Lo SCHIANTO di AIR ITALY – le ragioni dell’esperto aeronautico Gaetano Intrieri

L’esperto del settore aeronautico, Gaetano Intrieri, spiega le ragioni dello “schianto” di Air Italy.

Viene da chiedersi: dove stavano i Governanti della Regione Sarda mentre avveniva questo disastro?

Erano impegnati a distruggere la sanità Sarda con i Qatarioti nell’altra geniale operazione del Mater Olbia?

Nicola Giua – COBAS Scuola Sardegna

 

“La liquidazione di Air Italy e il ruolo di Qatar Airways. L’intervento di Gaetano Intrieri, esperto del settore aeronautico”

https://www.startmag.it/smartcity/vi-spiego-lo-schianto-annunciato-di-air-italy-lanalisi-di-intrieri/

IL  REATO  DI  SOLIDARIETÀ – il caso della famiglia Spanu: appello per l’assoluzione del collettivo ‘Furia Rossa’ di Oristano

I COBAS Scuola Sardegna ed i COBAS della Sardegna sottoscrivono e fanno proprio l’APPELLO per l’assoluzione del collettivo “Furia Rossa” di Oristano i cui componenti Davide, Dario e Marco sono accusati del “reato di solidarietà” per uno sfratto del 2015.
 
IL  REATO  DI  SOLIDARIETÀ
il caso della famiglia Spanu: appello per l’assoluzione del collettivo ‘Furia Rossa’ di Oristano
 
Si avvia alla conclusione presso il Tribunale di Oristano il processo intentato contro tre giovani attivisti del Collettivo Furia Rossa, per un articolo di critica dell’operato della Questura in occasione di uno sfratto, avvenuto nel 2015 nelle campagne di Arborea.
 
La vicenda, maturata a causa della situazione debitoria di una azienda familiare nel rapporto con una banca, aveva comportato l’abbandono forzato della fattoria e dell’abitazione da parte della famiglia Spanu, da un lato con l’intervento attivo della forza pubblica e dall’altro con il dispiegamento di una resistenza passiva da parte della rete di solidarietà maturata in quei giorni.
 
La gravità del fatto (catena debitoria, perdita dei beni primari) era apparsa emblematica della precipitazione sociale nella quale stavano cadendo molte famiglie contadine; e tuttavia questa gravità, che costituisce il centro del problema, è stata successivamente adombrata dalla ribalta che si è determinata con la denuncia di diffamazione, elevata per iniziativa della Questura medesima a carico di alcuni dei contestatori di prima linea, appunto il Collettivo Furia Rossa. In ragione di un epiteto, che si assume come volgare ma di uso assolutamente comune e nei contesti più svariati, i giovani Davide Pinna, Mario Figus e Marco Contu sono stati chiamati a processo con una richiesta di risarcimento di oltre duecentomila euro da parte dei denuncianti e di otto mesi di reclusione da parte del pubblico ministero.
 
Se emblematica e cinica era apparsa la vicenda Spanu, questa sua conseguenza apparentemente secondaria ne replica in automatico la pesantezza e la gravità; la questione si configura ora in modo compiuto e assolutamente semplice: come sia possibile che vecchi contadini che non hanno commesso reati siano rovinati per sempre nell’indifferenza generale, e come sia possibile che giovani studenti, incensurati fin nei registri di scuola, che non sono rimasti indifferenti a quella vicenda, debbano rischiare di subire la stessa sorte.
 
Non è per questo genere di avvitamenti che i cittadini necessitano degli istituti di polizia: noi che di questi studenti siamo stati maestri, noi cittadini, abbiamo conformato il nostro insegnamento al principio che proprio l’indifferenza è il maggior pericolo sociale, in quanto complice perpetuo delle ingiustizie conclamate e delle storture che possono generarsi nei periodi di crisi, ed è il massimo agente diseducativo, in quanto è il più pervasivo e impunito dei mali della società; le impertinenze verbali, in questa difficile composizione delle ragioni, non si castigano per via giudiziaria.
 
Vorremmo sollecitare i denuncianti a ritirare la loro iniziativa giudiziaria, in rispetto di questo principio superiore che primariamente deve ispirare anche la loro funzione; manifestiamo a Davide, Mario e Marco la nostra solidarietà, e chiediamo la loro piena assoluzione.
 
CHIUNQUE VOGLIA  SOTTOSCRIVERE  QUESTA  DICHIARAZIONE  PUÒ  FARLO  DIRETTAMENTE  A  COMMENTO  DI  QUESTO  POST  E  PUÒ  EVENTUALMENTE  CONDIVIDERLO  CONTRIBUENDO  ALLA  SUA  DIFFUSIONE
 

STAMPA e TV su SCIOPERO Scuola in Sardegna e Manifestazioni a Cagliari a Sassari 14 febbraio 2020

STAMPA e TV su SCIOPERO Scuola in Sardegna e Manifestazioni a Cagliari a Sassari 14 febbraio 2020 di COBAS Scuola Sardegna e Coordinamento Precari Autoconvocati di Sassari

 

TG di VIDEOLINA

SCUOLA E AMBIENTE, L’ISOLA IN PIAZZA: 

A CAGLIARI COBAS E FRIDAYS FOR FUTURE

https://www.videolina.it/articolo/tg/2020/02/14/scuola_e_ambiente_l_isola_in_piazza_a_cagliari_cobas_e_fridays_fo-78-987020.html

 

TGR RAI Sardegna 

SCIOPERO della Scuola e MANIFESTAZIONI a Cagliari e Sassari

https://www.facebook.com/nicolagiua/videos/10219300725580745/

 

L’Unione Sarda on line

Scuola e ambiente, l’Isola in piazza a Cagliari

https://www.unionesarda.it/articolo/economia/2020/02/14/scuola-la-protesta-dei-precari-la-sardegna-penalizzata-2-987004.html

 

La Nuova Sardegna

Sassari, gli insegnanti precari scendono in piazza contro il Decreto Scuola 2019

https://video.lanuovasardegna.it/locale/sassari-gli-insegnanti-precari-scendono-in-piazza-contro-il-decreto-scuola-2019/119738/120214

 

CASTEDDU ON LINE 

SCIOPERO delle Scuole Sarde dei COBAS Scuola Sardegna e Coordinamento Precari Autoconvocati

Manifestazioni e cortei a Cagliari e Sassari

https://www.castedduonline.it/cagliari-la-rabbia-dei-prof-precari-stipendi-bassi-e-costretti-a-partire-fuori-per-lavorare/

 

ANSA SardegnaSciopero e Manifestazioni in Sardegna 14 febbraio 2020

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/02/12/ansa-focus-scuola-concorso-alle-porte-ma-sale-rabbia-precari_c3e03eef-175a-412b-b98c-b72def731852.html

 

Radio Sintony

14 Febbraio 2020 la Scuola Sarda scende in piazza

San Valentino in piazza per la scuola sarda che questa mattina si è trovata in piazza Galileo Galilei a Cagliari davanti all’ufficio scolastico regionale.

http://www.sintony.it/news.php?page_id=6320

 

Canale 12

Successo dello SCIOPERO e delle MANIFESTAZIONI a CAGLIARI e SASSARI 14 febbraio 2020 – COBAS Scuola Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

Comunicato Stampa – 14 febbraio 2020

In Sardegna grande successo dello SCIOPERO delle Scuole del 14 febbraio 2020, con migliaia di scioperanti e decine di Istituti chiusi, e delle MANIFESTAZIONI a Cagliari e Sassari

 

Lo Sciopero di oggi, 14 febbraio 2020, indetto in Sardegna dai COBAS Scuola Sardegna e dai Coordinamenti Precari Autoconvocati è pienamente riuscito con l’adesione allo sciopero di migliaia di colleghe e colleghi Docenti e Ata per protestare, in particolare contro la situazione del precariato della scuola in Sardegna e contro le procedure del prossimo concorso che verrà, a breve, bandito per le scuole secondarie.

A CAGLIARI si è tenuta una Manifestazione in piazza Galilei (di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna) indetta dai COBAS Scuola Sardegna, alla quale hanno partecipato alcune centinaia di Docenti e Ata stabilizzate/i e precarie e precari della Scuola.

Il Corteo degli studenti, con Friday For Future, tenutosi oggi a Cagliari contro il vergognoso progetto di metanizzazione dell’Isola è confluito e si è concluso in Piazza Galilei nella quale si sono tenuti vari interventi.

A SASSARI si è svolto un colorato e partecipatissimo Corteo (con un migliaio di presenze) organizzato dal Coordinamento Precari Autoconvocato di Sassari e dai COBAS Scuola Sardegna, con la partecipazione di altre forze del territorio e con vari interventi finali.

Alle iniziative di mobilitazione odierne hanno aderito anche altre organizzazioni che nelle scorse settimane hanno fatto un appello alla mobilitazione, e che ringraziamo per l’impegno nei confronti della Scuola Pubblica Sarda e per aver animato insieme ai Coordinamenti Precari Autoconvocati ed ai COBAS Sardegna le manifestazioni di Cagliari e Sassari (Sardegna Possibile, Caminera Noa, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e diverse altre realtà associative, culturali e comitati territoriali della Sardegna).

La lotta non si ferma poiché l’ultimo Decreto Scuola, ove non venisse modificato, prevederà un vero e proprio massacro per le precarie ed i precari della Sardegna.

Infatti, siamo contro le previste procedure concorsuali, che non mettendo a disposizione tutti i posti vacanti e disponibili rischia di generare una moltitudine di esodati, con tanti anni di servizio prestati nella scuola pubblica e, in particolare in Sardegna, costringerà tantissime/i colleghe/i, nella migliore delle ipotesi a scegliere tra il lavorare fuori dall’isola (almeno con il vincolo quinquennale) o diventare disoccupate/i dopo tanti anni di servizio nella scuola.

Inoltre, combattiamo ulteriori tagli degli Organici di Docenti ed Ata delle scuole della Sardegna e rivendichiamo un aumento degli organici con la riduzione del numero di alunne/i per classe poiché senza un sensibile aumento degli organici e delle risorse – aumenti non previsti negli attuali finanziamenti – rimarrà a rischio la funzionalità quotidiana delle nostre scuole.

Siamo anche contrari al continuo deferente (verso Governo e MIUR), dimensionamento con il taglio di Istituti Scolastici deciso dalla Regione Sarda. Infatti, nonostante la retromarcia della RAS, che ha ridotto i tagli inizialmente previsti, chiediamo la modifica degli assurdi parametri esistenti per il mantenimento delle autonomie scolastiche, che negli ultimi 15 anni sono state ridotte da 410 a 274, e chiediamo che tutti i fondi RAS disponibili non vengano spesi per finanziare le scuole private, per inutili e costosi progetti privi di alcuna reale ricaduta didattica (come i progetti Iscol@), e vengano, invece, assegnati alle scuole magari per la lingua, la storia e la cultura Sarda, i trasporti, le mense, i convitti e l’edilizia scolastica.

Abbiamo protestato anche contro l’atteggiamento dell’amministrazione scolastica che ha colpito il collega insegnante (nonché rappresentante sindacale), Andrea Scano con gravi sanzioni (ripetute sospensioni dal servizio), solo per aver, giustamente, posto in discussione lo scriteriato e incontrollato utilizzo del Registro Elettronico.

Infine, lottiamo per un contratto che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata, per il rientro in Sardegna dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR, per il potenziamento degli organici ATA, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, il ripristino integrale delle sostituzioni con supplenze temporanee e per una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio.

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

 

Stampa – SCIOPERO della Scuola in Sardegna e Manifestazioni CA e SS 14-02-2020

 

 

Foto delle MANIFESTAZIONI di CAGLIARI e SASSARI

I Dirigenti Scolastici NON possono SOSPENDERE le/i DOCENTI dall’insegnamento – circolare USR Toscana del 4 febbraio 2020

I Dirigenti Scolastici NON possono SOSPENDERE le/i DOCENTI dall’insegnamento

Negli scorsi giorni il Dirigente dell’USR Toscana ha inviato a tutte le Istituzioni Scolastiche una nota, prot. n. 1298 del 4 febbraio 2020, con la quale invita i DS a non procedere con l’attivazione di procedimenti disciplinari che prevedano la sospensione dall’insegnamento delle/dei docenti perché le/gli stessi Dirigenti Scolastici non sono competenti ad irrogare tali sanzioni.

In tali casi li invita ad inviare gli atti all’Ufficio territoriale competente per gli adempimenti disciplinari di competenza.

L’USR Toscana conferma ciò che noi COBAS Sculla Sardegna abbiamo sempre sostenuto (dal Decreto Brunetta in poi), e che è stato confermato da decine di sentenze emesse dai Tribunali e dalle Corti d’Appello e, recentemente, da due ordinanze emesse dalla Corte di Cassazione (n. 28111/2019 del 31 ottobre 2019 e n. 30226/2019 del 20 novembre 2019).

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

USR Toscana – procedimenti disciplinari precisazioni – 04-02-2020

venerdì 14 febbraio 2020 SCIOPERO della SCUOLA indetto dai COBAS Scuola SARDEGNA

venerdì 14 febbraio 2020
SCIOPERO Regionale della SCUOLA indetto dai COBAS Scuola SARDEGNA

per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali

 

MANIFESTAZIONI a CAGLIARI e SASSARI 

dalle ore 10.00 in p.zza Galileo Galilei CA

(fronte USR Sardegna)

dalle ore 10.00 in Corso G.M. Angioy SS

(fronte USP di Sassari)

 

LOCANDINA dei COBAS Scuola Sardegna per lo SCIOPERO del 14 febbraio 2020

COBAS – locandina SCIOPERO della SCUOLA – 14 febbraio 2020

 

VOLANTINO dei COBAS Scuola Sardegna per lo SCIOPERO del 14 febbraio 2020

VOLANTINO COBAS Scuola Sardegna SCIOPERO Scuola Regione Sardegna 14-02-2020

 

nota USR Sardegna SCIOPERO del 14 febbraio 2020 COBAS Scuola Sardegna

m_pi.AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE(U).0001570.30-01-2020

 

mobilitazione scuola in Sardegna 14 febbraio 2020

documento mobilitazione precari-e scuola in Sardegna 14 feb

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIFFIDA dei COBAS Scuola SARDEGNA in relazione alla mancata comunicazione dello SCIOPERO di venerdì 14 febbraio 2020 delle Scuole della Regione Sardegna

diffida COBAS Scuola Sardegna a Istituti Scolastici Sardegna SCIOPERO 14-02-2020

 

MANIFESTI dello SCIOPERO del 14 febbraio 2020

MANIFESTO SCIOPERO 14-02-2020 COBAS Scuola Sardegna

 

NUORO assemblea COBAS Scuola Sardegna 12 febbraio 2020 ore 17.00 – 19.00

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna fuori orario di servizio a NUORO

mercoledì 12 febbraio 2020 – ore 17.00-19.00

presso la sede dell’Istituto Tecnico Commerciale 

Chironi” di NUORO, via Toscana, 29

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna 

verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   SCIOPERO della SCUOLA in Sardegna di venerdì 14 febbraio 2020;

2)   Decreto Scuola “ammazzaprecari” (in particolare per le/i Sarde/i), procedure concorsuali, procedure di assunzione, posti a concorso…;

3)   situazione della scuola in Sardegna (prossimi organici, dimensionamento scolastico, 35 ore ATA, BONUS Docenti nel FIS, contratti d’istituto);

4)   prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;

5)   organizzazione delle sedi (prossima apertura sede COBAS a Carbonia) e Consuntivo finanziario 2019 dei COBAS Scuola Sardegna.

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

NU assemblea COBAS Scuola Sardegna a NUORO 12 febbraio 2020 – presso ITC Chironi NU

assemblea a CAGLIARI 10 febbraio 2020 – COBAS Scuola Sardegna – presso ITI Marconi CA ore 17

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna

fuori orario di servizio a CAGLIARI

 

lunedì 10 febbraio 2020 – ore 17.00-19.30

presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi” di CAGLIARI,

via Valerio Pisano, 7 (zona Terramaini)

 

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna 

verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   SCIOPERO della SCUOLA in Sardegna di venerdì 14 febbraio 2020;

2)   Decreto Scuola “ammazzaprecari” (in particolare per le/i Sarde/i), procedure concorsuali, procedure di assunzione, posti a concorso…;

3)   situazione della scuola in Sardegna (prossimi organici, dimensionamento scolastico, 35 ore ATA, BONUS Docenti nel FIS, contratti d’istituto);

4)   prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;

5)   organizzazione delle sedi (prossima apertura sede COBAS a Carbonia) e Consuntivo finanziario 2019 dei COBAS Scuola Sardegna.

 

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

assemblea COBAS Scuola Sardegna a CAGLIARI 10 febbraio 2020 – ITI Marconi CA

Dimensionamento Scolastico Sardegna 2020-2021 – deliberazione RAS n. 3-28 del 22-01-2020 e allegato

Deliberazione della Giunta della Regione Sardegna sul DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO in Sardegna per l’anno scolastico 2020/2021. 

Deliberazione n. 3/28 G.R.del 22 gennaio 2020 e allegato.

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

Dimensionamento Scolastico Sardegna 2020-2021 – deliberazione RAS n. 3-28 del 22-01-2020

 

allegato deliberazione RAS n. 3-28 del 22-01-2020 – Dimensionamento Scolastico Sardegna 2020-2021

I NURAGHI NON ESISTONO – di Nicola Giua, maestro

I NURAGHI NON ESISTONO

In una guida di Storia per insegnanti elementari, di una dozzina di anni fa, ho trovato questa “interessante” scheda con la quale si vogliono evidenziare differenze costruttive in alcune diverse civiltà e aree geografiche (Mesopotamia, Egitto, Italia), in periodi che vanno dal 3mila al 2mila a.c. e dal 2mila al mille a.c..
Dalle immagini si può notare che, secondo gli autori, in Italia tra il 3mila ed il mille a.c. si viveva esclusivamente nelle capanne e poi nelle palafitte, uniche costruzioni conosciute.

La civiltà Nuragica ed i Nuraghi non sono mai esistiti (ma neanche i Pozzi Sacri, le Tombe dei Giganti…).

Ho evidenziato questo abominio storiografico alle/agli alunne/i delle mie classi proponendo la scheda con una mia didascalia.

È seguito un approfondito dibattito nel quale le/gli alunne/i delle due quarte elementari hanno espresso e sottolineato tutto il loro disappunto poiché da due anni studiano la civiltà pre Nuragica e Nuragica e, quindi, non capiscono questa grave omissione storiografica.

Ulteriori materiali per i seminari CESP-COBAS in Sardegna su “LA MAESTRA MUTA…”.

Nicola Giua – maestro

 

MCE – COLPISCINE UNO PER EDUCARNE CENTO

COLPISCINE UNO PER EDUCARNE CENTO

Il Movimento di Cooperazione Educativa – MCE, sul Registro Elettronico e le sospensioni disciplinari dall’insegnamento comminate al nostro collega Andrea Scano.

Ma il “colpito” continua coraggiosamente la lotta.

È utile chiarire che Andrea Scano non contesta solo un problema di privacy, comunque importantissimo, legato al rischio di un uso improprio e/o alla violazione dei dati.

Infatti, nella Scuola non esiste una vera e propria delibera del Collegio Docenti sull’utilizzo del Registro Elettronico ma, eslusivamente, una confusa NON delibera di oltre tre anni fa.

Inoltre, non vi sono strumentazioni informatiche immediatamente fruibili se non con un quotidiano lavoro “tecnico” non dovuto da parte delle/degli insegnanti.

Infine, come ben spiegato anche nell’intervento dell’MCE, l’uso del registro elettronico apre gravissime problematiche pedagogiche ed educative assolutamente evidenti, se solo si volesse vedere…

COBAS Scuola Sardegna

 

http://www.mce-fimem.it/colpiscine-uno-per-educarne-cento/

Seminario CESP a CARBONIA 21 febbraio 2020 “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a CARBONIA

venerdì 21 febbraio 2020

 

Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario è gratuito e aperto a tutte/i le/i cittadine/i e si terrà a:

CARBONIA: venerdì 21 febbraio 2020

dalle ore 08.30 (iscrizioni) alle ore 13.30

AULA MAGNA dell’I.I.S. Gramsci-Amaldi”  

via Delle Cernitrici, snc – CARBONIA

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 e seguenti del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, la domanda di esonero ed il modulo di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

INFO:

3403271936 -3518856642 – 070485378 – 3516757132

 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

 

INFO ai DS seminario CESP Sardegna CARBONIA – 21-02-2020

 

programma seminario CESP Sardegna a CARBONIA 21-02-2020

 

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – CARBONIA 21-02-2020

(modulo iscrizione in word)

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – CARBONIA 21-02-2020

 

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – CARBONIA 21-02-2020

(richiesta esonero in word)

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – CARBONIA 21-02-2020

 

locandina CESP Sardegna La maestra muta – Carbonia 21-02-2020

 

 

La SOLUZIONE INIZIALE: gli oblii del giorno della memoria – di Gian Luigi Deiana

La SOLUZIONE INIZIALE:

gli oblii del giorno della memoria

di Gian Luigi Deiana

 

I calendari di questa contemporaneità abbondano di ecumeniche giornate di edificazione: giornate dell’infanzia e giornate della donna, giornate degli innamorati e giornate dei lavoratori ecc., quasi giusto che sia così, quasi. Dipende da che fiori vi possono nascere nel tempo.

Il giorno della memoria non è soltanto importante, è una ricorrenza carica di sacralità.

Questo comporta il rischio di una implicita scontatezza e di una sacrale ovvietà.

Invece, per entrarvi dentro, è letteralmente necessario uscirne fuori: uscire dalla gabbietta calendaristica e perdersi appena più in là.

Il giorno della memoria, in senso stretto, ricorda quel 27 gennaio del 1945 nel quale le prime avanguardie dell’armata rossa entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz e vi scoprirono lo scempio: quello scempio è passato alla storia con la denominazione ebraica di Shoah, ovvero con la denominazione universale di olocausto.

Il significato di questi termini affonda nell’archetipo religioso del sacrificio ed è universalmente noto: ma che c’entra il sacrificio, che l’umile compie nel nome di Dio, con lo sterminio, che il superbo compie contro ogni pensabile divinità?

È evidente che tutta quella allucinante vicenda, di per sè nemmeno narrabile, ha trovato espressione proprio in un trascinamento paradossale della significazione linguistica: proprio il popolo del sacrificio, il popolo del monoteismo che agli albori della storia aveva ripudiato gli idoli, era diventato esso stesso l’animale sacrificale.

Questa spaventosa inversione, da soggetto sacrificante ad oggetto sacrificato, si è verificata quando il regime hitleriano ha deciso di intraprendere “la soluzione finale”.

La totalità (“olos” in lingua greca) in quanto totalità dello sterminio comporta letteralmente l’incenerimento di ogni vivo (“kaustos”, bruciare).

L’assassino e la vittima si incontrano in questa spaventosa significazione, far sparire i corpi col fuoco.

Anche senza entrare nelle etimologie, tutti nel giorno della memoria sappiamo più o meno tutto questo, e tutti portiamo il nostro sgomento alla soglia di comprensione della cosiddetta “soluzione finale”: ma disgraziatamente ci fermiamo qui, mentre è esattamente da qui che bisogna partire.

Oltrepassare la soglia dello sgomento, la soglia delle torrette e dei camini: in quanto “finale” questo orrido risultato non è comparso per un qualche perverso prodigio degli inferi, è stato invece l’esito di un processo integralmente e civilmente umano.

Un esito coerente, maturato nel tempo e variamente condiviso dalla pulsione di morte che convive con noi di soppiatto, a lungo, pronta per il suo momento.

Il suo momento è quando l’autocompiacimento del mio male si trova a suo agio nel malanimo di massa, e il malanimo di massa vede riflessa la propria immagine in una presenza fisica, personalizzata, onnipresente, urlata e bestemmiata del potere.

Quella e solo quella è “la soluzione iniziale”.

Non è necessario essere grandi geni della politica per capire che non vi può essere alcuna “soluzione finale” senza quel primo passo nell’inferno, la “soluzione iniziale”.

È comprensibile il fatto che poi, quanto alla memoria, solo la catastrofe terminale resti impressa con le sue immagini, i suoi luoghi e i suoi nomi.

Ma questo esito inebria inevitabilmente l’immaginario e ingabbia nelle sue icone di filo spinato la riflessione.

Fa quasi passare sotto traccia, come sia stato solo un aneddoto secondario, il fatto che l’intento della risoluzione totale fosse già ben chiaro fin dall’inizio, e che le ragioni di impedimento non derivarono mai da un qualche sussulto di carattere morale, costantemente impedito dal latrare dei cani, o anche solo da una semplice controindicazione di carattere politico: derivarono piuttosto da considerazioni di carattere tecnico, la laboriosità di organizzare i treni con requisiti di routine e  la tecnologia necessaria a dissolvere con una corrispondente celerità milioni di cadaveri.

La vera identità di tutto quel ventre, in cui la catastrofe è stata tanto a lungo tenuta in grembo, viene dimenticata, come ne viene offuscata la dimensione e la varietà.

La cognizione che il respingimento e il desiderio di disintegrazione non siano stati e non siano un’ esclusiva della paranoia tedesca, scompare dal discorso pubblico e si deposita tutt’al più come un’ombra, un generico retropensiero.

Eppure, solo per fare un esempio, le bande che nelle nostre domeniche inneggiano ai forni durante le partite di calcio e riportano di notte i simboli sui muri sono figlie di una concretissima rete di deportazioni e di campi di assassinio in opera allora, e di una visione del mondo mappata per razze, diritti di colonia, pratiche genocide e “spazi vitali”: la visione del mondo connaturata, in nuce, ad ogni tipo di imperialismo.

Entrare nel giorno della memoria significa attraversarlo, per uscirne dall’altro lato: capire come tutto è iniziato, e chi e come, allora e oggi, può dirsi senza peccato.

Torna all'inizio