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Graduatorie provinciali e di istituto, pubblicata Ordinanza Ministero e tabelle valutazione titoli

Graduatorie provinciali e di istituto, pubblicata Ordinanza Ministero e tabelle valutazione titoli [DEFINITIVE]

da orizzontescuola

 

https://m.orizzontescuola.it/graduatorie-provinciali-e-di-istituto-il-testo-definitivo-requisiti-di-accesso-infanzia-primaria-secondaria-itp-ordinanza/

TEMO, PER UN NON SO: periplo della Sardegna, ultimi cento chilometri – di Gian Luigi Deiana

TEMO, PER UN NON SO
periplo della Sardegna, ultimi cento chilometri

di Gian Luigi Deiana

 

 

Se un fiume si deve giudicare dalla foce, il Temo è praticamente l’unico vero fiume della Sardegna e Bosa l’unica città sarda propriamente fluviale: per difendere le case dalle inondazioni, quando in giornate di maestrale il mare stesso fa da diga al flusso d’acqua del fiume respingendolo verso la golena e la valle, sono stati escogitati nei secoli imponenti tentativi di contrasto, fino alla grande muraglia dislocata di recente, con il traffico di decine di migliaia di cassoni di camion carichi di macigni.

Se un giro si deve giudicare dal traguardo, questa volta anche io ci sono vicino: sono le otto di mattina e da qui davanti al fiume inizio ora l’ultima tappa del mio periplo della Sardegna.

Gli ultimi cento chilometri, dalla maestosa foce del Temo alla piccinissima foce del Tirso, seguendo la linea di costa nel capriccio dei capi e delle scogliere: gli ultimi cento di milleduecento chilometri duri, muti e inebrianti, da una golena all’altra di foci di fiume segnate sulle carte e di fatto inesistenti, mimetizzate in stagni e lagune o inghiottite da dune e labirinti di sabbia.

Da Piscinas al Mannu, dal Flumendosa al Cedrino, dal Coghinas al Calic di Alghero.

E al Temo: un giro insensato e futile, desiderato e compiuto per un non so, in una dozzina di tappe piene di attesa e di stordimento.

La Sardegna non sembra così tanto grande.

Ma se prendete i milleduecento chilometri del suo giro e li stendete in linea sulla costa italiana del tirreno essi misurano esattamente la distanza da Ventimiglia a Lamezia Terme, o da Genova a Reggio Calabria, e anche la mia mente stenta a crederci.

Ieri mentre rollavo sull’asfalto granuloso del mezzogiorno, da Palmadula verso Capo Caccia, ho incrociato una strada secondaria segnata come “strada Puddighinu”, strada del pollastro.

Stavo facendo il conto di dove potesse essere il mio millesimo chilometro e poichè è capitata quella strana coincidenza di incrocio, con la maestà del capo più strepitoso della grande isola aperto lì davanti, ho deciso che il mio millesimo chilometro fosse quello, quello di Puddighinu;

Puddighinu per il mio paese non è solo il nome sardo del pollastro: Puddighinu è stato invece un paesano particolare.

Si chiamava in realtà Salvatore Piras, ma il nome veniva usualmente storpiato in Trabadore o Trubadore e il cognome veniva invece sostituito dal soprannome.

Ma con questa virtuale carta di identità, Trabadore Puddighinu, è stato forse per decenni il compaesano più noto in tutta la Sardegna.

Era certamente una persona povera e votata all’assoluta precarietà: era un uomo a noleggio, un “trubadore” appunto, reclutato alle fiere di bestiame per trasferire mandrie o greggi o sparute truppe di vitelli da un capo all’altro dell’isola, su sentieri sconosciuti ai più, mai segnati sulle carte e per quanto possibile distanti dalle complicazioni delle strade carrozzabili, in una successione interminabile di giornate torride e di notti all’addiaccio, di gracidare di cicale e di suoni notturni, in una frugalità oggi forse impensabile che è durata dall’infanzia alla vecchiaia.

“Trubare”, da noi, vuol dire transumare bestie.

E vuol dire vivere i paesaggi e modi del clima, lo spazio e il tempo, in un compromesso perpetuo tra l’uomo e la bestia: laddove talvolta non si sa chi propriamente sia la bestia, e chi l’l’uomo.

Per quanta gente l’infanzia non è mai stata la tenera infanzia, e la vecchiaia non è mai stata la serena vecchiaia.

È stato solo il fluire del tempo, verso una foce.

 

Mobilità dei Dirigenti Scolastici in Sardegna anno scolastico 2020-2021

Mobilità Dirigenti Scolastici in Sardegna

anno scolastico 2020-2021

 

m_pi.AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE(U).0009260.10-07-2020

 

ALLEGATO 1

 

ALLEGATO 2

 

ALLEGATO 3

Test agli insegnanti e al personale Ata: Così serve a poco” – da l’Unione Sarda 9 luglio 2020

Test agli insegnanti e al personale Ata:

Così serve a poco”.

da l’Unione Sarda

9 luglio 2020

 

Come COBAS Scuola Sardegna <<abbiamo molti dubbi sul fatto che tali test possano essere fattibili, anche per la tempistica, sui circa 35 mila Docenti e Ata sardi>>.

Inoltre <<non è  programmata alcuna eventuale ripetibilità e non sono previsti per gli studenti: ha senso?>>.

Abbiamo anche dichiarato che <<il problema vero a settembre sarà riaprire le scuole in sicurezza, con i dovuti distanziamenti, senza che a tutt’oggi sia stato previsto, con atti formali e concreti alcun aumento di personale>>.

E infine che <<sarà un assoluto delirio visto che le linee guida del Ministero hanno scaricato la responsabilità della situazione del “rientro in sicurezza” sulle istituzioni scolastiche e sugli enti locali praticamente a costo zero>>.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

 

 

Cobas Sardegna e Unicobas proclamano uno SCIOPERO nazionale di tutto il personale della scuola per il 24 e 25 agosto 2020

Cobas Sardegna e Unicobas proclamano uno sciopero nazionale di tutto il personale della scuola per il 24 e 25 agosto 2020.

di Reginaldo Palermo
06/07/2020

da La Tecnica della Scuola

https://www.tecnicadellascuola.it/cobas-sardegna-e-unicobas-sciopero-il-24-e-25-agosto

Scuole e Covid: a settembre sarà il caos – L’Unione Sarda 2 luglio 2020

L’Unione Sarda 2 luglio 2020

Scuole e Covid: a settembre sarà il caos

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente. Sentenza Corte di Cassazione 1548/2020

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente.
Giudici: rispettare competenze organi collegiali.
Sentenza della Corte di Cassazione – sezione lavoro n. 11548 del 15 giugno 2020.

di Avv. Marco Barone

da orizzontescuola

La Corte di Cassazione conferma ciò che i COBAS hanno sempre sostenuto anche in diversi contenziosi.
I Dirigenti Scolastici nell’assegnazione delle/degli insegnanti alle classi devono attenersi, e non possono derogare, ai criteri generali decisi dagli organi collegiali dell’Istituto.

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

Sentenza Corte di Cazzazione Lavoro

n. 1548 del 15 giugno 2020

Cassazione-civile-Sez.-Lavoro-Ordinanza-n.-11548-del-2020

 

 

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente. Giudici: rispettare competenze organi collegiali

Pubblicazione trasferimenti personale docente SARDEGNA – mobilità 2020-2021

Pubblicazione trasferimenti personale docente SARDEGNA – mobilità 2020-2021

Pubblichiamo i trasferimenti del personale docente della Sardegna, di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2020-2021.

Alleghiamo anche i file con i trasferimenti di tutte le province italiane.

 

 

Per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

Mobilità INFANZIA docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità INFANZIA docenti 2020-2021

 

Mobilità PRIMARIA docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità PRIMARIA docenti 2020-2021

 

Mobilità SECONDARIA di I grado docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità SECONDARIA I grado docenti 2020-2021

 

Mobilità SECONDARIA di II grado docenti SARDEGNA

SARDEGNA mobilità SECONDARIA II grado docenti 2020-2021

 

Mobilità di tutte le province italiane

Italia – mobilità Infanzia

Italia mobilità primaria

Italia mobilità I grado Secondaria

Italia mobilità II grado Secondaria

CENTO ORE MILLE CHILOMETRI: Giro della Sardegna in bicicletta – di Gian Luigi Deiana

CENTO ORE MILLE CHILOMETRI
Giro della Sardegna in bicicletta

di Gian Luigi Deiana

 

Il periplo integrale della costa sarda, lungo le strade più litoranee oggi praticabili in bici, misura poco più di mille chilometri, poco meno di milleduecento se aggiungiamo i tragitti di andata e ritorno per i capi maggiormente protesi con i loro promontori sul mare.

Nella logica di un giro integrale alcuni di questi capi sono irrinunciabili, anche se impongono la deviazione dall’itinerario principale su bretelle più o meno lunghe da percorrere in andata e ritorno.

Si tratta precisamente delle quattro punte angolari che disegnano il rettangolo dell’isola: Capo Carbonara all’angolo di sud est (cioè Villasimius), Punta Falcone all’angolo di nord est (cioè Santa Teresa), Capo del Falcone all’angolo di nord ovest (cioè Stintino), Capo Teulada all’angolo di sud ovest (cioè Teulada).

Tutti questi lunghi speroni sono raggiungibili, salvo Capo Teulada che è ricompreso in un’area militare molto estesa il cui accesso è interdetto.

Oltre a questi si possono però raggiungere nello stesso modo altri promontori di grande bellezza come Capo Ferrato e Capo Figari nella costa est o Capo Caccia e Capo San Marco nella costa ovest.

Quindi il giro senza i capi varrebbe mille chilometri e il giro con le deviazioni sui capi, e i relativi fari e scogliere e gabbiani, varrebbe milleduecento chilometri.

Poichè una velocità media di dieci chilometri orari è assolutamente ragionevole per i ciclisti improvvisati, e una velocità di dodici chilometri orari resta comunque ragionevole per i buontemponi coraggiosi che pure vanno a piedi nelle salite, tutta l’operazione costerebbe cento ore di sana follia, cioè dieci giorni se ti butti su cento chilometri al giorno o venti giorni se ti butti su cinquanta chilometri al giorno.

Ma per considerare praticabile tutta l’avventura anche per gente poco avventurosa dobbiamo sottolineare, soprattutto per i sardi residenti, che non è affatto necessario fare tutto il giro di questa grande isola in una botta sola: questo infatti significherebbe caricare la bici di bagagli alla bisogna, ivi compresi tendina e sacco a pelo per le emergenze.

Aparte i normali imprevisti propri della bicicletta, in tempo di Covid infatti non è facile trovare un luogo da dormire per ogni singola tappa per una tirata di dieci o venti giorni, e dunque ci si può organizzare anche per uscite di un giorno o due e poi riprendere quando vien bene.

Ma come?

Per poter fare questo, oltre un saggio uso della propria auto, si deve fare ricorso al treno e soprattutto alla rete degli autobus, in quanto l’azienda regionale Arst consente di caricare anche le bici.

Per esempio se tu abiti ad Oristano e il tuo periplo è già arrivato a Villasimius e qui devi sospendere temporaneamente, è sufficiente che quando lo riprendi tu parta in treno da Oristano di prima mattina in modo da farti trovare alla stazione Arst di Cagliari alle otto, qui prendi il bus per Villasimius alle otto e quindici, arrivi a Villasimius un’ora dopo, prendi un bel cappuccino in un bar e per le dieci sei prontissimo a buttarti su Costa Rei e su fino a Muravera o Quirra o addirittura Tertenia.

Ti regoli sugli orari dei bus e nel tardo pomeriggio puoi ritrovarti strafatto ma felice di nuovo a Cagliari in stazione, pronto per tornartene ad Oristano col treno delle otto di sera.

La volta successiva puoi andare a Tertenia in macchina con la bici nel bagagliaio, ti prendi un bel cappuccino a Tertenia e ti sciroppi sessanta chilometri fino Baunei, eventualmente puoi dormire lì e arrivare il giorno dopo a Dorgali o Orosei in modo da incrociare con calma e spensieratezza un autobus che ti riporta a Tertenia per la sera…

Non voglio qui fare poemi e decantazioni sulla bicicletta: io la bicicletta la odio, cioè la odio in salita tanto quanto la amo in discesa.

Il bello è che glielo dico pure perchè sulle strade di questa isola piena di deserto la tua bicicletta è per molte lunghe ore l’unico essere umano col quale puoi scambiare due chiacchiere o almeno un’occhiata per assicurarsi che tutto va bene.

Ti fa da compagna esattamente come ti fa da compagno un bastone quando ti trovi a camminare in montagna per ore o per giorni: quando arriva il momento di tornare a casa tu non getti via il tuo bastone, ma lo appoggi con delicatezza al fianco di un albero e lo saluti con una specie di ringraziamento.

Non ti devi vergognare di questo, tanto non ti vede nessuno.

Ma chi te lo fa fare?

Qui la risposta è decisamente impegnativa: infatti puoi tranquillamente andare da Tertenia a Dorgali direttamente in macchina senza fare tutto questo casino, farti un giro a Dorgali e mangiare spaghetti coi frutti di mare e tornare a casa a vedere le trasmissioni come il Kilimangiaro e Chi l’ha visto.

Dunque?

Dunque il beneficio della bici, ma non solo della bici, consiste nel fatto che lo spazio che percorri produce nella tua mente una dilatazione del tempo: lo spazio dilata il tempo, e quindi le dodici ore che corrono dalle otto di mattina alle otto di sera mentre pedali come uno scemo soffrendo l’ira di dio non sono come le dodici ore che si consumano da sole stando seduti a casa o sul sedile dell’automobile, ma valgono almeno il doppio o anche il triplo.

Se fai questo giochetto per due giorni di fila, alla fine del secondo giorno percepirai l’immagine della mattina del giorno prima non come distante solo trentasei ore, ma come distante una settimana o più; a momenti ti chiederai con meraviglia: ma dove ero ieri?

Questo è ciò che chiamiamo viaggio, una cosa che non è una specialità dei cosiddetti tour operator ma è piuttosto una necessità primitiva: lo è tanto più oggi, dopo mesi di limitazione dei movimenti personali e dei rapporti col mondo esterno.

Un viaggio serve a tornare a se stessi con una specie di riconciliazione, e quindi solo tu puoi essere la tua agenzia e la tua bicicletta è oggi uno dei modi migliori per farlo: ricomprende il distanziamento sociale per tutto il giorno, riduce quasi a zero l’uso della mascherina, e il virus non le fa un baffo.

((ho scritto questa roba perchè mi è stato chiesto di farlo, in modo da chiarire l’organizzazione, che come si vede è assolutamente elementare; quanto a me, in questi giorni ho fatto quattro tappe ovvero trecentoventi chilometri da Marceddì a Villasimius, con una bicicletta che va ormai verso i cinquant’anni di età e una cassettina da frutta come portabagagli.

Mi restano una decina di tappe e prima o poi a una a una le farò.

La prossima andrà da Capo Carbonara a Quirra, al cancello della base aeronautica di Capo San Lorenzo: Capo Frasca-Quirra in quattrocento chilometri delle nostre strade, con l’augurio che l’occupazione militare scompaia quanto prima dalla linea delle colline)).

 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=622098271997790&id=100025928673502&sfnsn=scwspwa&extid=CuIySmLG69VLVLJU&d=w&vh=i

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

 

FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. 

Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna

 

Ai Dirigenti Scolastici della Sardegna

Alle/ai Docenti e Ata

Alle RSU d’Istituto

Istituti Scolastici della SARDEGNA

e, p. c.

Al Dirigente dell’USR Sardegna

Ai Dirigenti AA.TT.SS. CA-NU-OR-SS

 

 

OGGETTO: FERIE personale Docente e FERIE e RECUPERI personale Ata. Formale DIFFIDA COBAS Scuola Sardegna.

 

Gentili Dirigenti,

si è avuta notizia che in talune delle Istituzioni Scolastiche della Sardegna, da Voi dirette, siano state fornite comunicazioni, formali ed informali, inesatte e/o illegittime in relazione alla fruizione delle FERIE da parte del personale Docente e delle FERIE e RECUPERI da parte del personale Ata.

Infatti, sono state emesse disposizioni interne con le quali sarebbe stato previsto che il personale Docente ed Ata NON possa richiedere le FERIE, in vari periodi, tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020.

Alcune di queste, fantasiose, disposizioni prevedono che non si possano richiedere le ferie oltre il 19 agosto 2020, altre chiedono di presentare le domande di ferie non oltre il 24 agosto 2020 e addirittura, in alcuni casi si intima di escludere dal calcolo delle ferie la prima settimana di luglio e l’ultima settimana di agosto 2020.

Le motivazioni di tali richieste sono varie (e ovviamente prive di alcun supporto normativo) ed appaiono assolutamente generiche, ipotetiche ed apodittiche poiché si parla, ad esempio, di “eventuali esigenze di servizio”, di “attività di predisposizione dell’anno scolastico” e “preparazione delle attività per l’inizio dell’anno scolastico”, non meglio precisate.

Si ricorda, a tale riguardo, che le FERIE del personale Docente ed Ata sono regolamentate dall’art. 13 (per il personale a tempo indeterminato e supplenti annuali) e dall’art. 19 (per il personale a tempo determinato), del CCNL Scuola 2006/2009, ancora in vigore.

La durata delle FERIE è di 32 giorni con più di tre anni di servizio, di 30 giorni per il personale neoassunto ed è proporzionale al servizio per il personale a tempo determinato.

Tutti i dipendenti hanno, altresì, diritto a 4 giornate di riposo che si aggiungono ai giorni di ferie (art.14 del CCNL 2006-2009) da fruire obbligatoriamente entro il 31 agosto.

Le ferie vanno fruite da personale Docente nel periodo di sospensione delle attività didattiche (dal 1° luglio al 31 di agosto) mentre il personale Ata ha diritto a fruire delle ferie, compatibilmente con le esigenze di servizio, anche in maniera frazionata.

Va comunque assicurata al personale Ata la fruizione di almeno 15 giorni consecutivi nei mesi di luglio e agosto e nel rispetto dei turni prestabiliti nell’ambito del piano delle attività predisposto all’inizio dell’anno, ai sensi degli artt. 51 e 53 del CCNL Scuola 2006-2009.

Ciò premesso si segnala che non è stata approvata alcuna norma che limiti il DIRITTO alla fruizione delle FERIE da parte del personale della scuola, neanche in relazione all’attuale situazione di emergenza epidemiologica, e quindi la normativa vigente è il citato CCNL Scuola.

Il personale Docente potrà, quindi, richiedere il proprio periodo di ferie indifferentemente, ed a propria discrezione, tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020 senza che le dirigenze scolastiche possano ridurre o comprimere tale diritto, sulla base di proprie errate considerazioni, ipotizzando inesistenti attività che dovrebbero essere svolte prima dell’inizio del prossimo anno scolastico.

Si invita, a tale riguardo, il personale Docente a richiedere le ferie nel periodo a loro più funzionale e, quindi, anche fino al 31 agosto 2020.

Si ricorda, a tale riguardo, che le norme vigenti, e la costante giurisprudenza, prevedono che il personale Docente possa essere chiamato in servizio nei periodi di sospensione delle attività didattiche solo ed esclusivamente nel caso in cui siano previste attività funzionali all’insegnamento deliberate dal Collegio dei Docenti nel Piano Annuale delle Attività Didattiche.

Il personale Ata potrà richiedere le ferie anche nell’intero periodo tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020 sulla base di criteri di turnazione tra le diverse unità di personale eventualmente previsti nel Piano delle Attività.

Al di fuori di tali turnazioni le richieste di ferie non potranno essere rifiutate dalla dirigenza scolastica se non a fronte di indifferibili esigenze di servizio che dovranno essere adeguatamente e chiaramente motivate e che non potranno prevedere impegni non previsti dal profilo di appartenenza anche in relazione ad attività legate all’emergenza sanitaria, come le sanificazioni degli ambienti, che non sono di competenza del personale Collaboratore Scolastico.

Di tali eventuali motivate variazioni o modifiche dei periodi di ferie dovrà, ovviamente, essere fornita preventiva comunicazione alle Rappresentanze Sindacali.

Viene segnalato, altresì, che in diversi Istituti Scolastici, prevalentemente e surrettiziamente in maniera informale e per vie brevi, si stia richiedendo al personale ATA, di recuperare giornate di lavoro non prestate dopo il 5 marzo 2020, nel periodo di emergenza epidemiologica, con giornate di recupero compensativo delle attività aggiuntive prestate nel corso dell’anno scolastico.

In mancanza di domanda di recupero da parte del personale (al quale si chiede incredibilmente di presentare richiesta in tal senso), viene spesso comunicato, sempre prevalentemente in maniera informale, che si procederà d’ufficio.

Si ricorda che niente di tutto ciò può essere richiesto o imposto al personale Ata.

Infatti, il CCNL Scuola 2006/2009 prevede, all’articolo 54, commi 3, 4, 5 e 6, quanto segue:

3) In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l’orario di servizio sono retribuite.

4) Se il dipendente, per esigenze di servizio e previe disposizioni impartite, presta attività oltre l’orario ordinario giornaliero, può richiedere, in luogo della retribuzione, il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’istituzione scolastica o educativa. Le giornate di riposo a tale titolo maturate potranno essere cumulate e usufruite nei periodi estivi o di sospensione delle attività didattiche, sempre con prioritario riguardo alla funzionalità e alla operatività dell’istituzione scolastica.

5) Le predette giornate di riposo non possono essere cumulate oltre l’anno scolastico di riferimento, e devono essere usufruite entro e non oltre i tre mesi successivi all’anno scolastico nel quale si sono maturate, sempre compatibilmente con le esigenze di funzionalità dell’istituzione scolastica. In mancanza di recupero delle predette ore, per motivate esigenze di servizio o comprovati impedimenti del dipendente, le stesse devono comunque essere retribuite.

6) L’istituzione scolastica fornirà mensilmente a ciascun dipendente un quadro riepilogativo del proprio profilo orario, contenente gli eventuali ritardi da recuperare o gli eventuali crediti orari acquisiti.

Da quanto previsto dalla vigente normativa pattizia appare chiaro che nell’eventualità in cui per le attività aggiuntive prestate le/i lavoratrici/tori chiedano in luogo del pagamento di fruire di giornate di riposo compensativo le stesse potranno essere fruite entro il 31 agosto 2020 o, nel caso in cui vi fossero motivate esigenze di servizio che non lo consentissero, entro i primi tre mesi del successivo anno scolastico o in ultima analisi dovranno essere retribuite.

Non è in alcun modo previsto che le giornate di recupero compensativo possano essere utilizzate per le giornate di lavoro non prestate in relazione all’emergenza epidemiologica Covid 19 poiché le stesse (come segnalato anche dal Ministero dell’Istruzione), rientrano nei casi in cui viene applicato l’art. 1256 del Codice Civile con il quale l’obbligazione del lavoratore viene ritenuta assolta ed i periodi di “forzata” sospensione dal lavoro “saranno ritenuti validi a tutti gli effetti di legge”.

In nessun caso, quindi, il recupero delle attività aggiuntive prestate può essere decurtato in modo unilaterale da parte dell’Istituzione Scolastica di servizio.

Come già accennato abbiamo avuto notizia, invece, di alcune Istituzioni Scolastiche nelle quali si richiede ai lavoratori di imputare le giornate di recupero in giorni nei quali non hanno potuto prestare la propria attività lavorativa a causa delle restrizioni governative Covid19.

Tali richieste sono prive di alcun fondamento ed illegittime.

 

Ciò premesso e considerato

la scrivente Organizzazione Sindacale COBAS Scuola Sardegna propone formale DIFFIDA e chiede ai Dirigenti Scolastici delle Istituzioni Scolastiche coinvolte che si astengano dal richiedere o imporre al personale Docente di escludere dai periodi di ferie giornate ricomprese tra il 1° luglio ed il 31 agosto 2020.

Parimenti si chiede che nello stesso periodo nell’eventualità in cui debbano essere escluse alcune giornate di ferie per il personale Ata le disposizioni vengano emesse con atti formali e debitamente motivati.

Infine, si chiede che non si tenti di imporre (oltretutto in maniera informale e senza assunzione di alcuna responsabilità), al personale Ata di recuperare giorni di mancata prestazione del servizio, per l’emergenza epidemiologica, con giornate di riposi compensativi per attività aggiuntive precedentemente prestate poiché tale richiesta, come ampiamente argomentato, è chiaramente illegittima.

In difetto la scrivente Organizzazione Sindacale COBAS Scuola Sardegna, al fine di tutelare i propri aderenti, si riserva di agire nelle sedi opportune.

Si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Cagliari, 23 giugno 2020

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

 

COBAS Scuola Sardegna – nota a DS su FERIE e RECUPERI Docenti e Ata – 23-06-2020

Incontro indetto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Sarda, con Enti Locali, Anci e Organizzazioni Sindacali Cagliari 17 giugno 2020 – Scuola: quale prospettiva?

Resoconto dei COBAS Scuola Sardegna sull’incontro indetto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Sarda, con Enti Locali, Anci e Organizzazioni Sindacali

Cagliari 17 giugno 2020

Scuola: quale prospettiva?

 

Il 17 giugno 2020 a Cagliari si è tenuto, presso la sala Anfiteatro dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della RAS – Regione Autonoma della Sardegna, un incontro promosso dall’Assessore Andrea Biancareddu al fine di discutere con Enti Locali, Anci, Organizzazioni Sindacali e Associazioni, dell’argomento Scuola: quale prospettiva?

Nell’incontro si sarebbe dovuto discutere prevalentemente delle varie problematiche inerenti il settore della scuola in particolare in relazione all’emergenza Covid 19 e la ripresa delle attività scolastiche a settembre, in attesa delle linee guida del Ministero.

All’incontro erano presenti rappresentanti delle Province, della Città Metropolitana di Cagliari, il Presidente dell’Anci Sardegna, rappresentanti dei COBAS Sardegna, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda, del Coordinamento Precari Scuola Autorganizzati Sardegna e di varie altre Associazioni.

Ringraziamo l’Assessore Biancareddu che, per la prima volta, ha aperto un tavolo di confronto sul mondo della scuola e sulle sue problematiche tra la Regione Sarda, gli Enti Locali territoriali ed i rappresentanti di lavoratrici e lavoratori, Docenti e Ata, e varie Associazioni.

Dopo una breve introduzione dell’Assessore, per oltre due ore, vi sono stati gli interventi delle/dei diverse/i rappresentanti che hanno spaziato su tutte le problematiche della scuola Sarda e non solo su come affrontare l’apertura delle nostre scuole a settembre in relazione all’emergenza Covid.

Per i COBAS Scuola Sardegna erano presenti Nicola Giua ed Elisa Bacciu.

E’ intervenuto Nicola Giua che ha posto l’accento sul fatto che bisognerebbe iniziare a fare un bilancio delle devastanti politiche degli ultimi, almeno, vent’anni nella scuola e per la scuola (o meglio contro la scuola).

Infatti, bisognerà iniziare a prendere atto del fatto che queste politiche di tagli, esclusivamente ragioneristiche, hanno depauperato un importante patrimonio e lungi dal migliorare la situazione l’hanno pesantemente peggiorata.

E’ infatti sufficiente analizzare i dati dei tagli agli Istituti Scolastici Autonomi ed alla chiusura delle scuole per comprendere cosa è avvenuto in Sardegna.

Si è passati, infatti, da oltre 420 istituti Scolastici Autonomi agli attuali 273 (circa 30% in meno) e sono state chiuse decine di scuole in moltissimi paesi della Sardegna.

Tutto ciò senza tenere in alcun conto la specificità della Sardegna che ha gli stessi parametri di tutto il territorio italiano (600 alunni per mantenere l’autonomia e 400 in montagna e piccole isole), nonostante sia un’isola, abbia una particolare orografia del territorio e la densità abitativa più bassa d’Europa, se si escludono le zone di alta montagna ed il nord ghiacciato.

Abbiamo apprezzato il fatto che l’Assessore Biancareddu quest’anno anche dopo le nostre proteste ha rimodulato le linee guida sul dimensionamento ed ha quasi azzerato i tagli inizialmente previsti.

Così come abbiamo apprezzato l’intervento dell’ANCI Sardegna che chiede un cambio di rotta sul dimensionamento.

Da sempre chiediamo che il parametro per il mantenimento delle Autonomie Scolastiche in Sardegna sia di 400 alunni per l’intero territorio o che quantomeno si faccia una media tra tutte le Istituzioni Scolastiche.

Infatti, a fronte di Istituti Scolastici sottodimensionati (con i “loro” assurdi parametri) vi sono tantissimi Istituti (in particolare nei centri più grandi) che hanno oltre 1.000 alunni e che addirittura arrivano a 1.600 o 1.700 alunni.

Di tutto ciò non si è mai tenuto alcun conto.

Anche per la chiusura dei plessi scolastici chiediamo che si inverta la rotta e si riaprano molte scuole che sono state chiuse per meri calcoli ragionieristici e che, anche in questo caso, vengano rivisti i parametri “uguali per tutti” che, fra diseguali, aumentano soltanto esponenzialmente le differenze.

Inoltre, abbiamo denunciato il taglio delle risorse alle scuole degli ultimi vent’anni, i continui tagli e riduzioni delle classi e dell’organico di Docenti e Ata con un sensibile aumento del numero di alunni per classe, soprattutto nei territori più urbanizzati.

Tutto ciò ha provocato un aumento dei tassi di dispersione scolastica (la Sardegna ha il tasso più alto) e il sensibile e costante abbassamento della qualità del servizio scolastico.

Si dovrebbe, quindi, prendere atto di questo fallimento e proporre un cambio di paradigma per rimettere al centro il servizio scolastico Pubblico investendo e utilizzando grandi risorse, nella scuola e per la scuola, iniziando dall’abbattimento del numero di alunni per classe che non dovrebbe mai essere superiore a 20 alunne/i per classe, e massimo 15 con la presenza di alunne/i disabili.

Per fare ciò si dovrebbe immediatamente prevedere l’assunzione di tante/i Docenti e Ata (risolvendo in tal modo anche l’annoso precariato scolastico e garantendo l’assunzione a tutte/i coloro che ne hanno diritto), anche in funzione della ripresa a settembre, che altrimenti sarà molto “difficile” anche per come naviga ancora a vista la Ministra Azzolina che propone tutto ed il proprio contrario.

Inoltre, si dovrebbe lavorare immediatamente sull’edilizia scolastica (vista la situazione dei nostri Istituti), finanziare la creazione di Convitti (che in Sardegna hanno numeri ridicoli), e mense scolastiche.

Infine, si dovrebbe agire immediatamente sui trasporti scolastici perché se a settembre (come pare) vi saranno ancora prescrizioni sul distanziamento scolastico vorremmo capire come verranno portati a scuola studenti e studentesse visto che il sistema era già al collasso in Sardegna anche prima del Covid perché sono state create intere generazioni di pendolari per l’accentramento degli istituti Scolastici in pochi centri.

Abbiamo poi confermato di essere da sempre contrari al progetto Iscol@ (e soprattutto alle modalità utilizzate) ed abbiamo chiesto che tutti i fondi disponibili vengano, invece, dirottati alle scuole per il funzionamento didattico ed amministrativo.

A tale riguardo abbiamo denunciato il fatto che, invece, la cosiddetta Task Force per la riapertura delle scuole a settembre (nominata dalla Ministra Azzolina e composta da una sola insegnante su 18 componenti), pensi al Covid come “occasione” per “innovare” la scuola e che si può “approfittare” dell’emergenza COVID19 che gli ha permesso di accelerare (in maniera impensabile prima) sulla digitalizzazione della scuola.

Noi COBAS Scuola Sardegna ci batteremo contro questo nuovo “delirio” di scuola digitale che nasconde solo la continuità delle politiche liberiste e falsamente aziendaliste che hanno fallito in questi ultimi vent’anni, come ha fallito l’esperienza della Didattica a Distanza che è stato esclusivamente un palliativo nel periodo di chiusura delle scuole.

Abbiamo anche denunciato il fatto che, mentre la Ministra straparla di “classi pollaio” e di come stanno lavorando per risolvere il problema (anche per la ripresa di settembre), l’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna sta predisponendo gli organici di Docenti e Ata (e la formazione delle classi), come se nulla fosse avvenuto.

Infatti, abbiamo notizia di classi che vengono formate (dalle scuole dell’infanzia alle superiori), in particolare le prime classi, con numeri assolutamente folli anche in un periodo “normale” (casi di 25/26 alunni in prima elementare e 30/32 alunni in prima superiore), e di tagli agli organici del personale Ata che, si ribadisce, non consentirebbero l’apertura delle scuole neanche in tempi ordinari.

Abbiamo protestato vibratamente contro questo atteggiamento dell’Amministrazione Scolastica Regionale che non utilizza gli spazi esistenti nella normativa sulla formazione delle classi e degli organici preferendo continuare con i soliti tagli assolutamente ingiustificati ed ingiustificabili.

Abbiamo chiesto, a tale riguardo, all’Assessore Biancareddu un intervento della RAS in tal senso.

In conclusione abbiamo richiesto che in breve tempo venga iniziata una discussione ed un percorso per una Legge sulla Scuola Sarda utilizzando, ed anche forzando, tutti gli spazi dello Statuto Autonomo della Regione Sarda.

Sono poi intervenuti il presidente dell’Anci Sardegna, i rappresentanti di tutte le altre Organizzazioni Sindacali, del Coordinamento Precari Autoconvocati della Sardegna, di alcune Associazioni e delle Province Sarde e della Città Metropolitana di Cagliari.

L’Assessore Biancareddu in conclusione, tra l’altro, ha dichiarato che non intende “chiudere” il progetto Iscol@ ma che anzi lo vorrebbe potenziare e portare sotto la diretta responsabilità dell’Assessorato.

Ha garantito, altresì, non avendo diretta competenza sulla formazione delle classi e degli organici, un suo intervento nei confronti dell’Amministrazione Scolastica.

Ha poi concordato sul fatto che sul dimensionamento scolastico bisogna voltare pagina significando di aver già più volte posto con forza la questione in tutti gli incontri istituzionali con il Governo e nelle Conferenze Stato – Regioni significando che la particolarità della Sardegna non consente che possano essere utilizzati i parametri attuali che devono essere abbassati o che quantomeno si debba ottenere un meccanismo di media regionale.

Inoltre, ha dichiarato che intende fare tutto quanto in suo potere, all’interno della Giunta Regionale e nel Consiglio Regionale, affinchè si arrivi nella legislatura ad approvare una Legge organica per la Scuola Sarda utilizzando l’autonomia statutaria e la giurisprudenza costituzionale e amministrativa.

L’incontro si è concluso con la fissazione un nuovo appuntamento più operativo per martedì 23 giugno 2020 per discutere in maniera più analitica della riapertura delle scuole a settembre sula base delle linee guida del Ministero che, nel frattempo, dovrebbero essere emanate.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

 

COBAS – incontro con Assessore Istruzione RAS – 17-06-2020

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola -COBAS ScuolaSardegna: la “soluzione finale” per la scuola pubblica

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola

da ROARS

Dalla “buona scuola” alla “nuova scuola” al servizio delle imprese che vorrebbero lor signore e signori, utilizzando l’emergenza dell’epidemia Covid 19.

Per noi COBAS Scuola Sardegna sarebbe la “soluzione finale” della scuola pubblica.

L’esperienza della DaD ci è bastata ed è stata fallimentare.
La scuola non ha bisogno di digitalizzazione selvaggia ha bisogno di “normalità”.

Prendano atto, invece, che le politiche liberiste, economiciste (tagli e tagli), e di scimmiottamento pseudo aziendalista, degli ultimi vent’anni sono state fallimentari e si cambi rotta.

In Sardegna hanno abbassato in maniera sensibile la qualità dell’istruzione ed aumentato la dispersione scolastica.

Basta, quindi, con i dimensionamenti selvaggi delle Istituzioni Scolastiche, con parametri incredibilmente uguali tra territori diversi.

Basta con la chiusura di intere scuole e con i tagli alle classi ed agli organici di Docenti e Ata.

Riduzione, invece, del numero di alunne/i per classe.

Reali finanziamenti diretti alle scuole per il funzionamento didattico e amministrativo.

Urgente piano di edilizia scolastica.

Apertura di Convitti e di mense nelle scuole.

Trasporti scolastici degni e sulla base del reale fabbisogno.

Reale soluzione del problema del precariato con l’immissione in ruolo di tutte/i coloro, Docenti e Ata, che ne hanno diritto (in Sardegna se non si agirà immediatamente sul numero dei PAS un’intera generazione di precarie e precari Sardi verrà spazzata via).

Nicola Giua

COBAS Scuola Sardegna

 

 

“La pandemia è come un terremoto”: la “guerra lampo” della task force scuola

 

 

Quando la scuola diventò una videosceneggiata – di Amedeo Spagnuolo – da il Manifesto Sardo 

Quando la scuola diventò una videosceneggiata

di Amedeo Spagnuolo

da il Manifesto Sardo

16 giugno 2020

Quando la scuola diventò una videosceneggiata

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