e le musate, i cerotti e i patatrac cui periodicamente è soggetta ne sono una evidente dimostrazione; eppure questo handicap, proprio perchè originario (nel senso della costrizione dei piedini alle neonate nella tradizione giapponese) non è stato mai propriamente osservato;

per capire l’arcano è quindi necessario trasferirsi su una scena più elementare, come quella di un invito a una festa di nozze; ovviamente chiunque si trovi invitato a una simile incombenza senza possibilità di fuga ‘fa voti’, con il primo emisfero cerebrale, di poter stare a tavola con gente che gli aggrada; ma (!) simultaneamente il secondo emisfero (altro…)

SCHIZZO FRENIA (silenzio d’oro, parole di cacca)

considerare d’oro il silenzio del presidente del consiglio, come lui propone, è la condizione di un giochino da scuola materna, utile a mascherare cose ostiche da dire; considerare di cacca le parole con le quali il suo capo-premier salvini ha messo subito in pratica questa regola aurea, inondando il world web del suo fetore, è la riprova del senso del gioco: sussiego e merda;

dovendo trascurare il garbo futile del presidente, i personaggi del giorno sono tre, e con essi tre stili e soprattutto tre istituzioni tenute a operare in stretto limite di giurisdizione: una procura della repubblica, un corpo (altro…)

PATER VOSTER (i baby leaders e il giocattolo dell’onestà)

i babbi più famosi d’italia sono oggi indubbiamente il babbo del baby-leader luigi di maio e il babbo del baby-leader matteo renzi; non si tratta di una eslusiva assoluta (si pensi al babbino di maria elena boschi) e non si tratta solo di babbi (si pensi agli ex ministri lupi, guidi, ecc.);

nella casistica generale il
fenomeno, che è vecchio come adamo ed eva, comporterebbe che i figli siano esentati dall’ombra dei peccati dei padri, e in questo io sono per la totale innocenza di di maio, renzi, boschi, ecc.; tuttavia, in un paese la cui storia politica è segnata fino al crimine familiare da parricidi e nepotismi, la regola politica esige che non solo cesare sia immacolato, ma (altro…)

MENTITE SPOGLIE (la necessità dell’antifascismo)

 

due sono i richiami oggi più noti sulla qualificazione fascista di alcune posizioni politiche attualmente al governo: il pamphlet ”fascismo eterno”, che riporta una lezione tenuta da umberto eco nel 1995 in una una università americana, e il pamphlet ”il fascismo che è in noi” pubblicato da michela murgia circa un mese fa, nel clou delle esibizioni del capo della lega;

personalmente ritengo utilissimo il testo di umberto eco, mentre ritengo errato e fuorviante il testo di michela murgia, ma non è questo il punto;

il punto sta nella domanda se sussista o non sussista oggi una caratterizzazione fascista in un (altro…)

LO SCALPO (the casamonica case)

il caso casamonica non riguarda un fatto, quanto piuttosto la notizia col quale questo è confezionato e la ragione ideologica di tutto il confezionamento: essa infatti è confezionata a involucro triplo, per me come cittadino, per me come pubblico e per me come elettore, e si compone quindi di tre elementi finalizzati alla mia completa fidelizzazione: la peculiarità del soggetto criminale, il saccheggio televisivo della sua dimensione privata e la esibizione della visita del capo del governo come parte (altro…)

SU LIMINARZU

poiché sono in procinto di partire ho provveduto a dare una passata di scopa davanti alla porta di casa, dopo le grandi piogge di qualche giorno fa; quasi ultimo tra i vicini mi è venuto automaticamente alla memoria uno dei comandamenti di mia madre, che si componeva di un articolo, un sostantivo e un verbo sottinteso: in traduzione integrale è “puli su liminarzu”, pulisci la soglia; il concetto italiano di soglia non è esattamente corrispondente a quello sardo di liminarzu; ma all’ingrosso vale lo stesso; la soglia, o su liminarzu, è la linea che demarca sia il mio diritto che il mio dovere; il diritto consiste nel fatto che io ne devo essere rispettato, e il dovere (altro…)

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