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La SOLUZIONE INIZIALE: gli oblii del giorno della memoria – di Gian Luigi Deiana

La SOLUZIONE INIZIALE:

gli oblii del giorno della memoria

di Gian Luigi Deiana

 

I calendari di questa contemporaneità abbondano di ecumeniche giornate di edificazione: giornate dell’infanzia e giornate della donna, giornate degli innamorati e giornate dei lavoratori ecc., quasi giusto che sia così, quasi. Dipende da che fiori vi possono nascere nel tempo.

Il giorno della memoria non è soltanto importante, è una ricorrenza carica di sacralità.

Questo comporta il rischio di una implicita scontatezza e di una sacrale ovvietà.

Invece, per entrarvi dentro, è letteralmente necessario uscirne fuori: uscire dalla gabbietta calendaristica e perdersi appena più in là.

Il giorno della memoria, in senso stretto, ricorda quel 27 gennaio del 1945 nel quale le prime avanguardie dell’armata rossa entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz e vi scoprirono lo scempio: quello scempio è passato alla storia con la denominazione ebraica di Shoah, ovvero con la denominazione universale di olocausto.

Il significato di questi termini affonda nell’archetipo religioso del sacrificio ed è universalmente noto: ma che c’entra il sacrificio, che l’umile compie nel nome di Dio, con lo sterminio, che il superbo compie contro ogni pensabile divinità?

È evidente che tutta quella allucinante vicenda, di per sè nemmeno narrabile, ha trovato espressione proprio in un trascinamento paradossale della significazione linguistica: proprio il popolo del sacrificio, il popolo del monoteismo che agli albori della storia aveva ripudiato gli idoli, era diventato esso stesso l’animale sacrificale.

Questa spaventosa inversione, da soggetto sacrificante ad oggetto sacrificato, si è verificata quando il regime hitleriano ha deciso di intraprendere “la soluzione finale”.

La totalità (“olos” in lingua greca) in quanto totalità dello sterminio comporta letteralmente l’incenerimento di ogni vivo (“kaustos”, bruciare).

L’assassino e la vittima si incontrano in questa spaventosa significazione, far sparire i corpi col fuoco.

Anche senza entrare nelle etimologie, tutti nel giorno della memoria sappiamo più o meno tutto questo, e tutti portiamo il nostro sgomento alla soglia di comprensione della cosiddetta “soluzione finale”: ma disgraziatamente ci fermiamo qui, mentre è esattamente da qui che bisogna partire.

Oltrepassare la soglia dello sgomento, la soglia delle torrette e dei camini: in quanto “finale” questo orrido risultato non è comparso per un qualche perverso prodigio degli inferi, è stato invece l’esito di un processo integralmente e civilmente umano.

Un esito coerente, maturato nel tempo e variamente condiviso dalla pulsione di morte che convive con noi di soppiatto, a lungo, pronta per il suo momento.

Il suo momento è quando l’autocompiacimento del mio male si trova a suo agio nel malanimo di massa, e il malanimo di massa vede riflessa la propria immagine in una presenza fisica, personalizzata, onnipresente, urlata e bestemmiata del potere.

Quella e solo quella è “la soluzione iniziale”.

Non è necessario essere grandi geni della politica per capire che non vi può essere alcuna “soluzione finale” senza quel primo passo nell’inferno, la “soluzione iniziale”.

È comprensibile il fatto che poi, quanto alla memoria, solo la catastrofe terminale resti impressa con le sue immagini, i suoi luoghi e i suoi nomi.

Ma questo esito inebria inevitabilmente l’immaginario e ingabbia nelle sue icone di filo spinato la riflessione.

Fa quasi passare sotto traccia, come sia stato solo un aneddoto secondario, il fatto che l’intento della risoluzione totale fosse già ben chiaro fin dall’inizio, e che le ragioni di impedimento non derivarono mai da un qualche sussulto di carattere morale, costantemente impedito dal latrare dei cani, o anche solo da una semplice controindicazione di carattere politico: derivarono piuttosto da considerazioni di carattere tecnico, la laboriosità di organizzare i treni con requisiti di routine e  la tecnologia necessaria a dissolvere con una corrispondente celerità milioni di cadaveri.

La vera identità di tutto quel ventre, in cui la catastrofe è stata tanto a lungo tenuta in grembo, viene dimenticata, come ne viene offuscata la dimensione e la varietà.

La cognizione che il respingimento e il desiderio di disintegrazione non siano stati e non siano un’ esclusiva della paranoia tedesca, scompare dal discorso pubblico e si deposita tutt’al più come un’ombra, un generico retropensiero.

Eppure, solo per fare un esempio, le bande che nelle nostre domeniche inneggiano ai forni durante le partite di calcio e riportano di notte i simboli sui muri sono figlie di una concretissima rete di deportazioni e di campi di assassinio in opera allora, e di una visione del mondo mappata per razze, diritti di colonia, pratiche genocide e “spazi vitali”: la visione del mondo connaturata, in nuce, ad ogni tipo di imperialismo.

Entrare nel giorno della memoria significa attraversarlo, per uscirne dall’altro lato: capire come tutto è iniziato, e chi e come, allora e oggi, può dirsi senza peccato.

LA  COLPA AL TERMOMETRO una osservazione sulla discriminazione scolastica – di Gian Luigi Deiana

LA  COLPA AL TERMOMETRO

una osservazione sulla discriminazione scolastica 

di Gian Luigi Deiana

 

In questi giorni si è fatto un sacco di chiasso sul report di una scuola romana riguardante il bacino di provenienza dei propri alunni ed in particolare la relativa estrazione sociale. 

Questo genere di report si chiama in sigla “RAV ed è richiesto dalla norma, poi dipende da come lo si scrive.

Come succede per i referti clinici, la forma espressiva può essere anche antipatica, indebita o addirittura stupida, ma se hai la cirrosi epatica la colpa non è del medico che te lo dice, per quanto stupidamente lo possa fare, o più semplicemente, se hai la febbre la colpa non è del termometro.

Dunque qui si rende necessario, per non fare chiassate rumorose quanto vuote, reimpostare due questioni: la questione RAV (il Rapporto di Autovalutazione di Istituto) e la questione discriminazione sociale (la selezione classista nella scuola). 

La questione RAV (la disciplina dello stesso).

Questa è in fondo la più semplice: in primo luogo dovrebbe essere un documento interno, non pubblico, e motivato esclusivamente per garantire una diagnosi sulla condizione presente e una comparabilità con le situazioni passate, e finalizzato a registrare, insieme alle criticità, i modi opportuni per correggerle.

La questione di sostanza.

La discriminazione sociale nella scuola, cioè nello spazio di società deputato per definizione e per legge a contrastare la selezione classista, è tale a prescindere da qualsivoglia RAV, comunque venga scritto.

Si tratta della criticità numero uno e notoriamente del carattere strutturale della scuola italiana. 

La questione reale va dunque formulata così: è in corso nella società italiana una radicazione della differenza di classe oppure no? 

E se lo è, da quando e in relazione a cosa il ritmo se ne è accentuato? 

Il fallimento o l’impotenza della scuola nella correzione di tale stortura si autogenerano nella scuola stessa o sono correlati con la precarietà familiare, la disoccupazione, i livelli salariali, l’accesso alla cultura, le aspettative di mobilità sociale in genere? 

O ci si può illudere che tutto dipenda dalla superficialità espressiva di una preside del quartiere Monte Mario di Roma?

Radio Onda Rossa – Il RE (Registro Elettronico) è nudo. Intervista ad Andrea Scano

Radio Onda Rossa
Il RE (Registro Elettronico è nudo).
Intervista ad Andrea Scano
martedì 14 gennaio 2020

 

http://www.ondarossa.info/search/content?keys=Registro+elettronico

seminario CESP a NUORO 17 gennaio 2020 “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a NUORO 17 gennaio 2020

Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario è gratuito e aperto a tutte/i le/i cittadine/i e si terrà a:

NUORO: venerdì 17 gennaio 2020

dalle ore 08.30 (iscrizioni) alle ore 13.30

AUDITORIUM Biblioteca “S. Satta” 

piazza Asproni, 8 NUORO

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, la domanda di esonero ed il modulo di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

INFO:

3383505994 – 0784254076 – 3516757132 – 3497836178

 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

 

INFO ai DS seminario CESP Sardegna NUORO 17-01-2020

 

programma seminario CESP Sardegna a NUORO 17-01-2020

 

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

(modulo iscrizione in word)

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

 

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

(richiesta esonero in word)

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

 

LOCANDINA CESP Sardegna La maestra muta – NUORO 17-01-2020

 

Arrestata Nicoletta Dosio insegnante e attivista NOTAV che ha scelto il carcere con dignità e coraggio

Stasera è stata arrestata la nostra collega Nicoletta Dosio, docente di antichità classiche in pensione, per aver difeso strenuamente la sua terra contro il TAV.
È stata condannata ad un anno di reclusione per aver lottato contro il TAV e, con dignità e coraggio, ha rifiutato gli arresti domiciliari scegliendo di andare in carcere.

Sempre NOTAV e solidarietà ed affetto nei confronti di Nicoletta.

Una vergogna italiana.

 

COBAS Scuola Sardegna

 

Video con Nicoletta Dosio – da Repubblica Torino

https://www.google.com/amp/s/torino.repubblica.it/cronaca/2019/12/30/news/va_in_carcere_nicoletta_dosio-244658824/amp/

 

Val di Susa, arrestata la 73enne No Tav Nicoletta Dosio: i militanti bloccano l’auto dei carabinieri

https://www.google.com/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/30/val-di-susa-arrestata-la-73enne-no-tav-nicoletta-dosio-tensione-a-bussoleno-tra-cittadini-e-carabinieri/5644048/amp/

TGR RAI Sardegna domenica 29 dicembre 2019 edizione delle ore 19.30 – servizio su sospensione Andrea Scano

TGR RAI Sardegna
domenica 29 dicembre 2019
edizione delle ore 19.30

Andrea Scano maestro sospeso dall’insegnamento perché è una persona seria ed un insegnante coscienzioso.

 

COBAS Scuola Sardegna

 

https://drive.google.com/folderview?id=1Kn2Sn8FAISxnnHh4L1C7wf_YNVGaanID

La Repubblica 29 dicembre 2019 – Andrea Scano punito perché si ribella al registro elettronico

da La Repubblica (pag.23)
domenica 29 dicembre 2019

Andrea Scano punito perché si ribella al registro elettronico.

COBAS Scuola Sardegna

 

 

quarto procedimento disciplinare contro il maestro Andrea SCANO perchè non utilizza il registro elettronico – SOSPESO dal lavoro durante le festività natalizie – articolo sull’Unione Sarda e servizi vari on line

COBAS Scuola Sardegna

COMUNICATO STAMPA – 28 dicembre 2019

 

L’Amministrazione Scolastica avvia il quarto procedimento disciplinare nei confronti del maestro Andrea Scano che non utilizza il registro elettronico, ma non fornisce alcuna risposta sulle denunciate problematiche di violazione della privacy e sulla protezione dei dati delle/degli studenti.

E intanto viene sospeso dal lavoro, per 11 giorni, durante le festività natalizie.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

com. stampa COBAS – quarto procedimento disciplinare A.Scano

 

 

La REPUBBLICA on line

Scuola, sospeso maestro elementare che si rifiuta di usare il registro elettronico per ragioni di privacy

https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/cronaca/2019/12/28/news/scuola_maestro_contro_il_registro_elettronico_per_via_della_privacy_sospeso-244536056/amp/

 

 

SARDINIAPOST

Battaglia contro il registro elettronico: sospensione dello stipendio al maestro.

https://www.sardiniapost.it/cronaca/battaglia-contro-il-registro-elettronico-sospensione-dello-stipendio-al-maestro/

 

 

da Tecnica della Scuola

Registro elettronico, docente che lo ritiene illegittimo viene sanzionato – di Lucio Ficara – 29/12/2019

https://www.tecnicadellascuola.it/registro-elettronico-docente-che-lo-ritiene-illegittimo-viene-sanzionato

 

La Nuova Sardegna

Cagliari, rifiuta il registro elettronico: maestro sospeso per la quarta volta.

https://www.google.com/amp/s/www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2019/12/28/news/cagliari-rifiuta-il-registro-elettronico-maestro-sospeso-per-la-quarta-volta-1.38262998/amp/

 

Cagliaripad

Rifiuta registro elettronico, nuova sospensione maestro sardo

https://www.cagliaripad.it/430388/rifiuta-registro-elettroniconuova-sospensione-maestro-sardo

 

 

SKYTG24
Cagliari, maestro contrario al registro elettronico per tutelare la privacy: sospeso

https://tg24.sky.it/cronaca/2019/12/28/cagliari-maestro-sospeso-registro-elettronico.html

 

 

L’Unione Sarda on line

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2019/12/28/rifiuta-il-registro-elettronico-un-altro-procedimento-contro-il-m-136-969292.html

 

 

L’UNIONE SARDA sabato 28 dicembre 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

seminario CESP a NUORO 17 gennaio 2020 “LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“

SEMINARIO CESP in SARDEGNA a NUORO 17 gennaio 2020

Comunichiamo che il CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna, ha organizzato un SEMINARIO di FORMAZIONE aperto a tutto il personale Docente, ATA e Dirigente, delle scuole/istituti di ogni ordine e grado ed alle/agli Studentesse e Studenti degli Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado, sul tema:

“LA MAESTRA MUTA: l’oscuramento della storia Sarda e la costruzione della coscienza storica subalterna“.

Il seminario si terrà a:

NUORO: venerdì 17 gennaio 2020

dalle ore 08.30 (iscrizioni) alle ore 13.30

AUDITORIUM Biblioteca “S. Satta” 

piazza Asproni, 8 NUORO

Ricordiamo che il CESP è ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione e può tenere corsi di formazione / aggiornamento in orario di servizio ed il personale docente, ai sensi dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009, ha diritto all’esonero dal servizio anche con eventuale sostituzione a carico della scuola.

Le/i colleghe/i ATA potranno partecipare al seminario ove i DS l’autorizzassero come attività di formazione o, in alternativa, con i permessi personali ex art. 15 del CCNL o gli RSU con i permessi sindacali.

Alleghiamo l’INFO ai Dirigenti Scolastici, il programma completo del seminario, la domanda di esonero ed il modulo di iscrizione.

L’iscrizione potrà essere richiesta nella sede del corso ma preghiamo di voler preventivamente inviare le adesioni via whatsapp al n° 3516757132 o all’indirizzo di posta elettronica cespsardegna@gmail.com

INFO:

3383505994 – 0784254076 – 3516757132 – 3497836178

 

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica – Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

 

INFO ai DS seminario CESP Sardegna NUORO 17-01-2020

 

programma seminario CESP Sardegna a NUORO 17-01-2020

 

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

(modulo iscrizione in word)

modulo iscrizione seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

 

 

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

(richiesta esonero in word)

richiesta esonero seminario CESP Sardegna – NUORO 17-01-2020

 

 

LOCANDINA CESP Sardegna La maestra muta – NUORO 17-01-2020

 

SCEMO CHI LEGGE (lettura e scrittura nell’era del cesso globale) di Gian Luigi Deiana

SCEMO CHI LEGGE
(lettura e  scrittura nell’era del cesso globale)
di Gian Luigi Deiana

 
Scemo chi legge” era la proposizione meno zozza nella grande antologia pittografica e letteraria scritta nei cessi delle stazioni, quando ancora davvero esistevano le stazioni.
Ora le stazioni di una volta non ci sono più, ma in compenso il cesso della scrittura si è digitalizzato ed è diventato universale: milioni di volte minuto per minuto si compie il rito osceno nel quale lo scemo che legge diventa il capolavoro comunicativo dello stronzo che scrive.
 
Poichè ogni lettura presuppone una scrittura, prima di tutto è sul degrado di questa che dovremmo fissare l’attenzione pedagogica e sociale: tuttavia ci troviamo incalzati da ricerche accademiche, missioni governative e allarmate grida mediatiche sulla deficienza dilagante nella lettura e in particolare nella comprensione di un testo, particolarmente tra i giovanissimi, e quanto all’Italia particolarmente al sud e peggio ancora in Sardegna.
 
Io non nego che ciò sia reale, ma il problema consiste nel “perchè” è diventato reale e perchè è oggi più grave che nelle generazioni di prima.
 
Se vogliamo rispondere a questa domanda dobbiamo percorrere tre piste:
la prima, di carattere sociologico, riguarda la relazione che intercorre tra lo scadimento della lettura ed altre allarmanti emergenze di carattere sociale;
la seconda, di interesse pedagogico, che relazione vi sia fra il decadimento nella lettura e il decadimento nella scrittura;
la terza, di carattere antropologico, riguarda la condizione dell’individuo di fronte alla cosmicità del materiale comunicativo o all’incessante bombardamento mediatico.
 
PRIMA PISTA
Il decadimento giovanile nella lettura marcia in parallelo con un prosciugamento radicale di tutti gli ambiti della relazionalità sociale: tracollo della natalità, riduzione delle reti di parentela alla famiglia mononucleare, riduzione dei rapporti affettivi e comunicazionali interni alla famiglia, dissolvimento di agenzie formative parascolastiche, ludiche o confessionali, pendolarismo scolastico e scissione della socialità quotidiana, desertificazione dei piccoli paesi, squallore delle periferie urbane, ecc..
Un vuoto spaventoso che come ogni vuoto è esposto minuto per minuto alle alluvioni della grande fogna della scrittura digitale, così come ogni cittadino elettore è esposto alle oscenità espressive di leader politici umanamente degradati.
Dunque, una attenzione sociologica decente dovrebbe almeno evitare di fissarsi su questo esito nefasto, la deficienza nella lettura, senza considerarne il brodo di coltura.
 
SECONDA PISTA
Il rapporto tra lettura e scrittura.
Sempre la deficienza nella lettura corrisponde a una deficienza nella propria scrittura e ciò significa che io, per soddisfare la mia necessità comunicazionale, mi dispongo minuto per minuto a compensare con una lettura deficiente la mia incapacità di scrivere in modo minimamente intelligente.
La lettura e la scrittura funzionano come il respiro, e infatti se non si alimentano reciprocamente nella giusta misura si finisce per andare in giro con una macchinetta artificiale e perpetua per l’ossigeno e l’anidride carbonica.
Questo, e solo questo è il problema tecnico, pedagogico e politico alla radice dell’incapacità crescente di leggere in modo minimamente adeguato le cose: come si spiega?
 
TERZA PISTA
La sproporzione tra il proprio limite quotidiano nel tempo di vita e la quantità dell’offerta mediatica: mentre alla generazione precedente era concesso di ascoltare musica mentre si leggeva un libro, oggi stanno ormai dilagando pratiche assurde di ingurgitazione multipla, ascoltare un audiolibro mentre fai parole crociate, utilizzare acceleratori di audiolettura ecc..
E’ il polo opposto a quello occupato da chi non legge per nulla, ed è ancora più scemo: la lettura, per far bene alla salute mentale, deve essere selettiva, dietetica e gioiosa, altrimenti squalifica sia il lettore che l’opera.
Ed anche questo, che è in rifugio nel chiasso universale equivalente al mutismo universale, come si spiega?
 
Si spiega così: se due adolescenti semianalfabeti si innamorano, riescono  immancabilmente a trovare il modo di dirsi le cose e dirsele in modo reciprocamente comprensibile e persino poetico.
Ciò che rende possibile questo miracolo è l’intima disposizione a farlo, la “motivazione”.
Ciò significa che ogni oggetto di interesse, non solo l’innamoramento, può essere degnamente scritto e degnamente letto se scaturisce da una sorgente intima piuttosto che da una palude stagnante.
Se riesci a trovare in un vecchio cassetto una lettera di tuo nonno dai suoi anni di soldato, o di tuo padre da una miniera belga, ti può persino venire da piangere, e probabilmente si trattava di autori con la quinta elementare e persino i muri di cella delle prigioni possono parlare poeticamente.
Ciò significa che la scrittura esige una motivazione, e la motivazione esige un soggetto, uno che nello scrivere si esprime implicitamente come Dio nel primo di tutti i libri: io sono.
 
La nostra pedagogia della scrittura si muove da mezzo secolo in qua esattamente a rovescio: si ostina a insegnare la cancellazione della soggettività in nome e in adorazione dell’oggettività.
Le mitologie dell’articolo di giornale, del saggio breve, della dissertazione di letteratura, di storia o di scienza hanno imposto la modellistica del feticcio.
Cantare il tempo, non può essere il tuo tema, e tanto meno le guerre, le armi e gli amori.
 
Insomma cresci totalmente spoglio in un mondo permeato dal dominio della scrittura non tua e, soprattutto, in quanto in questa universale sottrazione di individualità la scrittura diventa strumento totalitario di dominio, sei esposto ad ogni slogan, ad ogni spot, ad ogni menzogna e ad ogni merda confezionata ad hoc: puoi trovarti infiniti esempi dai tuoi leader politici ai tuoi negazionisti di Auschwitz ai tuoi venditori di Amazon ai tuoi crociati contro i vaccini o a quelli che ti dicono troia o checca in un rap.
 
Dato che gli esempi sono infiniti, limitiamoci a riportarne uno solo, recentissimo e noto a tutti: il famigerato MES, altrimenti detto Fondo Salva Stati.
In realtà nel suo intento dovrebbe essere il Meccanismo Europeo di Stabilità, e solo indirettamente e in una relazione complessa riguarderebbe l’adozione di un paracadute per bilanci statali in crisi.
Tuttavia lo si è chiamato correntemente da ormai sette anni Fondo Salva Stati, veicolando con questa semplicissima bugia una fabbrica di propaganda nazionalistica e persino la raccolta di centinaia di migliaia di firme e una proposta di referendum laddove non solo i firmatari di strada non sanno nulla dell’oggetto, ma non si curano di spiegarne nulla o addirittura non ne sanno nulla nè gli esponenti governativi nè gli esponenti antigovernativi che si fronteggiano ad arte sul tema.
E’ un vero caso di scuola, che dimostra quanto persino su questioni vitali il problema della deficienza nella comprensione di un testo non sta tanto nel cittadino che legge, quanto piuttosto nel legislatore, nel leader politico o nel fabbricante di opinione pubblica.
La lettura di un semplice regolamento comunale o di una bolletta del servizio idrico o di dove devi mettere il tetrapack per la differenziata è un esempio di questa malattia confusionale.
 
Il problema non è nella metastasi, lo scemo che legge, è nel cancro, lo stronzo che scrive.
 
 

Percorso Formativo per l’acquisizione dei 24 CFU 2019-2020

L’Università degli Studi di Cagliari istituisce per l’a.a. 2019/2020 il “Percorso Formativo per l’acquisizione dei 24 CFU secondo quanto previsto dal D.M. 10 agosto 2017 n. 616 e successiva nota prot. 29999 del 25/10/2017.
Le iscrizioni sono aperte dal 3 dicembre al 16 dicembre 2019.
Possono iscriversi tutti coloro che sono interessati a sostenere gli esami connessi al percorso formativo attivato, come pure gli interessati a presentare domanda per l’eventuale riconoscimento totale o parziale di crediti maturati in precedenti percorsi di studio.
Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito Unica.it
COBAS Scuola Sardegna

il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Suprema Corte di Cassazione – nuovo procedimento disciplinare contro il collega Andrea Scano

Il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Suprema Corte di Cassazione.
Il registro di classe e del professore sono atto pubblico.

 

La Corte di Cassazione conferma ciò che noi COBAS Scuola Sardegna ripetiamo e ribadiamo da sempre, anche con la battaglia del nostro collega Andrea Scano al quale l’Amministrazione Scolastica ha proditoriamente comminato, quest’anno, tre sanzioni disciplinari (con 14 giorni di sospensione dall’insegnamento).

La prossima settimana saranno depositati i RICORSI al Tribunale del Lavoro di Cagliari avverso le sanzioni disciplinari ed Andrea Scano negli scorsi giorni ha presentato un articolato ESPOSTO al Garante sulla Privacy. Inoltre, stiamo valutando anche la presentazione di eventuali esposti penali ma, ciononostante, l’Amministrazione Scolastica ha recentemente notificato al nostro collega una nuova contestazione d’addebito disciplinare (perché continua a non utilizzare il registro elettronico) alla quale risponderemo esaustivamente nella seduta di difesa disciplinare convocata per il giorno 9 gennaio 2020.

 

Quindi anche alla luce della sentenza della Corte di Cassazione appare surreale la nuova contestazione disciplinare al collega Andrea Scano al quale viene esclusivamente contestato di non ottemperare (UBBIDIRE) agli ordini di servizio della dirigenza scolastica sulla compilazione del registro elettronico.

 

Ciò premesso prendiamo atto che la Corte di Cassazione nell’ambito di un processo penale che riguardava il reato di associazione per delinquere (false attestazioni) in una scuola paritaria propone alcune interessanti conclusioni che avvalorano integralmente la tesi che noi COBAS Scuola Sardegna abbiamo sempre sostenuto.

La parte che ci interessa, che di seguito richiamiamo integralmente, si trova alle pagine 17 e 18 della sentenza.

 

Prive di pregio appare anche il richiamo al D.Lgs. n. 85 del 2005, in quanto occorre ricordare, su questo tema, che il D.L. n. 95 del 2012, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, aveva introdotto, per le istituzioni scolastiche e i docenti, l’obbligo di dotarsi di registro elettronico a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, prevedendo che il Ministero di Istruzione, Università e Ricerca predisponesse entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie; detto piano non risulta essere stato predisposto, vanificando di fatto il processo normativo e, dunque, rendendo non obbligatorio l’utilizzo del registro e pagelle elettroniche, con conseguente coesistenza, nella pratica, di entrambe le forme di registri, quella cartacea e quella elettronica“.

 

Se ne dovrebbero fare una ragione: il registro elettronico NON è OBBLIGATORIO.

 

Nicola Giua
per i COBAS Scuola Sardegna

 

articolo dell’Avv.to Marco Barone
su orizzontescuola

 

Il registro elettronico non è obbligatorio, lo sottolinea la Cassazione. Il registro di classe e del professore sono atto pubblico

Permessi retribuiti docenti: diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico

Permessi retribuiti docenti:
diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico.

Un docente milanese chiede un giorno di permesso per motivi personali (uno dei 6 giorni di ferie fruibili anche come permesso) ed il DS non lo autorizza per supposte “ragioni organizzative”.

Il collega fruisce comunque del permesso ed il dirigente attiva un procedimento disciplinare e lo sanziona.

Il collega presenta ricorso avverso la sanzione disciplinare ed il Tribunale del Lavoro di Milano accoglie il ricorso ed ANNULLA la SANZIONE poiché ribadisce che il CCNL Scuola prevede che i giorni devono essere attribuiti a semplice domanda e sono sottratti alla discrezionalità del Dirigente Scolastico.
Tale diritto è assoluto, e non è subordinato nemmeno alla verifica che sia possibile la sostituzione del personale assente e che, per tale sostituzione, non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per l’amministrazione.

COBAS Scuola Sardegna

 

da orizzontescuola

 

Permessi retribuiti docenti: diritto a nove giorni (3 + 6), nessuna discrezionalità del Dirigente Scolastico

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