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Comunicato del 21 agosto 2017 – Aggiornamento su situazione dei fuori sede

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LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEI FUORI SEDE

nessuna novità dal MIUR da Roma, nonostante i diversi appelli inviati dai docenti trasferiti fuori provincia o addirittura lontano dalla propria regione. Di conseguenza, non ci sono novità dalla Direzione Scolastica regionale della Sardegna 

Si prospetta drammatica la posizione di chi è fuori provincia o addirittura fuori Sardegna. 

Senza la possibilità di essere impiegati su posto di sostegno per chi è privo di specializzazione, diventa improbabile tornare vicino alla propria residenza. 

Si teme ragionevolmente che solo poche persone possano ottenere l’avvicinamento, a partire da colori che fruiscono di una precedenza (altro…)

Immissioni in ruolo ATA

dopo tanta propaganda su assunzioni ata è stata pubblicata la tabella suddivisa per regioni e provincie. Viene inserito in pianta stabile un numero irrisorio di personale.
  viene immesso in ruolo un Assistente Amministrativo ogni otto scuole circa e dopo anni di tagli solo 3600 Collaboratori Scolastici.
i dsga non coprono i posti vacanti e si continuerà ad assistere a segreterie rette da reggenti.

Pubblichiamo le tabelle, suddivise su base nazionale e regionale (altro…)

Trasferimenti provinciali e interprovinciali personale ATA e Utilizzazioni – Sardegna

Si comunica che, in data odierna, il MIUR, nella propria rete Intranet, ha messo in linea gli esiti dei trasferimenti e dei passaggi di profilo relativi al personale ATA per l’a.s. 2017-2018. Ciascun interessato può conoscere il risultato della propria domanda presentata consultando la tabella allegata.
Dal 10/8/2017 al 21/08/2017 sarà inoltre possibile per il personale ata interessato fare domanda di utilizzazione, le domande vanno compilate nel modello allegato e presentate in forma cartacea 

ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
AMBITO TERRITORIALE PROVINCIALE

personalmente o per mezzo raccomandata

per i Cobas Scuola Sardegna

Bruno Firinu

Manifestazione 7 agosto e incontro con l’assessore Dessena

incontro-6 agostoIeri 7 agosto 2017, nonostante il caldo infernale, si è svolta a Cagliari una manifestazione promossa dell’onorevole Mauro Pili e dalla Uil scuola  per il rientro dei docenti sardi che hanno dovuto accettare la titolarità fuori provincia e fuori regione. Per loro si apre lo spettro di un trasferimento con costi esistenziali ed economici insostenibili. Alla manifestazione che si è conclusa all’Assessorato regionale dell’istruzione ha partecipato anche in gruppo dei cobas. Alla delegazione che è stata ricevuta dall’assessore Dessena ha partecipato in rappresentanza dei cobas Claudia Atzori.  Eccone la una breve sintesi (altro…)

I colleghi trasferiti fuori provincia o fuori regione devono poter tornare a casa.

In questi giorni la direzione scolastica regionale Sarda e i 4 uffici scolastici territoriali stanno procedendo con le nuove immissioni in ruolo. Queste immissioni sono state fatte sui posti disponibili che sono stati sottratti alla disponibilità dei trasferimenti interprovinciali. Ciò è avvenuto per chiara volontà governativa, volontà che ha trovato l’avvallo dei sindacati di Stato che, come lo scorso anno avevano firmato un contratto sulla mobilità che grida ancora vendetta, così quest’anno (altro…)

Libia: Macron umilia Governo Gentiloni – di Antonello Boassa

macronL’aggressione della Libia nel 2011 aveva per lìimpero francese almeno tre obiettivi 1) abbattere, secondo la Banca Mondiale, “il più alto tenore di vita in Africa” che faceva registrare “alti indicatori di sviluppo umano”, tra cui l’accesso all’istruzione primaria e secondaria ed un iter assistito a quella universitaria, e allo stesso tempo bloccare la nascita di tre istituti finanziari in Libia, in Nigeria, in Camerun che avrebbero dato vita ad una moneta africana, fondata sull’oro, che avrebbe travolto il Franco africano, moneta circolante nei Paesi francofoni, ma controllata dalla Banca cenrale francese 2) attraverso la distruzione dello stato libico sciamare nel sud, nella regione del Fezzan, dove addestrare bande terroriste per creare caos in Mali e nella repubblic centrafricana, giustificare così l’intervento dell’esercito con conseguente colpo di stato 1* e riappropriarsi di minerali preziosi quali l’uranio 3) strappare all’Italia i privilegi di cui godeva nelle relazioni commerciali e nelle concessioni petrolifere in Libia. Giustamente osserva Alberto Negri, brillante giornalista del Sole24ore ” Forse non è un caso che nel 2011, nella guerra contro Gheddafi, fossero inseriti dai nostri alleati i terminali dell’Eni in Libia tra gli obiettivi da bombardare ( come testimoniano l’ex ministro degli esteri Frattini e il capo di stato maggiore Camporini)”2*. Due alti rappresentanti dello stato italiano complici o silenti sulla distruzione di beni economici italiani! Del resto il grande statista Giorgio Napolitano non profferì”L’Italia aderisce al piano d’intervent della coalizione sotto guida Nato”? Anche il conte Gentiloni, successivamente, a linciaggio avvenuto, sentì l dovere di dire la sua “Gheddafi. Abbatterlo era una cosa sacrosanta”.

Una tragedia immane non solo per la Libia ma per tutta l’Africa che avrebbe avuto grazie alla spinta della Libia una crescita economica e sociale rilevante, il che non sarebbe stata una cosa buona per l’Unione Europea che preferisce un’Africa povera e disperata. Non ci sarebbero ora centinaia di migliaia di disperati costretti a rischiare la vita nel Mediterraneo e a subire umilazioni nei Paesi d’approdo. Ricordo che con Gheddafi lavoravano due milioni di Africani. Spariti dopo l’assassinio del colonnello.
Osserva puntualmente Alberto Negri ” La sconfitta(di Gheddafi) è stata è la più devastante debacle italiana del dopoguerra”3*
Ed io personalmente dico ” non sarebbe giusto allora incriminare per alto tradimento molti dei Papaveri che hanno voluto la guerra a favore della Francia e contro gli interessi italiani?”

Macron, che ora si atteggia a successore di Napoleone4) e non certo di Hollande e di Sarkozy, è intervenuto a gamba tesa contro l’Italia(ma direi anche contro la germanizzata Unione Europea) invitando a Parigi il 25 luglio Al Serray leader fantoccio inventato dall’Onu e dalla UE sotto la protezione del governo italiano( in effetti non controlla pienamente neanche Tripoli, nonostante le bande qaediste armate dall’Italia) e il potente generale Khalifa Haftar che controlla i più ricchi giacimenti (petrolio e gas) e gran parte della Cirenaica (ad eccezione di Misurata e di Derna), riconosciuto da Egitto e Russia 5* e con buoni rapporti ovviamente con la Francia.

Non invitare l’Italia all’incontro con i due leader libici non è solo “uno sgarbo” all’Italia che Macron vuole emarginare dalle succulente risorse della Libia ma a tutta la “comunità internazionale” che aveva indicato l’Italia pro tempore come supervisoreper lo meno della situazione a Tripoli.
Macron vuole invitare i due ad un governo unico( anche l’Onu è interessato a tale soluzione) ponendo però il suo sigillo. Soluzione difficile e Macron lo sa ma vuole evidenziare il suo impegno perché vengano tutelati gli interessi di entrambi i contendenti. Alfano, immediatamente, annusando l’aria, è corso da entrambi. Ma. povera stella, non sarà a Parigi(se non in qualità di osservatore). L’unico che potrebbe partecipare,se lo gradisse, è Donald Trump. Imperatore sì Macron ma non invasato. Mai contro gli States.

E’ difficile pronosticare gli esiti dell’incontro a Parigi.Certo è che Al Serray non si fida di Haftar e del suo esercito. Non dimentica che è stato a suo tempo un gheddafiano e che i gheddafiani hanno risollevato la testa e che molti di loro pensano di poter avere un ruolo politico nella futura Libia con Khalifa Haftar. Il generale,dal canto suo, ha voluto dimostrare fraternità e solidarietà offrendo a Tripoli il petrolio dela Mezzaluna strappato alle tanta bande che ne impedivano estrazione e trasporto. Un gesto intelligente che vuole dimostrare come il generale non voglia che il bene del popolo. Potremmo assistere a elezioni, a un referendum. Haftar è disposto- l’ha detto pubblicamente- a lasciare la divisa militare, a patto che sia lui a diventare il Presidente della Libia. Non gli mancherà l’appoggio interessato di Macron e, forse con il solito ritardo, quando i buoi saranno usciti dalle stalle, anche del governo(!?) italiano(!?)

Unificazione della Libia? Forse con l’aiuto dei gheddafiani (i militanti sono decine di migliaia)?6* Ma la somalizzazione della Libia che era stata tenuta sotto controllo da Gheddafi, è in stato avanzato, particolarmente nel Fezzan…Non so se il futuro
presidente della Libia riuscirà nell’impresa perché i più ostinati avversari di una Libia unita e forte sono molti, avidi, agguerriti e senza scrupoli e sono al di là del mare.
NOTE
1)Tre articoli del sottoscritto ” Mali, Repubblica centrafricana,ricolonizzazzione francese teleguidata dal comando usa Africom in “una parola contro le guerre” 22/27/30 dicembre 2013
2) Alberto Negri “Diplomazia del gas contro le guerre” Il Sole24 ore, 22/7/17
3) Alberto Negri, testo cit.
4) Macron ha voluto visitare la tomba di Napoleone assieme a Donald Trump come a indicare l’antica grandeur della Francia e la volontà di restituire alla Francia i fasti di un tempo, proprio con la sua persona, ora Presidente della Francia ed un giorno Presidente d’Europa con tutti i poteri
5) Senza dimenticare i progetti miliardari d’investimento, in particolare nelle aree portuali e aeroportuali della Cirenaica da parte dell’Impero celeste
6) Vedi in proposito sui gheddafiani e sulle loro divisioni politiche “Tunisie secret” 12/11/16 in “Aurora”

Appello di Zanotelli ai giornalisti italiani

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.

Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo.
        Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
        Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
        So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
        Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.
        È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
        È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
        È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
        È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
        È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
        È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
        È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
        È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
        È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
        È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
        È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?
        Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace.

La deriva stragista dell’Unione Europea

barcone-immigratiNon sono un fenomeno transitorio e non si tratta di un’emergenza: i flussi migratori che lambiscono marginalmente le coste europee sono inarrestabili.

La diffusione di conflitti armati, lo sfruttamento selvaggio di tutte le risorse disponibili da parte di imprese multinazionali, l’estremo degrado dell’ambiente hanno reso invivibili intere regioni dell’Africa e dell’Asia, da cui si originano flussi migratori che nessuno potrà mai arrestare.

Per avere qualche speranza di salvezza (altro…)

Mobilità DS Sardegna 2017-2018

Pubblichiamo il decreto dell’USR Sardegna ed i tre allegati con le operazioni di mobilità dei Dirigenti Scolastici della Sardegna per l’a.s. 2017/2018.

Negli allegati sono indicati i mutamenti di sede e le conferme nonché le sedi prive di titolare ds assegnare in reggenza.

 

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

Rapporto Invalsi 2017

no-invalsi-5Rapporto INVALSI 2017: la Sardegna é ULTIMA!!! Però la Sardegna é PRIMA nel BOICOTTAGGIO degli insulsi e dannosi QUIZ grazie agli scioperi ed alla lotta dei COBAS e degli studenti e dei genitori che hanno compreso l’inutilità di questo costoso baraccone che NON ha alcuna valenza scientifica.

 

Alleghiamo l’integrale rapporto Invalsi 2017 e un areticolo de L’Unione Sarda di Mauro Madeddu

per i COBAS Scuola Sardegna –
Nicola Giua

 

Doddore – di Gian Luigi Deiana

DODDORE
(sciacalli in corsa, per una morte che non muore)

in queste ore è capitato a me come a molti (virtualmente tutti i sardi, in quanto la notizia della morte di doddore meloni è riportata nelle prime pagine) di cercare un punto di equilibrio tra lo sgomento personale e le liquidazioni d’ufficio;

nella condizione della morte lo sgomento è sempre di difficile significato: è dato da una morte che non vuole morire, e che “non deve” morire; quindi per quanto mi riguarda questo sgomento durerà, perché deve durare: e penso che per tutti noi dovrebbe essere così, anche a prescindere dal corpo che ne è stato sopraffatto e dalle strade della sua vita;

nella condizione di una morte come questa le liquidazioni d’ufficio sono sempre d’obbligo e ricopiano sempre un protocollo da obitorio, quello del referto medico e quello del referto giudiziario: la cartella del giudice si chiude con lo stesso secco rumore delle casse refrigerate: è un modo di organizzare le cose, finalizzato essenzialmente a che le cose continuino a essere organizzate così e la chiusura della cassa sia la fine della domanda: perché avete fatto questo?

fin qui ci siamo: ma a che titolo vengono rilasciate dichiarazioni da parte di vacue figure politiche, in genere mezze calzette di espressione pd, sulla vicenda di doddore meloni? che senso ha deviare la questione essenziale (il fatto che sia morto di carcere in soli sessantasei giorni, a sangue freddo e per futili motivi) adducendo rilievi sciocchi sul suo modo di prendere la vita, la società e la politica? che senso ha affermare in una pubblica dichiarazione che gramsci sì era un prigioniero politico, ma doddore meloni no? e se io dicessi che tutta la sardegna è da trecento anni un prigioniero politico, che senso avrebbe disseppellire l’immaginetta di gramsci o chi per lui, da parte di questi qui?

la repubblica italiana è dotata di una costituzione che impegna le sue istituzioni a che ogni soggetto possa disporre di tutti gli strumenti per la libera espressione del suo pensiero: ogni soggetto, non solo gramsci, o mandela o pantani: ogni soggetto, ivi compresi i sardi allorquando si schifano di far parte di uno stato come questo, uno stato che ha il coraggio di tutto, dal fare leggi razziali al non abiurale mai, di tutto meno che di fare il conto dei conti in sospeso;

sarebbe inutile qui fare questo conto, non perché non basti la spazialità della registrazione elettronica, ma perché è del tutto inutile ragionare con asini politici;

qui è necessario partire dalla risoluzione carceraria, e non raramente anche dalla risoluzione omicida, su domande a cui l’asineria politica crede di non dover rispondere mai: ricordate l’asino beppe pisanu, ministro plenipotenziario e teorico del teorema dell’anarco-insurrezionalismo? dove è finito costui e dove è finito il suo teorema? quanta gente e quante famiglie hanno avuto rovinata la vita per questo asino elevato al quadrato?

la politica italiana, come tante altre, è in mano a degli asini; ma gli asini più elevati al quadrato sono gli asini italiani sardi: e beppe pisanu ne è l’esempio più recente; ma che ne dite di cossiga? che ne dite della giostra giudiziaria della vicenda arcadia? che ne dite del caso bellomonte? che ne dite del caso piliu? e se proprio vogliamo uscire di qui, che ne dite di valpreda, di pinelli e viceversa delle stragi di stato e degli assassini di giornalisti e delle archiviazioni dopo anni di vilipendio delle vittime e di menzogne al popolo italiano?

bene, qui inizia il problema delle menzogne al popolo sardo.

Manifestazione del 30 giugno a Cagliari – del Cagliari Social Forum

csfAl Prefetto di Cagliari
  e p. c.
Al  Questore di Cagliari
Al Sindaco di Cagliari
Agli Organi d’Informazione

Oggetto :  Manifestazione del 30 Giugno a Cagliari

Premesso che :
•    È  vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; XII disposizione transitoria e finale , comma 1 della Costituzione;
•    È reato l’apologia del fascismo ; legge 20 giugno 1952 N° 645, art. 4 , detta anche legge  Scelba;
•    È  reato la discriminazione razziale,  etnica e religiosa; Legge N° 205 25 giugno 1993 art.1, detta anche legge Mancino;
Il Cagliari SocialForum  esprime indignazione per l’autorizzazione  a manifestare il 30 giugno 2017 concessa al Movimento Sociale Sardo.
Dalle frasi riportate nella locandina della manifestazione, dai commenti su Facebook, doveva apparire evidente che la manifestazione avrebbe assunto il carattere che poi ha assunto: un carattere razzista, xenofobo, di odio etnico, nonché di esaltazione del fascismo in aperto contrasto con l’art. 1 della Legge N° 205  del 25 giugno 1993 ( recante materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa) e con l’art. 4 della Legge  N° 645 del 20 giugno 1952 nonché con i Principi fondamentali della Costituzione.
Il Cagliari Socialforum fa inoltre presente che le manifestazione indette, regolarmente comunicate, contro le basi militari , la guerra, la fabbrica di bombe sono state negate e sottoposte a restrizioni intollerabili, tali da vanificare le manifestazioni stesse e mortificare e criminalizzare i partecipanti, con episodi di violenta repressione attraverso  cariche ingiustificabili e mirate.
Vogliamo ricordare la vergogna dei fogli di via e i vari provvedimenti di restrizione della libertà delle persone, allo scopo  di criminalizzare e vanificare la grande manifestazione a Teulada del 2015.
Vogliamo ricordare un sit-in in via Torino, in data 1 Aprile 2016 contro la guerra in Libia e contro le basi, regolarmente comunicata, ma non autorizzata con la ridicola motivazione  dell’intralcio al traffico e alla circolazione.   Per non essere di intralcio al traffico, sono stati transennati, con adeguata e blindata custodia, tutti gli accessi a via Torino con conseguente blocco  di tutto il traffico nelle zone adiacenti.
Questi sono solo alcuni degli innumerevoli esempi. Da sottolineare che in tutti questi casi abbiamo manifestato in “difesa” dei principi costituzionali.   
 Chiediamo sino a che punto possa arrivare la vostra “ discrezionalità” .
Vi chiediamo, infine, quali sono state  le motivazioni che hanno consentito lo svolgimento di una manifestazione che fin dalla sua “adunata” portava i germi del carattere  razzista, xenofobo e fascista in aperto ed evidente contrasto con le leggi e i principi fondamentali della costituzione.
Restiamo in attesa di una risposta.
f.to
Il Cagliarisocialforum.

delibere in Sardegna CONTRO LA CHIAMATA DIRETTA dei DOCENTI da parte dei PRESIDI

Aggiornamento delle delibere dei Collegi Docenti in SARDEGNA (aggiornato al 5 luglio)

Nell’ultimo periodo in Sardegna si sono tenuti diversi Collegi Docenti che hanno bocciato, tanti all’unanimità, i criteri per la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi prevalentemente sulla base della mozione COBAS.

Abbiamo avuto comunicazione da molti Istituti ma ci mancano ancora un po’ di notizie da parte di Circoli Didattici, Scuole Medie e Istituti Comprensivi mentre la stragrande maggioranza delle scuole superiori deve ancora discuterne.
Si Invitano ancora tutte/i a fornire tempestiva comunicazione di nuove delibere nei vostri Istituti perché é importante sapere se i Collegi iniziano a dare un segnale di “esistenza in vita”, respingendo la chiamata diretta e bocciando i criteri predeterminati, decisi da MIUR e sindacati firmatari complici, anche perché queste notizie danno più forza a coloro che devono ancora deliberare.

Inoltriamo l’elenco aggiornato degli Istituti che hanno approvato la nostra mozione sull’argomento o che, comunque, non hanno approvato alcun requisito per la chiamata diretta. (altro…)

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