Pubblicazione trasferimenti personale docente SARDEGNA – mobilità 2019-2020

Pubblichiamo i trasferimenti del personale docente della Sardegna, di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2019-2020.

Per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

CAGLIARI

0 – CAGLIARI Decreto pubblicazione trasferimenti 2019-2020 1 – INFANZIA docenti 2 – PRIMARIA docenti 3 – I GRADO docenti 4 – II GRADO docenti interprovinciali – I GRADO interprovinciali – II GRADO interprovinciali – INFANZIA in uscita con PRIVACY – 24-06-2019 interprovinciali – PRIMARIA

NUORO

2 – PRIMARIA Docenti NU 3 – PRIMO GRADO Docenti NU 4 – SECONDO GRADO Docenti NU interprovinciali in uscita INFANZIA Docenti NU interprovinciali in uscita PRIMARIA Docenti NU interprovinciali in uscita PRIMO GRADO Docenti NU interprovinciali in uscita SECONDO GRADO Docenti NU 1 – INFANZIA Docenti NU

ORISTANO

 

SASSARI

Pratobello 50 annos: la marcia – Orgosolo 30 giugno 2019 ore 17

Domenica 30 giugno 2019 verranno ricordati e rievocati i fatti di Pratobello con una marcia che partirà da Orgosolo per raggiungere i luoghi de “Sa lota” del 1969.

Di seguito pubblichiamo il comunicato del Comitato spontaneo Pratobello 50 annos:

La Marcia.

 

Il comitato spontaneo “Pratobello 50 annos” è lieto di invitare gli orgolesi e i sardi tutti a partecipare alla marcia di rievocazione degli eventi di Pratobello, che si terrà Domenica 30 Giugno a partire dalle ore 17.00 (Via Gramsci angolo Corso Repubblica) ad Orgosolo. 

Gli eventi che si svolsero nel Giugno del 1969 portarono la popolazione orgolese ad occupare le terre comunali attorno al poligono di tiro per impedire le esercitazioni militari. 

Con lo stesso spirito che guidò le persone nella partecipazione attiva e consapevole, vogliamo rivivere assieme ed attualizzare le motivazioni che guidarono la Lotta, riconducendole all’attivismo attuale presente in Sardegna e coinvolgendo le numerose realtà che oggi nella nostra isola portano avanti cause e battaglie di giustizia

sociale, difesa della persona e del territorio.

La marcia partirà da Orgosolo per snodarsi sulla S.P. 48 con tappa finale al bivio di Pradu, ripercorrendo quello che fu l’itinerario verso Pratobello. 

Durante la camminata ci saranno delle soste animate da letture storiche, poesia e musica.

A Pradu ci sarà l’inaugurazione dell’opera dedicata alla Lotta di Pratobello realizzata da Francesco Del Casino in collaborazione con Pino Muggianu.

Una partecipazione di massa sarà il modo per onorare la memoria di quei fatti di cui fu protagonista un’intera popolazione unita da impegno e passione civile.

Comitato spontaneo Pratobello 50 annos

 

 

Assegnazioni provvisorie e Utilizzazioni 2019-2020

Assegnazioni provvisorie e Utilizzazioni

Domande dal 9 al 20 luglio 2019.
Nota Miur 20/06/2019

 

Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, domande dal 9 al 20 luglio. Nota Miur

TG di VIDEOLINA sulla ingiusta ed incredibile sospensione del collega Andrea Scano a Cagliari

 

Servizio del TELEGIORNALE di VIDEOLINA, di martedì 11 giugno 2019, sulla ingiusta ed incredibile sospensione dall’insegnamento del collega maestro Andrea Scano a Cagliari per il mancato utilizzo del registro elettronico.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

Il collega maestro Andrea Scano, insegnante ed RSU COBAS di una scuola elementare SOSPESO per tre giorni

Sospeso dell’insegnamento per tre giorni il collega maestro Andrea Scano, dei COBAS Scuola Sardegna ed RSU dell’IC “Colombo” di Cagliari, per il rifiuto di utilizzare il registro elettronico, a tutela della privacy delle/degli alunne/i.

Il collega ha contestato l’uso del registro elettronico (gestito da una società privata), ed ha chiesto dall’inizio dell’anno di poter utilizzare il registro cartaceo.

Inoltre si batte perché  gli scrutini possano ancora essere un momento di sereno confronto tra colleghe/i e non un mero atto formale da svolgere in pochi minuti. 

I COBAS Scuola Sardegna sono solidali e riconoscenti nei confronti di Andrea per la battaglia che sta conducendo e patrocineranno il ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Cagliari contro l’illegittima ed ingiusta sospensione dal lavoro di uno stimatissimo collega.

Ad Andrea hanno espresso stima, fiducia e solidarietà i genitori dei propri alunni/e dichiarandosi d’accordo con le sue scelte.

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

com. stampa sospensione di 3 giorni docente Andrea Scano Cagliari – COBAS Scuola Sardegna

 

COBAS – diffida su Scrutinio on line e Registro elettronico COBAS Scuola Sardegna – 08-06-2019

 

RASSEGNA STAMPA

 

LA TECNICA DELLA SCUOLA

di Reginaldo Palermo – 10/06/2019

https://www.tecnicadellascuola.it/registro-elettronico-docente-sanzionato-a-cagliari

 

ORIZZONTE SCUOLA

di redazione – 10 giugno 2019

https://m.orizzontescuola.it/maestro-sospeso-3-giorni-perche-non-usa-il-registro-elettronico/

 

L’Unione Sarda on line – 10 giugno 2019

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/06/10/difende-la-privacy-dei-suoi-alunni-maestro-sospeso-136-891295.html 

 

Sardinia Post – 10 giugno 2019

https://www.sardiniapost.it/cronaca/si-rifiuta-di-usare-il-registro-elettronico-maestro-sospeso-da-scuola-a-cagliari/

 

SARDEGNALIVE – 10 giugno 2019

https://www.google.com/amp/s/www.sardegnalive.net/newsamp/in-sardegna/35275/rifiuta-l-uso-del-registro-elettronico-il-maestro-andrea-scano-sospeso-per-tre-giorni

 

ANSA Sardegna

https://www.google.com/amp/www.ansa.it/amp/sardegna/notizie/2019/06/10/non-usa-le-registro-maestro-sospeso_a40bf48f-e63a-4f61-aec5-8b4c872ff0a7.html

 

CASTEDDU on line

https://www.google.com/amp/s/www.castedduonline.it/cagliari-maestro-sospeso-registro-elettronico/amp/

 

da YouTG. net

https://youtg.net/v3/canali/in-sardegna/17214-maestro-sospeso-perche-non-usa-il-registro-elettronico-cobas-non-obbligatorio-siamo-con-lui

LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO: una questione non archiviabile

Finisce ufficialmente oggi, ultimo giorno della lunga campagna elettorale per le elezioni europee, la breve campagna scolastica per la libertà di insegnamento.

In un gioco nel quale pesce grande mangia pesce piccolo appare, quindi, che un incidente clamoroso, ma periferico (la sospensione dell’insegnante di Palermo per un lavoro scolastico sulle leggi razziali e i loro risvolti odierni), sia stato ricondotto con garbo istituzionale nel terreno di caccia del pesce grande (il consenso elettorale per il partito politico che dirige insieme il ministero dell’interno e il ministero dell’istruzione).

Ma a sua volta la ricerca di consenso elettorale sulle elezioni europee è giocata da questo medesimo partito come capitolo parziale della grande caccia onnivora sul terreno dell’ideologia (uso spregiudicato dei social, costruzione del divismo face to face, traduzione mimetica del confronto politico in gioco a quiz casa per casa, sostegno aperto all’editoria di estrema destra, prove di ingresso speciale ai saloni del libro, insulti alla grande informazione non allineata, occupazione dei posti chiave alla RAI, annuncio di cancellazione delle piccole testate cooperative, decreto di estromissione di Radio Radicale dalle cronache parlamentari ecc.).

Questo preoccupante contesto disvela la vera dimensione dell’incidente scolastico di Palermo, ed evidenzia il fatto che esso, archiviabile come incidente di zelo amministrativo, non è affatto archiviabile come problema pedagogico e come faro costituzionale. Il campo politico presenta oggi una lotta ormai oppositiva per la presa egemonica sulla cultura (educazione dei giovani, costruzione dell’opinione pubblica, plasmazione del senso comune, ecc.). 

E’ proprio su questo carattere complessivo dell’offensiva della Lega che, come COBAS Scuola Sardegna, abbiamo cercato da subito di stigmatizzare il caso che ha interessato la collega Rosa Maria Dell’Aria (vedi “incontri ravvicinati del terzo tipo”, pubblicato sul sito COBAS Scuola Sardegna il 18 maggio). 

In ragione di questo doppio livello (incidente amministrativo e problema civile), si è potuto registrare il rapidissimo decorso di raffreddamento della vicenda: la sollevazione immediata e spontanea di tutto il mondo della scuola “dal basso” non ha trovato una pronta e adeguata corrispondenza nell’attenzione delle organizzazioni deputate (sindacati di categoria e associazioni riconosciute).

I sindacati concertativi, anzi, tradizionalmente complici di blitz diseducativi quali le prove Invalsi, erano impegnati in quelle stesse ore a pattuire persino le condizioni di condiscendenza alla regionalizzazione e per di più le aule scolastiche vivono, in queste ultime due settimane di attività, i ritmi accelerati di ogni fine anno.

Non deve sorprendere, quindi, che l’incidente sia stato rapidamente assorbito e che l’appello delle organizzazioni concertative sia sopraggiunto fuori tempo massimo.

Tuttavia questo inedito tipo di CID, per cui un ministro omnibus mette ufficialmente in scena la conciliazione amichevole di incidente annunciando l’incontro personale con la professoressa vittima del nuovo zelo, non chiude affatto il problema e non lo ripone affatto nel cassetto silente del verbo costituzionale, anzi finalmente lo riapre.

Infatti nella Costituzione non vi è niente di silente e niente di scontato, per quanto trent’anni di cancellazione dell’educazione civica dai programmi didattici possano averne favorito un’abitudine a ciò confacente.

Men che meno è scontato il principio della libertà di insegnamento, che garantisce ed educa la libertà di espressione, la quale garantisce e rende comunicabile la libertà di pensiero.

Se consideriamo questa semplice scalarità e la sua stretta interconnessione condizionale (libertà di pensiero, libertà di espressione, libertà di insegnamento), ci possiamo rendere conto di quale sia realmente la posta in gioco, e di cosa si è barattato nel tempo, per esempio, con la dissoluzione dell’educazione civica in favore delle cosiddette didattiche delle competenze.

Ci possiamo rendere conto del fatto che la palude civile di oggi ha avuto una sua genesi non tanto lontana.

Ci possiamo rendere conto di come ad un partito di governo di fatto extra-costituzionale sia oggi possibile, grazie alle vacue proclamazioni riformatrici dei partiti costituzionali di ieri, di prospettare persino la regionalizzazione del sistema scolastico.

Ci possiamo rendere conto dell’inadeguatezza pedagogica delle organizzazioni rappresentative dei lavoratori della scuola e dello stesso costume di indolenza troppo spesso sotteso, anche in seno al corpo docente, rispetto al dovere etico di praticare nel vivo “il dovere” della libertà di insegnamento.

Se il clima che si vive nella scuola è stabilmente grigio, tuttavia il lampo di Palermo è stato un evento imprevedibile e inaspettato ma è, a tutti gli effetti, un lampo di avvertimento.

Se lo consideriamo con la dovuta attenzione ne sovviene che è necessario fermarsi insieme per una riflessione collettiva sul carattere cruciale della libertà di insegnamento e della sua pratica come dovere etico.

Disponendo di pur minimi strumenti per poterlo fare, quali i corsi di formazione, è giunta l’ora di dedicarvi, a breve, l’impegno necessario.

COBAS Scuola Sardegna

INCONTRI IN SARDEGNA CON YILMAZ ORKAN: RESPONSABILE DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE DEL MOVIMENTO KURDO IN ITALIA

INCONTRI IN SARDEGNA CON YILMAZ ORKAN, RESPONSABILE DELLE

RELAZIONI DIPLOMATICHE DEL MOVIMENTO KURDO IN ITALIA

Nell’ambito delle iniziative del CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica, per l’anno scolastico 2018/2019, il CESP Sardegna ha organizzato, a Cagliari il 15 maggio 2019 e a Nuoro il 16 maggio 2019, due Seminari di formazione nazionali aperti a tutto il personale Docente e Ata ed a Studentesse e Studenti della scuola pubblica statale, in collaborazione con i COBAS Scuola Sardegna, l’ASCE – Associazione Sarda contro l’Emarginazione e la Rete Kurdistan Sardegna, con il titolo:

Il nuovo progetto di società della nazione Kurda: origini filosofiche e attualità politica

La parte pomeridiana degli incontri con la conferenza pubblica con ILMAZ ORKAN (responsabile delle relazioni diplomatiche del movimento Kurdo in Italia), non si è potuta svolgere ed è stata organizzata per la settimana dal 27 maggio al 31 maggio 2019.

In particolare gli incontri si terranno a NUORO mercoledì 29 maggio 2019, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 presso l’Aula Magna della sede dell’I.T.C. “Chironi” di via Toscana, 29 e a CAGLIARI giovedì 30 maggio 2019, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso l’Aula Magna della sede dell’I.T.I. “Marconi” di via Valerio Pisano, 7.

Gli incontri verteranno sulla rivoluzione confederale che si sta realizzando nella Siria del Nord, sulla resistenza del popolo kurdo, sul Confederalismo Democratico, sugli scioperi della fame in solidarietà ai prigionieri in isolamento nell’isola/carcere di Imrali e sul modo di far sentire in Sardegna, come in Italia, il grido del popolo kurdo. 

 

Segnaliamo il programma completo delle Conferenze Pubbliche con Ylmaz Orkan in Sardegna dal 27 maggio al 31 maggio:

 

Lunedì 27 maggio a CARBONIA ore 18 – Conferenza Pubblica – Casa del Popolo, via Barbagia 

Martedì 28 maggio a OLBIA ore 18 – Conferenza Pubblica – Casa del Popolo Gallura 

Mercoledì 29 maggio a NUORO ore 18 – Conferenza Pubblica – I.T.C. “G.P. Chironi” – Via Toscana,29 

Giovedì 30 maggio a CAGLIARI ore 18 – Conferenza Pubblica – I.T.I. “G. Marconi” – Via V. Pisano 7

Venerdì 31 maggio a GHILARZA ore 18 – Conferenza Pubblica – Torre Aragonese

 

incontri con Ilmaz Orkan in Sardegna 27-31 maggio 2019

 

I COBAS Scuola Sardegna aderiscono al CORTEO contro l’occupazione militare della Sardegna – Cagliari 2 giugno ore 10.00 p.zza dei Centomila

I COBAS Scuola Sardegna aderiscono al CORTEO contro l’occupazione militare della Sardegna.

domenica 2 giugno 2019

Cagliari – p.zza dei centomila 

concentramento h. 10.00

 

Il 2 giugno 2019 A Foras torna in piazza a Cagliari per manifestare contro l’occupazione militare della Sardegna.
La partenza del corteo è in Piazza dei Centomila alle ore10.00.

A Foras è un’assemblea nata il 2 giugno del 2016 a Bauladu, composta da comitati, collettivi, associazioni, realtà politiche e individui che si oppongono all’occupazione militare della Sardegna.

A Foras Fest è la Festa della Repubblica in quella parte della Repubblica che non ha nulla da festeggiare, è il rovescio della medaglia.
Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana che da ormai 70 anni occupa abusivamente ampie porzioni di territorio dell’isola, per devastarlo con il proprio esercito, prestarlo ed affittarlo agli eserciti di mezzo mondo e ad imprese multinazionali che testano le proprie armi per venderle ai migliori offerenti.
Quella che a Roma è solo una parata, una finzione, nella nostra isola è la realtà quotidiana di soldati che da porti e aeroporti “sfilano” fino alle basi militari.
A Roma il 2 giugno brillano le spillette, qui “brillano” quasi tutti i giorni le bombe, qui le frecce tricolori sono frecce avvelenate nella carne della popolazione.

Quest’anno il 2 giugno di A Foras sarà dedicato al Mare, all’acqua che bagna la nostra isola e l’attraversa nei fiumi, nei litorali e nelle insenature che disegnano il profilo della nostra terra.

Le coste e i golfi sono il teatro di questa guerra e il luogo di insediamento dei tre poligoni più grandi d’Europa (Capo Frasca, PISQ, Teulada).
I porti sono il luogo di attracco e partenza di una miriade di navi militari che si preparano alle esercitazioni o sbarcano i mezzi pesanti che attraversano città e paesi per arrivare ai poligoni di tiro.
Centinaia le navi che hanno occupato e occuperanno il porto di Cagliari, Sant’Antioco e Olbia per “Mare Aperto”(ottobre 2018), per la“Joint Stars” (maggio 2019), l’ultima mastodontica operazione che ha coinvolto l’Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di Finanza, l’agenzia ENAV, l’US Marines Corps, schierando oltre 2000 uomini con più di 25 tra velivoli ed elicotteri, decine di mezzi terrestri, navali ed anfibi impegnati in intense attività addestrative diurne e notturne; molte di meno invece le navi che prenderanno il largo per trasportare sardi e sarde di ritorno da lavoro o studio, o per viaggiare per il Mediterraneo.
Un nonsenso che conferma la Regione Sardegna completamente asservita al giogo del Ministero della difesa e della NATO, ma che non riesce a garantire i servizi basilari e la mobilità dei suoi figli.

Così l’esercito arrivato a maggio per la “Joint Stars” ha trovato un intero sistema apparecchiato al suo servizio, come mostrano le foto scattate al porto di Sant’Antioco, mentre noi per andare e tornare dalla Sardegna dobbiamo fare i salti mortali: una strana continuità territoriale questa che vale per i carri armati e non per le semplici automobili, che vale solo per chi ha una divisa o un portafogli gonfio di investimenti che ai sardi lasceranno solo briciole e macerie.

La guerra nel golfo non è fatta solo di azioni militari.
È un piano economico studiato da UE e Italia, con i loro alleati Arabia Saudita e Qatar.
Come spiegare altrimenti certe scelte dannose, antieconomiche e obsolete come quella del metano?
Il metano è un combustibile fossile altamente inquinante, estremamente dannoso per l’ambiente e la salute, scegliere oggi il metano significa investire risorse per renderci ancora dipendenti da un combustibile fossile e da interessi esterni.
Il progetto di metanizzazione che intende trasformare la Sardegna in un grande HUB del metano al centro del Mediterraneo è un affare per pochi a discapito della collettività, che comporterebbe un cambiamento radicale del sistema energetico attuale senza nessuna contropartita adeguata: non è certo pensata per i sardi la dorsale che partirebbe dai rigassificatori di Giorgino a Cagliari, con un tracciato che toccherebbe le coste dal Sulcis passando per Santa Giusta, arrivando infine a Porto Torres per poi virare verso Olbia.
L’ennesima servitù, fatta di espropri, inquinamento e militarizzazione di punti strategici, che si va ad aggiungere ai rapporti militari con l’alleato Qatariota, i cui marinai saranno ospitati nella Caserma Bastianini de La Maddalena, nella scuola per sottoufficiali della Marina.
Il Qatar investe e trova la strada spianata anche in altri settori della società sarda come la sanità; la Qatar Foundation, infatti, ha inaugurato lo scorso 12 dicembre un ospedale privato, il Mater Olbia, che gradualmente andrà a sostituire la sanità pubblica, ampiamente razionalizzata e menomata dalle politiche statali e regionali.

La guerra nel golfo deve finire: non vogliamo più carichi di bombe dal Porto Canale o dal Porto di Olbia, non vogliamo più esercitazioni sul fiume Temo a Bosa, stop all’attracco di navi militari nei porti cittadini, basta al passaggio di mezzi militari e carri armati nelle città e nei paesi della Sardegna.

Chiediamo al comune di Cagliari, di Sant’Antioco, di Bosa, di Olbia, di Siniscola e alle autorità portuali di prendere posizione ufficialmente contro il passaggio dei mezzi, l’attracco e l’utilizzo di ampie fette di mare e fiumi per fini militari.
Non ci facciamo ammaliare dagli accordi truffa firmati da Regione e militari che con una mano restituiscono mezza spiaggia al demanio pubblico, mentre con l’altra aumentano gli spazi di addestramento, senza che le istituzioni e i cittadini abbiano voce in capitolo.
Da Pula a Muravera, passando per Capo Comino e Prato Sardo dobbiamo impedire che il territorio sia sacrificato alle esercitazioni militari.

PER IL NOSTRO MARE, PER LA RESTITUZIONE DEGLI SPECCHI D’ACQUA AI PESCATORI, PER NON ESSERE SERVI DELLA GEOPOLITICA NATO E ITALIANA, PER
UN’ECONOMIA BASATA SUI NOSTRI BISOGNI E NON SUL METANO QATARIOTA O SULLA SANITÀ SVENDUTA AL MIGLIOR OFFERENTE, A FORAS È OGGI IN PIAZZA PER RIBADIRE:

• STOP alle ESERCITAZIONI militari, DISMISSIONE di TUTTI i POLIGONI; avvio di BONIFICHE integrali;

• RISARCIMENTI per tutti i danni (demografici, economici alla salute e all’ambiente) subiti in 60 anni di occupazione militare, e utilizzo degli stessi per l’avvio di ALTERNATIVE ECONOMICHE etiche, sostenibili e legate alle risorse dei territori;

• RICONVERSIONE a uso civile di tutti siti militari, dalle CASERME dei POLIGONI a quella di Pratosardo, e della fabbrica di bombe RWM di Domusnovas;

• STOP ai nuovi progetti sui poligoni DUAL USE (civile-militare);

• STOP ai progetti di ampliamento e ammodernamento dei poligoni, come il Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre (SIAT)

• REVOCA degli accordi dell’Università di Cagliari con il comando militare della Sardegna e con le università israeliane complici del massacro del popolo palestinese.
Revoca della convenzione tra Università di Sassari ed Esercito Italiano.
Fine di ogni rapporto degli atenei sardi con aziende coinvolte con lo sviluppo bellico.
Avvio di ricerche e corsi di studio su bonifiche e riconversioni di siti militari;

• Annullamento dell’accordo tra Regione Sardegna e Ministero della Difesa sulle servitù militari;

• Cessazione di ogni tipo di collaborazione sia civile che militare tra la Regione Sardegna e governi (come quelli di Arabia Saudita, Turchia, Qatar, USA e Israele) che promuovono guerre di aggressione negli stati senza pace.

Comunicato stampa A Foras Fest 2019

https://www.facebook.com/events/396009884576895/?ti=cl

Solidarietà dei COBAS Scuola Sardegna alla collega Anna Maria Dell’Aria: sospesa per aver svolto il proprio lavoro di insegnante

I COBAS Scuola Sardegna esprimono la loro più totale solidarietà e stima nei confronti della collega Anna Maria Dell’Aria, sospesa a Palermo per 15 giorni, dall’insegnamento e dallo stipendio, solo per aver svolto il proprio lavoro di insegnante.

Siamo pronti ad azioni di lotta per difendere la libertà di insegnamento dall’oscurantismo burocratico, e ammiccante con il potere di turno, dell’amministrazione scolastica.

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

La collega sospesa a Palermo per aver svolto il proprio lavoro.

”Sono amareggiata, ho sempre lavorato per far crescere il libero pensiero”.

https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2019/05/sic-professoressa-sospesa-78c86f26-be8a-4278-a902-09612fcdf915.html

 

Il video degli studenti dell’ITI Vittorio Emanuele di Palermo per il quale la collega Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa dall’insegnamento e dallo stipendio per 15 giorni.

https://www.google.com/amp/s/amp-video.repubblica.it/amp/edizione/palermo/palermo-ecco-la-ricerca-anti-salvini-che-ha-messo-nei-guai-la-docente/334725/335326

 

Comunicato Sampa dei Cobas Scuola di Palermo

Comunicato vittori emanuele

Seminario CESP oggi a Cagliari presso l’Aula Magna dell’ITI “Marconi” CA: “Il nuovo progetto di società della nazione kurda: origini filosofiche ed attualità politica

Seminario CESP oggi a Cagliari presso l’Aula Magna dell’ITI “Marconi” CA:
“Il nuovo progetto di società della nazione kurda: origini filosofiche ed attualità politica”.

Domani si replica a Nuoro all’ITC “Chironi” in via Toscana, 29.

CESP Sardegna
con la collaborazione di:
COBAS Scuola Sardegna
ASCE
Rete Kurdistan Sardegna

LE MAESTRE, L’INVALSI E I VIGILI DEL FUOCO

LE MAESTRE, L’INVALSI E I VIGILI DEL FUOCO

(di Andrea Scano)

 

Due vigili del fuoco con trent’anni di esperienza vengono chiamati a perlustrare un edificio considerato a rischio. Dopo l’ispezione comunicano allarmati che c’è il pericolo di un crollo e che la zona va evacuata immediatamente. Un professore universitario che si trovava lì per caso, un pescivendolo ed una signora di passaggio, senza essere mai entrati nell’edificio, sentenziano che non è possibile e che l’allarme è ingiustificato. Voi a chi dareste ragione?

Io, se fossi lì, darei la ragione al vigile del fuoco. O perlomeno lo ascolterei con la massima attenzione.

Ecco, appunto, l’ascolto.

Benedetto ascolto! Mi piacerebbe che ci fosse ascolto vero anche quando a parlare sono le maestre che tentano di raccontare qualcosa che hanno visto. Qualcosa che hanno visto lì dentro, con i loro occhi, proprio in quell’edificio scolastico. Mi piacerebbe che chi ascolta prendesse il respiro una, due, tre volte, prima di rispondere loro affrettatamente, prima di affibbiare etichette e di emettere giudizi.

Avere opinioni differenti è normale, lo so bene. Per questo non mi arrabbio se sento dire da qualcuno che le prove INVALSI sono utili ed intelligenti. Io non la penso affatto così, ritenendole invece dannosissime e stupide, tuttavia comprendo che esistano punti di vista differenti. Però ci sono due cose che mi fanno infuriare: la prima è il pregiudizio e la seconda è la scarsa capacità di ascolto. Soprattutto se riguarda le persone che possono saperne due righe più degli altri. Per esempio, se si parla di scuola e di bambini, le maestre sanno certamente molto più di due righe rispetto alla media delle persone che affollano i social. E talvolta sanno di più anche rispetto a molti “specialisti del settore” … o perlomeno hanno qualcosa da dire con autorevolezza e cognizione di causa. Certo, le maestre sbagliano anche, questo è normale. Ma costituiscono certamente un tesoro inestimabile di esperienze e conoscenze.

Oggi però va di moda sottovalutarle, denigrarle, a volte anche usare violenza fisica nei loro confronti. Dispiace per loro stesse ma dispiace soprattutto per la società nel suo insieme, perché una società che non dà retta alle sue maestre è una società disgraziata. E ne vediamo tutti i giorni le conseguenze.

Da quando sono state inserite nelle scuole italiane le prove INVALSI “a crocette” numerosissimi insegnanti hanno espresso disappunto e fortissime perplessità. Le motivazioni sono numerose e fondate, ma non sto qui ad elencarle: l’ho fatto in altre sedi e volentieri riprenderò a spiegarne i motivi in dettaglio. Adesso mi preme sottolineare che in molti casi gli insegnanti (ma anche i genitori ben informati) scioperano o trovano modalità per contrastare le prove “a crocette”. Tanti altri insegnanti rassegnati, invece, effettuano le prove senza però condividerne l’impostazione e senza trovare in esse una vera utilità. Nel frattempo le prove INVALSI stanno riuscendo ad ottenere uno strano effetto collaterale: molti libri di testo si stanno sempre più “invalsizzando” e molti insegnanti, “ob torto collo”, restringono sempre di più il loro programma, svolgendo principalmente “ciò che serve a superare bene le prove INVALSI” e trascurando altre importantissime attività didattiche.

Ora, davanti a questo spettacolo, davanti alle proteste (o alle semplici perplessità) provenienti dal mondo della scuola, io mi sarei aspettato una apertura, un desiderio di ascolto, una volontà di comprendere cosa sta accadendo.

Niente di tutto questo.

Con rammarico ci tocca rilevare i commenti del professore universitario, del pescivendolo e della signora di passaggio che, sapendo poco o nulla di scuola, sono pronti ad emettere sentenze contro questi insegnanti eretici che non si sono voluti inginocchiare davanti all’altare – INVALSI.

Alcuni ci bacchettano sostenendo che “La valutazione è un obbligo per tutti e, se qualcosa va cambiato, fate almeno delle proposte concrete!”.

Ingenui!

Confondono il concetto di “valutazione” con quello di “rilevazione standardizzata”, e questa confusione concettuale li porta molto lontano dalla realtà. Ma soprattutto ignorano che noi insegnanti (pur non essendo tenuti a farlo), ne abbiamo fatto vagonate di proposte concrete sulla scuola. Tutte rigorosamente cestinate dai governi e dai tecnocrati che si sono succeduti negli ultimi vent’anni.

Il destino del cestino (scusate il bisticcio di parole) ha riguardato non solo le nostre proposte, ma anche quelle provenienti da numerosi intellettuali “fuori dal coro”.  Per esempio quelle provenienti da un autorevole scienziato ed epistemologo come Giorgio Israel. Per avere un’idea della assoluta “impermeabilità” dell’istituto INVALSI rispetto a legittime critiche, leggete cosa dichiarava Israel nel 2015.

“confesso di provare un senso di sfinimento dopo aver prodotto per anni critiche su critiche di casi specifici, precise, di contenuto, in articoli sulla stampa, in convegni, in rete e, due anni fa, con un’analisi dettagliata di tutti i test Invalsi di matematica che può essere letta sul blog “pensareinmatematica.it”. Nel corso di questi anni non ho ricevuto una sola risposta …”.

(Su https://www.youtube.com/watch?v=xSA0Suy6lus potrete trovare l’intera intervista, i primi 3 – 4 minuti sono veramente illuminanti).

Quindi, Israel non ha ricevuto una sola risposta, dopo essere stato membro di numerose commissioni nazionali legate alle riforme scolastiche, dopo essersi occupato per molti anni e ai massimi livelli di matematica, di scuola, di storia della scienza. Però a noi insegnanti dicono “Eh, non siate così critici, fate voi delle proposte concrete …”.

Arrivati a questo punto voi cosa fareste? Dareste retta al vigile del fuoco, o almeno prestereste ascolto, con la massima attenzione, a ciò che dice?

E quell’edificio, quella scuola a rischio di crollo, la lascereste davvero così?

Pensiamoci. Ognuno di noi ha un pezzo di responsabilità.

 

(Andrea Scano – maestro)

 

Invalsi insegnanti e ascolto – maggio 2019 – Andrea Scano

Seminari CESP – 15 maggio 2019 CAGLIARI e 16 maggio 2019 NUORO “Il nuovo progetto di società della nazione Kurda: origini filosofiche ed attualità politica”.

SEMINARI CESP in SARDEGNA

15 maggio 2019 – CAGLIARI 

16 maggio 2019 – NUORO


Comunichiamo che come CESP – Centro Studi Scuola Pubblica, in collaborazione con i COBAS Scuola Sardegna, l’ASCE e la Rete Kurdistan, abbiamo organizzato due SEMINARI di FORMAZIONE aperti a tutto il personale Docente, Ata, Dirigente ed alle classi quarte e quinte degli Istituti Secondari di secondo grado, sul tema:

Il nuovo progetto di società della nazione Kurda: origini filosofiche ed attualità politica“.  

I seminari sono previsti a: 

CAGLIARI: mercoledì 15 maggio 2019 ITI Marconi CA

NUORO:     giovedì 16 maggio 2019 ITC Chironi NU

ed i docenti ed ATA, al fine di garantire la più ampia partecipazione, potranno scegliere a quale seminario iscriversi e partecipare. 

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione/aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni ai n° di fax 070485378 per Cagliari e 0784254076 per Nuoro o alla mail cespsardegna@gmail.com

Vista l’importanza degli argomenti vi preghiamo di partecipare numerose/i e di informare personalmente dell’iniziativa il  maggior numero di colleghe/i.

Un saluto 

per il CESP Sardegna – prof. Angelo Cani

 

INFO ai DS seminario CESP CAGLIARI 15-05-2019

programma seminario CESP a CAGLIARI – mercoledì 15-05-2019 – ITI Marconi CA

modulo iscrizione seminario CESP CAGLIARI – 15-05-2019

richiesta esonero seminario CESP CAGLIARI 15-05-2019

INFO ai DS seminario CESP NUORO 16-05-2019

programma seminario CESP a NUORO giovedì 16-05-2019 – ITC Chironi NU

modulo iscrizione seminario CESP NUORO – 16-05-2019

richiesta esonero seminario CESP NUORO 16-05-2019

Anche oggi in SARDEGNA grande SUCCESSO della seconda giornata di SCIOPERO dei COBAS Scuola Sardegna e del BOICOTTAGGIO contro i quiz INVALSI

COBAS Scuola SARDEGNA 

Comunicato Stampa – 7 maggio 2019

Anche oggi in Sardegna, nella seconda giornata di SCIOPERO delle Scuole SARDE e di BOICOTTAGGIO contro i distruttivi quiz INVALSI, vi è stata una grandissima adesione nelle scuole elementari, ed una buona riuscita della protesta anche negli altri ordini di scuola, per la vertenza SCUOLA SARDA e contro la regionalizzazione, con decine di scuole interamente CHIUSE

A FORA s’INVALSI de sa SARDIGNA

La seconda giornata di SCIOPERO e BOICOTTAGGIO contro i Quiz INVALSI nelle scuole elementari della Sardegna (oggi era prevista la prova di matematica e ieri di italiano), e nelle seconde classi delle superiori, ha confermato una MASSICCIA adesione, a riprova della contrarietà del mondo della scuola per questi insulsi indovinelli slegati dalle attività didattiche quotidiane

L’adesione allo SCIOPERO di Docenti e Ata e la significativa adesione alla protesta di tantissimi genitori (che hanno tenuto i loro bambini/e a casa), hanno contribuito in maniera importante a BOICOTTARE la terza giornata (matematica) dei Quiz INVALSI nelle scuole elementari della Sardegna e la seconda giornata nelle scuole superiori.

Anche oggi abbiamo conferma da tutta la Sardegna di DECINE di scuole completamente CHIUSE (non solo elementari) o dove comunque i Quiz INVALSI sono SALTATI, infatti (totalmente o parzialmente), per SCIOPERO delle/degli insegnanti, e/o delle/dei Collaboratrici/tori Scolastici o per SCELTA delle famiglie che hanno tenuto a casa i loro figli non condividendo la scuola degli insulsi indovinelli o dove sono stati somministrati ad un numero ridicolo di alunni presenti.

Grazie, quindi, al coinvolgimento ed alla collaborazione di insegnanti, collaboratori scolastici e genitori gli indovinelli non sono stati propinati a migliaia di nostre/i piccole/i alunne/i come già avvenuto nella precedenti giornate del 3 maggio con i quiz di inglese e di ieri 6 maggio.

L’INVALSI, more solito, racconterà che i quiz si sono svolti nella maggior parte delle classi della Sardegna ma i “MAGLIARI” dell’Istituto di Valutazione non dicono che le classi che vengono “usate” per tali numeri sono solo le cosiddette “classi campione” le quali (1 o 2 per scuola) sono le UNICHE che vengono “usate” dall’Invalsi per fornire questi numeri.

A tale proposito è utile sapere che l’Invalsi ha escluso da anni le scuole cosiddette “contrastive” (dove negli ultimi anni non si sono MAI svolti i quiz), da tale campionatura perché in tali Istituti NON vi sono classi cosiddette “campione”.

Inoltre, molti dirigenti scolastici (proprio perché queste classi sono le uniche che “fanno numero”), dedicano grande attenzione e usano tutto il loro potere di “persuasione” nei confronti di Docenti, Ata e Genitori affinché in tali classi i quiz si svolgano “costi quel che costi”.

Nell’ultima settimana, infatti, abbiamo avuto notizia di gravi episodi di intimidazione, da parte di taluni dirigenti scolastici, nei confronti di docenti (con variegate “minacce” di ordine disciplinare) i quali non volevano sottoporre i loro alunni ai Quiz ed oggi diversi colleghe/i in SCIOPERO sono stati sostituiti pur di sottoporre i bambini ai Quiz.

Ovviamente la sostituzione dei Docenti in SCIOPERO non è prevista dal nostro ordinamento giuridico (anzi è vietata), e, quindi, valuteremo nei prossimi giorni la presentazione di formali denunce ai competenti Tribunali del Lavoro per attività antisindacale nei confronti dei dirigenti scolastici responsabili.

Come abbiamo già ampiamente comunicato negli scorsi giorni, proprio perché l’avversione ai quiz Invalsi è così diffusa, dallo scorso anno sono state cambiate le modalità di effettuazione dei Quiz in terza media e nelle seconde superiori e da quest’anno sono stati introdotti anche nelle quinte superiori.

I cosiddetti Quiz INVALSI NON sono prove valutative e quindi NON sono obbligatorie ma le nuove procedure prevedono (da quest’anno per le classi terze medie e dal prossimo anno per le classi quinte degli Istituti Superiori) una sorta di propedeuticità che di fatto RICATTA studenti e famiglie per obbligarli a svolgere i quiz (anche senza alcun profitto) pena l’esclusione dall’ammissione agli esami.

Nelle classi terze medie, che hanno già effettuato i quiz ad aprile, si è potuto ampiamente verificare che stabilirne l’effettuazione in una finestra temporale di addirittura 18 giorni paralizza l’ordinaria attività didattica nelle classi direttamente coinvolte e produce gravi problemi in tutte le altre classi, addirittura anche di altri ordini di scuola perché tutta l’Istituzione è a disposizione per i test, e tali gravi situazioni si ripeteranno per i quiz delle seconde classi delle superiori dal 6 al 18 maggio 2019.

Tutto ciò ha determinato e determinerà un caos inaudito e sconsiderato in tutti gli Istituti coinvolti.

Inoltre cercheranno di “prendere per stanchezza” gli studenti delle classi seconde superiori perché cercheranno di imporre la somministrazione in qualsiasi giorno tra il 6 ed il 18 maggio 2019 ed, a tale riguardo, confidiamo nella “ribellione” degli studenti e delle loro famiglie come richiedono anche diverse organizzazioni studentesche.

Ma oggi lo SCIOPERO è stato indetto dai COBAS Scuola Sardegna anche contro le ipotesi di REGIONALIZZAZIONE antisolidaristica della Istruzione Pubblica che dividerà ulteriormente i territori “ricchi” dalle aree più disagiate e povere.

Inoltre per un contratto che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata,per l’utilizzo dei fondi del “BONUS” docenti e del “FIS” nel salario base di Docenti e ATA, per l’abrogazione del residuo obbligo diAlternanza scuola-lavoro, che sottrae ore alle attività didattiche e per la libera ed eventuale programmazione da parte dei singoli Istituti.

Diciamo anche NO al nuovo Esame di Stato e siamo per il rientro in Sardegna dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR ed affinchéle diplomate/i magistrali rimangano nelle GaE con il punteggio acquisito, e chi già in ruolo mantenga il posto e per la riapertura delle GaEper tutti gli ordini di scuola per chi ha l’abilitazione, per l’immissione in ruolo di tutti/e i precari/e con 3 anni di servizio per il potenziamento degli organici ATA, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti ed il ripristino delle sostituzioni con supplenze temporanee e diciamo NO al taglio degli Organici di Docenti ed Ata delle scuole della Sardegna e per una riduzione del numero di alunne/i per classe e NO alcontinuo deferente (verso Governo e MIUR), dimensionamento (taglio di Istituti Scolastici) delle autonomie scolastiche deciso irresponsabilmente dalla Regione Sarda e perché tutti i fondi RAS disponibili non vengano spesi in ridicoli, inutili e costosi progetti, privi di alcuna reale ricaduta didattica, e vengano, invece, assegnati alle scuole (magari per la lingua e cultura Sarda).

Vogliamo, infine, una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio per tutti i lavoratori/trici e le loro organizzazioni negata da oltre vent’anni ai COBAS Scuola Sardegna che nelle scuole Sarde sono una delle Organizzazioni più rappresentative (come dimostra anche l’ultimo risultato alle ultime elezioni RSU 2018), ma ai quali è negato ogni diritto sindacale. 

 

TG di VIDEOLINA – 7 maggio 2019 – Notizia dei titoli e servizio

 

COBAS – anche oggi in SARDEGNA grande SUCCESSO dello SCIOPERO e del BOICOTTAGGIO contro i quiz INVALSI – com. stampa 07-05-2019

 
L’Unione Sarda – 7 maggio 2019
Scuola. Proclamato dai COBAS Sardegna
Riesce lo SCIOPERO contro i test Invalsi: oggi si replica
Insegnanti e personale Ata boicottano i quiz per 10mila studenti

 

Torna all'inizio