Gianluigi Deiana

IL RICALCO ‘EBRAICO’ DELL’ANTISEMITISMO (la capitale della vergogna)

ritengo l’antisemitismo una cosa oscena, sia esso inteso come dottrina, come costume o come pulsione, forse la più oscena delle multiformi manifestazioni della condotta umana; l’antisemitismo sa orientare in una specifica direzione singoli individui, psicologie di massa e politiche degli stati dilatandosi fino a una espansione planetaria, e può marchiare di infamia singoli passaggi storici o circoscritte geografie, come fu per le epurazioni di ebrei in spagna o per i pogrom nei paesi slavi, come può segnare per sempre una successione di secoli (come quasi tutta l’era cristiana) o l’allucinazione di un futuro depurato (come è stato per la germania hitleriana): non c’è bisogno di (altro…)

IL PANTANO DELLA COSTERNAZIONE (la sinistra e gli effetti lacromogeni governo giallo-verde)

io non dispongo di una sfera di cristallo per vedere il prossimo futuro, ma di un boccione di rosso per vedere il recente passato invece sì; quindi inizio questa riflessione ponendo a tutti i timorati di dio la seguente domanda: cosa preferireste voi ora? 1: un governo di tregua mattarellista sostenuto dal pd e forza italia? 2: un governo pd-forza italia+fritto responsabile? 3: un governo giallo-verde che cammina coi trampoli su sgambetti e astensioni? 4: elezioni a luglio o a settembre con questa medesima regola elettorale e queste medesime mefitiche aggregazioni politiche? 5: oppure l’angelo sterminatore? prima di pensare beveteci sopra religiosamente, sangiovese o montepulciano (altro…)

MORIRE E’ UN PO’ PARTIRE (un fiore per i defunti di tempio pausania e per la morte di manlio brigaglia)

a volte si è testimoni di strane combinazioni, e quella che oggi mi sento in dovere di riportare è determinata da due cose che hanno a che fare con la morte, e che come tali devono poter essere parlate anche con una leale ironia;

quando ho sfogliato il giornale l’unione sarda, stamattina davanti al mare con la fretta di chi ha altro da fare, mi sono imbattutto sull’emergenza cimiteriale di tempio pausania, laddove si dice che tutti quei morti che non hanno onorato la quota di alloggio del proprio loculo saranno sfrattati dal condominio loculare e messi tutti giù per terra;

messa così, credo che un sacco (altro…)

INCROCI DEL SUD (il filosofo parmenide, un bambino di amalfi e uno che sa di non sapere)

Ci sono due modi per andare da qualche parte: il primo modo consiste nel fare un percorso definito, il secondo modo consiste nel girovagare a caso; qui sta la differenza tra un turista calcolato e un vagabondo estremo e la cosa migliore sta ovviamente nel mezzo; un viaggio programmato è morto prima di partire e un vagabondaggio nel caso non sa mai dove si trova; quelli del primo tipo fanno fotografie alle cose rinomate, mentre quelli del secondo tipo trasfigurano cose senza nome; in ambedue i casi si tratta di fare un’ immagine di ciò che si vede in giro, ma secondo me, come insegnano il poeta omero e il narratore jack london, la movenza visionaria della narrazione è negata alla fotografia: omero per esempio era cieco e il più grande romanzo di jack narra il viaggio stellare di un prigioniero chiuso in cella;

andando a sud con mia moglie, è stata la strada a intrecciare (altro…)

LIBERARE LA LIBERAZIONE (i nodi irrisolti del 25 aprile)

anche in questa splendida primavera capita, come ogni anno, di fare a pugni con le nuvole fastidiose della festa italiana della liberazione; le nuvole dispettose sono come i cagnetti che ti si appiccicano alle caviglie sentendosi in diritto di mordicchiare i tuoi calzoni e rivendicando la comproprietà del luogo dove cammini; sono nuvole in libera uscita, la cui unica ragione di esistenza sta nell’importunare la chiarezza del cielo e il libero sventolio dei panni stesi e delle bandiere che aspirano all’innocenza;

tale è, come ogni volta, la malcelata tristezza della bandiera italiana nel giorno della sua festa di (altro…)

BULLI E PUPI (il raddoppiamento allarmistico del problema del bullismo e la sua possibile cura)

quando si danno i numeri e le prove visive di una nuova emergenza sociale è buona regola fermarsi a riflettere un poco, prima di dare fiato all’isteria indotta dalle fibrillazioni comunicative di massa; dunque, posto che quando ero giovane ho avuto sempre in odio il nonnismo nelle caserme, le cingomme nelle gettoniere delle cabine telefoniche ed anche l’uso delle bombolette spray sui finestrini dei treni, oggi ho messo a tacere per qualche minuto il mio odio e ho provato a rifletterci un po’, mentre mi scorreva davanti la triste immagine di un professore sopraffatto dalla paura in una scuola di lucca, nella quale andava in scena la stomachevole esibizione di forza e di disprezzo di un gruppo di alunni in azione contro di lui;

poiché l’allarme in genere complica il problema, in primo luogo dobbiamo aver chiaro se ci troviamo di fronte a una inedita situazione di emergenza oppure se si tratta di un fenomeno fisiologico, per quanto aberrante, amplificato soltanto dal gioco (altro…)

UN VENERDI SANTO NEL CAUCASO (impressioni sulla georgia)

sono finito in georgia quasi per caso, come quando un bel giorno a casa si dice “andiamo a farci un giro”; il bello di andare in un posto per caso consiste nel fatto che non devi obbedire ad avvedutezze turistiche che ti prescrivano dove conviene andare, non disponi di una classifica di cose da vedere e quindi puoi permetterti di andare a zonzo imbranato e innocente quanto ti pare; naturalmente devi inventarti così su due piedi alcuni riferimenti orientativi, per esempio sulla popolazione, o sul clima, o sulla condizione delle strade e poi stare a vedere cosa succede;

la popolazione della georgia è costituita prevalentemente da vacche, le quali gironzolano (altro…)

DUE EROI, UNA BANDIERA E UNA NUDITA’ – (un poliziotto e una puerpera)

un giornale preso a caso, in un giorno di ordinario eroismo e ordinaria viltà, in un chiosco al mattino davanti al mare scintillante: minuto dopo minuto, in qualche modo, stiamo seppellendo l’inverno;

la pagina 13 dell’ “unione sarda” è dedicata alla cronaca della vicenda di terrore di trebes, un paesino dell’occitania nei pressi di carcassonne, sulla strada pirenaica di tolosa o se si vuole di lourdes; i minuti di una giornata estenuante sono passati lenti uno a uno sotto le telecamere, con la francia (altro…)

ELOGIO DELLA MALEDIZIONE (scorie: nome in codice “calenda”)

la questione della maestra di torino che rischia il licenziamento per avere inveito contro la polizia si presenta sempre più come un caso di costume: il costume della maledizione, che come tutti sanno è antico come il linguaggio e forse anche di più; la maledizione è una cosa della psiche umana, infatti non esiste in natura e già solo per questo è sempre fuori misura e fuori luogo; ma d’altronde neanche la benedizione, che è il suo esatto contrario, esiste in natura e tuttavia non piace a nessuno farne a meno: perciò bisogna rassegnarsi al fatto che sia l’una che l’altra non sono altro che la forzatura immaginaria del corso delle cose, il quale a sua volta se ne frega di noi, benedicenti o maledicenti che si sia;

posto che comunque la maledizione è sempre un atto di maleducazione, essa occupa un posto rilevantissimo e assolutamente (altro…)

AFRIN, NEWROZ DI SANGUE

(mogadiscio, tripoli e afrin; roma, parigi e istanbul; la santa sede, la casa bianca e il cremlino)

non è vero che gli anni passano con tutte e quattro le stagioni: transitano puntuali le illusioni e le primavere, ma gli inverni e le tristezze si possono trascinare a lungo, mentre i morti insepolti e i debiti con la verità non passeranno mai;

oggi 20 marzo i tg ricordano il ventiquattresimo anniversario della morte di ilaria alpi e di miran krovatin, e la cerimonia alla rai ha visto in prima fila la presidentessa medesima monica maggioni in elegante taglio di lutto; ma non una parola nelle redazioni, almeno fino a quest’ora, sulla macelleria turca nella città curda di afrin: redazioni per le quali tuttora i tagliagole salafiti dell’isis, di alqaeda e di (altro…)

TREMILA CHILOMETRI SULLA SOGLIA (quando decisi di non diventare grande)

scrivo questa cosa nel quarantesimo anniversario del sequestro moro, datato il 16 marzo 1978; quella vicenda segnò secondo me non solo la dissoluzione militare della lotta armata, ma anche la dissoluzione politica del ’68, un anno che era durato dieci anni e che finì storicamente quel giorno; quanto a me, guardando ora indietro, penso che tutti quei proiettili non avevano il diritto di porre fine a quella nostra visione; infatti essa fa ancora parte di me e cerco qui di spiegarlo rivedendo una estate della mia anarchia, quella del 1972;

avevo appena finito il liceo e disponevo di quindicimila lire; non avevo la più pallida idea di (altro…)

“NON TENZO MERES DE MI CUMANDARE” (il primo comandamento nella morale di mia madre)

“NON HO PADRONI CHE MI POSSANO COMANDARE” è un’affermazione che mia madre faceva quando lo riteneva necessario e sempre con una certa solennità; naturalmente il più delle volte era una dichiarazione rivolta a mio padre, ma certo non solo a lui: corrispondeva infatti a quello che il filosofo kant chiamava “postulato della morale”, nel senso che un postulato non è una semplice esclamazione riferita a una specifica situazione, ma vale per la sua assolutezza e per la sua universalità;

questa proposizione, che non mi sovveniva più da tanto tempo, mi è tornata in mente qualche sera fa (altro…)

IL DITO ED IL POZZO (una manifestazione antifascista a torino)

la nauseante campagna elettorale di queste settimane lascia sulle cronache, alla fine, solo icone negative e generalmente vacue, dai sorrisi stampati di maria elena boschi agli stampi ghignanti di matteo salvini; che ci siano facce negli spazi elettorali o che essi restino vuoti e freddi con i loro rettangoli di lamiera numerati, è praticamente uguale; ma l’icona che ha conquistato le classifiche, in questa disperante discarica della pseudopolitica, è quella di una povera insegnante che si è lasciata andare a scomposti improperi nei confronti delle truppe, schierate a fare da interposizione tra un comizio fascista e una manifestazione antifascista nelle vie di torino;

è da un esame sommario, che è quello che (altro…)

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