nuova nota MIUR su servizio ATA n. 323 del 10 marzo 2020 – nota dei COBAS Scuola Sardegna ai DS Istituti Scolastici Sardegna su presenza in servizio personale ATA

Nuova nota su servizio ATA

Oggi, 10 marzo 2020, il MIUR ha emesso una nuova nota, prot. n. 323, con istruzioni operative sul servizio del personale ATA indirizzata ai Dirigenti Scolastici che non avessero ancora capito come andava interpretata (bastava leggerla) la precedente nota dell’8 marzo, prot. n. 279.

Viene confermata la possibilità del lavoro flessibile, agile o a distanza per amministrativi e tecnici e si dispone, per i collaboratori/trici scolastici, esclusivamente la presenza delle unità  quali CONTINGENTI MINIMI previsti come servizi essenziali.

Quindi dovranno prestare servizio solo pochissime unità (1, 2?) di collaboratrici/tori scolastici a turno e le/gli altre/i possono essere esentati dal servizio senza che debba essere recuperato alcunché (né ferie da prendere né recuperi).

Si prevede soltanto che vengano presi giorni di ferie da parte di coloro che avevano ancora ferie non godute da fruire entro il 30 aprile e relative all’anno scolastico 2018/2019.
Gli articoli citati del codice civile sono relativi all’impossibilità della prestazione e vengono normalmente utilizzati anche quando si prevede la chiusura delle scuole con ordinanza per neve o altro.

Speriamo che sia la volta buona.

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

Nota-prot.-323-del-10-03-2020

 

Al MIUR hanno finalmente compreso che il DIRITTO

alla SALUTE ricomprende anche il personale ATA

Alleghiamo una nota dei COBAS Scuola Sardegna, inviata ai Dirigenti Scolastici degli Istituti Scolastici della Sardegna, sui contingenti di presenza in servizio del personale ATA.

Si allega, altresì, la nota MIUR, prot. n. 279 dell’8 marzo 2020, il DPCM dell’8 marzo 2020 e la nota MIUR del 6 marzo 2020, prot. n. 278.

Cordiali saluti

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

nota dei COBAS Scuola Sardegna ai DS Istituti Scolastici Sardegna su presenza in servizio personale ATA – 09-03-2020

 

nota MIUR 8 marzo 2020 prot. n. 279

 

DPCM 8 marzo 2020

 

MIUR nota prot. 278 del 6 marzo 2020

I COBAS Scuola SARDEGNA condividono la decisione di sospendere le attività didattiche negli Istituti Scolastici

I COBAS Scuola SARDEGNA condividono la decisione di sospendere le attività didattiche negli Istituti Scolastici.

Su la Tecnica della Scuola ieri, 6 marzo, è stata data notizia di un comunicato dei COBAS con il quale si afferma che la sospensione delle attività didattiche di questi giorni sarebbe un attacco al diritto all’istruzione.

Ricordiamo, anche alla testata giornalistica, che il comunicato di cui si discute è dei Cobas Scuola (Cobas comitati di base della scuola) e non dei COBAS tout court.

Infatti, i COBAS Scuola Sardegna (organizzazione indipendente che organizza la stragrande maggioranza di Docenti e Ata COBAS nelle scuole della Sardegna) sono favorevoli alla sospensione delle attività didattiche disposta dal Governo in relazione al pericolo epidemiologico in atto ed in ragione di un opportuno principio di precauzione.

Inoltriamo di seguito il link all’articolo di ieri pubblicato su La Tecnica della Scuola.

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

https://www.facebook.com/187465577947087/posts/3453248011368811/

COBAS Scuola Sardegna a DS su DPCM 4 marzo 2020. Sospensione delle Attività Didattiche e obblighi del personale Docente e Ata.  Assolvimento delle raccomandazioni di misure igienico sanitarie. 

Sospensione delle Attività Didattiche e obblighi del personale Docente e Ata. Assolvimento delle raccomandazioni di misure igienico sanitarie.

La scrivente Organizzazione Sindacale COBAS Scuola Sardegna, ha preso atto che il Decreto del Consiglio dei Ministri (DPCM del 4 marzo 2020), per le Istituzioni Scolastiche, prevede la SOSPENSIONE delle ATTIVITA’ DIDATTICHE da oggi 5 marzo 2020 fino al giorno 15 marzo 2020.

In particolare, l’art. 1, comma 1, lettera d) del DPCM del 4 marzo 2020 prevede espressamente quanto segue:

“…limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonchè la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziano, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;…”.

La sospensione delle attività didattiche prevede che siano sospese le lezioni e tutte le altre attività, già programmate o meno e quindi anche riunioni di organi collegiali, se non possono essere garantite le prescrizioni previste nello stesso decreto. Le/gli insegnanti non hanno alcun obbligo di presenza a scuola e potranno essere chiamati a partecipare a riunioni programmate nel piano delle attività (Collegi Docenti, Consigli di Classe, etc., …) solo se potranno essere garantite le misure igienico sanitarie previste ed allegate allo stesso DPCM del 4 marzo 2020.

Tali misure dovranno espressamente essere garantite dalle/dai Dirigenti Scolastici poiché in difetto riteniamo che anche tutte le riunioni dovranno essere rinviate.

Per il personale Ata è previsto il normale servizio perchè il Consiglio dei Ministri non ha deciso la CHIUSURA delle scuole ma solo la Sospensione delle Attività Didattiche come, invece, ha fatto nei giorni scorsi in tutti gli Istituti Scolastici italiani della cosiddetta zona rossa di infezione del coronavirus COVID – 19. 

Auspichiamo e pretenderemo che per tutto il personale che dovrà recarsi nei posti di lavoro siano garantite le misure igienico sanitarie previste dallo stesso decreto (sotto la personale responsabilità dei Dirigenti Scolastici), e non si comprende, comunque, per quale ragione il personale Ata debba recarsi al lavoro (e rischiare, quindi, il contagio anche se in maniera più limitata), e non sia stata, invece, prevista la chiusura delle scuole ma la mera sospensione delle attività didattiche.

Il DPCM del 4 marzo 2020 conferma, inoltre, la sospensione delle visite e uscite didattiche e dei viaggi di istruzione e prevede che “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità“.

L’applicazione di questo decreto già da oggi sta provocando svariati problemi anche per le fantasiose interpretazioni di taluni.

Già ieri sera ha provocato sconcerto l’affermazione del segretario generale della CGIL Landini che, all’uscita dall’incontro con il Governo ha dichiarato testualmente che “insegnanti e amministrativi in questi giorni devono andare a scuola, non è che debbono stare a casa“.

La dichiarazione è priva di alcun senso perchè è, invece, notorio che nei periodi di sospensione delle attività didattiche le/gli insegnanti non sono tenute/i a svolgere alcun servizio se non attività collegiali già programmate che, vista la particolarità della situazione, come già affermato, potrebbero / dovrebbero essere rinviate.

Inoltre, alcune testate on line che si occupano di scuola (come la Tecnica della Scuola e Orizzonte Scuola), hanno pubblicato alcuni interventi che non sono condivisibili ed aumentano a dismisura l’incertezza di cosa si debba o si possa fare in questo momento particolare.

Infatti, su Tecnica della Scuola (in un articolo che parla delle improvvide dichiarazioni di Landini, si afferma, tra l’altro, quanto segue:

se in una giornata di interruzione è prevista una seduta del collegio dei docenti o di un altro organo collegiale, la riunione si svolge regolarmente. Ma è anche possibile che i docenti vengano convocati per un incontro urgente, magari legato proprio alla gestione dell’emergenza o del rientro a scuola degli alunni. Anche in questo caso esiste un obbligo di partecipazione“.

La testata Orizzonte Scuola, invece, pubblica un pezzo titolato “Coronavirus, didattica a distanza obbligatoria e senza parere organi collegiali. Docenti al lavoro” e afferma quanto segue: “Coronavirus: con la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole d’Italia, l’attivazione della didattica a distanza diventa obbligatoria”.

E aggiunge anche che nel testo definitivo del DPCM è stata cambiata la precedente formulazione che prevedeva per l’attivazione della didattica a distanza il parere del Collegio Docenti e che quindi:

“La nuova misura dunque:

  • non prevede più il coinvolgimento degli organi collegiali;

  • non prevede più la facoltà ma l’obbligo per i dirigenti di attivare la didattica a distanza.

In definitiva, i dirigenti attivano modalità di didattica a distanza, avendo riguardo alle esigenze degli studenti con disabilità, e non hanno l’obbligo di sentire gli organi collegiali”.

Secondo la normativa vigente entrambe le affermazioni devono essere contestualizzate e contestate.

Premettiamo, come già richiamato, che le/gli insegnanti NON hanno alcun obbligo di essere presenti a scuola nei giorni di sospensione delle attività didattiche.

E’ chiaro, altresì, che le attività collegiali previste nel Piano delle Attività possono essere confermate (Collegi Docenti, Consigli di Classe, etc.), ma soltanto ed esclusivamente se i Dirigenti Scolastici si assumono la responsabilità di garantire le prescrizioni delle misure igienico sanitarie previste e allegate allo stesso DPCM (per esempio: distanza interpersonale di almeno un metro tra le diverse persone, garantire la pulizia di tutte le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, etc.).

Per quanto concerne, invece, l’apodittico obbligo di formazione a distanza, e che tale obbligo investa il personale docente, ci pare che si tratti di un vero e proprio abbaglio.

Infatti, il DPCM afferma che i dirigenti scolastici attivano le modalità di didattica a distanza ma questo non vuol dire che le/gli insegnanti siano obbligate/i a svolgere tali attività nè a scuola e men che meno nelle proprie abitazioni.

La norma prevede esclusivamente che i dirigenti scolastici facciano quanto è in loro potere per attivare queste modalità ma ciò non vuol dire che le/gli insegnanti siano obbligate/i a prestare servizio in tal senso perchè queste attività non sono contrattualmente previste.

Le lezioni organizzate con tali modalità potranno quindi essere organizzate ma, come afferma anche il presidente dell’ANP del Lazio Rusconi in un’intervista a Tecnica della Scuola, le/i docenti non possono essere obbligate/i a svolgerle perchè questo tipo di impegno potrà essere attivato solo volontariamente.

E’ altresì chiaro che sono totalmente prive di alcuna base normativa le fantasiose indicazioni di taluni dirigenti scolastici che in queste ore stanno chiedendo alle/ai docenti di recarsi a scuola per organizzare attività di didattica a distanza o, addirittura, che chiedono alle/agli insegnanti di svolgerle dal proprio domicilio e, quindi, con propri mezzi informatici ed a proprie spese. 

In conclusione, quindi, si chiede a tutte/i le/i Dirigenti Scolastici di attenersi scrupolosamente alla normativa vigente la quale non prevede la mera presenza delle/degli insegnanti a scuola quando le attività didattiche sono sospese, né prevede che possano essere confermate riunioni di organi collegiali senza la garanzia dell’assolvimento delle misure igienico sanitarie (assolvimento che dovrà essere dichiarato sotto la propria personale responsabilità dai singoli Dirigenti Scolastici anche per il personale Ata in servizio), così come non prevede alcun OBBLIGO da parte delle/degli insegnanti di svolgere attività di didattica a distanza né a scuola e men che mai dalle proprie abitazioni.

 

Si porgono cordiali saluti.

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

nota dei COBAS Scuola Sardegna ai DS Istituti Scolastici Sardegna su DPCM 4 marzo 2020 e obblighi del personale nota dei COBAS Scuola Sardegna ai DS Istituti Scolastici Sardegna su DPCM 4 marzo 2020 e obblighi del personale

 

DPCM 4 MARZO 2020 – sospensione attività didattiche e altro

Come disciplinare una società dopo averla “influenzata” – di Marco Bersani

#Coronavirus o lezione di pedagogia 
disciplinare di massa?

Come disciplinare una società
dopo averla “influenzata”.
di Marco Bersani

 

L’incredibile sproporzione tra il problema che si sta affrontando – la scoperta e la diffusione del Coronavirus – e le misure intraprese – lo stato d’eccezione applicato in alcune regioni e tendenzialmente all’intero Paese – rivela qualcosa di molto profondo sulle dinamiche sociali e di potere che stanno attraversando una società come quella italiana, sfinita da tre decenni di cultura politica neoliberale, che, oltre a peggiorarne pesantemente le condizioni di vita, ne ha polverizzato ogni legame sociale.

E, sebbene questa situazione presenti anche paradossi disvelanti – il virus è arrivato via aereo con la cravatta dell’uomo d’affari, non via mare con gli abiti sdruciti del migrante – e qualche volta persino divertenti – a quando il primo barcone di industriali del nordest che cercherà di entrare in Romania e, respinto, verrà soccorso dalla prima ong leghista con Salvini al timone? – ciò su cui occorre porre l’attenzione sono almeno due aspetti inquietanti.

Il primo riguarda il potere e le vette di disciplinamento sociale che sta sperimentando. Foucault diceva che le misure a suo tempo prese per contrastare la lebbra e la peste costruivano due forme di potere differenti e complementari con un unico scopo: quello di controllare la società.

E se le misure prese per contrastare la lebbra si basavano sul rigetto, l’esclusione sociale e l’abbandono degli ammalati al loro destino, con l’obiettivo di salvaguardare la società dagli stessi e di perseguire il sogno della comunità pura, le misure prese per contrastare la peste si basavano sul rigidissimo controllo e sulla ripartizione ossessiva degli individui, che venivano differenziati, incasellati e normati, con l’obiettivo di governare meticolosamente la società e di perseguire il sogno della comunità disciplinata.

Scriveva Foucault al proposito “Questo spazio chiuso, tagliato con esattezza, sorvegliato in ogni suo punto, in cui gli individui sono inseriti in un posto fisso, in cui i minimi movimenti sono controllati e tutti gli avvenimenti registrati, in cui un ininterrotto lavoro di scritturazione collega il centro alla periferia, in cui il potere si esercita senza interruzioni, secondo una figura gerarchica continua, in cui ogni individuo è costantemente reperito, esaminato e distribuito fra i vivi, gli ammalati, i morti, tutto ciò costituisce un modello compatto di dispositivo disciplinare”.

L’analogia con quanto sta accadendo in questi giorni è impressionante, ma diventa inquietante se lo si paragona con la “minaccia” che incombe: non siamo in presenza della lebbra, né della peste, bensì di un virus del raffreddore, ovviamente da non sottovalutare in quanto nuovo e per il quale nessuno ha di conseguenza sviluppato gli anticorpi, ma che per virulenza e mortalità, ha una pericolosità estremamente limitata.

Sembra evidente come le misure intraprese per contrastarlo non rispondano ad un’esigenza di salute pubblica, ma ad una lezione di pedagogia disciplinare di massa.
Da diversi punti di vista.

Il primo dei quali riguarda i soggetti: mentre è chiaro come la categoria veramente a rischio sia quella degli anziani con patologie pregresse, tutte le misure sono principalmente rivolte ai bambini, ai giovani e agli adulti.

Il secondo riguarda gli spazi: nelle zone prive di focolai sono salvaguardati i luoghi della produttività di bambini e adulti, che devono andare in classe e sul luogo di lavoro, ma non possono fare nient’altro, essendo vietati tutti gli spazi della curiosità, dell’incontro, dell’arricchimento culturale e spirituale, della socialità.

Il terzo riguarda i tempi: la chiusura alle 18 dei locali a Milano, a meno di immaginare ascendenze vampiresche del Coronavirus, sembra un plateale invito all’autoisolamento nel panico individuale, dopo aver comunque dato il proprio contributo al Pil della nazione.

L’apogeo è stato raggiunto dalla Regione Marche che, pur in assenza di qualsiasi focolaio, nonché di qualsiasi persona ammalata, ha chiuso tutte le scuole e proibito tutte le attività di incontro, fino a farsi impugnare il provvedimento dal governo, che ora dovrà spiegare al solerte governatore come, affinché la pedagogia disciplinare funzioni, serve almeno una parvenza di shock (che so, un malato), altrimenti il re viene visto nudo da tutti.

Questo ci porta al secondo aspetto inquietante di tutta questa vicenda.
E riguarda la società e la sua passività.
Com’è infatti possibile che tutto questo avvenga senza alcun sussulto sociale, che non siano le battute ironiche che viaggiano via social?
Come mai, da un lato all’altro della penisola, si fa incetta di amuchina indipendentemente dal rischio reale?
Perché abbiamo accettato di trasformare le maschere di carnevale, allegre, variopinte e reciprocamente comunicanti, con mascherine tristi e monocolore con le quali transitiamo su autobus e metropolitane, comunicando tensione ed ostilità?

C’è qualcosa di molto profondo che sta emergendo in questi giorni, al punto da aver quasi ammutolito personaggi come Salvini di fronte allo stupore di un sogno, per quanto a sua insaputa, realizzato: un popolo che vive di paura e che si fa disciplinare. Addirittura grato al potere di aver finalmente identificato un nemico reale e di aver dato un nome ad un’angoscia da insicurezza che era divenuta insopportabile.

Non si tratta di proporre eccentriche violazioni ai divieti imposti o velleitarie chiamate all’esodo da questa situazione paradossale: si tratta di iniziare a interrogarci tutte e tutti assieme se e per quanto tempo continueremo a consegnare le nostre esistenze e la loro dignità a chi, una volta utilizzando la trappola del debito per respingere ogni rivendicazione di diritti e l’altra utilizzando un’epidemia per disciplinare l’intera società, ci chiede di interiorizzare la solitudine competitiva come unico orizzonte esistenziale.

COBAS Scuola Sardegna indizione SCIOPERO Scuola in Sardegna 6-7 maggio 2020

SCIOPERO di due giorni delle Scuole
in Sardegna il 6 e 7 maggio 2020

 

Comunichiamo che i COBAS Scuola Sardegna hanno indetto due giorni di SCIOPERO delle SCUOLE della SARDEGNA per il 6 e 7 maggio 2020, nei primi giorni dei quiz Invalsi nelle scuole elementari (giornate di quiz anche per le classi seconde delle superiori), per tutto il personale Docente, Educativo, Ata e Dirigente degli Istituti di ogni ordine e grado.

 

per i COBAS Scuola Sardegna
Nicola Giua

 

Formale indizione nel link seguente

indizione SCIOPERO Scuola Regione Sardegna 6-7 maggio 2020 COBAS Scuola Sardegna

Lo SCHIANTO di AIR ITALY – le ragioni dell’esperto aeronautico Gaetano Intrieri

L’esperto del settore aeronautico, Gaetano Intrieri, spiega le ragioni dello “schianto” di Air Italy.

Viene da chiedersi: dove stavano i Governanti della Regione Sarda mentre avveniva questo disastro?

Erano impegnati a distruggere la sanità Sarda con i Qatarioti nell’altra geniale operazione del Mater Olbia?

Nicola Giua – COBAS Scuola Sardegna

 

“La liquidazione di Air Italy e il ruolo di Qatar Airways. L’intervento di Gaetano Intrieri, esperto del settore aeronautico”

https://www.startmag.it/smartcity/vi-spiego-lo-schianto-annunciato-di-air-italy-lanalisi-di-intrieri/

COLLETTIVO FURIA ROSSA: 24 febbraio 2020 tutti ASSOLTI!!! IL REATO DI SOLIDARIETÀ – il caso della famiglia Spanu: appello per l’assoluzione del collettivo ‘Furia Rossa’ di Oristano

COLLETTIVO FURIA ROSSA:
24 febbraio 2020 tutti ASSOLTI per non aver commesso il fatto!!!

 
 
I COBAS Scuola Sardegna ed i COBAS della Sardegna sottoscrivono e fanno proprio l’APPELLO per l’assoluzione del collettivo “Furia Rossa” di Oristano i cui componenti Davide, Dario e Marco sono accusati del “reato di solidarietà” per uno sfratto del 2015.
 
IL  REATO  DI  SOLIDARIETÀ
il caso della famiglia Spanu: appello per l’assoluzione del collettivo ‘Furia Rossa’ di Oristano
 
Si avvia alla conclusione presso il Tribunale di Oristano il processo intentato contro tre giovani attivisti del Collettivo Furia Rossa, per un articolo di critica dell’operato della Questura in occasione di uno sfratto, avvenuto nel 2015 nelle campagne di Arborea.
 
La vicenda, maturata a causa della situazione debitoria di una azienda familiare nel rapporto con una banca, aveva comportato l’abbandono forzato della fattoria e dell’abitazione da parte della famiglia Spanu, da un lato con l’intervento attivo della forza pubblica e dall’altro con il dispiegamento di una resistenza passiva da parte della rete di solidarietà maturata in quei giorni.
 
La gravità del fatto (catena debitoria, perdita dei beni primari) era apparsa emblematica della precipitazione sociale nella quale stavano cadendo molte famiglie contadine; e tuttavia questa gravità, che costituisce il centro del problema, è stata successivamente adombrata dalla ribalta che si è determinata con la denuncia di diffamazione, elevata per iniziativa della Questura medesima a carico di alcuni dei contestatori di prima linea, appunto il Collettivo Furia Rossa. In ragione di un epiteto, che si assume come volgare ma di uso assolutamente comune e nei contesti più svariati, i giovani Davide Pinna, Mario Figus e Marco Contu sono stati chiamati a processo con una richiesta di risarcimento di oltre duecentomila euro da parte dei denuncianti e di otto mesi di reclusione da parte del pubblico ministero.
 
Se emblematica e cinica era apparsa la vicenda Spanu, questa sua conseguenza apparentemente secondaria ne replica in automatico la pesantezza e la gravità; la questione si configura ora in modo compiuto e assolutamente semplice: come sia possibile che vecchi contadini che non hanno commesso reati siano rovinati per sempre nell’indifferenza generale, e come sia possibile che giovani studenti, incensurati fin nei registri di scuola, che non sono rimasti indifferenti a quella vicenda, debbano rischiare di subire la stessa sorte.
 
Non è per questo genere di avvitamenti che i cittadini necessitano degli istituti di polizia: noi che di questi studenti siamo stati maestri, noi cittadini, abbiamo conformato il nostro insegnamento al principio che proprio l’indifferenza è il maggior pericolo sociale, in quanto complice perpetuo delle ingiustizie conclamate e delle storture che possono generarsi nei periodi di crisi, ed è il massimo agente diseducativo, in quanto è il più pervasivo e impunito dei mali della società; le impertinenze verbali, in questa difficile composizione delle ragioni, non si castigano per via giudiziaria.
 
Vorremmo sollecitare i denuncianti a ritirare la loro iniziativa giudiziaria, in rispetto di questo principio superiore che primariamente deve ispirare anche la loro funzione; manifestiamo a Davide, Mario e Marco la nostra solidarietà, e chiediamo la loro piena assoluzione.
 
CHIUNQUE VOGLIA  SOTTOSCRIVERE  QUESTA  DICHIARAZIONE  PUÒ  FARLO  DIRETTAMENTE  A  COMMENTO  DI  QUESTO  POST  E  PUÒ  EVENTUALMENTE  CONDIVIDERLO  CONTRIBUENDO  ALLA  SUA  DIFFUSIONE
 

STAMPA e TV su SCIOPERO Scuola in Sardegna e Manifestazioni a Cagliari a Sassari 14 febbraio 2020

STAMPA e TV su SCIOPERO Scuola in Sardegna e Manifestazioni a Cagliari a Sassari 14 febbraio 2020 di COBAS Scuola Sardegna e Coordinamento Precari Autoconvocati di Sassari

 

TG di VIDEOLINA

SCUOLA E AMBIENTE, L’ISOLA IN PIAZZA: 

A CAGLIARI COBAS E FRIDAYS FOR FUTURE

https://www.videolina.it/articolo/tg/2020/02/14/scuola_e_ambiente_l_isola_in_piazza_a_cagliari_cobas_e_fridays_fo-78-987020.html

 

TGR RAI Sardegna 

SCIOPERO della Scuola e MANIFESTAZIONI a Cagliari e Sassari

https://www.facebook.com/nicolagiua/videos/10219300725580745/

 

L’Unione Sarda on line

Scuola e ambiente, l’Isola in piazza a Cagliari

https://www.unionesarda.it/articolo/economia/2020/02/14/scuola-la-protesta-dei-precari-la-sardegna-penalizzata-2-987004.html

 

La Nuova Sardegna

Sassari, gli insegnanti precari scendono in piazza contro il Decreto Scuola 2019

https://video.lanuovasardegna.it/locale/sassari-gli-insegnanti-precari-scendono-in-piazza-contro-il-decreto-scuola-2019/119738/120214

 

CASTEDDU ON LINE 

SCIOPERO delle Scuole Sarde dei COBAS Scuola Sardegna e Coordinamento Precari Autoconvocati

Manifestazioni e cortei a Cagliari e Sassari

https://www.castedduonline.it/cagliari-la-rabbia-dei-prof-precari-stipendi-bassi-e-costretti-a-partire-fuori-per-lavorare/

 

ANSA SardegnaSciopero e Manifestazioni in Sardegna 14 febbraio 2020

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/02/12/ansa-focus-scuola-concorso-alle-porte-ma-sale-rabbia-precari_c3e03eef-175a-412b-b98c-b72def731852.html

 

Radio Sintony

14 Febbraio 2020 la Scuola Sarda scende in piazza

San Valentino in piazza per la scuola sarda che questa mattina si è trovata in piazza Galileo Galilei a Cagliari davanti all’ufficio scolastico regionale.

http://www.sintony.it/news.php?page_id=6320

 

Canale 12

Successo dello SCIOPERO e delle MANIFESTAZIONI a CAGLIARI e SASSARI 14 febbraio 2020 – COBAS Scuola Sardegna

COBAS Scuola Sardegna

Comunicato Stampa – 14 febbraio 2020

In Sardegna grande successo dello SCIOPERO delle Scuole del 14 febbraio 2020, con migliaia di scioperanti e decine di Istituti chiusi, e delle MANIFESTAZIONI a Cagliari e Sassari

 

Lo Sciopero di oggi, 14 febbraio 2020, indetto in Sardegna dai COBAS Scuola Sardegna e dai Coordinamenti Precari Autoconvocati è pienamente riuscito con l’adesione allo sciopero di migliaia di colleghe e colleghi Docenti e Ata per protestare, in particolare contro la situazione del precariato della scuola in Sardegna e contro le procedure del prossimo concorso che verrà, a breve, bandito per le scuole secondarie.

A CAGLIARI si è tenuta una Manifestazione in piazza Galilei (di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna) indetta dai COBAS Scuola Sardegna, alla quale hanno partecipato alcune centinaia di Docenti e Ata stabilizzate/i e precarie e precari della Scuola.

Il Corteo degli studenti, con Friday For Future, tenutosi oggi a Cagliari contro il vergognoso progetto di metanizzazione dell’Isola è confluito e si è concluso in Piazza Galilei nella quale si sono tenuti vari interventi.

A SASSARI si è svolto un colorato e partecipatissimo Corteo (con un migliaio di presenze) organizzato dal Coordinamento Precari Autoconvocato di Sassari e dai COBAS Scuola Sardegna, con la partecipazione di altre forze del territorio e con vari interventi finali.

Alle iniziative di mobilitazione odierne hanno aderito anche altre organizzazioni che nelle scorse settimane hanno fatto un appello alla mobilitazione, e che ringraziamo per l’impegno nei confronti della Scuola Pubblica Sarda e per aver animato insieme ai Coordinamenti Precari Autoconvocati ed ai COBAS Sardegna le manifestazioni di Cagliari e Sassari (Sardegna Possibile, Caminera Noa, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e diverse altre realtà associative, culturali e comitati territoriali della Sardegna).

La lotta non si ferma poiché l’ultimo Decreto Scuola, ove non venisse modificato, prevederà un vero e proprio massacro per le precarie ed i precari della Sardegna.

Infatti, siamo contro le previste procedure concorsuali, che non mettendo a disposizione tutti i posti vacanti e disponibili rischia di generare una moltitudine di esodati, con tanti anni di servizio prestati nella scuola pubblica e, in particolare in Sardegna, costringerà tantissime/i colleghe/i, nella migliore delle ipotesi a scegliere tra il lavorare fuori dall’isola (almeno con il vincolo quinquennale) o diventare disoccupate/i dopo tanti anni di servizio nella scuola.

Inoltre, combattiamo ulteriori tagli degli Organici di Docenti ed Ata delle scuole della Sardegna e rivendichiamo un aumento degli organici con la riduzione del numero di alunne/i per classe poiché senza un sensibile aumento degli organici e delle risorse – aumenti non previsti negli attuali finanziamenti – rimarrà a rischio la funzionalità quotidiana delle nostre scuole.

Siamo anche contrari al continuo deferente (verso Governo e MIUR), dimensionamento con il taglio di Istituti Scolastici deciso dalla Regione Sarda. Infatti, nonostante la retromarcia della RAS, che ha ridotto i tagli inizialmente previsti, chiediamo la modifica degli assurdi parametri esistenti per il mantenimento delle autonomie scolastiche, che negli ultimi 15 anni sono state ridotte da 410 a 274, e chiediamo che tutti i fondi RAS disponibili non vengano spesi per finanziare le scuole private, per inutili e costosi progetti privi di alcuna reale ricaduta didattica (come i progetti Iscol@), e vengano, invece, assegnati alle scuole magari per la lingua, la storia e la cultura Sarda, i trasporti, le mense, i convitti e l’edilizia scolastica.

Abbiamo protestato anche contro l’atteggiamento dell’amministrazione scolastica che ha colpito il collega insegnante (nonché rappresentante sindacale), Andrea Scano con gravi sanzioni (ripetute sospensioni dal servizio), solo per aver, giustamente, posto in discussione lo scriteriato e incontrollato utilizzo del Registro Elettronico.

Infine, lottiamo per un contratto che preveda veri aumenti ed almeno un pieno recupero salariale di quanto perso negli ultimi anni da Docenti e Ata, per il rientro in Sardegna dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR, per il potenziamento degli organici ATA, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, il ripristino integrale delle sostituzioni con supplenze temporanee e per una vera democrazia sindacale e la libertà di assemblea in orario di servizio.

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

 

Stampa – SCIOPERO della Scuola in Sardegna e Manifestazioni CA e SS 14-02-2020

 

 

Foto delle MANIFESTAZIONI di CAGLIARI e SASSARI

I Dirigenti Scolastici NON possono SOSPENDERE le/i DOCENTI dall’insegnamento – circolare USR Toscana del 4 febbraio 2020

I Dirigenti Scolastici NON possono SOSPENDERE le/i DOCENTI dall’insegnamento

Negli scorsi giorni il Dirigente dell’USR Toscana ha inviato a tutte le Istituzioni Scolastiche una nota, prot. n. 1298 del 4 febbraio 2020, con la quale invita i DS a non procedere con l’attivazione di procedimenti disciplinari che prevedano la sospensione dall’insegnamento delle/dei docenti perché le/gli stessi Dirigenti Scolastici non sono competenti ad irrogare tali sanzioni.

In tali casi li invita ad inviare gli atti all’Ufficio territoriale competente per gli adempimenti disciplinari di competenza.

L’USR Toscana conferma ciò che noi COBAS Sculla Sardegna abbiamo sempre sostenuto (dal Decreto Brunetta in poi), e che è stato confermato da decine di sentenze emesse dai Tribunali e dalle Corti d’Appello e, recentemente, da due ordinanze emesse dalla Corte di Cassazione (n. 28111/2019 del 31 ottobre 2019 e n. 30226/2019 del 20 novembre 2019).

 

per i COBAS Scuola Sardegna

Nicola Giua

 

USR Toscana – procedimenti disciplinari precisazioni – 04-02-2020

venerdì 14 febbraio 2020 SCIOPERO della SCUOLA indetto dai COBAS Scuola SARDEGNA

venerdì 14 febbraio 2020
SCIOPERO Regionale della SCUOLA indetto dai COBAS Scuola SARDEGNA

per tutto il personale Docente e ATA di ogni ordine e grado degli Istituti Scolastici Statali

 

MANIFESTAZIONI a CAGLIARI e SASSARI 

dalle ore 10.00 in p.zza Galileo Galilei CA

(fronte USR Sardegna)

dalle ore 10.00 in Corso G.M. Angioy SS

(fronte USP di Sassari)

 

LOCANDINA dei COBAS Scuola Sardegna per lo SCIOPERO del 14 febbraio 2020

COBAS – locandina SCIOPERO della SCUOLA – 14 febbraio 2020

 

VOLANTINO dei COBAS Scuola Sardegna per lo SCIOPERO del 14 febbraio 2020

VOLANTINO COBAS Scuola Sardegna SCIOPERO Scuola Regione Sardegna 14-02-2020

 

nota USR Sardegna SCIOPERO del 14 febbraio 2020 COBAS Scuola Sardegna

m_pi.AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE(U).0001570.30-01-2020

 

mobilitazione scuola in Sardegna 14 febbraio 2020

documento mobilitazione precari-e scuola in Sardegna 14 feb

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIFFIDA dei COBAS Scuola SARDEGNA in relazione alla mancata comunicazione dello SCIOPERO di venerdì 14 febbraio 2020 delle Scuole della Regione Sardegna

diffida COBAS Scuola Sardegna a Istituti Scolastici Sardegna SCIOPERO 14-02-2020

 

MANIFESTI dello SCIOPERO del 14 febbraio 2020

MANIFESTO SCIOPERO 14-02-2020 COBAS Scuola Sardegna

 

NUORO assemblea COBAS Scuola Sardegna 12 febbraio 2020 ore 17.00 – 19.00

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna fuori orario di servizio a NUORO

mercoledì 12 febbraio 2020 – ore 17.00-19.00

presso la sede dell’Istituto Tecnico Commerciale 

Chironi” di NUORO, via Toscana, 29

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna 

verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   SCIOPERO della SCUOLA in Sardegna di venerdì 14 febbraio 2020;

2)   Decreto Scuola “ammazzaprecari” (in particolare per le/i Sarde/i), procedure concorsuali, procedure di assunzione, posti a concorso…;

3)   situazione della scuola in Sardegna (prossimi organici, dimensionamento scolastico, 35 ore ATA, BONUS Docenti nel FIS, contratti d’istituto);

4)   prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;

5)   organizzazione delle sedi (prossima apertura sede COBAS a Carbonia) e Consuntivo finanziario 2019 dei COBAS Scuola Sardegna.

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

NU assemblea COBAS Scuola Sardegna a NUORO 12 febbraio 2020 – presso ITC Chironi NU

assemblea a CAGLIARI 10 febbraio 2020 – COBAS Scuola Sardegna – presso ITI Marconi CA ore 17

ASSEMBLEA COBAS Scuola Sardegna

fuori orario di servizio a CAGLIARI

 

lunedì 10 febbraio 2020 – ore 17.00-19.30

presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale “Marconi” di CAGLIARI,

via Valerio Pisano, 7 (zona Terramaini)

 

Nell’Assemblea dei COBAS Scuola Sardegna 

verrà discusso il seguente O.d.G.:

1)   SCIOPERO della SCUOLA in Sardegna di venerdì 14 febbraio 2020;

2)   Decreto Scuola “ammazzaprecari” (in particolare per le/i Sarde/i), procedure concorsuali, procedure di assunzione, posti a concorso…;

3)   situazione della scuola in Sardegna (prossimi organici, dimensionamento scolastico, 35 ore ATA, BONUS Docenti nel FIS, contratti d’istituto);

4)   prossime iniziative, seminari CESP, contenziosi e mobilitazioni;

5)   organizzazione delle sedi (prossima apertura sede COBAS a Carbonia) e Consuntivo finanziario 2019 dei COBAS Scuola Sardegna.

 

Un saluto

per i COBAS Scuola Sardegna – Nicola Giua

 

assemblea COBAS Scuola Sardegna a CAGLIARI 10 febbraio 2020 – ITI Marconi CA

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