Gianluigi Deiana

“TERRITORIO COMANCHE” (perchè erdogan non vuole testimoni)

“TERRITORIO COMANCHE” è una espressione di fantasia che indica concretissimi teatri di guerra, in particolare i luoghi di fronteggiamento nelle guerre civili della modalità più recente; naturalmente si tratta di finte guerre civili, in quanto più propriamente esse sono guerre in grande stile pianificate da governi e lobby industriali e realizzate prendendo in ostaggio per mesi o per anni le popolazioni civili e procedendo per bombardamenti, rappresaglie, stragi e fosse comuni;

l’espressione, “territorio comanche”, pur essendo utilizzata (altro…)

COSA C’È DIETRO? (l’operazione di polizia contro luisi caria e antonello pabis)

la vicenda avviata ieri dalla dda di cagliari é surreale, ma una spiegazione bisogna pure poterla trovare; un elemento molto eloquente sta nel fatto che gli organi di stampa non solo erano di fatto pre-avvertiti dell’operazione, ma erano pre-istruiti sulla versione da dare nei notiziari e praticamente obbligati a usare una terminologia tassativa benchè insensata;
la toppa più clamorosa di questa insensatezza è costituita (altro…)

A.R.A. KIRI (il suicidio dell’ Associazione Regionale Allevatori)

la faccenda cui dedico queste righe è oscura: i suoi passaggi decisivi si sono realizzati sempre in modo coperto, per informazioni frammentarie e all’insaputa delle migliaia di soci allevatori, delle centinaia di operatori dipendenti e delle strutture regionali connesse: quindi ne tratto qui solo per indizi, e col fine di evidenziare quanto e come i lacci delle dipendenze tra la sardegna e l’italia non siano solo politici, ma anche burocratici, sindacali, associativi ecc.;

per quello che ho capito le organizzazioni associative (altro…)

SPERGIURO (il senso politico della sconfessione della magistratura da parte di un ministro della repubblica)

l’otto settembre di matteo salvini corrisponde curiosamente al 3 gennaio di benito mussolini; è vero che l’italia creata da mussolini trovò in un otto settembre (1943) la chiusura del sipario e un tragico supplemento di scena, ma quel sipario restò aperto oltre vent’anni, da quando il 3 gennaio 1925 mussolini rivendicò il processo politico che era culminato col delitto matteotti e svilì il parlamento ad ”aula sorda e grigia” buona per far bivaccare le sue ronde: attenzione, non si é trattato di una critica (altro…)

P O K E R

1, non sono razzista ma;
2, l’ho uccisa perchè l’ amavo;
3, la mafia non esiste;
4, parlare di fascismo non ha più senso oggi
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BARA LITTORIA

(chi ha officiato il funerale fascista di sassari?)

prima o poi sarebbe dovuta arrivare la prova della piazza, e la prova della piazza puntualmente è arrivata; vi sono stati dei precedenti illustri, quali il progetto di predappio come museo nazionale e il funerale di pino rauti a roma; ma la prova della piazza è toccata a sassari, e precisamente sul sagrato di una chiesa;

ora, al di là delle dichiarazioni di sdegno o dei gridi (altro…)

S T O L E N – il piano genocida australiano 1869-1999

dunque siamo arrivati in men che non si dica a invocare il modello razzista australiano nella politica dei respingimenti;

è bene ricordare che ciò che chiamiamo australia, come nazione e come stato, è la formazione storicamente più giovane nella girandola delle grandi migrazioni europee, meno di duecento anni, nel continente forse più antico di suoli e di gente;

variamente miscelati e sospettosi gli uni degli altri, inglesi, tedeschi, francesi, italiani e di ogni dove del vecchio mondo, erano uniti da una assoluta certezza: isolare la popolazione aborigena e portarla all’estinzione;

ora, se solo di straforo un ministro italiano si permette di fare cenno (altro…)

TAVOLARA

quando pensi a un’isola chiamata tavolara ti sovviene ovviamente l’immagine di una tavola coricata sul mare, lunga, ferma e piatta proprio come una tavola nel blu; ma qui già si cela il primo perfido inganno: infatti è anche vero che questa lunga roccia calcarea può assomigliare a una tavola, ma per niente affatto a una placida cosa coricata sul mare, bensì a una cosa ben piantata di taglio come una lama lunga e alta, ficcata su una torta azzurra; per avere un’idea si deve immaginare appunto una tavola lunga forse due chilometri, larga duecento metri e alta seicento, e più o meno ci siamo;

tutti quelli che passano dalle strade e dalle navi (altro…)

MALETTON

girano sollecitazioni al boicottaggio di benetton, comprensibili, giustificate e scontate; ma a me preme fare tre osservazioni, una sui prodotti di marchio, una sul ricorrente smascheramento di singoli demoni, e una sulle possibilità di elevare il boicottaggio al rango di arma contro il capitale;

1. il marchio: boicottare i prodotti di marchio benetton significa colpire i negozi ed i negozianti, i fornitori e le commesse e di fatto solo in italia; il padrone ne verrebbe colpito solo se ne derivasse un tracollo (altro…)

ALGORITHM&BLUES

poiché sono un vecchio acchiappafantasmi poco fa ho postato una celebrazione dell’inno di noi ghosbusters; in realtà avrei voluto appiccicarlo a questa serissima riflessione ma poiché sono un analfabeta informatico non so come si fa, la ragione tuttavia è questa: é tornato in giro, dopo una breve assenza, il terribile fantasma dell’algoritmo di fb, quello che uccide gente dopo il numero venticinque;

non riporto il nome di tutti quelli che stanno implorando (altro…)

PORCA LEVA (su un post di cristiano sabino relativo alla leva obbligatoria)

rimando chi ne ha interesse al post di cristiano, il quale (in sintesi) vi sostiene che il ripristino della leva obbligatoria può rendere un servizio importante alla prospettiva della rivoluzione in quanto fornirebbe a molti giovani la forma mentis necessaria nello scontro armato;

la questione è interessante, anche se l’ipotesi di cristiano ne costituisce secondo me solo una subordinata e per di più ballerina, anche mettendo in conto i possibili effetti boomerang delle scelte governative (la cosiddetta eterogenesi del fine);

nella storia militare italiana (1861-2018), la quale evidenzia una scopiazzatura del modello francese, la leva obbligatoria presenta costantemente aspetti nefasti e criminali, dalla guerra al cosiddetto brigantaggio, alle guerre coloniali, al primo (altro…)

DIS-INTEGRAZIONE (risposta a un post di Joyce mattu sul problema migranti)

il post in questione ha il pregio di essere consequenziale (requisito necessario per l’individuazione dei punti di disaccordo) e di fare perno su argomenti ricorrenti, tali da poter essere affrontati come caso di scuola.

1. joyce, al netto della tua dichiarata irritazione, il problema non è che tu, o io, o lui si sia velatamente razzisti o imputabili di fascismo: se anche fosse, la situazione generale non cambierebbe (altro…)

IL PARASSITA (DEFINIZIONE E INCARNAZIONE ESEMPLARE)

il parassita non esiste come specie a sé stante: il parassitismo è infatti una modalità della vita presente in tutte le specie, dalle amebe all’alta finanza;
il parassitismo può essere occasionale o fisso, opzionale o necessario ecc., con l’unica regola generale per cui il parassita deve succhiare il massimo dall’organismo parassitato senza giungere a farlo morire;
la specie umana presenta una sofisticatissima specializzazione di questa bizzarra distorsione della vita, in quanto negli uomini essa deve parassitare non solo  il metabolismo organico, ma anche la coscienza individuale e la comunicazione generale: pensiero, sentimento, memoria ecc.;
e lo deve fare in modo che il soggetto da lui dissanguato e tenuto a marcire ”appaia” come il vero parassita della società e la zavorra subumana della storia, e che invece lui, il grasso e odioso succhiasangue, appaia come il salvatore e il garante, fin troppo compassionevole, dell’intera società;
la politica offre la massima possibile perfezione di questa essenza del parassitismo: tutti gli uomini sono per loro natura animali politici, ma proprio per questo la loro vita associata è soggetta al dominio del parassitismo perfetto;
la società italiana oggi ne manifesta l’incarnazione esemplare, quella di un individuo il cui contributo materiale e spirituale alla vita associata è stato sempre e solo la costruzione dell’accusa rovesciata sul fenomeno del parassitismo stesso;
non meraviglia che costui, il parassita perfetto, sia oggi il superministro di tutta la nazione.

Gian Luigi Deiana

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