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L’ESSERCI DELLA SEDIA CHE NON C’È: una goccia fucsia in un vaso di sangue – di Gian Luigi Deiana

L’ESSERCI DELLA SEDIA CHE NON C’È

una goccia fucsia in un vaso di sangue

di Gian Luigi Deiana

 

Trovo la vicenda della sedia, cioè dell’incidente diplomatico della U.E. in Turchia, assolutamente positiva e a suo modo provvidenziale: almeno per ora.

Trovo invece stucchevoli tutte le considerazioni di quelli che la sapevano lunga, secondo i quali quelli che invece la sanno corta avrebbero il torto di svegliarsi adesso per una frivolezza, e avanzerebbero l’ipocrisia di fare momentaneamente casino sulla sedia mancante mentre non hanno mai battuto ciglio su violenze sistematiche, guerre gratuite e morti ammazzati.

La questione della sedia mancante, in sè tragicomica, corrisponde in pieno invece alla comune figurazione della goccia che fa traboccare il vaso: ed in un ordine delle cose bloccato da almeno dieci anni e per almeno dieci anni assassino è proprio questo quello che conta, che una goccia, una sola, possa mandare tutto quell’ordine mortuario gambe all’aria.

Personalmente ritengo questo evento, la goccia, assolutamente provvidenziale.

Per la nostra comune modalità percettiva il concentrato della vicenda è propriamente surreale, come se lo avessimo memorizzato alla moviola analogamente allo sbarco sulla luna o al gol di Maradona all’Inghilterra: Ursula Von Der Leyen sta per un attimo in piedi, il presidente del consiglio europeo Michel si stira le gambe facendo finta di non vedere, mentre er carogna si siede tranquillo sulla sedia sultana esibendo il successo della sua regia di umiliazione.

Passiamo all’interpretazione: Erdogan si riteneva impegnato con Michel, in qualche modo suo omologo nel confronto diplomatico, ma non si riteneva impegnato con Ursula Von Der Leyen, in tal senso superflua e visibilmente sgradita.

Dal canto suo Ursula ha inteso come opportuna la propria partecipazione in quanto lui Erdogan, essendo un autocrate con poteri sia di presidente della repubblica che di primo ministro, è omologo almeno da ambedue questi lati e quindi anche rispetto a lei.

E anche solo alla vista, in realtà, il superfluo e tontolone è apparso a tutti il voluminoso e goffo Michel.

Alle spalle di questo evidentissimo qui pro quo sta sia la recentissima uscita della Turchia dalla Convenzione Internazionale sulla violenza contro le donne sia la preferenza turca per trattative coi singoli Stati europei piuttosto che con l’Unione.

Inoltre, egli Erdogan è uno che odia le donne e ci tiene a farlo vedere, e che ne tollera la vista solo attraverso il loro svilimento.

Quindi, in un tale contesto, viva Ursula e lode al suo contegno, a prescindere.

Ora, al prezzo di una donna esposta in mondovisione come un pezzo di arredo fuori posto, un poco di cristalleria è andata in pezzi: in sede di Parlamento Europeo molti deputati hanno chiesto le dimissioni di Michel, in Italia il presidente del consiglio Draghi, con spontaneità e senza retropensieri, ha definito Erdogan “dittatore”, dando titolo autorevole a una persuasione generale finora non detta.

La Turchia a sua volta esige scuse da parte italiana minacciando il ritiro dell’ambasciatore, e più estesamente spiattella in forma di ricatto il via libera a un milione di profughi contenuti entro i suoi confini.

La tecnica del ricatto sui migranti e della sua rinnovazione è semplice: la Turchia, paese membro della Nato, si spende come cliente fisso della nostra industria di armamenti.

Poi con un esercito di settecentomila uomini e un armamento delirante inventa guerre su fronti diversi.

Poi con le guerre crea centinaia di migliaia di profughi, e con i profughi lancia l’estorsione diplomatica dei grandi numeri. La Turchia, cioè questa Turchia di questo autocrate, è infame.

Ma: la Turchia è un cliente e un fornitore importante nel gioco del neoliberismo e delle delocalizzazioni.

Non solo è un cliente fondamentale per le grandi commesse di armamenti, è il partner industriale forse più importante per la produzione di componentistica delle grandi case industriali europee, eccetera.

Non solo: Erdogan flirta apertamente con Putin in Siria, a spese dei Kurdi; copre Putin sul Mar Nero, e quindi sul Dombass, come sul Caspio, e quindi sulla Cecenia.

Ha provocato la guerra Azera contro l’Armenia dilaniando ancora una volta il disgraziatissimo Nagorno Karabak.

Putin a sua volta ringrazia immettendo l’industria cantieristica turca nel mare artico, affidando la costruzione e gestione del più importante porto artico russo in previsione di uno spostamento planetario del commercio marittimo verso la rotta artica stessa.

Persino il cambio di scena costituito dalla brexit è stato preso cinicamente al balzo: l’ipotesi di una grande partnership britannica come opzione alternativa rispetto al mercato europeo è diventata per il dittatore una chance potente almeno quanto lo è la tentazione simmetrica per Boris Johnson.

E infine il petrolio, ivi compresa l’esportazione opaca verso reti paramafiose, e le avveniristiche rotte commerciali progettate dalla Cina verso l’Europa: le giugulari di tutta l’economia del continente, il traffico legale e quello illegale, gli accordi governativi e le mafie, tutti transitano più o meno per la Turchia. 

La partita è davvero tremenda.

Si è immobilizzata per un attimo, solo il tempo di un flash, davanti a un piccolo gilet fucsia per la provocazione di una sedia mancante. 

Cogliere l’attimo: questa è ora la necessità; l’attimo passa anche e necessariamente per il carcere di Imrali, per il prigioniero Ocalan, per le migliaia di detenuti politici in turchia, e per il riconoscimento della causa Kurda come problema internazionale.

Erdogan non cadrà per una generica ostilità internazionale, cadrà per l’onda di disonore che ha gettato sul Popolo che governa, cadrà per la resistenza di milioni di Kurdi, e cadrà per il sentimento della rivolta che anima i giovani e le donne in tutta la Turchia.

 

 

SCIOPERO Nazionale della SCUOLA giovedì 6 maggio 2021 – VIETATO lo SCIOPERO di due giorni a maggio ai COBAS Scuola Sardegna

I COBAS Scuola Sardegna proclamano uno SCIOPERO Nazionale della SCUOLA

giovedì 6 maggio 2021

SCIOPERO Nazionale della Scuola

dell’intera giornata per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali

La Commissione di Garanzia sullo Sciopero, con la complicità di Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief, vieta, infatti, lo sciopero per due giorni consecutivi a maggio

Revocate le deleghe sindacali alle Organizzazioni che firmano Accordi contro lavoratori e lavoratrici

 

 

giovedì 6 maggio 2021 – SCIOPERO Nazionale della Scuola

dell’intera giornata per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali

 

 

Riformulazione e proclamazione dello SCIOPERO Nazionale Scuola per il 6 maggio 2021 dei COBAS Scuola Sardegna

proclamazione SCIOPERO SCUOLA 6 maggio 2021 – riformulazione COBAS Scuola Sardegna

 

 

Documento COBAS Scuola Sardegna sulla negazione del diritto a scioperare per due giorni a maggio

VIETATO lo SCIOPERO di due giorni ai COBAS Scuola Sardegna

 

 

Indizione dello sciopero di due giorni

indizione SCIOPERO settore SCUOLA – 5-6 maggio 2021 COBAS Scuola Sardegna

 

 

Atto di “Indicazione immediata” della Commissione di Garanzia sullo Sciopero dell’11 marzo 2021

Commissione Garanzia Scioperi – contestazione due giorni di sciopero

 

 

Testo del vergognoso Accordo sul diritto di sciopero firmato il 2 dicembre 2020 da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief

ACCORDO SERVIZI MINIMI SCIOPERO 02-12-2020

 

 

Modulo di DELEGA ai COBAS Scuola Sardegna e modulo di REVOCA Sindacale per chi firma contro lavoratori/trici

modulo DELEGA Sindacale ai COBAS Scuola Sardegna 2021 – cod. SD6

modulo REVOCA di delega sindacale

 

 

domande MOBILITA’ 2021/2022 – DOCENTI e ATA consulenze COBAS Scuola Sardegna

domande MOBILITA’ 2021/2022 DOCENTI e ATA 

consulenze COBAS Scuola Sardegna

 

I COBAS Scuola Sardegna hanno organizzato un servizio di consulenza ed ausilio alla presentazione delle DOMANDE di MOBILITA’ 2021/2022 nelle proprie sedi ed in modalità telefonica e telematica.

Dovrete contattare esclusivamente il seguente numero telefonico per la consulenza o fissare un appuntamento (telefonicamente o con messaggio whatsapp):

3516757132

o inviare una mail al seguente indirizzo:

cobascuola.ca@gmail.com

Le domande di MOBILITA’  potranno essere presentate esclusivamente ONLINE (su istanze on line) secondo il seguente calendario:

Personale DOCENTE: dal 29 marzo 2021 al 13 aprile 2021

Personale ATA: dal 29 marzo 2021 al 15 aprile 2021

Personale EDUCATIVO dal 15 aprile 2021 al 5 maggio 2021

Docenti di RELIGIONE cattolica: dal 31 marzo 2021 al 26 aprile 2021

Pubblichiamo di seguito le Ordinanze Ministeriali n. 106 e n. 107 del 29 marzo 2021, la nota MIUR n. 10112 del 29 marzo 2021, il CCNI per il triennio 2019/2022 ed i modelli di AUTOCERTIFICAZIONE.

Pubblichiamo anche i link al sito del MIUR per la varia MODULISTICA e per i BOLLETTINI UFFICIALI.

 

COBAS Scuola Sardegna

 

Ordinanza Ministeriale n. 106 del 29 marzo 2021 – mobilità

Ordinanza Ministeriale n. 107 del 29 marzo 2021 – mobilità

MIUR nota 10112 – 29-03-2021 trasmissione OO.MM. su MOBILITA

CCNI Mobilita personale scuola – triennio 2019-2022 – 6 marzo 2019

AUTOCERTIFICAZIONI

https://www.miur.gov.it/web/guest/modulistica1

https://www.istruzione.it/mobilita_personale_scuola/elenchi_ufficiali.shtml

 

 

CRITICA DELLA RAGIONE IMPURA – Italia-Cuba: il servilismo e la moralità da un punto di vista trascendentale (!) – di Gian Luigi Deiana

CRITICA DELLA RAGIONE IMPURA

Italia-Cuba: il servilismo e la moralità da un punto di vista trascendentale (!)

di Gian Luigi Deiana

È passata ormai una settimana da  quell’indicibile scena di vergogna che ha visto la rappresentanza italiana alle Nazioni Unite votare contro una dichiarazione di condanna delle sanzioni unilaterali.

La politica delle sanzioni, in modo particolare in un contesto mondiale di pandemia, non opera certo alla cieca: essa anzi ci vede benissimo, se è vero che colpisce paesi non ricchi e in pace, come Cuba e il Venezuela, mentre trascura visibilmente paesi in ascesa nella provocazione internazionale e attori di perenni guerre di aggressione, come l’Arabia Saudita e la Turchia.

È stata diffusa ieri la lettera con la quale la Sindaca della città di Crema, Stefania Bonaldi, scrive al Presidente del Consiglio Mario Draghi che con quel voto l’Italia ha violato principi fondamentali di lealtà e riconoscenza, in obbedienza ad un servilismo atlantico ottuso e sconsiderato.

La sindaca ricorda che proprio un anno fa, nel pieno della paura scatenata dalla prima espansione del Covid 19, il Governo italiano chiese aiuto ai paesi disponibili, rivolgendosi in particolare a Cuba,  e il Governo cubano inviò immediatamente in italia due missioni mediche, con 53 operatori immediatamente assegnati all’ ospedale di Crema e poi ancora 39 medici assegnati a torino.

Una missione che durò tre mesi e che ha lasciato un ricordo e una lezione morale indelebile in ospedali allora allo stremo e nelle comunità coinvolte.

Questa la cronaca.

Ma si tratta di uno di quei casi nei quali la cronaca diventa storia e lo diventa in modo talmente intenso che la storia necessita di filosofia, ovvero di un quadro adeguato per la comprensione dell’assurdo.

La celebre opera del grande filosofo Kant, edita in pieno illuminismo e nei fulgori della rivoluzione francese, si intitola “critica della ragione pura”.

Kant era mosso dal convincimento che la ragione umana, sia nella sua funzione conoscitiva, sia nella condotta morale, sia nella propensione estetica, è illuminata e guidata da una valenza “trascendentale”.

Ovvero, alla domanda su cosa sia l’uomo nella sua essenza, Kant risponderebbe che l’uomo è un animale trascendentale, vincolato cioè all’ autonomia a prescindere, nel giudizio e nella condotta, attraverso le forme della ragione. Altrimenti non vi è uomo.

L’accusa della Sindaca di Crema così come spiegata al Capo del Governo Mario Draghi, e cioè la trasgressione dei principi fondamentali di lealtà e riconoscenza, delinea questo venir meno e quindi questo auto- tradimento, laddove il soggetto che ne è responsabile assomiglia paurosamente, come scrisse un poeta, a un vestito senza uomo e a una scarpa senza piede.

Immaginiamo ora di portare questa vicenda in una scuola e di farne argomento di educazione civica, con in mano la Costituzione della repubblica e con l’opera di Kant sul carattere trascendentale della ragione e il carattere imperativo dell’autonomia morale.

Situiamo la scena in teatro di pandemia con in giro qualche milione di morti e con l’invocazione ancora ripetuta invano da Papa Bergoglio e dal Presidente delle Nazioni Unite Gutierrez di una moratoria generale sui conflitti in corso, e cerchiamo di spiegare ai nostri studenti per quale ragione siamo giustificati a chiedere aiuto alla disponibilità sanitaria di un paese straniero e contestualmente ribadire che quel paese deve restare al bando della comunità internazionale.

Come si spiega? Proviamo.

Il voto italiano sulle sanzioni è stato dettato da una disposizione “servile”.

Non è frutto di una autonoma valutazione, e nemmeno dell’ obbedienza a una costrizione superiore.

Risponde piuttosto alla più pigra rinuncia all’esercizio dell’autonomia razionale propria e della propria autonomia morale.

In termini letterali, si tratta della più profonda “infingardaggine”.

Il contrassegno più eclatante della condotta infingarda è il bullismo, cioè il carattere esibitorio e violento dell’appartenenza a una parte dominante e del ripudio violento di una parte sofferente ed esclusa.

Ciò che è avvenuto con quel voto è un atto di bullismo internazionale. Ma ciò che quel voto anche rivela, in termini di de-menza ovvero di atrofia della ragione, è la perdita della facoltà trascendentale, cioè l’annichilimento della soggettività.

L’esempio storico offerto anche in questa vicenda di cronaca dalla nazione cubana, bullizzata da più di mezzo secolo dai bulli atlantici, presenta in modo palmare la condizione antitetica, che non è primariamente l’esaltazione retorica di una patria o di un sistema politico, ma è invece la tenuta strenua della soggettualità trascendentale, quindi dell’autonomia conoscitiva e morale.

La controprova di questo è l’esatto contrario del bullismo e della sanzione: è la disponibilità alla cura e all’aiuto medico, quando questo è necessario, a prescindere dalle convenienze contingenti.

Mi passano in mente fra queste righe le sembianze ed i nomi del Ministro italiano degli Esteri, del grigio Ministro della Difesa, e del grasso Presidente del partito dei Fratelli d’Italia, a sua volta primo referente politico dell’industria militare, che in una garbata intervista resa qualche settimana fa giustifica la necessità che l’industria italiana degli armamenti approfitti delle opportunità di questa epoca di guerre, di milioni di sfollati, di opportunità di nuovi contratti e di concertazione tra industria privata ed esercito nella spartizione militare dei recovery fund.

E suvvia, dedichiamo al sorridente Di Maio, al grigio Guerini e al corpulento Crosetto qualche verso di una vecchia canzone, scritta tanto tempo fa proprio negli anni in cui l’embargo su Cuba cominciava:

“come Giuda dei tempi antichi

voi mentite e ingannate

ma io vedo attraverso le vostre maschere

e vedo attraverso il vostro cervello

come vedo l’acqua che scorre giù nella fogna:

voi non valete il sangue

che scorre nelle vostre vene”

…..

Ma vi è “una” questione più propriamente filosofica che è fondamentale considerare: si tratta della condizione rigidamente antitetica fra “pensiero unico” e “io trascendentale”.

Se è l’essenza trascendentale umana che crea l’interpretazione del mondo, che determina la qualificazione dei bisogni della vita, la scala dei valori e la risolvibilità dei problemi, l’assuefazione ad un “pensiero unico” (precostituito ideologicamente, autoregolato militarmente e automatizzato dallo scambio monetario e dalla gabbia tecnologica) annichilisce l’essenza trascendentale e riduce l’uomo in una cosa che esegue altre cose.

La conseguenza bullistica ne è solo il riflesso condizionato, utile a conservare l’illusione di essere sè.

E cosa ne è di un soggetto umano simile, di una collettività simile, quando gli usuali parametri di sicurezza sono saltati, come è oggi in questa emergenza pandemica? Come può una società simile riconfigurare se stessa e il suo mondo se non ha più la capacità di pensare i principi fondamentali, come il riconoscimento e lealtà, e più propriamente non è più capace di autoriflessione e di visione?

Questa è la vera lezione di Cuba e del suo popolo: una nazione ripudiata dal novero delle nazioni non tanto per il peccato originale di comunismo, ma per il peccato originale di ragione trascendentale, di autonomia morale e di insopprimibile amore estetico per il mondo.

Cuba, espulsa da oltre mezzo secolo persino dalla tecnologia elementare della filettatura dei rubinetti e dagli elementari approvviggionamenti di elementi di ricambio negli utensili di ogni tipo, non si è persa in un disorientamento disperante: no affatto, ha invece reinventato la condizione materiale e spirituale della propria vita.

Cuba è il tesoro in terra della grande filosofia di Kant, e del grande sogno illuministico della pace, perpetua e senza guerre, tra i popoli della terra.

 

 

Lettera per CUBA della Sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, al Presidente del Consiglio Mario Draghi.
31 marzo 2021

Lett.-Sindaco-a-Presidente-Draghi-per-Cuba

 

TUTTE LE STRADE PORTANO A LOSA: quarantena sarda sul quarantesimo parallelo – di Gian Luigi Deiana

TUTTE LE STRADE PORTANO A LOSA
quarantena sarda sul quarantesimo parallelo
di Gian Luigi Deiana
 
In realtà non stiamo vivendo una quarantena, ma qualcosa di meglio, poichè non siamo ingabbiati, e qualcosa di peggio, perchè la pena dura ben più di quaranta giorni.
Andare da soli in giro è dunque un ragionevole compromesso con la situazione.
 
Purtroppo però chi di noi può farlo deve attenersi a un limite di trenta chilometri dal proprio luogo di residenza, e dunque trenta ad est e trenta ad ovest impongono comunque un limite definito, come in una colonia penale. 
 
Tuttavia a me è capitato di iniziare nell’ultimo giorno di zona bianca, che corrispondeva al primo giorno di primavera.
Nutrivo un forte proposito e avevo anche una bandiera con me: attraversare la Sardegna sul quarantesimo parallelo, da ovest ad est, onorando il Newroz del popolo kurdo oggi di nuovo sotto attacco nella Siria del nord, e trovare il modo di parlarne. 
Each small candle.
 
Così in quel primo giorno ho marciato di fretta, poco meno di quaranta chilometri, dalla riva del mare a S’Archittu fino alla cima della montagna, punteggiata di antenne, fino al crocevia nuragico di Losa, tra Paulilatino e Abbasanta.
E’ stata davvero una bella giornata, ma nel primo pomeriggio su al monte ho schivato di fortuna una breve ma bruttina bufera di neve.
 
In sardo Losa è due cose: in minuscolo è la tomba, mentre in maiuscolo è da sempre il luogo di crocevia più importante di tutta l’isola, oggi segnato dallo snodo delle superstrade, dalle stazioni di servizio e dal nuraghe imponente e taciturno da tremila anni: in ambedue i significati, che tutte le strade portino a Losa è una specie di verità, sia geografica che esistenziale.
 
E poi inizia il tempo della riserva, col vincolo chilometrico sul terreno; quasi altri trenta chilometri per Turrana, sulla gola tra Ardauli e Sorradile e un magnifico piccolo santuario, e altri trenta ancora fino a Teti, con il Gennargentu ormai proprio davanti. 
 
Di qui poi aspettiamo, aspettiamo che la quarantena velata e interminabile alla fine passi, perchè si deve continuare.
 
Tra Santa Vittoria e eti si erge il punto mediano del quarantesimo parallelo in Sardegna: si chiama Sa Crabarissa e si tratta di una formazione rocciosa in cui la morfologia del granito ha trovato la sua forma espressiva nella morfologia della fiaba.
La pietrificazione della figura femminile è un luogo ricorrente nelle saghe dei popoli: la punizione della moglie di Lot, solo per essersi voltata indietro nella fuga da Sodoma, ne è una specie di archetipo.
Si tratta di un retaggio psichico brutale e stupido: le donne hanno un’anima e nessuna anima sottostà ad alcuna pietrificazione.
E le rocce, a loro volta, assumono forme anche bizzarre e inquietanti ma assolutamente inerti e disanimate: è semplice.
 
E’ curiosa la traiettoria del quarantesimo parallelo.
In Sardegna di là da Sa Crabarissa la sua linea lambisce Monte Novo, che è la grande torre calcarea del Supramonte, e poi le Tombe dei Giganti sul Flumineddu a Fennau e la voragine del Golgo più in là, di nuovo sul mare.
 
Ma se per via immaginaria potessimo continuare oltre il Tirreno troveremmo Elea, sulla costa Lucana vicino a Capo Palinuro.
Elea fu l’acropoli di Parmenide e il tempio della grande metafisica greca.
E lì il timoniere Palinuro morì per incanto d’amore.
Ma se poi voli ancora più a est saluti Santa Maria di Leuca e oltre lo Jonio trovi l’Olimpo, il monte di tutti gli Dei.
E poi Ankara, e poi tutto il Kurdistan adagiato sui monti dell’alta Mesopotamia.
E poi Ararat, il monte alle cui falde approdò Noè dopo la furia del diluvio.
E poi Bukhara, Samarcanda e Pechino, e perfino Pyong Yang prima dell’oceano.
E di là ancora Sacramento, e i deserti dello Utah, del Nevada e del Colorado, Denver, Springfield e Philadelfia. E poi le Azzorre e Coimbra e Madrid.
E infine, infine, Losa di nuovo, dove torna ogni strada: e tutto senza confine.
Tutto senza confine.
 
((Devo aggiungere qui un piccolo ringraziamento ad una classe di liceo di Ghilarza, che mi ha invitato in questa occasione per parlare della situazione kurda oggi. E quindi della repressione in Turchia, della guerra ai confini, del coinvolgimento italiano nella fornitura di armamenti per una guerra contro i civili, dell’uso degli sfollati di guerra come ostaggi di massa nei confronti dell’unione europea, della prigionia di Ocalan e di migliaia di perseguitati politici, dello sciopero della fame come forma estrema di resistenza, e infine di Helin Bolek, voce della band Grup Yorum, morta proprio un anno fa, il tre aprile, all’epilogo di uno sciopero della fame di 288 giorni: venerdì santo, Helin)).

presentazione domande GRADUATORIE ATA terza fascia – consulenze COBAS Scuola Sardegna

GRADUATORIE ATA TERZA fascia 

presentazione domande entro il 22 aprile 2021

consulenze COBAS Scuola Sardegna

 

Graduatorie ATA terza fascia 2021-2023

Le domande di inserimento nella GRADUATORIA di TERZA fascia (Circolo e Istituto), del personale ATA potranno essere presentate online dal 22 marzo al 22 aprile 2021. 

Il Decreto Ministeriale n. 50/2021  del 3 marzo 2021 prevede, all’articolo 5, che le domande di inserimento, di conferma, di aggiornamento e di depennamento possano essere prodotte esclusivamente in modalità telematica attraverso l’applicazione POLIS (a pena di esclusione), previo possesso delle credenziali SPID, o, in alternativa, previo possesso di un’utenza valida per l’accesso ai servizi presenti nell’area riservata del Ministero dell’Istruzione con l’abilitazione specifica al servizio “Istanze on Line (POLIS)”. 

 

I COBAS Scuola Sardegna hanno organizzato un servizio di consulenza ed ausilio alla presentazione delle DOMANDE nelle proprie sedi ed in modalità telefonica e telematica.

Dovrete contattare esclusivamente il seguente numero telefonico per la consulenza o fissare un appuntamento (telefonicamente o con messaggio whatsapp):

3516757132

o inviare una mail al seguente indirizzo:

cobascuola.ca@gmail.com

 

COBAS Scuola Sardegna

 

https://graduatorie-ata.static.istruzione.it/index.html

 

 

 

NEWROZ Sardegna, quarantesimo parallelo Gian Luigi Deiana

NEWROZ
Sardegna, quarantesimo parallelo

di Gian Luigi Deiana

 

Il primo giorno di primavera è qui, per quanto provvisoriamente, anche l’ultimo giorno di zona bianca e di libera circolazione.

Il cielo è velato e l’onda in fuga dell’inverno ha lasciato un vento molto freddo.

Da qualche anno tanti di noi hanno imparato a riconoscere questo giorno come il Newroz, il capodanno della Mesopotamia, delle sue montagne e dei suoi popoli, e cioè il capodanno della culla.

Per quanto posso inizio da qui, da questo piccolo arco sul mare occidentale della Sardegna, la mia marcia di Newroz, anche se da domani dovrò interrompere in attesa della rinascita, che cade curiosamente al compimento di Pasqua.

Farò tutta la strada (yol, la strada), con questa bandiera e il suo bastone, lungo il quarantesimo parallelo, per la durata di sei o sette giorni, fino al mare orientale.

Fra due ore sarò sulla prima montagna, e comincerò a vedere l’altra parte.

Non solo con questa bandiera, ma col suo senso: libertà per i prigionieri in Turchia, libertà per migranti ingabbiati in Bosnia, libertà per Abdullah Öcalan.

 

Ora vado.

 

 

 

 

 

 

 

 

TASK FORCE PER UNA SCUOLA CHE GUARDA AL FUTURO O IL BAR DI GUERRE STELLARI? Analisi propedeutica per la lettura del Rapporto: IDEE E PROPOSTE PER UNA SCUOLA CHE GUARDA AL FUTURO

TASK FORCE PER UNA SCUOLA CHE GUARDA AL FUTURO

O IL BAR DI GUERRE STELLARI?

Analisi propedeutica per la lettura del Rapporto:

IDEE E PROPOSTE PER UNA SCUOLA CHE GUARDA AL FUTURO

 

Per coloro che volessero cimentarsi nella lettura delle 151 pagine che compongono il ponderoso Rapporto denominato “Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro”, partorito in piena pandemia con il maieutico contributo dell’attuale ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi su commissione dell’allora ministra Lucia Azzolina, rimandiamo al documento integrale sul quale pubblicheremo separatamente le nostre osservazioni.

Qui riteniamo utile e propedeutico alla lettura, fornire spunti per analizzare la composizione del c.d. Comitato di esperti che ha redatto il Rapporto e la mappa dei soggetti ascoltati.

Il Comitato è stato nominato con D.M. del 21 aprile 2020, n. 203 ma è stato pubblicato e reso pubblico solo alla metà di febbraio 2021 (dopo la nomina a Ministro di Bianchi).

Per una maggiore comprensione del nostro contributo riassumiamo in estrema sintesi quale fosse il mandato del Comitato: proporre soluzioni per l’inizio del nuovo anno scolastico in regime di emergenza Corona Virus.

Tra i temi da approfondire e sui quali Il Comitato doveva presentare proposte troviamo:

  • l’edilizia scolastica e le nuove soluzioni logistiche;

  • l’utilizzo innovativo delle tecnologie digitali per la didattica a distanza;

  • la formazione ed il reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado con la proposta di nuovi modelli di selezione;

  • il consolidamento e l’implementazione dei servizi educativi e d’istruzione per i bambini dalla nascita ai 6 anni;

  • il miglioramento della qualità dei servizi scolastici nel contesto pandemico in atto.

Il Comitato aveva come scadenza per la presentazione del Rapporto la data del 31 luglio 2020. Avrebbe operato gratuitamente con ampi poteri di consultazione di rappresentanti dell’amministrazione scolastica, Istituti di ricerca, Università, parti sociali, i Forum nazionali delle Associazioni studentesche e dei genitori della scuola, i rappresentanti delle Consulte studentesche, la Conferenza delle Regioni, l’ANCI e l’Unione delle province d’Italia.

Un approccio altamente democratico e partecipato sembrerebbe.

Ma chi sono veramente questi presunti Stakeholder, ossia soggetti interessati al progetto?

Con quali criteri sono stati individuati? Per quanto tempo sono stati “auditi”?

E soprattutto, questi soggetti sono tutti portatori di genuino interesse per la scuola pubblica?

 

… potrete leggere l’intero nostro documento, nonchè il rapporto integrale, nei files allegati di seguito

 

Task force o il Bar di Guerre stellari – COBAS Scuola Sardegna

RAPPORTO FINALE 13 LUGLIO 2020 della allora Task Force presieduta da Bianchi

 

 

 

IL MAGGIORDOMO: domenica delle salme. Isola in albis – di Gian Luigi Deiana

IL MAGGIORDOMO: domenica delle salme. Isola in albis.

di Gian Luigi Deiana – 17 marzo 2021

 

Cominciamo da Machiavelli, un presunto genio intellettuale che io ho sempre odiato. Machiavelli è l’inventore del ‘principe’, cioè il mago della politica enigmistica. 

Io odio Machiavelli, anche se era apprezzatissimo da Antonio Gramsci, proprio perchè la politica non deve ridursi mai a una cosa enigmistica, in quanto essa è invece nella sua essenza una cosa nella quale il pensare, il parlare e il capire devono essere sempre in definitiva “sì, sì; no, no”, come diceva Gesù riferendosi ai farisei.

La storia italiana degli ultimi cinquecento anni dimostra che il ‘principe’ più principale di tutti, in questo paese, è sempre e solo il maggiordomo: qui i principi in carne e ossa sono sempre delle tragiche barzellette, ultimo esempio Matteo Renzi.

Il maggiordomo però deve essere prima presunto e invocato come taumaturgo, come supertecnico e come il più accreditato nel mondo.

E’ in forza di questo cliché che oggi Mario Draghi è il più perfetto dei maggiordomi, con un presidente della Repubblica che stende il tappeto ai suoi piedi e tutti i telegiornali in vanteria petulante. 

L’ora del maggiordomo diventa più chiara ma anche più inquietante nel periodo pasquale, quando l’oscurità dell’inverno se la sono fatta quegli altri, ora rigettati senza riguardo dimenticati, e l’ora della primavera sembra sorridere ai nuovi entrati.

E’ comprensibile, salvo che il sorriso di Draghi assomiglia proprio davvero al sorriso della melagrana.

Il passaggio pasquale, o della primavera, corre liturgicamente dalla domenica della gioia illusoria, la domenica delle palme, alla domenica della pazienza dopo lo scampato pericolo, la domenica in albis; per la prima vale la traduzione di un poeta, la domenica delle salme. Per la seconda un comune dizionario di latino, la domenica bianca.

Io non ce l’ho col maggiordomo, ce l’ho con chi lo referenzia come tale: a-partitico, competente, instancabile, efficace, neutrale ecc.. E’ vero che è un virtuoso: la condizione apicale di un vero maggiordomo consiste nel saper essere contemporaneamente burattino e burattinaio: qui sta il capolavoro antropologico del maggiordomo italico, e Mario Draghi ne è la perfetta incarnazione.

Ora tagliamo le metafore e andiamo al nocciolo: Mario Draghi è il burattinaio di una scena politica, mediatica e sociale completamente priva di bussola, ed è insieme il burattino della lega e dei guastatori funzionali ad essa. Draghi è un vero maggiordomo di classe, intendendo sommariamente come “classe” quella compagine sociale che anche in una situazione di prostrazione generale non sa ripensare minimamente nemmeno alle ricadute collettive delle proprie frivolezze, e impone al proprio maggiordomo burattino di soddisfarle, queste frivolezze, come priorità generali.

Questo spiega molte cose, ma qui ne indico due.

Prima cosa: Draghi ha liquidato il comitato tecnico scientifico che ha governato un anno di pandemia, semplicemente per azzerare le tracce del governo Conte e imporre la conquista leghista della leadership sanitaria. Il fiore all’occhiello consiste nell’inclusione dei tecnici della regione Lombardia, (ripeto: della regione Lombardia), nella nuova compagine nazionale del CTS: che è come mettere il predatore a guardia del pollaio.

Seconda cosa: Draghi ha sancito, sulla regola pandemica pasquale di zone rosse e divieto di spostamenti, la grande eccezione sulle “seconde case”. Nessuno può muoversi eccetto che per la ragione di andare alla seconda casa. Bella cristiana priorità per un venerdì santo che affligge da un anno qualche milione di senza casa, gente sotto sfratto e migliaia di famiglie con rate di affitto arretrate. 

C’è un’intera isola in albis, infatti: in bianco, ed è la Sardegna, tempestata di seconde case ‘di classe’ e ancora piena di cicatrici, e di lapidi, per le devastazioni di agosto. Ripulire orti e cortili dalle erbe di primavera si può ben risolvere senza movimentare ancora una volta decine di migliaia di frivoli che non hanno scrupolo di conformare la funzione di governo ai propri capricci.

 

Questo è oggi, in senso puramente contabile, Mario Draghi: il maggiordomo, e questo è il suo entroterra umano.

 

 

 

SECONDE CASE: LA SARDEGNA CONSIDERATA ALLA STREGUA DI UN “PIED A TERRE” de Cristiano Sabino – S’Indipendente

SECONDE CASE: LA SARDEGNA CONSIDERATA ALLA STREGUA DI UN “PIED A TERRE”

de Cristiano Sabino

S’Indipendente – 16 maltu 2021

 

https://www.sindipendente.com/blog/seconde-case-la-sardegna-considerata-alla-stregua-di-un-pied-a-terre

 

 

RADICI – di Amedeo Spagnuolo

RADICI – di Amedeo Spagnuolo

da il Manifesto Sardo

marzo 2021

https://www.manifestosardo.org/radici/

Allarme a scuola: con la variante stop a classi e interi istituti – da L’Unione Sarda 10 marzo 2021

Allarme a scuola: con la variante stop a classi e interi istituti.

Contagi in diverse località dell’isola: c’è il rischio che torni la Dad al 100%.

Nicola Giua – COBAS Scuola Sardegna “Attenti a non confondere la prudenza con un eccesso di zelo”.

da L’Unione Sarda – 10 marzo 2021

di Mauro Madeddu (ha collaborato Antonio Caria)

 

 

Andrea Scano (COBAS Scuola Sardegna) su Radio Onda d’Urto – SCUOLA RESISTENTE AL TEMPO DEL COVID19: FINESTRA SU FORMAZIONE E DINTORNI

Intervento di Andrea Scano (COBAS Scuola Sardegna) su Radio Onda d’Urto:

riflessioni sulle conseguenze del “digitale” ad ogni costo, i tagli e le conseguenze nei piccoli centri e molto altro a partire da un’osservazione sul campo dei propri piccoli allievi da parte del loro maestro.

 

SCUOLA RESISTENTE AL TEMPO DEL COVID19: FINESTRA SU FORMAZIONE E DINTORNI

di Stefano Bertoldi

https://www.radiondadurto.org/2021/03/04/scuola-resistente-al-tempo-del-covid19-finestra-su-formazione-e-dintorni-20/

 

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