Sindacale

Graduatorie provinciali e di istituto, pubblicata Ordinanza Ministero e tabelle valutazione titoli

Graduatorie provinciali e di istituto, pubblicata Ordinanza Ministero e tabelle valutazione titoli [DEFINITIVE]

da orizzontescuola

 

https://m.orizzontescuola.it/graduatorie-provinciali-e-di-istituto-il-testo-definitivo-requisiti-di-accesso-infanzia-primaria-secondaria-itp-ordinanza/

Mobilità dei Dirigenti Scolastici in Sardegna anno scolastico 2020-2021

Mobilità Dirigenti Scolastici in Sardegna

anno scolastico 2020-2021

 

m_pi.AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE(U).0009260.10-07-2020

 

ALLEGATO 1

 

ALLEGATO 2

 

ALLEGATO 3

Test agli insegnanti e al personale Ata: Così serve a poco” – da l’Unione Sarda 9 luglio 2020

Test agli insegnanti e al personale Ata:

Così serve a poco”.

da l’Unione Sarda

9 luglio 2020

 

Come COBAS Scuola Sardegna <<abbiamo molti dubbi sul fatto che tali test possano essere fattibili, anche per la tempistica, sui circa 35 mila Docenti e Ata sardi>>.

Inoltre <<non è  programmata alcuna eventuale ripetibilità e non sono previsti per gli studenti: ha senso?>>.

Abbiamo anche dichiarato che <<il problema vero a settembre sarà riaprire le scuole in sicurezza, con i dovuti distanziamenti, senza che a tutt’oggi sia stato previsto, con atti formali e concreti alcun aumento di personale>>.

E infine che <<sarà un assoluto delirio visto che le linee guida del Ministero hanno scaricato la responsabilità della situazione del “rientro in sicurezza” sulle istituzioni scolastiche e sugli enti locali praticamente a costo zero>>.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

 

 

Cobas Sardegna e Unicobas proclamano uno SCIOPERO nazionale di tutto il personale della scuola per il 24 e 25 agosto 2020

Cobas Sardegna e Unicobas proclamano uno sciopero nazionale di tutto il personale della scuola per il 24 e 25 agosto 2020.

di Reginaldo Palermo
06/07/2020

da La Tecnica della Scuola

https://www.tecnicadellascuola.it/cobas-sardegna-e-unicobas-sciopero-il-24-e-25-agosto

Scuole e Covid: a settembre sarà il caos – L’Unione Sarda 2 luglio 2020

L’Unione Sarda 2 luglio 2020

Scuole e Covid: a settembre sarà il caos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente. Sentenza Corte di Cassazione 1548/2020

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente.
Giudici: rispettare competenze organi collegiali.
Sentenza della Corte di Cassazione – sezione lavoro n. 11548 del 15 giugno 2020.

di Avv. Marco Barone

da orizzontescuola

La Corte di Cassazione conferma ciò che i COBAS hanno sempre sostenuto anche in diversi contenziosi.
I Dirigenti Scolastici nell’assegnazione delle/degli insegnanti alle classi devono attenersi, e non possono derogare, ai criteri generali decisi dagli organi collegiali dell’Istituto.

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

Sentenza Corte di Cazzazione Lavoro

n. 1548 del 15 giugno 2020

Cassazione-civile-Sez.-Lavoro-Ordinanza-n.-11548-del-2020

 

 

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente. Giudici: rispettare competenze organi collegiali

Pubblicazione trasferimenti personale docente SARDEGNA – mobilità 2020-2021

Pubblicazione trasferimenti personale docente SARDEGNA – mobilità 2020-2021

Pubblichiamo i trasferimenti del personale docente della Sardegna, di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2020-2021.

Alleghiamo anche i file con i trasferimenti di tutte le province italiane.

 

 

Per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

Mobilità INFANZIA docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità INFANZIA docenti 2020-2021

 

Mobilità PRIMARIA docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità PRIMARIA docenti 2020-2021

 

Mobilità SECONDARIA di I grado docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità SECONDARIA I grado docenti 2020-2021

 

Mobilità SECONDARIA di II grado docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità SECONDARIA II grado docenti 2020-2021

 

Mobilità di tutte le province italiane

Italia – mobilità Infanzia

Italia mobilità primaria

Italia mobilità I grado Secondaria

Italia mobilità II grado Secondaria

FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. 

Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna

 

Ai Dirigenti Scolastici della Sardegna

Alle/ai Docenti e Ata

Alle RSU d’Istituto

Istituti Scolastici della SARDEGNA

e, p. c.

Al Dirigente dell’USR Sardegna

Ai Dirigenti AA.TT.SS. CA-NU-OR-SS

 

 

OGGETTO: FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna.

 

Gentili Dirigenti,

si è avuta notizia che in talune delle Istituzioni Scolastiche della Sardegna, da Voi dirette, siano state fornite comunicazioni, formali ed informali, inesatte e/o illegittime in relazione alla fruizione delle FERIE da parte del personale Docente e delle FERIE e RECUPERI da parte del personale Ata.

Infatti, sono state emesse disposizioni interne con le quali sarebbe stato previsto che il personale Docente ed Ata NON possa richiedere le FERIE, in vari periodi, tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020.

Alcune di queste, fantasiose, disposizioni prevedono che non si possano richiedere le ferie oltre il 19 agosto 2020, altre chiedono di presentare le domande di ferie non oltre il 24 agosto 2020 e addirittura, in alcuni casi si intima di escludere dal calcolo delle ferie la prima settimana di luglio e l’ultima settimana di agosto 2020.

Le motivazioni di tali richieste sono varie (e ovviamente prive di alcun supporto normativo) ed appaiono assolutamente generiche, ipotetiche ed apodittiche poiché si parla, ad esempio, di “eventuali esigenze di servizio”, di “attività di predisposizione dell’anno scolastico” e “preparazione delle attività per l’inizio dell’anno scolastico”, non meglio precisate.

Si ricorda, a tale riguardo, che le FERIE del personale Docente ed Ata sono regolamentate dall’art. 13 (per il personale a tempo indeterminato e supplenti annuali) e dall’art. 19 (per il personale a tempo determinato), del CCNL Scuola 2006/2009, ancora in vigore.

La durata delle FERIE è di 32 giorni con più di tre anni di servizio, di 30 giorni per il personale neoassunto ed è proporzionale al servizio per il personale a tempo determinato.

Tutti i dipendenti hanno, altresì, diritto a 4 giornate di riposo che si aggiungono ai giorni di ferie (art.14 del CCNL 2006-2009) da fruire obbligatoriamente entro il 31 agosto.

Le ferie vanno fruite da personale Docente nel periodo di sospensione delle attività didattiche (dal 1° luglio al 31 di agosto) mentre il personale Ata ha diritto a fruire delle ferie, compatibilmente con le esigenze di servizio, anche in maniera frazionata.

Va comunque assicurata al personale Ata la fruizione di almeno 15 giorni consecutivi nei mesi di luglio e agosto e nel rispetto dei turni prestabiliti nell’ambito del piano delle attività predisposto all’inizio dell’anno, ai sensi degli artt. 51 e 53 del CCNL Scuola 2006-2009.

Ciò premesso si segnala che non è stata approvata alcuna norma che limiti il DIRITTO alla fruizione delle FERIE da parte del personale della scuola, neanche in relazione all’attuale situazione di emergenza epidemiologica, e quindi la normativa vigente è il citato CCNL Scuola.

Il personale Docente potrà, quindi, richiedere il proprio periodo di ferie indifferentemente, ed a propria discrezione, tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020 senza che le dirigenze scolastiche possano ridurre o comprimere tale diritto, sulla base di proprie errate considerazioni, ipotizzando inesistenti attività che dovrebbero essere svolte prima dell’inizio del prossimo anno scolastico.

Si invita, a tale riguardo, il personale Docente a richiedere le ferie nel periodo a loro più funzionale e, quindi, anche fino al 31 agosto 2020.

Si ricorda, a tale riguardo, che le norme vigenti, e la costante giurisprudenza, prevedono che il personale Docente possa essere chiamato in servizio nei periodi di sospensione delle attività didattiche solo ed esclusivamente nel caso in cui siano previste attività funzionali all’insegnamento deliberate dal Collegio dei Docenti nel Piano Annuale delle Attività Didattiche.

Il personale Ata potrà richiedere le ferie anche nell’intero periodo tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020 sulla base di criteri di turnazione tra le diverse unità di personale eventualmente previsti nel Piano delle Attività.

Al di fuori di tali turnazioni le richieste di ferie non potranno essere rifiutate dalla dirigenza scolastica se non a fronte di indifferibili esigenze di servizio che dovranno essere adeguatamente e chiaramente motivate e che non potranno prevedere impegni non previsti dal profilo di appartenenza anche in relazione ad attività legate all’emergenza sanitaria, come le sanificazioni degli ambienti, che non sono di competenza del personale Collaboratore Scolastico.

Di tali eventuali motivate variazioni o modifiche dei periodi di ferie dovrà, ovviamente, essere fornita preventiva comunicazione alle Rappresentanze Sindacali.

Viene segnalato, altresì, che in diversi Istituti Scolastici, prevalentemente e surrettiziamente in maniera informale e per vie brevi, si stia richiedendo al personale ATA, di recuperare giornate di lavoro non prestate dopo il 5 marzo 2020, nel periodo di emergenza epidemiologica, con giornate di recupero compensativo delle attività aggiuntive prestate nel corso dell’anno scolastico.

In mancanza di domanda di recupero da parte del personale (al quale si chiede incredibilmente di presentare richiesta in tal senso), viene spesso comunicato, sempre prevalentemente in maniera informale, che si procederà d’ufficio.

Si ricorda che niente di tutto ciò può essere richiesto o imposto al personale Ata.

Infatti, il CCNL Scuola 2006/2009 prevede, all’articolo 54, commi 3, 4, 5 e 6, quanto segue:

3) In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l’orario di servizio sono retribuite.

4) Se il dipendente, per esigenze di servizio e previe disposizioni impartite, presta attività oltre l’orario ordinario giornaliero, può richiedere, in luogo della retribuzione, il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’istituzione scolastica o educativa. Le giornate di riposo a tale titolo maturate potranno essere cumulate e usufruite nei periodi estivi o di sospensione delle attività didattiche, sempre con prioritario riguardo alla funzionalità e alla operatività dell’istituzione scolastica.

5) Le predette giornate di riposo non possono essere cumulate oltre l’anno scolastico di riferimento, e devono essere usufruite entro e non oltre i tre mesi successivi all’anno scolastico nel quale si sono maturate, sempre compatibilmente con le esigenze di funzionalità dell’istituzione scolastica. In mancanza di recupero delle predette ore, per motivate esigenze di servizio o comprovati impedimenti del dipendente, le stesse devono comunque essere retribuite.

6) L’istituzione scolastica fornirà mensilmente a ciascun dipendente un quadro riepilogativo del proprio profilo orario, contenente gli eventuali ritardi da recuperare o gli eventuali crediti orari acquisiti.

Da quanto previsto dalla vigente normativa pattizia appare chiaro che nell’eventualità in cui per le attività aggiuntive prestate le/i lavoratrici/tori chiedano in luogo del pagamento di fruire di giornate di riposo compensativo le stesse potranno essere fruite entro il 31 agosto 2020 o, nel caso in cui vi fossero motivate esigenze di servizio che non lo consentissero, entro i primi tre mesi del successivo anno scolastico o in ultima analisi dovranno essere retribuite.

Non è in alcun modo previsto che le giornate di recupero compensativo possano essere utilizzate per le giornate di lavoro non prestate in relazione all’emergenza epidemiologica Covid 19 poiché le stesse (come segnalato anche dal Ministero dell’Istruzione), rientrano nei casi in cui viene applicato l’art. 1256 del Codice Civile con il quale l’obbligazione del lavoratore viene ritenuta assolta ed i periodi di “forzata” sospensione dal lavoro “saranno ritenuti validi a tutti gli effetti di legge”.

In nessun caso, quindi, il recupero delle attività aggiuntive prestate può essere decurtato in modo unilaterale da parte dell’Istituzione Scolastica di servizio.

Come già accennato abbiamo avuto notizia, invece, di alcune Istituzioni Scolastiche nelle quali si richiede ai lavoratori di imputare le giornate di recupero in giorni nei quali non hanno potuto prestare la propria attività lavorativa a causa delle restrizioni governative Covid19.

Tali richieste sono prive di alcun fondamento ed illegittime.

 

Ciò premesso e considerato

la scrivente Organizzazione Sindacale COBAS Scuola Sardegna propone formale DIFFIDA e chiede ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche coinvolte che si astengano dal richiedere o imporre al personale Docente di escludere dai periodi di ferie giornate ricomprese tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020.

Parimenti si chiede che nello stesso periodo nell’eventualità in cui debbano essere escluse alcune giornate di ferie per il personale Ata le disposizioni vengano emesse con atti formali e debitamente motivati.

Infine, si chiede che non si tenti di imporre (oltretutto in maniera informale e senza assunzione di alcuna responsabilità), al personale Ata di recuperare giorni di mancata prestazione del servizio, per l’emergenza epidemiologica, con giornate di riposi compensativi per attività aggiuntive precedentemente prestate poiché tale richiesta, come ampiamente argomentato, è chiaramente illegittima.

In difetto la scrivente Organizzazione Sindacale COBAS Scuola Sardegna, al fine di tutelare i propri aderenti, si riserva di agire nelle sedi opportune.

Si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Cagliari, 23 giugno 2020

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

 

COBAS Scuola Sardegna – nota a DS su FERIE e RECUPERI Docenti e Ata – 23-06-2020

Incontro indetto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Sarda, con Enti Locali, Anci e Organizzazioni Sindacali Cagliari 17 giugno 2020 – Scuola: quale prospettiva?

Resoconto dei COBAS Scuola Sardegna sull’incontro indetto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Sarda, con Enti Locali, Anci e Organizzazioni Sindacali

Cagliari 17 giugno 2020

Scuola: quale prospettiva?

 

Il 17 giugno 2020 a Cagliari si è tenuto, presso la sala Anfiteatro dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Autonoma della Sardegna, un incontro promosso dall’Assessore Andrea Biancareddu al fine di discutere con Enti Locali, Anci, Organizzazioni Sindacali e Associazioni, dell’argomento Scuola: quale prospettiva?

Nell’incontro si sarebbe dovuto discutere prevalentemente delle varie problematiche inerenti il settore della scuola in particolare in relazione all’emergenza Covid 19 e la ripresa delle attività scolastiche a settembre, in attesa delle linee guida del Ministero.

All’incontro erano presenti rappresentanti delle Province, della Città Metropolitana di Cagliari, il Presidente dell’Anci Sardegna, rappresentanti dei COBAS Sardegna, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, del Coordinamento Precari Scuola Autorganizzati Sardegna e di varie altre Associazioni.

Ringraziamo l’Assessore Biancareddu che, per la prima volta, ha aperto un tavolo di confronto sul mondo della scuola e sulle sue problematiche tra la Regione Sarda, gli Enti Locali territoriali ed i rappresentanti di lavoratrici e lavoratori, Docenti e Ata, e varie Associazioni.

Dopo una breve introduzione dell’Assessore, per oltre due ore, vi sono stati gli interventi delle/dei diverse/i rappresentanti che hanno spaziato su tutte le problematiche della scuola Sarda e non solo su come affrontare l’apertura delle nostre scuole a settembre in relazione all’emergenza Covid.

Per i COBAS Scuola Sardegna erano presenti Nicola Giua ed Elisa Bacciu.

E’ intervenuto Nicola Giua che ha posto l’accento sul fatto che bisognerebbe iniziare a fare un bilancio delle devastanti politiche degli ultimi, almeno, vent’anni nella scuola e per la scuola (o meglio contro la scuola).

Infatti, bisognerà iniziare a prendere atto del fatto che queste politiche di tagli, esclusivamente ragioneristiche, hanno depauperato un importante patrimonio e lungi dal migliorare la situazione l’hanno pesantemente peggiorata.

E’ infatti sufficiente analizzare i dati dei tagli agli Istituti Scolastici Autonomi ed alla chiusura delle scuole per comprendere cosa è avvenuto in Sardegna.

Si è passati, infatti, da oltre 420 istituti Scolastici Autonomi agli attuali 273 (circa 30% in meno) e sono state chiuse decine di scuole in moltissimi paesi della Sardegna.

Tutto ciò senza tenere in alcun conto la specificità della Sardegna che ha gli stessi parametri di tutto il territorio italiano (600 alunni per mantenere l’autonomia e 400 in montagna e piccole isole), nonostante sia un’isola, abbia una particolare orografia del territorio e la densità abitativa più bassa d’Europa, se si escludono le zone di alta montagna ed il nord ghiacciato.

Abbiamo apprezzato il fatto che l’Assessore Biancareddu quest’anno anche dopo le nostre proteste ha rimodulato le linee guida sul dimensionamento ed ha quasi azzerato i tagli inizialmente previsti.

Così come abbiamo apprezzato l’intervento dell’ANCI Sardegna che chiede un cambio di rotta sul dimensionamento.

Da sempre chiediamo che il parametro per il mantenimento delle Autonomie Scolastiche in Sardegna sia di 400 alunni per l’intero territorio o che quantomeno si faccia una media tra tutte le Istituzioni Scolastiche.

Infatti, a fronte di Istituti Scolastici sottodimensionati (con i “loro” assurdi parametri) vi sono tantissimi Istituti (in particolare nei centri più grandi) che hanno oltre 1.000 alunni e che addirittura arrivano a 1.600 o 1.700 alunni.

Di tutto ciò non si è mai tenuto alcun conto.

Anche per la chiusura dei plessi scolastici chiediamo che si inverta la rotta e si riaprano molte scuole che sono state chiuse per meri calcoli ragionieristici e che, anche in questo caso, vengano rivisti i parametri “uguali per tutti” che, fra diseguali, aumentano soltanto esponenzialmente le differenze.

Inoltre, abbiamo denunciato il taglio delle risorse alle scuole degli ultimi vent’anni, i continui tagli e riduzioni delle classi e dell’organico di Docenti e Ata con un sensibile aumento del numero di alunni per classe, soprattutto nei territori più urbanizzati.

Tutto ciò ha provocato un aumento dei tassi di dispersione scolastica (la Sardegna ha il tasso più alto) e il sensibile e costante abbassamento della qualità del servizio scolastico.

Si dovrebbe, quindi, prendere atto di questo fallimento e proporre un cambio di paradigma per rimettere al centro il servizio scolastico Pubblico investendo e utilizzando grandi risorse, nella scuola e per la scuola, iniziando dall’abbattimento del numero di alunni per classe che non dovrebbe mai essere superiore a 20 alunne/i per classe, e massimo 15 con la presenza di alunne/i disabili.

Per fare ciò si dovrebbe immediatamente prevedere l’assunzione di tante/i Docenti e Ata (risolvendo in tal modo anche l’annoso precariato scolastico e garantendo l’assunzione a tutte/i coloro che ne hanno diritto), anche in funzione della ripresa a settembre, che altrimenti sarà molto “difficile” anche per come naviga ancora a vista la Ministra Azzolina che propone tutto ed il proprio contrario.

Inoltre, si dovrebbe lavorare immediatamente sull’edilizia scolastica (vista la situazione dei nostri Istituti), finanziare la creazione di Convitti (che in Sardegna hanno numeri ridicoli), e mense scolastiche.

Infine, si dovrebbe agire immediatamente sui trasporti scolastici perché se a settembre (come pare) vi saranno ancora prescrizioni sul distanziamento scolastico vorremmo capire come verranno portati a scuola studenti e studentesse visto che il sistema era già al collasso in Sardegna anche prima del Covid perché sono state create intere generazioni di pendolari per l’accentramento degli istituti Scolastici in pochi centri.

Abbiamo poi confermato di essere da sempre contrari al progetto Iscol@ (e soprattutto alle modalità utilizzate) ed abbiamo chiesto che tutti i fondi disponibili vengano, invece, dirottati alle scuole per il funzionamento didattico ed amministrativo.

A tale riguardo abbiamo denunciato il fatto che, invece, la cosiddetta Task Force per la riapertura delle scuole a settembre (nominata dalla Ministra Azzolina e composta da una sola insegnante su 18 componenti), pensi al Covid come “occasione” per “innovare” la scuola e che si può “approfittare” dell’emergenza COVID19 che gli ha permesso di accelerare (in maniera impensabile prima) sulla digitalizzazione della scuola.

Noi COBAS Scuola Sardegna ci batteremo contro questo nuovo “delirio” di scuola digitale che nasconde solo la continuità delle politiche liberiste e falsamente aziendaliste che hanno fallito in questi ultimi vent’anni, come ha fallito l’esperienza della Didattica a Distanza che è stato esclusivamente un palliativo nel periodo di chiusura delle scuole.

Abbiamo anche denunciato il fatto che, mentre la Ministra straparla di “classi pollaio” e di come stanno lavorando per risolvere il problema (anche per la ripresa di settembre), l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna sta predisponendo gli organici di Docenti e Ata (e la formazione delle classi), come se nulla fosse avvenuto.

Infatti, abbiamo notizia di classi che vengono formate (dalle scuole dell’infanzia alle superiori), in particolare le prime classi, con numeri assolutamente folli anche in un periodo “normale” (casi di 25/26 alunni in prima elementare e 30/32 alunni in prima superiore), e di tagli agli organici del personale Ata che, si ribadisce, non consentirebbero l’apertura delle scuole neanche in tempi ordinari.

Abbiamo protestato vibratamente contro questo atteggiamento dell’Amministrazione Scolastica Regionale che non utilizza gli spazi esistenti nella normativa sulla formazione delle classi e degli organici preferendo continuare con i soliti tagli assolutamente ingiustificati ed ingiustificabili.

Abbiamo chiesto, a tale riguardo, all’Assessore Biancareddu un intervento della RAS in tal senso.

In conclusione abbiamo richiesto che in breve tempo venga iniziata una discussione ed un percorso per una Legge sulla Scuola Sarda utilizzando, ed anche forzando, tutti gli spazi dello Statuto Autonomo della Regione Sarda.

Sono poi intervenuti il presidente dell’Anci Sardegna, i rappresentanti di tutte le altre Organizzazioni Sindacali, del Coordinamento Precari Autoconvocati della Sardegna, di alcune Associazioni e delle Province Sarde e della Città Metropolitana di Cagliari.

L’Assessore Biancareddu in conclusione, tra l’altro, ha dichiarato che non intende “chiudere” il progetto Iscol@ ma che anzi lo vorrebbe potenziare e portare sotto la diretta responsabilità dell’Assessorato.

Ha garantito, altresì, non avendo diretta competenza sulla formazione delle classi e degli organici, un suo intervento nei confronti dell’Amministrazione Scolastica.

Ha poi concordato sul fatto che sul dimensionamento scolastico bisogna voltare pagina significando di aver già più volte posto con forza la questione in tutti gli incontri istituzionali con il Governo e nelle Conferenze Stato – Regioni significando che la particolarità della Sardegna non consente che possano essere utilizzati i parametri attuali che devono essere abbassati o che quantomeno si debba ottenere un meccanismo di media regionale.

Inoltre, ha dichiarato che intende fare tutto quanto in suo potere, all’interno della Giunta Regionale e nel Consiglio Regionale, affinchè si arrivi nella legislatura ad approvare una Legge organica per la Scuola Sarda utilizzando l’autonomia statutaria e la giurisprudenza costituzionale e amministrativa.

L’incontro si è concluso con la fissazione un nuovo appuntamento più operativo per martedì 23 giugno 2020 per discutere in maniera più analitica della riapertura delle scuole a settembre sula base delle linee guida del Ministero che, nel frattempo, dovrebbero essere emanate.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

COBAS – incontro con Assessore Istruzione RAS – 17-06-2020

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola -COBAS ScuolaSardegna: la “soluzione finale” per la scuola pubblica

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola

da ROARS

Dalla “buona scuola” alla “nuova scuola” al servizio delle imprese che vorrebbero lor signore e signori, utilizzando l’emergenza dell’epidemia Covid 19.

Per noi COBAS Scuola Sardegna sarebbe la “soluzione finale” della scuola pubblica.

L’esperienza della DaD ci è bastata ed è stata fallimentare.
La scuola non ha bisogno di digitalizzazione selvaggia ha bisogno di “normalità”.

Prendano atto, invece, che le politiche liberiste, economiciste (tagli e tagli), e di scimmiottamento pseudo aziendalista, degli ultimi vent’anni sono state fallimentari e si cambi rotta.

In Sardegna hanno abbassato in maniera sensibile la qualità dell’istruzione ed aumentato la dispersione scolastica.

Basta, quindi, con i dimensionamenti selvaggi delle Istituzioni Scolastiche, con parametri incredibilmente uguali tra territori diversi.

Basta con la chiusura di intere scuole e con i tagli alle classi ed agli organici di Docenti e Ata.

Riduzione, invece, del numero di alunne/i per classe.

Reali finanziamenti diretti alle scuole per il funzionamento didattico e amministrativo.

Urgente piano di edilizia scolastica.

Apertura di Convitti e di mense nelle scuole.

Trasporti scolastici degni e sulla base del reale fabbisogno.

Reale soluzione del problema del precariato con l’immissione in ruolo di tutte/i coloro, Docenti e Ata, che ne hanno diritto (in Sardegna se non si agirà immediatamente sul numero dei PAS un’intera generazione di precarie e precari Sardi verrà spazzata via).

Nicola Giua

COBAS Scuola Sardegna

 

 

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola

 

 

ANCI Sardegna scrive alla ministra Azzolina sulle “strampalate” ipotesi di riapertura delle Scuole a settembre 2020

ANCI Sardegna scrive alla ministra Azzolina sulle “strampalate” ipotesi di riapertura delle Scuole a settembre 2020

 

investimenti nella Scuola con personale Docente e Ata, contro le classi pollaio;

riaprire tutte le scuole chiuse negli ultimi vent’anni con la mannaia del dimensionamento selvaggio e utilizzare tutti gli spazi disponibili, anche aperti;

NO ai recinti in plexigras nei quali vorrebbero ingabbiare i nostri bambini.

 

Prendiamo atto, con piacere, della chiara presa di posizione dell’ANCI Sardegna, che condividiamo in toto.

COBAS Scuola Sardegna

COBAS Scuola Sardegna – Organi Collegiali on line (regolamenti), privacy e utilizzo piattaforme – Valutazione finale delle/degli alunne/i per l’anno scolastico 2019/2020 – Programmazioni e PIA – PAI (O.M. n. 11 del 16 maggio 2020) – MOZIONI per Collegi Docenti e Opzione Didattica Minoritaria

COBAS Scuola Sardegna

27 maggio 2020

 

Organi Collegiali on line (regolamenti), privacy e utilizzo piattaforme

Valutazione finale delle/degli alunne/i per l’anno scolastico 2019/2020

Programmazioni e PIA – PAI (O.M. n. 11 del 16 maggio 2020)

MOZIONI per Collegi Docenti e Opzione Didattica Minoritaria

 

Premesso che siamo tutti consapevoli della difficile situazione di emergenza in cui ci siamo trovati (e ancora ci troviamo), e a cui cerchiamo di far fronte, riteniamo non debba sfuggire alla nostra attenzione il rischio che tale situazione possa tradursi (riguardo alla convocazione di organi collegiali in modalità online) in una compressione dei diritti di tutti gli interessati e in una assenza di regole democratiche certe, riguardanti il funzionamento degli organi collegiali e l’espressione del voto.

Sussistono, inoltre, fortissime criticità riguardanti l’aspetto della cosiddetta “privacy” nell’utilizzo di piattaforme digitali, vulnerabili e niente affatto sicure anche alla luce di diversi episodi riportati recentemente anche dalla stampa e, infine, sussistono criticità riguardanti il diritto all’utilizzo della propria immagine.

La recente modifica legislativa (con un emendamento al Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 in sede di conversione), della Legge 24 aprile 2020 n. 27 (art. 73, comma 2bis), che ha introdotto la possibilità di svolgere riunioni di Organi Collegiali scolastici in videoconferenza non prevede assolutamente nulla circa le modalità in cui tali riunioni si possono svolgere, se non che “… le sedute degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono svolgersi in videoconferenza, anche ove tale modalità non sia stata prevista negli atti regolamentari interni di cui all’articolo 40 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297…”.

Posto che quanto espresso all’art. 73 sancisce una possibilità e non un obbligo, è doveroso rilevare come tale legge non stabilisca alcunché rispetto alle varie problematiche esistenti in particolare sulla privacy e sull’utilizzo delle varie piattaforme.

Constatiamo che oggi, purtroppo, non è disponibile alcuna piattaforma pubblica ove svolgere attività di videoconferenza.

Sull’utilizzo di piattaforme per videoconferenze lo stesso Garante per la protezione dei dati personali si è espresso chiaramente, mettendo in guardia le Istituzioni Scolastiche e lo stesso Ministero dell’Istruzione, scrivendo in una nota del 04/05/2020 che:

“La crescente rilevanza assunta, nell’attuale fase emergenziale, dagli strumenti volti a consentire lo svolgimento dell’attività didattica a distanza impone, tuttavia, di riservare maggiore attenzione alle questioni inerenti la sicurezza e la protezione dei dati personali affidati a tali piattaforme. Pertanto – come già rappresentato nell’ambito del provvedimento del 26 marzo sulla didattica a distanza – tra i criteri da seguire nella scelta degli strumenti tecnologici mediante cui svolgere l’attività formativa da remoto, devono assumersi anche quelli inerenti le garanzie offerte in termini di protezione dati.”

Garanzie che non paiono essere offerte e stabilite in maniera chiara nei vari strumenti (G-suite, Zoom, etc.) utilizzati dalle scuole.

In particolare, si rileva quanto segue.

Non sono chiare ed esplicite le modalità per cui si possano garantire regole democratiche certe e trasparenti (riguardo, per esempio, alla effettiva partecipazione, alla possibilità di intervento, alle modalità di eventuali votazioni).

Non sono trattate le problematiche relative all’utilizzo dell’immagine (art. 10 del Codice Civile).

L’accesso a tali piattaforme spesso viene subordinato al possesso di una cosiddetta “casella istituzionale .edu.it”.

A parte l’uso improprio del termine “istituzionale”, non si comprende per quale motivo le/i docenti dovrebbero consentire di fornire i propri dati a tali domini, per poter esercitare un proprio diritto – dovere, cioè quello di partecipare a sedute dei vari Organi Collegiali.

In taluni casi si fa riferimento anche alla possibilità di ricevere comunicazioni attraverso la “casella di posta elettronica istruzione.it”.

Rileviamo che ad oggi nessuna norma obbliga le/i docenti ad avere una propria casella di posta elettronica, né tantomeno una “imposta” dall’Amministrazione Scolastica.

E’ evidente che il creare un indirizzo email (atto diverso dall’assegnazione di semplici credenziali di accesso ad un servizio informatico-didattico), necessita di un consenso.

Esistono LOG di controllo degli utenti a disposizione dell’Amministratore e alcuni per controllare l’Amministratore.

Non si conosce se questi ultimi registrano ogni volta che l’Amministratore monitora/visiona statistiche o esegue qualsiasi altro dato che riguarda l’utente.

Alcune funzionalità (come l’accesso ai dati) riservate alla scuola possono essere vietate dal Regolamento interno (ma risulta che in molti Istituti Scolastici tale opzione non sia stata attivata).

Non è noto se qualcuno svolge la funzione di controllare, con capacità tecnica e senza conflitti di interesse, avendo cura di visionare regolarmente tutti i LOG per accertare se le azioni dell’Amministratore sono lecite e motivate.

Le scelte di strumenti digitali come le app per videoconferenze utilizzate per le riunioni devono rispettare criteri di minimizzazione, riservatezza, sicurezza ed essere precedute da una informativa trasparente e comprensibile.

Non risulta che questi criteri di “minimizzazione” e di “non geolocalizzazione” siano effettivamente operativi, dato che, invece, risulta (ed è assolutamente acclarato), che Google, ed altri fornitori di tali piattaforme, raccolgano informazioni in base all’utilizzo dei servizi, tra cui:

  • informazioni del dispositivo: ad esempio modello di hardware, versione del sistema operativo, identificatori univoci del dispositivo e informazioni relative alla rete mobile, incluso il numero di telefono dell’utente;

  • informazioni di LOG, tra cui dettagli di come un utente ha utilizzato il servizio, informazioni sugli eventi del dispositivo e indirizzo IP (protocollo Internet) dell’utente;

  • informazioni sulla posizione ricavate tramite varie tecnologie, tra cui l’indirizzo IP, GPS e altri sensori;

 

  • numeri specifici delle applicazioni, come il numero di versione dell’applicazione;

  • cookie o tecnologie simili che sono utilizzate per raccogliere e memorizzare informazioni relative a browser e dispositivi, quali ad esempio la lingua preferita e altre impostazioni.

Un altro aspetto rilevante riguarda l’informare gli utenti sulle caratteristiche dello strumento e sui diritti che possono rivendicare, e vigilare sulla corretta applicazione.

Se informare con chiarezza e trasparenza è obbligatorio, è ammissibile farlo soprattutto mediante link, che rimandano ad altri link a documenti tecnicamente complessi, enfatizzando prioritariamente informazioni certamente importanti ma sostanzialmente promozionali?

Le caratteristiche essenziali del trattamento rese disponibili dal Fornitore, ma anche dalle scuole, spesso, se non sempre, sono comunicate fornendo soltanto indicazioni generiche sui dati trattati e numerosi link a documenti spesso complessi (con riferimenti normativi e dettagli tecnici), corposi e in altre lingue.

Risulta che tantissimi Istituti Scolastici non abbiano stipulato alcun contratto al quale sia seguita una regolare ratifica da parte del fornitore di tali servizi.

Si ribadisce, quindi, che allo stato permangano tutte le “criticità” esposte in relazione all’utilizzo di piattaforme di società private (per quanto concerne la cosiddetta privacy e l’utilizzo di dati e immagine), per la convocazione di riunioni di Organi Collegiali in video conferenza.

In molte Istituzioni Scolastiche si stanno approvando vari REGOLAMENTI di funzionamento per le riunioni degli Organi Collegiali in video conferenza (modalità telematica).

In taluni Istituti si sta addirittura provvedendo ad adottare un unico “Regolamento di Funzionamento degli Organi Collegiali in video conferenza” deliberato dal Consiglio d’Istituto e che dovrebbe essere “valido” per tutti gli Organi Collegiali.

Si ricorda, a tale riguardo, che tale potere di regolamentazione da parte del Consiglio d’Istituto NON è previsto dalla normativa vigente (D.L.vo n. 297/1994), ma che, invece, ciascun Organo Collegiale ha il potere di regolamentare al suo interno il proprio funzionamento con specifici regolamenti che devono essere approvati dai singoli Organi Collegiali.

Inoltre, come previsto dal comma 2 bis dell’art. 73 della citata Legge del 24 aprile 2020 n. 27 i regolamenti per le riunioni di Organi Collegiali in video conferenza dovrebbero regolare tali riunioni per il periodo di emergenza epidemiologica (visto il richiamo al comma 1 dello stesso art. 73), e, quindi, esclusivamente fino al 31 luglio 2020 (allo stato data di cessazione dello stato di emergenza), come deliberato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020.

In diverse situazioni si sta procedendo a convocare Collegi dei Docenti di sezione (come previsto dalle Ordinanze Ministeriali n. 267/1995 (Istituti Comprensivi), e n. 277/1998 (Istituti Superiori aggregati), per l’esame di specifiche problematiche inerenti a ciascun settore scolastico.

Si segnala che tali riunioni di Collegio Docenti per sezioni non sono delle riunioni preparatorie di successivi Collegi Docenti unitari dell’Istituzione Scolastica ma che tali riunioni discutono e deliberano sui punti all’Ordine del Giorno senza che successivamente tali delibere debbano essere “ratificate” da successivi Collegi Unitari.

Le delibere dei Collegi Docenti di Settore o Sezione sono atti definitivi che non devono essere successivamente ratificati se non deliberati dal Consiglio d’Istituto in sede di approvazione di eventuali modifiche al PTOF.

Per ciò che concerne quanto previsto dall’Ordinanza Ministeriale n. 11 del 16 maggio 2020 sulle valutazioni finali, le programmazioni didattiche ed i cosiddetti PIA (Piano di Integrazione degli Apprendimenti) e PAI (Piano di Apprendimento Individualizzato), si espone quanto segue.

In relazione alla VALUTAZIONE FINALE delle/degli alunne/i per l’anno scolastico 2019/2020 non si può prescindere dal prendere atto che la chiusura delle scuole, e la sospensione delle attività didattiche, ha determinato una interruzione dell’azione didattica e della sua continuità.

Nonostante il faticoso sforzo di tante/i insegnanti perché venisse mantenuta una relazione emotiva ed affettiva (in particolare nei due mesi di “reclusione domiciliare”), ed un minimo di continuità didattica e pedagogica, è chiaro che la vita di ciascuna/o di loro è stata “stravolta” e che si è creata una “rottura” dei percorsi di apprendimento che non è stata, ovviamente, sostituita dai tentativi di imporre Didattiche a Distanza lontane, e spesso antitetiche, alle modalità ordinarie del “fare scuola”.

Ciò premesso riteniamo che quantomeno nelle scuole del primo ciclo di Istruzione non debbano essere espressi voti di valutazione delle singole discipline ma esclusivamente un giudizio sintetico.

 

Per tali ragioni si propone al Collegio Docenti una MOZIONE sulla Valutazione Formativa

Il Collegio Docenti

vista la Costituzione Italiana, il Testo Unico Istruzione, D.L.vo n. 297/1994, ed il D.L.vo n. 62/2017 e considerato il periodo di sospensione delle attività didattiche per l’emergenza sanitaria ancora in atto

DELIBERA
che la valutazione finale venga effettuata quale valutazione formativa con un giudizio sintetico / descrittivo nel quale confluiscano le osservazioni su ogni alunno e alunna sulla base delle informazioni ed elementi raccolti e del lavoro pregresso svolto nella prima parte del corrente anno scolastico.

 

MOZIONE su programmazioni Didattiche, PIA e PAI

Per quanto concerne le rimodulazioni o modifiche delle programmazioni didattiche, disciplinari e di classe, ed i cosiddetti PIA (Piano di Integrazione degli Apprendimenti) e PAI (Piano di Apprendimento Individualizzato), si segnala che nella attuale situazione non si ritiene necessario né opportuno e adeguato prevedere, alla fine dell’anno scolastico, modifiche alle programmazioni, o predisporre PIA e PAI, poiché si ritiene che la rimodulazione degli obiettivi di apprendimento  possa, e debba, essere seriamente programmata e pianificata solo alla ripresa delle attività didattiche in presenza (da settembre 2020), a conclusione di verifiche iniziali dalle quali si possano desumere adeguati e chiari elementi ed anche sulla base di quelle che saranno le modalità di effettuazione delle lezioni.

Si chiede al Collegio dei Docenti di approvare la suindicata proposta.

 

Nell’eventualità in cui tale proposta non venisse approvata dal Collegio Docenti si presenta la stessa come “opzione metodologica di gruppo minoritario”, ai sensi del comma 2, dell’art. 3, del D.P.R. n. 275 dell’8 marzo 1999 (Regolamento Autonomia Istituzioni Scolastiche).

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

 

DOCUMENTO COBAS Scuola Sardegna in pdf

COBAS – Valutazione alunne-i per l’anno scolastico 2019-2020 e OO.CC. on line

 

DOCUMENTO COBAS Scuola Sardegna in word

COBAS – Valutazione alunne-i per l’anno scolastico 2019-2020 e OO.CC. on line

 

OM n. 11 del 16 maggio 2020 valutazione

 

O.M. n. 267 del 4 agosto 1995 – Istituti Comprensivi

 

OM n° 277-1998 OO.CC. Istit. Superiori aggregati

 

Legge_24_aprile_2020_n_27_e_testo_coordinato_Dl_18_Cura_Italia

 

Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 22 – misure urgenti scuola

 

 

 

 

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