SEMINARIO CESP in SARDEGNA lunedì 25 novembre 2019 a CAGLIARI. “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna”

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a CAGLIARI


Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario si terrà a:

CAGLIARI: lunedì 25 novembre 2019 ITI Marconi  via Valerio Pisano, 7 (zona Terramaini).

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, le domande di esonero ed i moduli di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

Comunichiamo che, a breve, verranno organizzati analoghi seminari di formazione a Nuoro, Oristano e Sassari.

INFO: 070485378 – 3516757132 – 3497836178 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

INFO ai DS seminario CESP CAGLIARI 25-11-2019

programma seminario CESP a CAGLIARI – lunedì 25-11-2019

richiesta esonero seminario CESP CAGLIARI 25-11-2019

modulo iscrizione seminario CESP CAGLIARI – 25-11-2019

 

Corte di Cassazione – Ordinanza n. 28111 del 31 ottobre 2019 – i DS non possono sospendere i Docenti

Il Dirigente Scolastico non ha il 
potere di sospendere i docenti

Corte di Cassazione –  31 ottobre 2019 
Ordinanza n. 28111-2019

 

Fin dalla modifica della previgente normativa disciplinare (con il D.L.vo n. 150/2009 – cosiddetto decreto brunetta), il potere posto in capo ai Dirigenti Scolastici di sospensione dei docenti è sempre stato contestato e contrastato, sindacalmente, politicamente e nelle aule giudiziarie, poiché è parso fin dall’inizio assolutamente “discutibile”.

Infatti è l’unico caso (anche nel Pubblico Impiego) nel quale il soggetto che avvia il procedimento disciplinare e svolge contemporaneamente le funzioni di istruttore, accusatore e “giudice” è la medesima “figura”: il Dirigente Scolastico (che quasi sempre, oltretutto è parte in causa o “la causa” dell’intero procedimento attivato esclusivamente per lesa “maestà dirigenziale”).

La sua posizione di terzietà dunque è sempre apparsa, eufemisticamente, una assoluta stravaganza giuridica.

Già da tempo la giurisprudenza di merito aveva escluso che il potere di sospensione fino a 10 giorni potesse essere di competenza del Dirigente Scolastico, non essendo la sanzione “specifica” (sospensione fino a 10 giorni) prevista dalla normativa di settore.

Con la pronuncia allegata, del 31 ottobre 2019, la Corte di Cassazione dovrebbe avere definitivamente chiarito che il potere di sospensione dei Docenti spetta unicamente all’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (U.P.D.).

Una buona notizia per tutti i contenziosi che i COBAS Scuola Sardegna hanno promosso ed avviato negli ultimi anni (e che si erano definiti solo in primo grado o in appello), patrocinando i ricorsi avverso le illegittime sospensioni di colleghe e colleghi da parte di Dirigenti Scolastici della Sardegna.

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

                                              

Corte di Cassazione – Ordinanza n. 28111 del 31 ottobre 2019 – i DS non possono sospendere i Docenti

ACCHIAPPAFANTASMI rimozioni, fake news ed old fakes: omertà, fantastoria e storiografia – di Gian Luigi Deiana

ACCHIAPPAFANTASMI

rimozioni, fake news ed old fakes: omertà, fantastoria e storiografia 

 

Ieri era il quattro novembre, festa delle forze armate, dei caduti in guerra e dell’unità nazionale, una festa forse più indicata per deporre per un giorno l’elmo di scipio e per mettere a lutto i tre colori.

A me invece è capitato di partecipare ad un convegno a due piani dedicato all’uso e all’abuso della storia e trattandosi di una data così particolare ci si sarebbe potuto aspettare un qualche riferimento ad essa, in quanto avrebbe riportato esattamente a 101 anni fa e agli esiti catastrofici di quella memorabile e tremenda “grande guerra”.

E invece no, le relazioni si sono concentrate su due emergenze culturali recenti: la prima, riguardante la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazismo e comunismo, e la seconda, riguardante i danni provocati dalle pseudoteorie fantastoriche nell’archeologia sarda.

Quindi abbiamo in un colpo solo tre questioni rilevanti completamente slegate l’una dall’altra: la strana rimozione dei conti con la prima guerra mondiale, la proclamazione dell’anticomunismo come architrave della “memoria condivisa”, e l’innalzamento delle barricate accademiche contro i fantastorie attuali.

Ma nonostante questa sconnessione, le tre questioni convergono su una domanda fondamentale: chi bara sulla storia?

Nel celebre racconto del viaggio nel paese delle meraviglie, la piccola Alice si imbatté ad un tratto in una chiassosissima e sconclusionata battaglia fra due contendenti praticamente speculari (“battiamoci fino alle sei, e poi andiamo a cena”).

Curiosamente anche la piccola alice inizia il suo racconto il quattro novembre, ma qui per fortuna si tratta solo di una data incidentale e immaginaria.

Alice trova del tutto futile la contesa fra i due paonazzi gemelli e tutto il loro fracasso, ma questi l’avvertono di non frignare troppo forte, perché tutta la situazione è irreale, lei compresa, ed assurgendo a realtà soltanto nel sogno del Re essa potrebbe dissolversi d’incanto, se il Re si svegliasse.

Poiché solo il sonno del Re è la realtà reale, e il Re si sveglierebbe di certo distruttivamente annichilendo tutto, se solo si affrontassero le false verità e le vere ragioni di contesa, Tweedle Dee edifica la trama del sogno storiografico e Tweedle Dum edifica la trama del sogno fantastorico.

Una trama onirica sempre nuova di fake news contro una trama onirica sempre vecchia di old fakes, mitologie di Atlantide e apologie di sacri confini.

Se solo ti chiedi cosa vuol dire “Gorizia tu sei maledetta” o che la memoria condivisa su Istria e le foibe la devi storiograficamente fare con quelli di là dai confini, ecco che il Re si sveglia e tu non esci dal bosco, bambina mia, ed è pauroso il bosco a vagarvi nel buio: ci sono state leggi razziali ma anche gli Ebrei inquinavano la stirpe, ora meno perché sono garantiti dallo stato di Israele che è una democrazia ma nuovi e innumerevoli inquinatori etnici premono dall’Africa, siamo bravi e accoglienti ma Balotelli è un cafone a prendersela perché si vede dalla pelle che non è italiano, i Savoia sono padri della patria e il meridione è ingrato a lamentarne la sopraffazione linguistica e militare, le rivendicazioni Catalane sono eversive perché la Costituzione spagnola è una Costituzione democratica, il Kurdistan non esiste ed Erdogan ha ragione a epurare le università, ecc..

C’è però una radura di salvezza nell’oscurità del bosco, la radura della “memoria condivisa” verso cui portano e da cui ripartono tutti i sentieri di orientamento e direzione: l’Unione Europea è anticomunista esattamente come è antifascista: la questione è chiusa.

Va da sé che il servizio più considerevole, ma non il solo, che la scienza storica ha reso al presente in questo frangente italiano ed europeo, è lo sdoganamento del fascismo e il doganamento del comunismo: dal recente pronunciamento del partito di Merkel e Vanderlain contro una deliberazione sull’emergenza nazismo a Dresda, al pronunciamento della destra italiana contro la proposta Segre sull’emergenza razzismo in Italia, il Re ha stabilito che non esiste in questo anno 2019 una definizione di razzismo e che non è definibile una attribuzione di nazismo.

Col nominalismo il Re non scherza, il banco non perde mai.

Tutto quello che vi è da fare nel gioco è incrementare la partita tra mercato dei fantastorie dilettanti e autoconferma delle cattedre professionali: the show must go on.

Come è potuto accadere tutto questo?

E’ potuto accadere per il fatto che la storia, la storia, comporta due doveri: la ricerca storica e il giudizio storico.

La ricerca storica compete primariamente ai ricercatori, cioè gli storiografi, in quanto necessita di affidabilità, nel senso che una prova è più attendibile di un oroscopo e un fatto è più verificabile che non un mito.

Non vi è dubbio quindi che la storiografia consiste essenzialmente nella ricerca e cioè nello studio, nella sovrintendenza e nella cattedra ma il giudizio storico è nella responsabilità del discorso pubblico e nell’educazione del cittadino, ed esso non può non andare oltre i variegati risultati della ricerca.

Come viene a costituirsi dunque il giudizio storico, se non nella composizione delle pressioni ideologiche dominanti e nella resistenza del dubbio, del confronto e della critica?

Non è forse la summa dogmatica statuale che decide del vero e del falso, piuttosto che i diligenti storiografi di scuola e gli squinternati fantastorie delle Colonne d’Ercole?

Non è forse il sonno del Re, piuttosto che la finta battaglia tra Tweedle Dee e Tweedle Dum?

Il primo grande maestro della storia, il greco Erodoto, poneva come pilastro deontologico dello storico l’imperativo che la verità va ricercata nel suo principio: letteralmente, non smettere di cercare fino a quando non risulti chiaro chi per primo ha generato il torto.

Non è forse vero che il Re, ogni volta, ha invece imposto l’imperativo contrario, secondo il quale la verità è quella dettata dal Re che impone per ultimo il suo sonno?

E che il sonno, questo sonno, ben peggio che immaginari fantasmi genera mostri assolutamente reali, più che spesso spacciati da angeli e da eroi?

Cosa significa verità storica in una cattedra di storia di Istanbul?

Cosa significa avanti Savoia in una comune scuola della Sardegna?

Cosa significa Catalogna per la Corte Costituzionale spagnola?

Cosa significa clima per il presidente degli Stati Uniti?

Cosa significa emergenza nazismo per Angela Merkel?

Cosa significa quattro novembre, oltre che la data scelta da Alice per descrivere il suo viaggio nel paese delle meraviglie?

Lo storico non ha il compito di dedicare il suo tempo a rincorrere i fantasmi, ha il compito di strappare la maschera al Re, fino a presentarlo nudo.

 

Gian Luigi Deiana

 

NUORO venerdì 8 novembre 2019 – coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna

Coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna
provincia di NUORO – venerdì 8 novembre 2019 
ore 09.00-13.00 e 15.00-17.00  (con pausa e pranzo sociale)
presso la sede COBAS di NUORO

Comunichiamo che il giorno venerdì 8 novembre 2019, presso i locali della sede COBAS Sardegna di NUORO, in via Deffenu, 35,
è convocato:
 
il COORDINAMENTO RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna della provincia di NUORO dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 17.00.
Dalle ore 13.00 alle 15.00 faremo una pausa con pranzo sociale nelle vicinanze.
 
Nella riunione di coordinamento discuteremo della contrattazione d’istituto, dell’informazione preventiva e successiva, anche alla luce dell’ultimo contratto, del ruolo delle RSU COBAS nonché delle problematiche di inizio d’anno di Docenti e ATA: organici, classi, nomine, assegnazioni, sostituzioni, formazione, piano annuale docenti, piano delle attività ATA, etc..

In particolare su FIS e BONUS docenti analizzeremo il diritto all’ottenimento dell’informazione analitica completa di nomi, attività e cifre erogate anche sulla base delle sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e dei Pronunciamenti della Commissione Accesso agli Atti del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Abbiamo già inviato, recentemente, materiali specifici.

Il pomeriggio lo dedicheremo ai problemi particolari delle singole scuole ed al dibattito non concluso al mattino poiché ci sembra giusto socializzare insieme tutte le situazioni di difficoltà.

Le/gli RSU potranno partecipare con il permesso sindacale RSU (allego modello domanda) e le/i TAS (Terminali Associativi Sindacali) degli Istituti dove non abbiamo RSU (se non liberi dal servizio) potranno chiedere un giorno di permesso per motivi personali (allego anche questo modello).

Ricordo che coloro che non sono stati individuate/i formalmente come TAS e fossero disponibili ad assumere la funzione devono farcelo sapere perchè così potremo tempestivamente inviare la comunicazione di nomina come COBAS Scuola Sardegna ai Dirigenti Scolastici delle scuole di servizio.
 
Si ricorda, comunque, che i Coordinamenti RSU COBAS sono aperti a tutte le colleghe e colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.

Colgo l’occasione per comunicare che analogo coordinamento (RSU e TAS) verrà organizzato il 4 novembre per la provincia di Sassari mentre si è già tenuto (10 ottobre) per Cagliari e Oristano.

Inoltre comunico che da qualche tempo è attivo un nuovo numero telefonico dei COBAS Scuola Sardegna che potrà essere contattato, per consulenze e informazioni, da tutta la Sardegna 3516757132.
Al numero indicato risponderà qualcuna/o dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30 ed il mercoledì e giovedì anche dalle ore 09.30 alle ore 12.00.

Un saluto a tutte/i
per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

INDIZIONE COORDINAMENTO RSU e TAS

NU – coordin. RSU e TAS provincia di NUORO COBAS Scuola Sardegna – 08-11-2019

 

COMUNICAZIONE PERMESSO RSU

comunicazione permesso RSU NU 2019 – COBAS Scuola Sardegna

 

RICHIESTA PERMESSO TAS

permesso retribuito personale – TAS COBAS Scuola Sardegna – NU 08-11-2019

 

SASSARI lunedì 4 novembre 2019 – coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna

Coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna provincia di SASSARI

lunedì 4 novembre 2019 ore 09.00-13.00 e 15.00-17.00 
(con pausa e pranzo sociale) presso la sede COBAS di Sassari
 
Comunichiamo che il giorno lunedì 4 novembre 2019, presso i locali della sede COBAS Sardegna di SASSARI, in via Marogna, 26,
è convocato:
il COORDINAMENTO RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna della provincia di SASSARI
dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 17.00.
Dalle ore 13.00 alle 15.00 faremo una pausa con pranzo sociale nelle vicinanze. 
 
Nella riunione di coordinamento discuteremo della contrattazione d’istituto, dell’informazione preventiva e successiva, anche alla luce dell’ultimo contratto, del ruolo delle RSU COBAS nonché delle problematiche di inizio d’anno di Docenti e ATA: organici, classi, nomine, assegnazioni, sostituzioni, formazione, piano annuale docenti, piano delle attività ATA, etc.
In particolare su FIS e BONUS docenti analizzeremo il diritto all’ottenimento dell’informazione analitica completa di nomi, attività e cifre erogate anche sulla base delle sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e dei Pronunciamenti della Commissione Accesso agli Atti del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Abbiamo già inviato, recentemente, materiali specifici.
 
Il pomeriggio lo dedicheremo ai problemi particolari delle singole scuole ed al dibattito non concluso al mattino poiché ci sembra giusto socializzare insieme tutte le situazioni di difficoltà.
 
Le/gli RSU potranno partecipare con il permesso sindacale RSU (allego modello domanda) e le/i TAS (Terminali Associativi Sindacali) degli Istituti dove non abbiamo RSU (se non liberi dal servizio) potranno chiedere un giorno di permesso per motivi personali (allego anche questo modello).
Ricordo che coloro che non sono stati individuate/i formalmente come TAS e fossero disponibili ad assumere la funzione devono farcelo sapere perchè così potremo tempestivamente inviare la comunicazione di nomina come COBAS Scuola Sardegna ai Dirigenti Scolastici delle scuole di servizio.
 
Si ricorda, comunque, che i Coordinamenti RSU COBAS sono aperti a tutte le colleghe e colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.
 
Colgo l’occasione per comunicare che analogo coordinamento (RSU e TAS) verrà organizzato l’8 novembre per la provincia di Nuoro mentre si è già tenuto (10 ottobre) per Cagliari e Oristano.
 
Inoltre comunico che da qualche tempo è attivo un nuovo numero telefonico dei COBAS Scuola Sardegna che potrà essere contattato, per consulenze e informazioni, da tutta la Sardegna 3516757132.
Al numero indicato risponderà qualcuna/o dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30 ed il mercoledì e giovedì anche dalle ore 09.30 alle ore 12.00.
 
Un saluto a tutte/i
per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua
 

SS – coordin. RSU e TAS provincia di SASSARI COBAS Scuola Sardegna – 04-11-2019

 

comunicazione permesso RSU 2019 – COBAS Scuola Sardegna

 

rich. permesso retribuito personale – TAS COBAS Scuola Sardegna SS – 04-11-2019

 
 

CORTEO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA NELLA SIRIA DEL NORD – CAGLIARI 2 NOVEMBRE 2019 PIAZZA GARIBALDI – ORE 15.30

2 NOVEMBRE 2019 CAGLIARI
PIAZZA GARIBALDI – ORE 15.30
CORTEO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA NELLA SIRIA DEL NORD – #RISEUP4ROJAVA

I COBAS Sardegna aderiscono al corteo del 2 novembre a Cagliari e chiedono a tutte/i di partecipare per manifestare la nostra solidarietà con il popolo Curdo e con tutto il Rojava attaccati brutalmente dall’assassino Erdogan.

Il 9 Ottobre, alle 4 del pomeriggio, l’armata di occupazione Turca e i suoi alleati islamisti hanno cominciato la guerra di aggressione preparata ormai da tempo contro le zone liberate della Siria settentrionale.

Alle ore 16:00 del 9 Ottobre, le bombe caddero sulle persone nelle città e nei villaggi al confine. Le milizie Jihadiste hanno cominciato la loro avanzata guidate dall’esercito Turco e hanno provato a penetrare nella zona di confine.

La Turchia parla di un’”operazione militare”, orientata alla “messa in sicurezza” delle loro frontiere tramite un cosiddetto “corridoio di pace”, ma in realtà l’esercito Turco, e i mercenari islamici alle loro dipendenze, sono interessati a occupare le zone prevalentemente abitate dal popolo Curdo lungo il confine Siriano-Turco.

Il regime di Ankara parla di “lotta contro il terrorismo” e dichiara che la sua guerra di aggressione non sia una guerra contro i civili, ma i bombardamenti indiscriminati sui villaggi, i saccheggi, le deportazioni di centinaia di migliaia di persone, le esecuzioni sommarie e il brutale rapimento di centinaia di civili rende chiaro quale sia la realtà.

Mentre prosegue il conflitto contro la Siria settentrionale, Erdogan si mostra sempre più interessato alla pulizia etnica tramite l’espulsione violenta di milioni di abitanti e la colonizzazione a lungo termine di tutta la regione.

Nel Nord della Siria, tra le ombre della guerra civile siriana, è nato un progetto rivoluzionario, democratico e sociale che nel corso di questi sette anni è sempre stato la spina nel fianco delle potenze locali e degli stati imperialisti.

Le comunità nel Nord-Est della Siria si sono autoorganizzate creando un’oasi di pace, fondata sulla coesistenza di tutti i gruppi etnici della popolazione locale, l’emancipazione della donna, un’economia ecologica e democrazia radicale.

La Federazione Democratica della Siria Nord-Orientale è diventata esempio vivente di un futuro pacifico e democratico per il Medio Oriente, andando al di là dei dispotismi locali e il dominio straniero.

Finalmente, le forze difensive dei popoli della Siria Nord-orientale, le Syrian Democratic Forces, sono riuscite a schiacciare gli ultimi rimasugli del califfato islamico ISIS, appoggiato dai Turchi.

Oggi le milizie Islamiste, di cui la maggior parte guerrieri dell’ISIS e di al-Qaeda, stanno di nuovo avanzando con l’occupazione Turca in Siria settentrionale seminando paura e terrore.

Gli stati della Coalizione Internazionale, e soprattutto gli Stati Uniti d’America, hanno aperto la strada all’aggressione militare Turca con il ritiro coordinato delle loro truppe.

Hanno tradito i loro alleati lasciando distruggere e sacrificare i popoli della Siria Nord-orientale per i loro sordidi interessi.

Gli Stati del mondo hanno concordato di chiudere gli occhi mentre l’esercito di occupazione Turco e i suoi Jihadisti stanno commettendo un genocidio con armi della NATO.

Noi però non staremo fermi a guardare in silenzio i massacri quotidiani che stanno avvenendo e che il mondo guarda indifferente. Solo un ampio e forte movimento anti-militarista potrà fermare questa guerra.

Proprio come le persone invadevano le piazze e le strade contro la guerra del Vietnam o l’invasione Americana in Iraq nel 2003, le coscienze dell’umanità dovranno risvegliarsi per ribellarsi alle barbarie Turche in Siria settentrionale.

Il 1 Novembre 2014 milioni di persone su tutto il globo sono scese in strada per esprimere la loro solidarietà con l’eroica resistenza di Kobanê.

Il 2 Novembre di quest’anno vi chiamiamo ad unirvi alla opposizione mondiale contro la guerra di aggressione Turca, per spezzare la normalità e paralizzare la vita quotidiana.
Create e partecipate ad azioni di disobbedienza civile, manifestazioni e tanto altro, e riempite le strade e gli spazi pubblici.

Finché il massacro continuerà, la resistenza non dovrà morire.

Per questo la Rete Kurdistan Sardegna chiama per il 2 Novembre, a Cagliari, in Piazza Garibaldi, una grossa manifestazione per ribadire la solidarietà delle sarde e dei sardi con i popoli della Siria del nord e per ribadire la nostra contrarietà ad ogni tentativo di genocidio o sostituzione etnica.

 

EVENTO facebook su Rete Kurdistan Sardegna

https://www.facebook.com/events/551013062312718/?ti=cl

 

incontri di analisi, discussione ed approfondimento su tematiche SCUOLA – sede di CAGLIARI dei COBAS Scuola Sardegna in via Donizetti, 52

Da giovedì 24 ottobre 2019, dalle ore 17:00 alle ore 19:00 (tutti i giovedì non festivi), si terranno degli incontri di analisi, discussione ed approfondimento presso la sede di Cagliari dei COBAS Scuola Sardegna in via Donizetti, 52.

Negli incontri si discuterà di vari argomenti sulla scuola ed in particolare verranno approfondite le tematiche più attuali, le competenze degli Organi Collegiali e le relazioni sindacali d’Istituto.

Gli incontri saranno coordinati da Giancarlo Della Corte.

COBAS Scuola Sardegna

 

permessi per il diritto allo studio anno solare 2020

Ambito Scolastico Territoriale di CAGLIARI

Permessi straordinari per il diritto allo studio (150 ore) per l’anno solare 2020

 

L’Ambito Scolastico Territoriale di Cagliari ha pubblicato la circolare per la richiesta delle 150 ore di permesso studio per il personale della scuola per l’anno solare 2020.

Le domande vanno presentate entro il 15 novembre 2019 tramite la scuola di servizio.

Pubblichiamo la circolare ed il modulo per la richiesta

 

m_pi.AOOUSPCA.REGISTRO-UFFICIALEU.0010986.04-10-2019-1

 

modulo_domanda-150-ore_2020-19

La lettera delle donne curde al mondo: “A tutti i popoli che amano la libertà”.

La lettera delle donne curde al mondo: “A tutti i popoli che amano la libertà”.

Lettera aperta del Consiglio delle donne curde della Siria del Nord e dell’Est con un appello a tutte le donne del mondo contro l’offensiva della Turchia nella loro regione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Come donne di varie culture e fedi delle terre antiche della Mesopotamia vi mandiamo i più calorosi saluti. 

Vi stiamo scrivendo nel bel mezzo della guerra nella Siria del Nord-Est, forzata dallo Stato turco nella nostra terra natale. 

Stiamo resistendo da tre giorni sotto i bombardamenti degli aerei da combattimento e dei carri armati turchi. 

Abbiamo assistito a come le madri nei loro quartieri sono prese di mira dai bombardamenti quando escono di casa per prendere il pane per le loro famiglie. 

Abbiamo visto come l’esplosione di una granata Nato ha ridotto a brandelli la gamba di Sara di sette anni, e ha ucciso suo fratello Mohammed di dodici anni. 

Stiamo assistendo a come quartieri e chiese cristiane vengono bombardate e a come i nostri fratelli e sorelle cristiani, i cui antenati erano sopravvissuti al genocidio del 1915, vengono adesso uccisi dall’esercito del nuovo impero Ottomano di Erdogan. 

Due anni fa, abbiamo assistito allo Stato turco che ha costruito un muro di confine lungo 620 chilometri, attraverso fondi Ue e Onu, per rafforzare la divisione del nostro Paese e per impedire a molti rifugiati di raggiungere l’Europa. 

Adesso stiamo assistendo alla rimozione di parti del muro da parte di carri armati, di soldati dello Stato turco e jihadisti per invadere le nostre città ed i nostri villaggi. Stiamo assistendo ad attacchi militari. 

Stiamo assistendo a come quartieri, villaggi, scuole, ospedali, il patrimonio culturale dei curdi, degli yazidi, degli arabi, dei siriaci, degli armeni, dei ceceni, dei circassi e dei turcomanni e di altre culture che qui vivono comunitariamente, vengono presi di mira dagli attacchi aerei e dal fuoco dell’artiglieria. 

Stiamo assistendo a come migliaia di famiglie sono costrette a fuggire dalle loro case per cercare rifugio senza avere un luogo sicuro dove andare. 

Oltre a questo, stiamo assistendo a nuovi attacchi di squadroni di assassini di Isis in città come Raqqa, che era stata liberata dal terrore del regime dello Stato Islamico due anni fa con una lotta comune della nostra gente. 

Ancora una volta stiamo assistendo ad attacchi congiunti dell’esercito turco e dei loro mercenari jihadisti contro Serêkani, Girêsipi e Kobane. Questi sono solo alcuni degli incidenti che abbiamo affrontato da quando Erdogan ha dichiarato guerra il 9 ottobre 2019. 

Mentre stiamo assistendo al primo passo dell’attuazione dell’operazione di pulizia etnica genocida della Turchia, assistiamo anche all’eroica resistenza delle donne, degli uomini e dei giovani che alzano la loro voce e difendono la loro terra e la loro dignità. 

Per tre giorni i combattenti delle Forze siriane democratiche, insieme alle YPG e alle JPY hanno combattuto con successo in prima fila per impedire l’invasione della Turchia e dei massacri. 

Donne e uomini di tutte le età sono parte di tutti gli ambiti di questa resistenza per difendere l’umanità , le acquisizioni e i valori della rivoluzione delle donne in Rojava.

Come donne siamo determinate a combattere fino a quando otterremo la vittoria della pace, della libertà e e della giustizia. 

Per ottenere il nostro obiettivo contiamo sulla solidarietà internazionale e la lotta comune di tutte le donne e gente che ama la libertà.” 

 

Richieste delle donne:

– fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord;

– istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita dela popolazione nella Siria del nord e dell’est;

– prevenire ulteriori crimini di guerra e la pulizia etnica da parte delle forze armate turche 

– garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale;

– fermare la vendita di armi in Turchia;

– attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia; 

– adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

 

Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – Lotta contro le servitù e l’occupazione militare della Sardegna. ORA BASTA!!! COBAS della Sardegna

Capo Frasca 12 ottobre 2019

Bellissima e partecipata “Manifestada” contro le vergognose e dannose servitù militari della Sardegna. E’ solo l’inizio di una grande lotta per la liberazione delle nostre terre dopo 70 anni di occupazione.

I COBAS della Sardegna

 

VIDEO de Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – COBAS della Sardegna

https://drive.google.com/drive/folders/1qDLWI8GLhU2lYAPUgyFGfAvWzMTxXqaE?usp=sharing

 

FOTO de Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – COBAS della Sardegna

https://drive.google.com/drive/folders/1RD7ymvqUCXbTtoiu0Ofkmeq7QMubgAfB?usp=sharing

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domani 12 ottobre 2019 a Capo Frasca, dalle ore 15, sa “Manifestada” contro l’occupazione militare della Sardegna

Domani 12 ottobre 2019 a
Capo Frasca, dalle ore 15,
sa “Manifestada” contro l’occupazione militare della Sardegna.

I COBAS della Sardegna aderiscono, saranno presenti e chiedono a tutte/i di partecipare.

Domani a Capo Frasca la “Manifestada” “contro l’occupazione militare della Sardegna”

Biancareddu – Assessore P.I. della Regione Sarda – smentisce i tagli ma gli atti ed i fatti affermano il contrario

L’assessore Biancareddu a Videolina zittisce le voci: 

Nessuna scuola chiuderà.
Al massimo accorperemo qualche Istituto ad altri ma solo nelle grandi città
“.

 

Noi COBAS Scuola Sardegna, invece, confermiamo che ai TAGLI SELVAGGI degli ultimi vent’anni la RAS vuole aggiungere ulteriori 22 Istituti Scolastici autonomi che ha dichiarato debbano essere soppressi perché non raggiungono il numero di 600 studenti.
Oltretutto, in difformità alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Biancareddu, queste 22 autonomie scolastiche sono quasi tutte in piccoli centri e neanche una è nelle grandi città.
Rilegga bene le sue “Linee Guida per il dimensionamento scolastico” e ricontrolli attentamente l’elenco degli Istituti Scolastici cosiddetti sottodimensionati che vogliono CHIUDERE (togliere l’autonomia), e ACCORPARE, e si renderà conto di avere espresso una dichiarazione in contrasto con la realtà dei fatti e degli atti.

Pubblichiamo, infatti, di seguito la bozza di Linee Guida della RAS sul dimensionamento scolastico (sulla base della quale le conferenze provinciali approveranno nelle prossime settimane i piani da proporre alla RAS) per il 2020-2021 e l’elenco degli Istituti Scolastici sottodimensionati che vogliono SOPPRIMERE.

L’Assessore non tenti di sviare la discussione e risponda invece al fatto, denunciato dai COBAS Scuola Sardegna, che la media di studenti negli Istituti Scolastici autonomi in Sardegna è oggi (nel corrente anno scolastico 2019-2020) di oltre 723 studenti per Istituto e, se venissero tagliate altre 22 autonomie scolastiche, salirebbe a quasi 787 studenti per Istituto Scolastico autonomo che riteniamo sia una delle media più alte, se non la PIU’ ALTA, dell’intero territorio italiano.

Sopprimono l’autonomia di Istituti scolastici che non hanno almeno 600 studenti però permangono Istituti con 700, 800, 900, 1000, 1100, 1200, 1300 e perfino 1400 studenti, questi si, nelle grandi città della Sardegna.

Chiediamo una cosa semplice.

La Regione Sarda se vuole proprio seguire pedissequamente i numeri che vengono imposti dal MIUR per le autonomie scolastiche lo faccia rispettando la specificità della nostra isola e prevedendo il numero degli Istituti Scolastici autonomi in Sardegna sulla base di una semplice e naturale COMPENSAZIONE mantenendo la media di 600 studenti per Istituto Scolastico.

In questo modo avremmo diritto ad almeno 330 autonomie scolastiche che sono quasi 80 in più rispetto a quelle che vorrebbero mantenere con le loro Linee Guida nel prossimo anno scolastico.

La Sardegna, infatti, secondo i “nostri” governanti sardi non ha alcuna specificità che, invece, dovrebbero applicare, garantire, rispettare e far rispettare?

L’orografia del nostro territorio non conta niente?

Il più alto tasso di dispersione scolastica lo citiamo solo nei convegni?

Il pendolarismo diffuso (anche nelle scuole dell’infanzia ed elementari) che sta diventando un fattore gravissimo di dispersione scolastica ce lo dimentichiamo?

Che la Sardegna sia un isola e sia il territorio europeo con la più bassa densità abitativa (esclusi i territori di alta montagna e quelli del nord europa) è un elemento che alla RAS non dice niente?

L’assessore Biancareddu e tutta la Giunta Regionale della Regione Sardegna rispondano a queste domande e non continuino a sopprimere Istituti Scolastici come è stato fatto in maniera selvaggia negli ultimi 20 anni. 

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2019/10/10/l-assessore-biancareddu-zittisce-le-voci-nessuna-scuola-chiudera-52-938565.html

 

Bozza Linee Guida RAS dimensionamento scolastico 2020-2021

 

sedi Istituti Scolastici sottodimensionati Sardegna a.s. 2019-2020

 

COBAS Scuola Sardegna – dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica

SCUOLE CONDANNATE A MORTE – dispersione e dimensionamento scolastico in Sardegna

SCUOLE CONDANNATE A MORTE

Dispersione e dimensionamento

scolastico in Sardegna

 

COBAS Scuola SARDEGNA

Dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica.

Quando partirà la rivolta?

 

Il Corriere della Sera del 7 ottobre 2019 ha pubblicato un rapporto dell’Invalsi dal quale risulterebbe che la Sardegna ha il tasso di dispersione esplicita ed implicita più alta d’Italia.

Per quanto concerne i dati sulla dispersione esplicita e su quella implicita elaborati dall’Invalsi dobbiamo distinguere.

Infatti, i dati dell’Invalsi per quanto concerne in particolare la Sardegna sono “drogati” dal fatto che da sempre nella nostra Isola esiste il tasso di lotta contro i quiz più alto d’Italia (con il blocco e gli scioperi indetti tutti gli anni dai COBAS Scuola Sardegna con l’aiuto di genitori e studenti), e, quindi, decine di scuole e centinaia di classi non svolgono i cosiddetti test.

Comunque, è assolutamente acclarato che in Sardegna esista un gravissimo problema di dispersione scolastica ma bisogna intendersi su quali siano le cause, almeno alcune che riteniamo più rilevanti.

In primo luogo riteniamo che le/gli insegnanti dovrebbero essere tutte/i in classe fin dal primo giorno di scuola e, invece, così non è.

Quando si assentano per brevi (o lunghi) periodi dovrebbero essere nominati supplenti sostituti mentre spesso (anche per settimane o addirittura mesi di assenza) le/gli insegnanti non vengono sostituiti e le/gli alunne/i perdono decine di ore di lezione nell’anno scolastico che non recupereranno mai più.

Inoltre, in tantissimi Istituti della Sardegna, soprattutto nelle prime classi delle scuole superiori, il numero di alunni è altissimo (spesso incredibilmente più alto del massimo consentito dalla norma vigente), e questo è un fattore di dispersione in sé.

Noi chiediamo, da sempre, che venga ridotto il numero di alunne e alunni per classe perché solo così si può cercare di migliorare l’offerta formativa e l’attività didattica quotidiana e si può iniziare a ridurre la dispersione.

In Sardegna, a causa del selvaggio dimensionamento degli Istituti Scolastici degli ultimi vent’anni esiste un pendolarismo diffuso che è un’altra gravissima causa di dispersione (pendolarismo che addirittura in alcuni centri dell’interno inizia fin dalla scuola dell’infanzia ed elementare), perché i tempi per andare a scuola e rientrare a casa ed i tempi di attesa (anche per gli endemici problemi di trasporto in Sardegna), non consentono a decine di migliaia di studenti e studentesse di poter frequentare e studiare serenamente.

Anche quest’anno però (dopo la canonica pausa di un anno per le elezioni regionali), la Regione Autonoma della Sardegna ha varato una “bozza” di linee guida con le quali chiede a tutti gli Enti Locali (Città metropolitane, Province e Comuni), di ridurre ulteriormente il numero delle autonomie scolastiche (negli ultimi 15 anni erano già passate da 412 a 276), tagliando tutte quelle al di sotto dei 600 alunne/i (con la sola eccezione dei Comuni montani e delle piccole Isole dove il numero di alunne/i per mantenere l’autonomia è di 400).

Con la “bozza” delle “Linee guida per la programmazione scolastica e dell’offerta formativa della Regione Sardegna per l’anno scolastico 2020-2021” (e incredibilmente si applicano le bozze e non atti definiti e approvati dagli organi competenti), la Regione Sarda propone di fare “calare” ulteriormente il numero delle Istituzioni Scolastiche autonome in Sardegna a poco più di 250 poiché attualmente tra gli attuali 276 Istituti Scolastici autonomi vi sono ancora 22 autonomie cosiddette sottodimensionate (sotto i 600 alunni) che hanno diritto, secondo un’altra folle norma, ad avere solo un Dirigente Scolastico e un DSGA reggenti (titolari di altro Istituto) ed, invece, TUTTE, secondo la RAS, dovranno avere almeno 600 alunni.

Tutto ciò in ossequio ai numeri previsti a livello nazionale per i quali non esiste alcuna differenza tra le diverse aree del territorio governato dalla Repubblica Italiana (Sardegna inclusa), se non parzialmente nelle piccole isole e nei comuni di montagna.

Da sempre noi COBAS Scuola Sardegna rivendichiamo la peculiarità della Sardegna anche perché i numeri uguali tra situazioni diverse non sono indice di democrazia e parità di trattamento ma sono fattori che aumentano soltanto le differenze esistenti (è notorio, ed appare di solare evidenza, che numeri uguali tra diseguali aumentano esclusivamente, ed esponenzialmente, le differenze).

Infatti, ci appare assurdo che possano essere applicati gli stessi parametri di dimensionamento nei diversi territori italiani senza tener conto della specifica orografia degli stessi e delle enormi differenze di densità abitativa (come in Sardegna)

Invece i numeri per il dimensionamento sono identici in zone tra le più densamente abitate d’Europa e in Sardegna che è, invece, l’area con la densità abitativa più bassa d’Europa (esclusi territori totalmente montani e le zone più a nord del continente europeo).

In questi giorni sono in corso le cosiddette preconferenze provinciali di organizzazione sul dimensionamento scolastico ed entro fine mese dovrebbero tenersi tutte le conferenze provinciali e delle città metropolitane che faranno alla Regione Sarda le proposte di dimensionamento.

Chiamarle “proposte” appare un ossimoro perché gli Enti Locali, secondo la RAS, devono fare le cosiddette proposte attenendosi ai numeri imposti per mantenere le autonomie scolastiche (600 alunne/i e non una/o di meno).

Se si rimane nella “cornice” dei calcoli aritmetici “imposti” dal MIUR, ed accettati dalla Regione Sarda, assisteremo ad una continua moria di scuole, classi ed Istituzioni autonome in Sardegna ed a sterili lotte di campanile, come avviene da sempre e come accade anche oggi, con richieste che arrivano dai singoli Comuni che tentano di salvare la propria autonomia che, ovviamente, verrebbe persa da un’altra parte o da più parti.

Il limite per mantenere l’autonomia di un’Istituzione Scolastica è di 600 alunne/i (tetto minimo, come detto con l’unica deroga per piccole isole e zone di montagna a 400), ma il LIMITE esiste solo per il minimo mentre non esiste alcun numero massimo (tetto massimo) o un meccanismo che preveda una COMPENSAZIONE tra questi numeri.

E quindi abbiamo Istituzioni Scolastiche autonome che verrebbero soppresse con 595 alunne/i ed Istituti Scolastici (soprattutto nelle aree metropolitane), con anche 1000, 1100, 1200, 1300 ed anche 1400 alunne/i.

La Regione Sarda (senza distinzioni di colore politico), invece che seguire diligentemente i “numeri” di tagli indicati da Roma avrebbe potuto e dovrebbe rivendicare la nostra specificità e decidere di applicare una media regionale ai numeri esistenti ma ciò non è mai avvenuto in passato e non avviene oggi.

Si prevede, infatti, un nuovo pedissequo “taglio” delle 22 Istituzioni Scolastiche cosiddette “sottodimensionate” ma non si tiene conto, invece, delle svariate decine di Istituzioni Scolastiche che hanno numeri di molto superiori (più che doppi) ai 600 alunni.

Si dovrebbe quantomeno, e l’abbiamo sempre richiesto, fare una media regionale con i numeri delle alunne e degli alunni di tutta la Sardegna e solo sulla base di quel dato decidere i numeri delle autonomie scolastiche.

In Sardegna, infatti, nel corrente anno scolastico abbiamo 199.747 alunne/i (scuole della Sardegna di ogni ordine e grado) il quale numero medio diviso per 600 (limite stabilito a livello nazionale per la singola Istituzione Scolastica autonoma) sarebbe uguale a oltre 332 Istituzioni Scolastiche autonome (senza valutare le deroghe per le piccole isole ed i Comuni di montagna) che sul territorio della Sardegna rientrerebbero nella media regionale di 600 alunne/i per Istituto.

Nel corrente anno scolastico, invece, con 276 Istituzioni Scolastiche autonome la media di alunne/i è di 723,72 (199.747:726) e per il prossimo anno se venissero “tagliate” ulteriori 22 autonomie scolastiche la media salirebbe a 786,40 (199.747:254).

Inoltre, esiste un gravissimo problema di quelli che vengono chiamati “punti di erogazione del servizio” (scuole e classi) che sono sempre più accorpati ed accentrati nei centri più grandi così come già oggi esistono Istituti Comprensivi su 7, 8, 9, 10 Comuni nei quali i Dirigenti Scolastici sanno, a malapena, dove sono ubicate le scuole.

Se per l’ennesima volta, invece, si seguiranno pedissequamente i numeri indicati dal MIUR per le autonomie scolastiche questo, unitamente al concentramento selvaggio degli Istituti superiori ed al conseguente pendolarismo diffuso, sarà un ulteriore elemento che, non paradossalmente, aggraverà nei prossimi anni la dispersione scolastica.

Non ci si venga poi a parlare di desertificazione dei territori, di “lotta” per le zone interne, contro lo spopolamento ed altre amenità di tale tenore.

Chiediamo a tutte le conferenze organizzative sul dimensionamento scolastico di tutti i territori della Sardegna di richiedere con forza alla Regione Sarda di applicare tali parametri nelle linee guida i quali consentirebbero di ottenere circa 80 autonomie scolastiche in più rispetto ai numeri che prevede la RAS.

La “ribellione” contro questo abominio dovrebbe, infatti, partire dal basso e tutti insieme comunità locali, scuole, organizzazioni sindacali e cittadini dovremmo fare fronte comune perché la Regione Sarda modifichi gli assurdi parametri delle linee guida per il dimensionamento scolastico anche perché le “politiche” di razionalizzazione e dimensionamento (leggasi tagli selvaggi) degli ultimi 20 anni hanno esclusivamente, come risulta dai dati, fatto aumentare la dispersione e, quindi, ai nostri governanti non viene in mente che, forse, qualcosa non funziona nelle scelte passate e presenti?

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

COBAS Scuola Sardegna – dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica

 

SCUOLE CONDANNATE A MORTE

l’Unione Sarda 10 ottobre 2018

Torna all'inizio