Sindacale

il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Suprema Corte di Cassazione – nuovo procedimento disciplinare contro il collega Andrea Scano

Il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Suprema Corte di Cassazione.
Il registro di classe e del professore sono atto pubblico.

 

La Corte di Cassazione conferma ciò che noi COBAS Scuola Sardegna ripetiamo e ribadiamo da sempre, anche con la battaglia del nostro collega Andrea Scano al quale l’Amministrazione Scolastica ha proditoriamente comminato, quest’anno, tre sanzioni disciplinari (con 14 giorni di sospensione dall’insegnamento).

La prossima settimana saranno depositati i RICORSI al Tribunale del Lavoro di Cagliari avverso le sanzioni disciplinari ed Andrea Scano negli scorsi giorni ha presentato un articolato ESPOSTO al Garante sulla Privacy. Inoltre, stiamo valutando anche la presentazione di eventuali esposti penali ma, ciononostante, l’Amministrazione Scolastica ha recentemente notificato al nostro collega una nuova contestazione d’addebito disciplinare (perché continua a non utilizzare il registro elettronico) alla quale risponderemo esaustivamente nella seduta di difesa disciplinare convocata per il giorno 9 gennaio 2020.

 

Quindi anche alla luce della sentenza della Corte di Cassazione appare surreale la nuova contestazione disciplinare al collega Andrea Scano al quale viene esclusivamente contestato di non ottemperare (UBBIDIRE) agli ordini di servizio della dirigenza scolastica sulla compilazione del registro elettronico.

 

Ciò premesso prendiamo atto che la Corte di Cassazione nell’ambito di un processo penale che riguardava il reato di associazione per delinquere (false attestazioni) in una scuola paritaria propone alcune interessanti conclusioni che avvalorano integralmente la tesi che noi COBAS Scuola Sardegna abbiamo sempre sostenuto.

La parte che ci interessa, che di seguito richiamiamo integralmente, si trova alle pagine 17 e 18 della sentenza.

 

Prive di pregio appare anche il richiamo al D.Lgs. n. 85 del 2005, in quanto occorre ricordare, su questo tema, che il D.L. n. 95 del 2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, aveva introdotto, per le istituzioni scolastiche e i docenti, l’obbligo di dotarsi di registro elettronico a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, prevedendo che il Ministero di Istruzione, Università e Ricerca predisponesse entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie; detto piano non risulta essere stato predisposto, vanificando di fatto il processo normativo e, dunque, rendendo non obbligatorio l’utilizzo del registro e pagelle elettroniche, con conseguente coesistenza, nella pratica, di entrambe le forme di registri, quella cartacea e quella elettronica“.

 

Se ne dovrebbero fare una ragione: il registro elettronico NON è OBBLIGATORIO.

 

Nicola Giua
per i COBAS Scuola Sardegna

 

articolo dell’Avv.to Marco Barone
su orizzontescuola

 

Il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Cassazione. Il registro di classe e del professore sono atto pubblico

Permessi retribuiti docenti: diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico

Permessi retribuiti docenti:
diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico.

Un docente milanese chiede un giorno di permesso per motivi personali (uno dei 6 giorni di ferie fruibili anche come permesso) ed il DS non lo autorizza per supposte “ragioni organizzative”.

Il collega fruisce comunque del permesso ed il dirigente attiva un procedimento disciplinare e lo sanziona.

Il collega presenta ricorso avverso la sanzione disciplinare ed il Tribunale del Lavoro di Milano accoglie il ricorso ed ANNULLA la SANZIONE poiché ribadisce che il CCNL Scuola prevede che i giorni devono essere attribuiti a semplice domanda e sono sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico.
Tale diritto è assoluto, e non è subordinato nemmeno alla verifica che sia possibile la sostituzione del personale assente e che, per tale sostituzione, non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per l’amministrazione.

COBAS Scuola Sardegna

 

da orizzontescuola

 

Permessi retribuiti docenti: diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico

Le SARDINE a Cagliari sabato 7 dicembre 2019 – sul fenomeno inoltriamo un commento di Gian Luigi Deiana

Le SARDINE a Cagliari

sabato 7 dicembre 2019

sul fenomeno inoltriamo un commento di Gian Luigi Deiana

LE ZITELLE DELLA RIVOLUZIONE
(sardine fresche ed avanguardie stantie)

 

Non sono personalmente coinvolto nelle fiammate contestative di formazione recente conosciute come Fridays For Future e come movimento delle Sardine, e non ho avuto occasione di entrarci dentro e non ho motivo di antipatia da fuori.
In termini strettamente politici potrei nutrire tutt’al più un generico scetticismo, ma lo scetticismo è a volte una pura e semplice variante della assoluzione di sè, o della pigrizia mentale.

Ciò che trovo invece molto antipatico, gratuito e irritante è l’atteggiamento di dileggio e di ripulsa manifestato a iosa, a riguardo di tale fenomeno, da settori del radicalismo politico di lungo corso, quello delle avanguardie rivoluzionarie da piccolo teatro, di cui peraltro ritengo di far sempre parte.

Il radicalismo politico è essenziale per la vita civile, anche perchè è l’unico antidoto alla conformazione di massa.
Tuttavia si incarna primariamente per sua natura in singole vicende soggettive, e per assumere significato pubblico deve aggregare soggetti in gruppi di avanguardia.
Ecco quindi collettivi politici, formazioni di estrema sinistra, gruppi indipendentisti ecc., che ringraziando Dio e più ancora quelli che vi si dedicano da una vita mantengono un poco di luce nella vita sociale.

Purtroppo però, in assenza di condizioni oggettive sufficienti a una incidenza reale sul potere politico, le avanguardie invecchiano col tempo su se stesse, e questo è assolutamente fisiologico, in quanto invecchiando comunque rinnovano i propri ranghi e la propria vitalità sul presente.

Ciò che invece è patologico al loro interno è la propria metallica autoreferenzialità, il timore di essere messe in ombra per qualche ora o per qualche stagione dalla conquista della scena da parte di movimenti spontanei improvvisi e di massa: tale è il caso, appunto, dei cosiddetti Fridays e delle cosiddette Sardine.

Personalmente non mi dolgo affatto che risvegli di questo genere, che non sono affatto sonnambulismi, si stiano verificando. Sarebbe molto più preoccupante se non si verificassero affatto, come era solo fino a pochi mesi fa.

Non sono moti perfetti e non sono progetti di rivoluzione, ma sono comunque nuove fucine, e benchè probabilmente effimere, da cosa nasce cosa.

Ora, se vogliamo essere sufficientemente cattivi e anche maleducati, di certo non potrà mai nascere niente di niente dall’acidità critica degli zitelloni delle avanguardie, strafatti di sonnambulismo della rivoluzione: tutti questi non hanno alcuna ragione di stroncare i movimenti di massa, condannandoli in partenza come spontaneistici e modaioli.

Il sonnambulismo è una brutta bestia: teme ogni risveglio come la peste.

 

https://facebook.com/events/739315083217964/?ti=cl

 

seminario CESP a SASSARI 9 dicembre 2019 “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a SASSARI 9 dicembre 2019

Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario si terrà a:

SASSARI: lunedì 9 dicembre 2019 

dalle ore 08.30 (iscrizioni) alle ore 13.30

Aula Magna Istituto Comprensivo Brigata Sassari 

via Mastino, 6 – Sassari

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, la domanda di esonero ed il modulo di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

INFO:

070485378 – 3516757132 – 3497836178

 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

INFO ai DS seminario CESP SASSARI 09-12-2019

 

programma seminario CESP a SASSARI- lunedì 09-12-2019

 

modulo iscrizione seminario CESP SASSARI – 09-12-2019

 

richiesta esonero seminario CESP SASSARI 09-12-2019

 

foto del Seminario CESP Sardegna di Cagliari “La maestra muta…” 25 novembre 2019

Pubblichiamo alcune foto del Seminario CESP Sardegna (in collaborazione con i COBAS Scuola Sardegna) di lunedì 25 novembre 2019, tenutosi a Cagliari presso l’Aula Magna dell’ITI Marconi sul tema: LA MAESTRA MUTA – l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna.

Ringraziamo tutte/i coloro che hanno partecipato numerose/i, i relatori e la relatrice per i loro interessanti ed apprezzati interventi.

IL Seminario verrà replicato in altri centri della Sardegna nel prossimo periodo in date che comunicheremo a breve.

CESP Sardegna – COBAS Scuola Sardegna

 

https://drive.google.com/drive/folders/1we2RlrgggX4fJcjKtXKbrWCozcr67kHz?usp=sharing

 

foto di:
Nicola Giua, Erica Cuccu, Andrea Scano, Linuccio Arrus, Patrizia Mannai

 

 

 

 

Assemblea Sindacale COBAS Scuola Sardegna a NUORO giovedì 21 novembre 2019 ore 16.45 c/o ITC Chironi

Assemblea Sindacale COBAS Scuola Sardegna a NUORO

giovedì 21 novembre 2019 ore 16.45 c/o ITC Chironi

 

Comunico che giovedì 21 novembre 2019, dalle ore 16.45 alle ore 19.00, abbiamo indetto una assemblea dei COBAS Scuola di NUORO (docenti e Ata iscritti, RSU e simpatizzanti) presso l’Aula Magna dell’ITC Chironi di Nuoro in via Toscana, 29.

L’assemblea è aperta a colleghe/i iscritte/i e simpatizzanti e vi prego di fare il possibile per essere presenti.  

Un saluto a tutt* 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

NUORO – assemblea Sindacale COBAS Scuola Sardegna – 21-11-2019 – ore 16.45

SEMINARIO CESP in SARDEGNA lunedì 25 novembre 2019 a CAGLIARI. “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna”

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a CAGLIARI


Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario si terrà a:

CAGLIARI: lunedì 25 novembre 2019 ITI Marconi  via Valerio Pisano, 7 (zona Terramaini).

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, le domande di esonero ed i moduli di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

Comunichiamo che, a breve, verranno organizzati analoghi seminari di formazione a Nuoro, Oristano e Sassari.

INFO: 070485378 – 3516757132 – 3497836178 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

INFO ai DS seminario CESP CAGLIARI 25-11-2019

programma seminario CESP a CAGLIARI – lunedì 25-11-2019

richiesta esonero seminario CESP CAGLIARI 25-11-2019

modulo iscrizione seminario CESP CAGLIARI – 25-11-2019

 

Corte di Cassazione – Ordinanza n. 28111 del 31 ottobre 2019 – i DS non possono sospendere i Docenti

Il Dirigente Scolastico non ha il 
potere di sospendere i docenti

Corte di Cassazione –  31 ottobre 2019 
Ordinanza n. 28111-2019

 

Fin dalla modifica della previgente normativa disciplinare (con il D.L.vo n. 150/2009 – cosiddetto decreto brunetta), il potere posto in capo ai Dirigenti Scolastici di sospensione dei docenti è sempre stato contestato e contrastato, sindacalmente, politicamente e nelle aule giudiziarie, poiché è parso fin dall’inizio assolutamente “discutibile”.

Infatti è l’unico caso (anche nel Pubblico Impiego) nel quale il soggetto che avvia il procedimento disciplinare e svolge contemporaneamente le funzioni di istruttore, accusatore e “giudice” è la medesima “figura”: il Dirigente Scolastico (che quasi sempre, oltretutto è parte in causa o “la causa” dell’intero procedimento attivato esclusivamente per lesa “maestà dirigenziale”).

La sua posizione di terzietà dunque è sempre apparsa, eufemisticamente, una assoluta stravaganza giuridica.

Già da tempo la giurisprudenza di merito aveva escluso che il potere di sospensione fino a 10 giorni potesse essere di competenza del Dirigente Scolastico, non essendo la sanzione “specifica” (sospensione fino a 10 giorni) prevista dalla normativa di settore.

Con la pronuncia allegata, del 31 ottobre 2019, la Corte di Cassazione dovrebbe avere definitivamente chiarito che il potere di sospensione dei Docenti spetta unicamente all’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (U.P.D.).

Una buona notizia per tutti i contenziosi che i COBAS Scuola Sardegna hanno promosso ed avviato negli ultimi anni (e che si erano definiti solo in primo grado o in appello), patrocinando i ricorsi avverso le illegittime sospensioni di colleghe e colleghi da parte di Dirigenti Scolastici della Sardegna.

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

                                              

Corte di Cassazione – Ordinanza n. 28111 del 31 ottobre 2019 – i DS non possono sospendere i Docenti

ACCHIAPPAFANTASMI rimozioni, fake news ed old fakes: omertà, fantastoria e storiografia – di Gian Luigi Deiana

ACCHIAPPAFANTASMI

rimozioni, fake news ed old fakes: omertà, fantastoria e storiografia 

 

Ieri era il quattro novembre, festa delle forze armate, dei caduti in guerra e dell’unità nazionale, una festa forse più indicata per deporre per un giorno l’elmo di scipio e per mettere a lutto i tre colori.

A me invece è capitato di partecipare ad un convegno a due piani dedicato all’uso e all’abuso della storia e trattandosi di una data così particolare ci si sarebbe potuto aspettare un qualche riferimento ad essa, in quanto avrebbe riportato esattamente a 101 anni fa e agli esiti catastrofici di quella memorabile e tremenda “grande guerra”.

E invece no, le relazioni si sono concentrate su due emergenze culturali recenti: la prima, riguardante la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazismo e comunismo, e la seconda, riguardante i danni provocati dalle pseudoteorie fantastoriche nell’archeologia sarda.

Quindi abbiamo in un colpo solo tre questioni rilevanti completamente slegate l’una dall’altra: la strana rimozione dei conti con la prima guerra mondiale, la proclamazione dell’anticomunismo come architrave della “memoria condivisa”, e l’innalzamento delle barricate accademiche contro i fantastorie attuali.

Ma nonostante questa sconnessione, le tre questioni convergono su una domanda fondamentale: chi bara sulla storia?

Nel celebre racconto del viaggio nel paese delle meraviglie, la piccola Alice si imbatté ad un tratto in una chiassosissima e sconclusionata battaglia fra due contendenti praticamente speculari (“battiamoci fino alle sei, e poi andiamo a cena”).

Curiosamente anche la piccola alice inizia il suo racconto il quattro novembre, ma qui per fortuna si tratta solo di una data incidentale e immaginaria.

Alice trova del tutto futile la contesa fra i due paonazzi gemelli e tutto il loro fracasso, ma questi l’avvertono di non frignare troppo forte, perché tutta la situazione è irreale, lei compresa, ed assurgendo a realtà soltanto nel sogno del Re essa potrebbe dissolversi d’incanto, se il Re si svegliasse.

Poiché solo il sonno del Re è la realtà reale, e il Re si sveglierebbe di certo distruttivamente annichilendo tutto, se solo si affrontassero le false verità e le vere ragioni di contesa, Tweedle Dee edifica la trama del sogno storiografico e Tweedle Dum edifica la trama del sogno fantastorico.

Una trama onirica sempre nuova di fake news contro una trama onirica sempre vecchia di old fakes, mitologie di Atlantide e apologie di sacri confini.

Se solo ti chiedi cosa vuol dire “Gorizia tu sei maledetta” o che la memoria condivisa su Istria e le foibe la devi storiograficamente fare con quelli di là dai confini, ecco che il Re si sveglia e tu non esci dal bosco, bambina mia, ed è pauroso il bosco a vagarvi nel buio: ci sono state leggi razziali ma anche gli Ebrei inquinavano la stirpe, ora meno perché sono garantiti dallo stato di Israele che è una democrazia ma nuovi e innumerevoli inquinatori etnici premono dall’Africa, siamo bravi e accoglienti ma Balotelli è un cafone a prendersela perché si vede dalla pelle che non è italiano, i Savoia sono padri della patria e il meridione è ingrato a lamentarne la sopraffazione linguistica e militare, le rivendicazioni Catalane sono eversive perché la Costituzione spagnola è una Costituzione democratica, il Kurdistan non esiste ed Erdogan ha ragione a epurare le università, ecc..

C’è però una radura di salvezza nell’oscurità del bosco, la radura della “memoria condivisa” verso cui portano e da cui ripartono tutti i sentieri di orientamento e direzione: l’Unione Europea è anticomunista esattamente come è antifascista: la questione è chiusa.

Va da sé che il servizio più considerevole, ma non il solo, che la scienza storica ha reso al presente in questo frangente italiano ed europeo, è lo sdoganamento del fascismo e il doganamento del comunismo: dal recente pronunciamento del partito di Merkel e Vanderlain contro una deliberazione sull’emergenza nazismo a Dresda, al pronunciamento della destra italiana contro la proposta Segre sull’emergenza razzismo in Italia, il Re ha stabilito che non esiste in questo anno 2019 una definizione di razzismo e che non è definibile una attribuzione di nazismo.

Col nominalismo il Re non scherza, il banco non perde mai.

Tutto quello che vi è da fare nel gioco è incrementare la partita tra mercato dei fantastorie dilettanti e autoconferma delle cattedre professionali: the show must go on.

Come è potuto accadere tutto questo?

E’ potuto accadere per il fatto che la storia, la storia, comporta due doveri: la ricerca storica e il giudizio storico.

La ricerca storica compete primariamente ai ricercatori, cioè gli storiografi, in quanto necessita di affidabilità, nel senso che una prova è più attendibile di un oroscopo e un fatto è più verificabile che non un mito.

Non vi è dubbio quindi che la storiografia consiste essenzialmente nella ricerca e cioè nello studio, nella sovrintendenza e nella cattedra ma il giudizio storico è nella responsabilità del discorso pubblico e nell’educazione del cittadino, ed esso non può non andare oltre i variegati risultati della ricerca.

Come viene a costituirsi dunque il giudizio storico, se non nella composizione delle pressioni ideologiche dominanti e nella resistenza del dubbio, del confronto e della critica?

Non è forse la summa dogmatica statuale che decide del vero e del falso, piuttosto che i diligenti storiografi di scuola e gli squinternati fantastorie delle Colonne d’Ercole?

Non è forse il sonno del Re, piuttosto che la finta battaglia tra Tweedle Dee e Tweedle Dum?

Il primo grande maestro della storia, il greco Erodoto, poneva come pilastro deontologico dello storico l’imperativo che la verità va ricercata nel suo principio: letteralmente, non smettere di cercare fino a quando non risulti chiaro chi per primo ha generato il torto.

Non è forse vero che il Re, ogni volta, ha invece imposto l’imperativo contrario, secondo il quale la verità è quella dettata dal Re che impone per ultimo il suo sonno?

E che il sonno, questo sonno, ben peggio che immaginari fantasmi genera mostri assolutamente reali, più che spesso spacciati da angeli e da eroi?

Cosa significa verità storica in una cattedra di storia di Istanbul?

Cosa significa avanti Savoia in una comune scuola della Sardegna?

Cosa significa Catalogna per la Corte Costituzionale spagnola?

Cosa significa clima per il presidente degli Stati Uniti?

Cosa significa emergenza nazismo per Angela Merkel?

Cosa significa quattro novembre, oltre che la data scelta da Alice per descrivere il suo viaggio nel paese delle meraviglie?

Lo storico non ha il compito di dedicare il suo tempo a rincorrere i fantasmi, ha il compito di strappare la maschera al Re, fino a presentarlo nudo.

 

Gian Luigi Deiana

 

NEGAZIONISMO: l’asse Roma-Dresda e il razzismo – di Gian Luigi Deiana

NEGAZIONISMO: l’asse Roma-Dresda e il razzismo

 

La negazione del razzismo, dal giorno di Halloween 2019, non è più materia di disquisizione accademica o di opinione comune: essa ha investito in pieno, e senza preavviso, la sfera “istituzionale”.

La questione è straordinariamente importante, in quanto l’aut aut tra il riconoscimento istituzionale del problema e il disconoscimento istituzionale di esso segna una soglia decisiva, come se si dovesse decidere se l’aids esiste davvero o è una invenzione delle multinazionali.

Il fatidico giorno di Halloween 2019 affratella fortuitamente una proposta in discussione al Senato italiano e una proposta in discussione nella municipalità tedesca di Dresda.

In ambedue i casi le proposte sono passate, in coerenza con i principi costituzionali delle due repubbliche, ma ciò che importa capire è la ragione ed il modo con cui sia i partiti moderati di centro che i partiti estremi della destra hanno combattuto il riconoscimento della malattia.

Nel Senato italiano era in discussione la proposta della senatrice Liliana Segre, (passata da giovanissima nei lager nazisti) volta all’istituzione di una commissione parlamentare sulla diffusione del razzismo in Italia.

Nella municipalità della città tedesca di Dresda era in discussione la proposta di proclamazione dello stato di emergenza sulla diffusione propagandistica, mediatica e organizzativa del nazismo nel territorio della città.

In italia la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono posizionati quasi in automatico in un macabro fronte negazionista.

A Dresda il partito Cristiano Democratico, proprio quello di Angela Merkel e della massima autorità dell’Unione Europea Ursula Vanderlain, ha fatto analogamente la diga.

Dunque, i grandi partiti di massa di centro e centro destra esplicitano la loro disposizione a tenere come propria cova il fascismo e il nazismo dichiarati, persino in una fase storica di organizzazione diffusa del razzismo che ne costituisce il titolo professionale più vantato.

Esplicitano cioè senza pudore e senza infingimenti la loro complementarietà, la loro parentela e la loro associazione per delinquere con il fascismo stesso.

Ora, poichè è necessario comprendere con quale trapezismo concettuale questo possa essere avvenuto, in quanto potrebbe sussistere anche un plausibile fondamento concettuale, se si indaga su questo si trova che non vi è concetto alcuno, nè a Roma nè a Dresda: concetto alcuno.

E allora?

Allora al posto del concetto è stata formulata una semplice NEGAZIONE linguistica: che non ha senso una commissione parlamentare sul razzismo in quanto non esiste una definizione linguistica di “razzismo” (Matteo Salvini), e che la dichiarazione di una emergenza nazismo a Dresda non ha senso in quanto si fonderebbe su un equivoco linguistico  sul termine “nazismo” (partito di Merkel-Vanderlain).

Come si vede, in entrambi i casi, si tratta solo di una questione linguistica.

Solo di una questione linguistica, quella per cui alla fine, come ebbe a scriverne uno che vi era passato, si muore per un sì o per un no.

Gian Luigi Deiana

 

 
 
 
 
 
 
 

NUORO venerdì 8 novembre 2019 – coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna

Coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna
provincia di NUORO – venerdì 8 novembre 2019 
ore 09.00-13.00 e 15.00-17.00  (con pausa e pranzo sociale)
presso la sede COBAS di NUORO

Comunichiamo che il giorno venerdì 8 novembre 2019, presso i locali della sede COBAS Sardegna di NUORO, in via Deffenu, 35,
è convocato:
 
il COORDINAMENTO RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna della provincia di NUORO dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 17.00.
Dalle ore 13.00 alle 15.00 faremo una pausa con pranzo sociale nelle vicinanze.
 
Nella riunione di coordinamento discuteremo della contrattazione d’istituto, dell’informazione preventiva e successiva, anche alla luce dell’ultimo contratto, del ruolo delle RSU COBAS nonché delle problematiche di inizio d’anno di Docenti e ATA: organici, classi, nomine, assegnazioni, sostituzioni, formazione, piano annuale docenti, piano delle attività ATA, etc..

In particolare su FIS e BONUS docenti analizzeremo il diritto all’ottenimento dell’informazione analitica completa di nomi, attività e cifre erogate anche sulla base delle sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e dei Pronunciamenti della Commissione Accesso agli Atti del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Abbiamo già inviato, recentemente, materiali specifici.

Il pomeriggio lo dedicheremo ai problemi particolari delle singole scuole ed al dibattito non concluso al mattino poiché ci sembra giusto socializzare insieme tutte le situazioni di difficoltà.

Le/gli RSU potranno partecipare con il permesso sindacale RSU (allego modello domanda) e le/i TAS (Terminali Associativi Sindacali) degli Istituti dove non abbiamo RSU (se non liberi dal servizio) potranno chiedere un giorno di permesso per motivi personali (allego anche questo modello).

Ricordo che coloro che non sono stati individuate/i formalmente come TAS e fossero disponibili ad assumere la funzione devono farcelo sapere perchè così potremo tempestivamente inviare la comunicazione di nomina come COBAS Scuola Sardegna ai Dirigenti Scolastici delle scuole di servizio.
 
Si ricorda, comunque, che i Coordinamenti RSU COBAS sono aperti a tutte le colleghe e colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.

Colgo l’occasione per comunicare che analogo coordinamento (RSU e TAS) verrà organizzato il 4 novembre per la provincia di Sassari mentre si è già tenuto (10 ottobre) per Cagliari e Oristano.

Inoltre comunico che da qualche tempo è attivo un nuovo numero telefonico dei COBAS Scuola Sardegna che potrà essere contattato, per consulenze e informazioni, da tutta la Sardegna 3516757132.
Al numero indicato risponderà qualcuna/o dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30 ed il mercoledì e giovedì anche dalle ore 09.30 alle ore 12.00.

Un saluto a tutte/i
per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

INDIZIONE COORDINAMENTO RSU e TAS

NU – coordin. RSU e TAS provincia di NUORO COBAS Scuola Sardegna – 08-11-2019

 

COMUNICAZIONE PERMESSO RSU

comunicazione permesso RSU NU 2019 – COBAS Scuola Sardegna

 

RICHIESTA PERMESSO TAS

permesso retribuito personale – TAS COBAS Scuola Sardegna – NU 08-11-2019

 

SASSARI lunedì 4 novembre 2019 – coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna

Coordinamento RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna provincia di SASSARI

lunedì 4 novembre 2019 ore 09.00-13.00 e 15.00-17.00 
(con pausa e pranzo sociale) presso la sede COBAS di Sassari
 
Comunichiamo che il giorno lunedì 4 novembre 2019, presso i locali della sede COBAS Sardegna di SASSARI, in via Marogna, 26,
è convocato:
il COORDINAMENTO RSU e TAS dei COBAS Scuola Sardegna della provincia di SASSARI
dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 17.00.
Dalle ore 13.00 alle 15.00 faremo una pausa con pranzo sociale nelle vicinanze. 
 
Nella riunione di coordinamento discuteremo della contrattazione d’istituto, dell’informazione preventiva e successiva, anche alla luce dell’ultimo contratto, del ruolo delle RSU COBAS nonché delle problematiche di inizio d’anno di Docenti e ATA: organici, classi, nomine, assegnazioni, sostituzioni, formazione, piano annuale docenti, piano delle attività ATA, etc.
In particolare su FIS e BONUS docenti analizzeremo il diritto all’ottenimento dell’informazione analitica completa di nomi, attività e cifre erogate anche sulla base delle sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato e dei Pronunciamenti della Commissione Accesso agli Atti del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Abbiamo già inviato, recentemente, materiali specifici.
 
Il pomeriggio lo dedicheremo ai problemi particolari delle singole scuole ed al dibattito non concluso al mattino poiché ci sembra giusto socializzare insieme tutte le situazioni di difficoltà.
 
Le/gli RSU potranno partecipare con il permesso sindacale RSU (allego modello domanda) e le/i TAS (Terminali Associativi Sindacali) degli Istituti dove non abbiamo RSU (se non liberi dal servizio) potranno chiedere un giorno di permesso per motivi personali (allego anche questo modello).
Ricordo che coloro che non sono stati individuate/i formalmente come TAS e fossero disponibili ad assumere la funzione devono farcelo sapere perchè così potremo tempestivamente inviare la comunicazione di nomina come COBAS Scuola Sardegna ai Dirigenti Scolastici delle scuole di servizio.
 
Si ricorda, comunque, che i Coordinamenti RSU COBAS sono aperti a tutte le colleghe e colleghi interessate/i e vista l’importanza degli argomenti confidiamo nella massima partecipazione.
 
Colgo l’occasione per comunicare che analogo coordinamento (RSU e TAS) verrà organizzato l’8 novembre per la provincia di Nuoro mentre si è già tenuto (10 ottobre) per Cagliari e Oristano.
 
Inoltre comunico che da qualche tempo è attivo un nuovo numero telefonico dei COBAS Scuola Sardegna che potrà essere contattato, per consulenze e informazioni, da tutta la Sardegna 3516757132.
Al numero indicato risponderà qualcuna/o dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 19.30 ed il mercoledì e giovedì anche dalle ore 09.30 alle ore 12.00.
 
Un saluto a tutte/i
per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua
 

SS – coordin. RSU e TAS provincia di SASSARI COBAS Scuola Sardegna – 04-11-2019

 

comunicazione permesso RSU 2019 – COBAS Scuola Sardegna

 

rich. permesso retribuito personale – TAS COBAS Scuola Sardegna SS – 04-11-2019

 
 

CORTEO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA NELLA SIRIA DEL NORD – CAGLIARI 2 NOVEMBRE 2019 PIAZZA GARIBALDI – ORE 15.30

2 NOVEMBRE 2019 CAGLIARI
PIAZZA GARIBALDI – ORE 15.30
CORTEO DI SOLIDARIETA’ CON LA RESISTENZA NELLA SIRIA DEL NORD – #RISEUP4ROJAVA

I COBAS Sardegna aderiscono al corteo del 2 novembre a Cagliari e chiedono a tutte/i di partecipare per manifestare la nostra solidarietà con il popolo Curdo e con tutto il Rojava attaccati brutalmente dall’assassino Erdogan.

Il 9 Ottobre, alle 4 del pomeriggio, l’armata di occupazione Turca e i suoi alleati islamisti hanno cominciato la guerra di aggressione preparata ormai da tempo contro le zone liberate della Siria settentrionale.

Alle ore 16:00 del 9 Ottobre, le bombe caddero sulle persone nelle città e nei villaggi al confine. Le milizie Jihadiste hanno cominciato la loro avanzata guidate dall’esercito Turco e hanno provato a penetrare nella zona di confine.

La Turchia parla di un’”operazione militare”, orientata alla “messa in sicurezza” delle loro frontiere tramite un cosiddetto “corridoio di pace”, ma in realtà l’esercito Turco, e i mercenari islamici alle loro dipendenze, sono interessati a occupare le zone prevalentemente abitate dal popolo Curdo lungo il confine Siriano-Turco.

Il regime di Ankara parla di “lotta contro il terrorismo” e dichiara che la sua guerra di aggressione non sia una guerra contro i civili, ma i bombardamenti indiscriminati sui villaggi, i saccheggi, le deportazioni di centinaia di migliaia di persone, le esecuzioni sommarie e il brutale rapimento di centinaia di civili rende chiaro quale sia la realtà.

Mentre prosegue il conflitto contro la Siria settentrionale, Erdogan si mostra sempre più interessato alla pulizia etnica tramite l’espulsione violenta di milioni di abitanti e la colonizzazione a lungo termine di tutta la regione.

Nel Nord della Siria, tra le ombre della guerra civile siriana, è nato un progetto rivoluzionario, democratico e sociale che nel corso di questi sette anni è sempre stato la spina nel fianco delle potenze locali e degli stati imperialisti.

Le comunità nel Nord-Est della Siria si sono autoorganizzate creando un’oasi di pace, fondata sulla coesistenza di tutti i gruppi etnici della popolazione locale, l’emancipazione della donna, un’economia ecologica e democrazia radicale.

La Federazione Democratica della Siria Nord-Orientale è diventata esempio vivente di un futuro pacifico e democratico per il Medio Oriente, andando al di là dei dispotismi locali e il dominio straniero.

Finalmente, le forze difensive dei popoli della Siria Nord-orientale, le Syrian Democratic Forces, sono riuscite a schiacciare gli ultimi rimasugli del califfato islamico ISIS, appoggiato dai Turchi.

Oggi le milizie Islamiste, di cui la maggior parte guerrieri dell’ISIS e di al-Qaeda, stanno di nuovo avanzando con l’occupazione Turca in Siria settentrionale seminando paura e terrore.

Gli stati della Coalizione Internazionale, e soprattutto gli Stati Uniti d’America, hanno aperto la strada all’aggressione militare Turca con il ritiro coordinato delle loro truppe.

Hanno tradito i loro alleati lasciando distruggere e sacrificare i popoli della Siria Nord-orientale per i loro sordidi interessi.

Gli Stati del mondo hanno concordato di chiudere gli occhi mentre l’esercito di occupazione Turco e i suoi Jihadisti stanno commettendo un genocidio con armi della NATO.

Noi però non staremo fermi a guardare in silenzio i massacri quotidiani che stanno avvenendo e che il mondo guarda indifferente. Solo un ampio e forte movimento anti-militarista potrà fermare questa guerra.

Proprio come le persone invadevano le piazze e le strade contro la guerra del Vietnam o l’invasione Americana in Iraq nel 2003, le coscienze dell’umanità dovranno risvegliarsi per ribellarsi alle barbarie Turche in Siria settentrionale.

Il 1 Novembre 2014 milioni di persone su tutto il globo sono scese in strada per esprimere la loro solidarietà con l’eroica resistenza di Kobanê.

Il 2 Novembre di quest’anno vi chiamiamo ad unirvi alla opposizione mondiale contro la guerra di aggressione Turca, per spezzare la normalità e paralizzare la vita quotidiana.
Create e partecipate ad azioni di disobbedienza civile, manifestazioni e tanto altro, e riempite le strade e gli spazi pubblici.

Finché il massacro continuerà, la resistenza non dovrà morire.

Per questo la Rete Kurdistan Sardegna chiama per il 2 Novembre, a Cagliari, in Piazza Garibaldi, una grossa manifestazione per ribadire la solidarietà delle sarde e dei sardi con i popoli della Siria del nord e per ribadire la nostra contrarietà ad ogni tentativo di genocidio o sostituzione etnica.

 

EVENTO facebook su Rete Kurdistan Sardegna

https://www.facebook.com/events/551013062312718/?ti=cl

 

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