Sindacale

La lettera delle donne curde al mondo: “A tutti i popoli che amano la libertà”.

La lettera delle donne curde al mondo: “A tutti i popoli che amano la libertà”.

Lettera aperta del Consiglio delle donne curde della Siria del Nord e dell’Est con un appello a tutte le donne del mondo contro l’offensiva della Turchia nella loro regione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Come donne di varie culture e fedi delle terre antiche della Mesopotamia vi mandiamo i più calorosi saluti. 

Vi stiamo scrivendo nel bel mezzo della guerra nella Siria del Nord-Est, forzata dallo Stato turco nella nostra terra natale. 

Stiamo resistendo da tre giorni sotto i bombardamenti degli aerei da combattimento e dei carri armati turchi. 

Abbiamo assistito a come le madri nei loro quartieri sono prese di mira dai bombardamenti quando escono di casa per prendere il pane per le loro famiglie. 

Abbiamo visto come l’esplosione di una granata Nato ha ridotto a brandelli la gamba di Sara di sette anni, e ha ucciso suo fratello Mohammed di dodici anni. 

Stiamo assistendo a come quartieri e chiese cristiane vengono bombardate e a come i nostri fratelli e sorelle cristiani, i cui antenati erano sopravvissuti al genocidio del 1915, vengono adesso uccisi dall’esercito del nuovo impero Ottomano di Erdogan. 

Due anni fa, abbiamo assistito allo Stato turco che ha costruito un muro di confine lungo 620 chilometri, attraverso fondi Ue e Onu, per rafforzare la divisione del nostro Paese e per impedire a molti rifugiati di raggiungere l’Europa. 

Adesso stiamo assistendo alla rimozione di parti del muro da parte di carri armati, di soldati dello Stato turco e jihadisti per invadere le nostre città ed i nostri villaggi. Stiamo assistendo ad attacchi militari. 

Stiamo assistendo a come quartieri, villaggi, scuole, ospedali, il patrimonio culturale dei curdi, degli yazidi, degli arabi, dei siriaci, degli armeni, dei ceceni, dei circassi e dei turcomanni e di altre culture che qui vivono comunitariamente, vengono presi di mira dagli attacchi aerei e dal fuoco dell’artiglieria. 

Stiamo assistendo a come migliaia di famiglie sono costrette a fuggire dalle loro case per cercare rifugio senza avere un luogo sicuro dove andare. 

Oltre a questo, stiamo assistendo a nuovi attacchi di squadroni di assassini di Isis in città come Raqqa, che era stata liberata dal terrore del regime dello Stato Islamico due anni fa con una lotta comune della nostra gente. 

Ancora una volta stiamo assistendo ad attacchi congiunti dell’esercito turco e dei loro mercenari jihadisti contro Serêkani, Girêsipi e Kobane. Questi sono solo alcuni degli incidenti che abbiamo affrontato da quando Erdogan ha dichiarato guerra il 9 ottobre 2019. 

Mentre stiamo assistendo al primo passo dell’attuazione dell’operazione di pulizia etnica genocida della Turchia, assistiamo anche all’eroica resistenza delle donne, degli uomini e dei giovani che alzano la loro voce e difendono la loro terra e la loro dignità. 

Per tre giorni i combattenti delle Forze siriane democratiche, insieme alle YPG e alle JPY hanno combattuto con successo in prima fila per impedire l’invasione della Turchia e dei massacri. 

Donne e uomini di tutte le età sono parte di tutti gli ambiti di questa resistenza per difendere l’umanità , le acquisizioni e i valori della rivoluzione delle donne in Rojava.

Come donne siamo determinate a combattere fino a quando otterremo la vittoria della pace, della libertà e e della giustizia. 

Per ottenere il nostro obiettivo contiamo sulla solidarietà internazionale e la lotta comune di tutte le donne e gente che ama la libertà.” 

 

Richieste delle donne:

– fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord;

– istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita dela popolazione nella Siria del nord e dell’est;

– prevenire ulteriori crimini di guerra e la pulizia etnica da parte delle forze armate turche 

– garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale;

– fermare la vendita di armi in Turchia;

– attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia; 

– adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

 

Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – Lotta contro le servitù e l’occupazione militare della Sardegna. ORA BASTA!!! COBAS della Sardegna

Capo Frasca 12 ottobre 2019

Bellissima e partecipata “Manifestada” contro le vergognose e dannose servitù militari della Sardegna. E’ solo l’inizio di una grande lotta per la liberazione delle nostre terre dopo 70 anni di occupazione.

I COBAS della Sardegna

 

VIDEO de Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – COBAS della Sardegna

https://drive.google.com/drive/folders/1qDLWI8GLhU2lYAPUgyFGfAvWzMTxXqaE?usp=sharing

 

FOTO de Sa Manifestada in CABU FRASCA 12 de làdamini 2019 – COBAS della Sardegna

https://drive.google.com/drive/folders/1RD7ymvqUCXbTtoiu0Ofkmeq7QMubgAfB?usp=sharing

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domani 12 ottobre 2019 a Capo Frasca, dalle ore 15, sa “Manifestada” contro l’occupazione militare della Sardegna

Domani 12 ottobre 2019 a
Capo Frasca, dalle ore 15,
sa “Manifestada” contro l’occupazione militare della Sardegna.

I COBAS della Sardegna aderiscono, saranno presenti e chiedono a tutte/i di partecipare.

Domani a Capo Frasca la “Manifestada” “contro l’occupazione militare della Sardegna”

Biancareddu – Assessore P.I. della Regione Sarda – smentisce i tagli ma gli atti ed i fatti affermano il contrario

L’assessore Biancareddu a Videolina zittisce le voci: 

Nessuna scuola chiuderà.
Al massimo accorperemo qualche Istituto ad altri ma solo nelle grandi città
“.

 

Noi COBAS Scuola Sardegna, invece, confermiamo che ai TAGLI SELVAGGI degli ultimi vent’anni la RAS vuole aggiungere ulteriori 22 Istituti Scolastici autonomi che ha dichiarato debbano essere soppressi perché non raggiungono il numero di 600 studenti.
Oltretutto, in difformità alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Biancareddu, queste 22 autonomie scolastiche sono quasi tutte in piccoli centri e neanche una è nelle grandi città.
Rilegga bene le sue “Linee Guida per il dimensionamento scolastico” e ricontrolli attentamente l’elenco degli Istituti Scolastici cosiddetti sottodimensionati che vogliono CHIUDERE (togliere l’autonomia), e ACCORPARE, e si renderà conto di avere espresso una dichiarazione in contrasto con la realtà dei fatti e degli atti.

Pubblichiamo, infatti, di seguito la bozza di Linee Guida della RAS sul dimensionamento scolastico (sulla base della quale le conferenze provinciali approveranno nelle prossime settimane i piani da proporre alla RAS) per il 2020-2021 e l’elenco degli Istituti Scolastici sottodimensionati che vogliono SOPPRIMERE.

L’Assessore non tenti di sviare la discussione e risponda invece al fatto, denunciato dai COBAS Scuola Sardegna, che la media di studenti negli Istituti Scolastici autonomi in Sardegna è oggi (nel corrente anno scolastico 2019-2020) di oltre 723 studenti per Istituto e, se venissero tagliate altre 22 autonomie scolastiche, salirebbe a quasi 787 studenti per Istituto Scolastico autonomo che riteniamo sia una delle media più alte, se non la PIU’ ALTA, dell’intero territorio italiano.

Sopprimono l’autonomia di Istituti scolastici che non hanno almeno 600 studenti però permangono Istituti con 700, 800, 900, 1000, 1100, 1200, 1300 e perfino 1400 studenti, questi si, nelle grandi città della Sardegna.

Chiediamo una cosa semplice.

La Regione Sarda se vuole proprio seguire pedissequamente i numeri che vengono imposti dal MIUR per le autonomie scolastiche lo faccia rispettando la specificità della nostra isola e prevedendo il numero degli Istituti Scolastici autonomi in Sardegna sulla base di una semplice e naturale COMPENSAZIONE mantenendo la media di 600 studenti per Istituto Scolastico.

In questo modo avremmo diritto ad almeno 330 autonomie scolastiche che sono quasi 80 in più rispetto a quelle che vorrebbero mantenere con le loro Linee Guida nel prossimo anno scolastico.

La Sardegna, infatti, secondo i “nostri” governanti sardi non ha alcuna specificità che, invece, dovrebbero applicare, garantire, rispettare e far rispettare?

L’orografia del nostro territorio non conta niente?

Il più alto tasso di dispersione scolastica lo citiamo solo nei convegni?

Il pendolarismo diffuso (anche nelle scuole dell’infanzia ed elementari) che sta diventando un fattore gravissimo di dispersione scolastica ce lo dimentichiamo?

Che la Sardegna sia un isola e sia il territorio europeo con la più bassa densità abitativa (esclusi i territori di alta montagna e quelli del nord europa) è un elemento che alla RAS non dice niente?

L’assessore Biancareddu e tutta la Giunta Regionale della Regione Sardegna rispondano a queste domande e non continuino a sopprimere Istituti Scolastici come è stato fatto in maniera selvaggia negli ultimi 20 anni. 

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2019/10/10/l-assessore-biancareddu-zittisce-le-voci-nessuna-scuola-chiudera-52-938565.html

 

Bozza Linee Guida RAS dimensionamento scolastico 2020-2021

 

sedi Istituti Scolastici sottodimensionati Sardegna a.s. 2019-2020

 

COBAS Scuola Sardegna – dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica

SCUOLE CONDANNATE A MORTE – dispersione e dimensionamento scolastico in Sardegna

SCUOLE CONDANNATE A MORTE

Dispersione e dimensionamento

scolastico in Sardegna

 

COBAS Scuola SARDEGNA

Dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica.

Quando partirà la rivolta?

 

Il Corriere della Sera del 7 ottobre 2019 ha pubblicato un rapporto dell’Invalsi dal quale risulterebbe che la Sardegna ha il tasso di dispersione esplicita ed implicita più alta d’Italia.

Per quanto concerne i dati sulla dispersione esplicita e su quella implicita elaborati dall’Invalsi dobbiamo distinguere.

Infatti, i dati dell’Invalsi per quanto concerne in particolare la Sardegna sono “drogati” dal fatto che da sempre nella nostra Isola esiste il tasso di lotta contro i quiz più alto d’Italia (con il blocco e gli scioperi indetti tutti gli anni dai COBAS Scuola Sardegna con l’aiuto di genitori e studenti), e, quindi, decine di scuole e centinaia di classi non svolgono i cosiddetti test.

Comunque, è assolutamente acclarato che in Sardegna esista un gravissimo problema di dispersione scolastica ma bisogna intendersi su quali siano le cause, almeno alcune che riteniamo più rilevanti.

In primo luogo riteniamo che le/gli insegnanti dovrebbero essere tutte/i in classe fin dal primo giorno di scuola e, invece, così non è.

Quando si assentano per brevi (o lunghi) periodi dovrebbero essere nominati supplenti sostituti mentre spesso (anche per settimane o addirittura mesi di assenza) le/gli insegnanti non vengono sostituiti e le/gli alunne/i perdono decine di ore di lezione nell’anno scolastico che non recupereranno mai più.

Inoltre, in tantissimi Istituti della Sardegna, soprattutto nelle prime classi delle scuole superiori, il numero di alunni è altissimo (spesso incredibilmente più alto del massimo consentito dalla norma vigente), e questo è un fattore di dispersione in sé.

Noi chiediamo, da sempre, che venga ridotto il numero di alunne e alunni per classe perché solo così si può cercare di migliorare l’offerta formativa e l’attività didattica quotidiana e si può iniziare a ridurre la dispersione.

In Sardegna, a causa del selvaggio dimensionamento degli Istituti Scolastici degli ultimi vent’anni esiste un pendolarismo diffuso che è un’altra gravissima causa di dispersione (pendolarismo che addirittura in alcuni centri dell’interno inizia fin dalla scuola dell’infanzia ed elementare), perché i tempi per andare a scuola e rientrare a casa ed i tempi di attesa (anche per gli endemici problemi di trasporto in Sardegna), non consentono a decine di migliaia di studenti e studentesse di poter frequentare e studiare serenamente.

Anche quest’anno però (dopo la canonica pausa di un anno per le elezioni regionali), la Regione Autonoma della Sardegna ha varato una “bozza” di linee guida con le quali chiede a tutti gli Enti Locali (Città metropolitane, Province e Comuni), di ridurre ulteriormente il numero delle autonomie scolastiche (negli ultimi 15 anni erano già passate da 412 a 276), tagliando tutte quelle al di sotto dei 600 alunne/i (con la sola eccezione dei Comuni montani e delle piccole Isole dove il numero di alunne/i per mantenere l’autonomia è di 400).

Con la “bozza” delle “Linee guida per la programmazione scolastica e dell’offerta formativa della Regione Sardegna per l’anno scolastico 2020-2021” (e incredibilmente si applicano le bozze e non atti definiti e approvati dagli organi competenti), la Regione Sarda propone di fare “calare” ulteriormente il numero delle Istituzioni Scolastiche autonome in Sardegna a poco più di 250 poiché attualmente tra gli attuali 276 Istituti Scolastici autonomi vi sono ancora 22 autonomie cosiddette sottodimensionate (sotto i 600 alunni) che hanno diritto, secondo un’altra folle norma, ad avere solo un Dirigente Scolastico e un DSGA reggenti (titolari di altro Istituto) ed, invece, TUTTE, secondo la RAS, dovranno avere almeno 600 alunni.

Tutto ciò in ossequio ai numeri previsti a livello nazionale per i quali non esiste alcuna differenza tra le diverse aree del territorio governato dalla Repubblica Italiana (Sardegna inclusa), se non parzialmente nelle piccole isole e nei comuni di montagna.

Da sempre noi COBAS Scuola Sardegna rivendichiamo la peculiarità della Sardegna anche perché i numeri uguali tra situazioni diverse non sono indice di democrazia e parità di trattamento ma sono fattori che aumentano soltanto le differenze esistenti (è notorio, ed appare di solare evidenza, che numeri uguali tra diseguali aumentano esclusivamente, ed esponenzialmente, le differenze).

Infatti, ci appare assurdo che possano essere applicati gli stessi parametri di dimensionamento nei diversi territori italiani senza tener conto della specifica orografia degli stessi e delle enormi differenze di densità abitativa (come in Sardegna)

Invece i numeri per il dimensionamento sono identici in zone tra le più densamente abitate d’Europa e in Sardegna che è, invece, l’area con la densità abitativa più bassa d’Europa (esclusi territori totalmente montani e le zone più a nord del continente europeo).

In questi giorni sono in corso le cosiddette preconferenze provinciali di organizzazione sul dimensionamento scolastico ed entro fine mese dovrebbero tenersi tutte le conferenze provinciali e delle città metropolitane che faranno alla Regione Sarda le proposte di dimensionamento.

Chiamarle “proposte” appare un ossimoro perché gli Enti Locali, secondo la RAS, devono fare le cosiddette proposte attenendosi ai numeri imposti per mantenere le autonomie scolastiche (600 alunne/i e non una/o di meno).

Se si rimane nella “cornice” dei calcoli aritmetici “imposti” dal MIUR, ed accettati dalla Regione Sarda, assisteremo ad una continua moria di scuole, classi ed Istituzioni autonome in Sardegna ed a sterili lotte di campanile, come avviene da sempre e come accade anche oggi, con richieste che arrivano dai singoli Comuni che tentano di salvare la propria autonomia che, ovviamente, verrebbe persa da un’altra parte o da più parti.

Il limite per mantenere l’autonomia di un’Istituzione Scolastica è di 600 alunne/i (tetto minimo, come detto con l’unica deroga per piccole isole e zone di montagna a 400), ma il LIMITE esiste solo per il minimo mentre non esiste alcun numero massimo (tetto massimo) o un meccanismo che preveda una COMPENSAZIONE tra questi numeri.

E quindi abbiamo Istituzioni Scolastiche autonome che verrebbero soppresse con 595 alunne/i ed Istituti Scolastici (soprattutto nelle aree metropolitane), con anche 1000, 1100, 1200, 1300 ed anche 1400 alunne/i.

La Regione Sarda (senza distinzioni di colore politico), invece che seguire diligentemente i “numeri” di tagli indicati da Roma avrebbe potuto e dovrebbe rivendicare la nostra specificità e decidere di applicare una media regionale ai numeri esistenti ma ciò non è mai avvenuto in passato e non avviene oggi.

Si prevede, infatti, un nuovo pedissequo “taglio” delle 22 Istituzioni Scolastiche cosiddette “sottodimensionate” ma non si tiene conto, invece, delle svariate decine di Istituzioni Scolastiche che hanno numeri di molto superiori (più che doppi) ai 600 alunni.

Si dovrebbe quantomeno, e l’abbiamo sempre richiesto, fare una media regionale con i numeri delle alunne e degli alunni di tutta la Sardegna e solo sulla base di quel dato decidere i numeri delle autonomie scolastiche.

In Sardegna, infatti, nel corrente anno scolastico abbiamo 199.747 alunne/i (scuole della Sardegna di ogni ordine e grado) il quale numero medio diviso per 600 (limite stabilito a livello nazionale per la singola Istituzione Scolastica autonoma) sarebbe uguale a oltre 332 Istituzioni Scolastiche autonome (senza valutare le deroghe per le piccole isole ed i Comuni di montagna) che sul territorio della Sardegna rientrerebbero nella media regionale di 600 alunne/i per Istituto.

Nel corrente anno scolastico, invece, con 276 Istituzioni Scolastiche autonome la media di alunne/i è di 723,72 (199.747:726) e per il prossimo anno se venissero “tagliate” ulteriori 22 autonomie scolastiche la media salirebbe a 786,40 (199.747:254).

Inoltre, esiste un gravissimo problema di quelli che vengono chiamati “punti di erogazione del servizio” (scuole e classi) che sono sempre più accorpati ed accentrati nei centri più grandi così come già oggi esistono Istituti Comprensivi su 7, 8, 9, 10 Comuni nei quali i Dirigenti Scolastici sanno, a malapena, dove sono ubicate le scuole.

Se per l’ennesima volta, invece, si seguiranno pedissequamente i numeri indicati dal MIUR per le autonomie scolastiche questo, unitamente al concentramento selvaggio degli Istituti superiori ed al conseguente pendolarismo diffuso, sarà un ulteriore elemento che, non paradossalmente, aggraverà nei prossimi anni la dispersione scolastica.

Non ci si venga poi a parlare di desertificazione dei territori, di “lotta” per le zone interne, contro lo spopolamento ed altre amenità di tale tenore.

Chiediamo a tutte le conferenze organizzative sul dimensionamento scolastico di tutti i territori della Sardegna di richiedere con forza alla Regione Sarda di applicare tali parametri nelle linee guida i quali consentirebbero di ottenere circa 80 autonomie scolastiche in più rispetto ai numeri che prevede la RAS.

La “ribellione” contro questo abominio dovrebbe, infatti, partire dal basso e tutti insieme comunità locali, scuole, organizzazioni sindacali e cittadini dovremmo fare fronte comune perché la Regione Sarda modifichi gli assurdi parametri delle linee guida per il dimensionamento scolastico anche perché le “politiche” di razionalizzazione e dimensionamento (leggasi tagli selvaggi) degli ultimi 20 anni hanno esclusivamente, come risulta dai dati, fatto aumentare la dispersione e, quindi, ai nostri governanti non viene in mente che, forse, qualcosa non funziona nelle scelte passate e presenti?

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

COBAS Scuola Sardegna – dimensionamento scolastico, scuole in Sardegna e… dispersione scolastica

 

SCUOLE CONDANNATE A MORTE

l’Unione Sarda 10 ottobre 2018

SOLIDARIETÀ AL POPOLO CURDO

SOLIDARIETA’ AL POPOLO CURDO

Il terreno sconfinato della storia è disseminato di cosiddetti “casus belli”, le ragioni di guerra.

Ma quello della nuova guerra scatenata in queste ore dalla Turchia sulla Siria del nord è assolutamente inedito per la sua oscena parvenza di gioco: il presidente del paese che si reputa gendarme del mondo, Donald Trump, annuncia giocosamente il ritiro dei soldati americani dal crocevia della guerra dell’ISIS.

Una guerra spaventosa, sulla cui origine e natura sia gli USA che la Turchia conservano responsabilità inconfessate; e una regione, quella del Rojava, abitata dai curdi siriani, fondamentale per la sconfitta del califfato, e oggi cruciale per la pacificazione della stessa Siria: non è materia su cui far finta di giocare.

Il mondo intero è oggi debitore nei confronti della resistenza curda e ne è responsabile di fronte alla storia.

Tuttavia il semplice annuncio del ritiro americano, praticamente un tweet da bambini apparentemente improvvisato e maldestro, ma in modo del tutto evidente studiato con cinismo e concordato con inaudita viltà, si è tradotto in un immediato ordine di partenza dei bombardieri turchi, con un semplice tweet di rimando dell’infame presidente Erdogan.

Migliaia di curdi in queste ore sono di nuovo in balia dei rombi d’aereo e della mobilitazione delle truppe di terra; altre migliaia di profughi siriani da anni ammassati nei campi in Anatolia, vengono mercanteggiati come ostaggi in cambio dell’annessione del Rojava alla Turchia.

Si sta aprendo una pagina infame.

Dichiariamo la nostra solidarietà alle popolazioni del Rojava e la nostra fraterna vicinanza al popolo Curdo.

COBAS SCUOLA SARDEGNA

 
 

MANI  DI  FORBICE – la gerarchia delle notizie

MANI  DI  FORBICE
la gerarchia delle notizie

Quella di ieri 8 ottobre 2019 è una data da ricordare; un intero partito politico si è presentato sulla piazza del Parlamento della Repubblica per esibire trionfante una grande forbice di plastica: si festeggiava il grande e agognato taglio dei parlamentari.
Quasi tutti i mezzi di comunicazione vi si sono attaccati, dalle agenzie ai talk show di grande ascolto, trascinandovi con l’immediatezza di un riflesso condizionato i responsi delle agenzie di sondaggio e l’attenzione conclamata di tutta l’opinione pubblica: tutto in festa e tutto gratis, come quando ci si attacca al tram.
È stata davvero una giornata di forbici, ma in tutta onestà una giornata di forbici che non fanno rumore, per di più silenziate da quelle di cartapesta.
In quel medesimo volgere di ore è stato tagliato un numero imprecisato di donne e bambini, a qualche miglio di mare da Lampedusa; ma è una forbice ormai silente; la guardia costiera sembra non si sia mossa per il mare grosso, e la Ocean Viking, ormai quasi sola a combattere contro la morte mediterranea, non ha fatto in tempo.
Nemmeno un nome, nemmeno una preghiera, nemmeno più un aggiornamento sulle ricerche in mare: è festa, abbiamo tagliato i parlamentari.
In quel medesimo volgere di ore il presidente statunitense Donald Trump, recitando la parte dello sprovveduto, ha annunciato il ritiro dei soldati americani dal nord della Siria: giusto il tempo necessario per consentire al criminale presidente turco Erdogan di sforbiciare la Siria del nord, con l’uso immediato dei bombardieri.
I bombardieri sono molto più veloci della cosiddetta diplomazia internazionale, specie quella europea così timorosa di dover far fronte a possibili onde di profughi siriani da anni in ostaggio in Turchia; ma noi abbiamo altre forbici da festeggiare: abbiamo tagliato i parlamentari, col novanta per cento dei consensi dei deputati e col novanta per cento della pubblica opinione.
Così in queste ore abbiamo di nuovo qualche decina di morti da cercare in mare e a cui dare un nome, a Lampedusa; e abbiamo decine di migliaia di persone di nuovo sotto le bombe di un paese della Nato, in Medio Oriente.
Siamo silenti di fronte all’infamia di aver abbandonato i Curdi Siriani, cioè quelli che hanno sconfitto l’Isis in una guerra palmo a palmo, alle trame di un presidente paranoico quale Erdogan.
Ogni omicida si trova di fronte al problema di lavarsi le mani, dopo il delitto.
Prima che Erdogan, o Trump, o Al Sarrasi, sono le nostre mani, la nostra illusione di innocenza, e la nostra mitomania delle forbici, ad avere tessuto questi scempi.
Non dimentichiamo questa data, 8 ottobre, è un giorno di grande vergogna. 

COBAS Scuola Sardegna

 

SCUOLA SARDA: dispersione e carenza di competenze dopo la maturità – L’Unione Sarda 8 ottobre 2019

L’Unione Sarda martedì 8 ottobre 2019

SCUOLA SARDA: dispersione e carenza di competenze dopo la maturità

Replica sindacale al dirigente dell’USR Sardegna Feliziani intervistato il 7 ottobre

 

 

coordinamento RSU e TAS COBAS Scuola Sardegna CA e OR a Cagliari giovedì 10 ottobre 2019

Coordinamento RSU e TAS COBAS Scuola Sardegna province di CAGLIARI e ORISTANO

giovedì 10 ottobre 2019 ore 09.00-13.00 e 14.30-17.00 c/o ITI “Marconi” Cagliari

 

Comunichiamo che il giorno giovedì 10 ottobre 2019, presso i locali dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi”, sede di Terramaini, via Valerio Pisano, 7, a Cagliari è convocato:

il COORDINAMENTO RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna delle province di Cagliari e Oristano dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 14.30 alle 17.00 (con pausa pranzo dalle ore 13.00 alle ore 14.30).

Nella riunione di coordinamento discuteremo della contrattazione d’istituto, dell’informazione preventiva e successiva, anche alla luce dell’ultimo contratto, del ruolo delle RSU COBAS nonché delle problematiche di inizio d’anno di Docenti e ATA: organici, classi, nomine, assegnazioni, sostituzioni, formazione, piano annuale docenti, piano delle attività ATA, etc.

In particolare su FIS e BONUS docenti analizzeremo il diritto all’ottenimento dell’informazione analitica completa di nomi, attività e cifre erogate anche sulla base delle sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e dei Pronunciamenti della Commissione Accesso agli Atti del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il pomeriggio lo dedicheremo ai problemi specifici delle singole scuole ed al dibattito non concluso al mattino poiché ci sembra giusto socializzare insieme tutte le situazioni di difficoltà.

Le/gli RSU potranno partecipare con il permesso sindacale RSU (allego modello domanda) e le/i TAS (Terminali Associativi Sindacali) degli Istituti dove non abbiamo RSU (se non liberi dal servizio) potranno chiedere un giorno di permesso per motivi personali (allego anche questo modello).

Si ricorda, comunque, che i Coordinamenti RSU COBAS sono aperti a tutte le colleghe e colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.

Un saluto – per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

Coordinamento RSU e TAS di CA e OR dei COBAS Scuola Sardegna – 10-10-2019

comunicazione permesso RSU 2019 – COBAS Scuola Sardegna

richiesta permesso retribuito personale – TAS COBAS Scuola Sardegna

assemblea sindacale COBAS Scuola Sardegna a CARBONIA per Docenti e Ata del Sulcis-Iglesiente mercoledì 9 ottobre 2019

ASSEMBLEA COBAS Scuola fuori orario di servizio a CARBONIA Docenti e ATA del Sulcis-Iglesiente

 

mercoledì 9 ottobre 2019 ore 16.00-19.00 presso l’Aula Magna dell’IIS Liceo “Gramsci-Amaldi“, in via delle Cernitrici, a CARBONIA

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   analisi e discussione sulle problematiche nazionali e locali all’interno dei COBAS, documento su quanto accaduto nell’ultimo anno e nuova organizzazione delle sedi (apertura nuova sede COBAS a CARBONIA);

2)   situazione della scuola in Sardegna (carenza organici, nomine precari, assegnazioni alle classi, ai plessi ed alle attività di servizio per Docenti e ATA – prossimo ulteriore dimensionamento scolastico, etc.);

3)   prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;

4)   Manifestazione del 12 ottobre 2019 a Capo Frasca contro l’occupazione militare della Sardegna.

Alleghiamo la comunicazione di Assemblea COBAS e vi preghiamo di volerla far girare tra le/i colleghe/i.

Un saluto – per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

CARBONIA – assemblea Sindacale COBAS Scuola Sardegna fuori orario di servizio – 09-10-2019 – ore 16.00

Adesione dei COBAS della SARDEGNA alle manifestazioni indette da Friday for Future venerdì 27 settembre 2019

I COBAS Scuola Sardegna,

condividono le motivazioni dell’iniziativa di Friday for Future per la difesa dell’ambiente, e contro i responsabili dei devastanti mutamenti climatici,

aderiscono alla giornata di Sciopero indetta dai COBAS nazionali

e parteciperanno alle varie manifestazioni di venerdì 27 settembre 2019.

Si impegnano, anche con il CESP Sardegna, ad organizzare iniziative di sensibilizzazione e formazione su tali vitali argomenti.

Un saluto
per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

Foto e Video delle Manifestazioni di 

Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari

 

 

 

 

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna a CAGLIARI mercoledì 25 settembre 2019 ore 17.00-19.30

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna

fuori orario di servizio a CAGLIARI

mercoledì 25 settembre 2019 ore 17.00-19.30

presso la sede dell’Istituto Tecnico Nautico “Buccari” di CAGLIARI, viale Colombo 60 (ingresso p.zza dei Centomila)

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   analisi e discussione sulle problematiche nazionali e locali all’interno dei COBAS, documento su quanto accaduto nell’ultimo anno e nuova organizzazione delle sedi;

2)   situazione della scuola in Sardegna (carenza organici, nomine precari, assegnazioni alle classi, ai plessi ed alle attività di servizio per Docenti e ATA – prossimo ulteriore dimensionamento scolastico, etc.);

3) prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;  

4)   27 settembre 2019 Friday for Future;

5)   Manifestazione del 12 ottobre 2019 a Capo Frasca contro l’occupazione militare della Sardegna.

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

Assemblea COBAS Scuola Sardegna a Cagliari 25 settembre 2019

IO STO CON MAESTRO ANDREA SIT IN a Cagliari 16 settembre 2019

Stasera si è svolto a Cagliari, in piazza Galilei (simbolicamente di fronte agli uffici dell’USR Sardegna), un partecipato SIT IN di solidarietà con il maestro Andrea Scano e per protestare contro l’accanimento disciplinare dell’amministrazione scolastica che recentemente ha “irrogato” al nostro collega ulteriori 11 giorni di sospensione dall’insegnamento per essersi rifiutato di utilizzare il registro elettronico perché non obbligatorio ed a tutela della riservatezza dei dati delle sue alunne e dei suoi alunni.

Continueremo a portare avanti con Andrea questa lotta, che investe pesantemente anche la libertà di insegnamento, e patrocineremo con i nostri legali i ricorsi al Tribunale del Lavoro di Cagliari contro le tre incredibili sanzioni disciplinari comminate negli ultimi sei mesi esclusivamente per la “disobbedienza” ai desiderata dell’amministrazione scolastica (lesa maestà)

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

Nel link seguente potrete visualizzare i video degli interventi di Nicola Giua ed Andrea Scano

https://drive.google.com/drive/folders/1roRqBDQs6j6yu5Am7k1WSUVJKDtsquQZ?usp=sharing

 

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