Antonello Boassa

IRAN. LE ZANNE SDENTATE DI ISRAELE/ARABIA SAUDITA

8L’Iran è oramai una potenza regionale indiscussa ma soffre di problemi interni rilevanti su cui si è sempre tentato (vedi 2009) di innescare la miccia esplosiva della destabilizzazione. Ne sono esempio tangibili i disordini sociali recenti.
Il governo Rohani, capovolgendo infatti le istanze sociali dell’ex Presidente Mahmoud Ahmadinejad, ha favorito privatizzazioni e tagli allo stato sociale che hanno determinato le giuste proteste della popolazione su cui, come è consuetudine dell’Occidente democratico, si sono sovrapposte azioni molto violente contro stazioni di polizia ed Istituzioni statali, orchestrate, come poi si è dimostrato, dall’onnipresente CIA, oltre che dai servizi segreti israeliani e sauditi. Ventidue vittime accertate. Più di tremila arresti secondo un parlamentare iraniano 1). Ahmadinejad, considerato, assieme a Ibrahim Raissi, candidato alle scorse elezioni presidenziali contro Rohani, il maggior responsabile della sommossa, almeno nella fase iniziale, si troverebbe attualmente agli arresti domiciliari con l’approvazione della Suprema Guida Ali Khamenei 2)
Alla sommossa hanno partecipato a migliaia Curdi iraniani che hanno gridato contro la corruzione e la crisi economica, chiedendo per sé ma anche per tutto l’Iran il rispetto delle regole democratiche, la giustizia sociale sempre più gravemente compromessa. Il Congresso del “Kurdistan orientale” ha sostenuto la rivolta, lamentandosi dell’azione della polizia per aver fatto largo uso delle pallottole di gomma e del gas al peperoncino e appellandosi alle altre etnie ( Beluci, Azeri, Arabi) per un progetto e per un’azione comune.3)
Ovviamente se l’Iran non procede, sia pure all’interno del suo regime clericale teocratico, ad una revisione della sua politica economica 4) e ad un’apertura più ampia verso le minoranze e dovesse invece continuare nel neoliberismo (privatizzazioni, bassi salari, disoccupazione, abbattimento del Welfare…) e in forme di settarismo nei rapporti con le varie etnie, si esporrebbe alle operazioni di destabilizzazione e di rovesciamento violento delle istituzioni da parte di quelle potenze che lavorano in Medioriente contro una pacifica convivenza tra i popoli.
Ritornare alle politiche di Ahmadinejad, antiliberiste e popolari, alle idee rivoluzionarie di quel grande personaggio che fu Shariati, ispiratore della rivolte in chiave anticoloniale ed antimperialista, costituirebbe la maggior arma di difesa contro l’aggressione dell’Occidente “umanitario”
Che vi sia stata in sovrapposizione alle rivolte spontanee un’operazione dall’esterno sembra confermata dal Segretario del Consiglio degli Esperti Mohsen Rezael, secondo il quale
da una sala operativa di Irbil sarebbero partite le direttive per fomentare disordini in molte città dell’Iran. Direttive che sarebbero partite da “Michael D’Andrea, capo delle operazioni della CIA in Iran” 5).
E’ presumibile ipotizzare che scopo dei disordini non sia stato il cambio di regime (soluzione estremamente difficile) ma tentare di evidenziare davanti alla “comunità internazionale” l’esistenza di un’opposizione forte e capillare, presente in molte città, opposizione contro la quale il regime si sarebbe espresso con ferocia, mettendo alla luce i suoi tratti dittatoriali.
Gli Stati Uniti hanno subito manipolato lo stato delle cose, grazie al loro imponente sistema mediatico, per chiedere nuove e ancora più severe sanzioni al Consiglio di Sicurezza. Purtroppo per gli States, non sembra che possano dare ordini come un tempo. Pareri contrari non solo da Russia e Cina ma anche da altri paesi presenti nel Consiglio di Sicurezza. Addirittura dalla stessa Europa. Macron, in particolare, sempre pronto ad esporsi, ha voluto confermare la necessità di mantenere i rapporti economici e commerciali con la Repubblica Islamica ed ha fatto intendere ai suoi alleati che creare surrettiziamente un “asse del male” potrebbe condurre verso una rovinosa guerra 6)
Ma come mai il vero asse del male (Usraele e Arabia Saudita) è così desideroso di azzannare l’Iran ?
Molteplici sono le ragioni. Ne indichiamo tre:
1) Con le vittorie nella guerra contro lo stato islamico. L’iran ha aperto un corridoio che gli permetterà con l’alleanza, ritrovata nell’asse della resistenza, con Iraq, Siria e Libano, di raggiungere il Mediterraneo con i suoi gasdotti (obiettivo in particolare dei Sauditi che hanno sponsorizzato il terrorismo jihadista allo scopo di poter disporre della Siria e del Libano). Ad aggiungere beffa alla beffa, il Qatar ha scelto l’Iran per partecipare allo sfruttamento dei giacimenti energetici a mare. Iran che potrà trasportare quel gas verso il Mediterraneo a beneficio del Qatar, oltre che suo
2)La collaborazione della Repubblica Islamica con la Cina 8) che in questi ultimi tempi ha conosciuto progressi straordinari sul piano commerciale e sulla cooperazione. L’antica via della seta che viene riproposta da Xi Ping in salsa moderna e con aperture spaziali più articolate ha bisogno dello spazio iraniano per raggiugere più facilmente l’Europa sul lato meridionale del grande progetto che oltre ad avere un evidente impatto di interscambio commerciale, produttivo, turistico ambisce ad unire politicamente l’Asia e a fare di essa il centro propulsore economicamente e culturalmente nel secolo xxi del pianeta.
Un progetto che sta sullo stomaco a Stati Uniti, ad Israele e all’Arabia saudita mentre l’Europa vivacchia pronta a darsi al miglior offerente, in definitiva al vincitore
3) Il panico militare. Il principe ereditario saudita Muhamad Bin Salman aveva dichiarato in un’intervista televisiva alcuni mesi fa che “stava per avviare la guerra in Iran”7). Una fanfaronata che, attuata, avrebbe portato il suo Paese alla rovina. Panico.
Bin Salman sa della potenza militare dell’Iran che, grazie alla Russia con la quale ha un rapporto privilegiato, ha un sistema di difesa antiaereo e antimissilistico con il quale si può opporre con successo agli attacchi sauditi ed israeliani. Il panico deriva anche dal fatto che anche la Siria dispone di sistemi antimissili modernissimi capaci di abbattere tre caccia israeliani che violavano lo spazio aereo siriano allo scopo di distruggere siti militari. Siria che ha dichiarato che colpirà anche se viene violato lo spazio libanese che ,tra l’altro, può essere ben difeso dagli Hezbollah che dispongono anch’essi di avanzati sistemi d’arma che possono facilmente colpire Israele.
Se a ciò si aggiunge la dichiarata alleanza delle Guardie rivoluzionarie iraniane con Hamas e la Jihad islamica palestinese, risulta ovvio che Israele e Arabia saudita si sentano accerchiati (molto male la guerra contro gli Huthi in Yemen, nonostante i reiterati crimini di guerra contro la popolazione civile). Ed è anche ovvio che gli Stati Uniti si sentano perduti, date le sconfitte e la perdita di credibilità in Medioriente che sarebbe ingenuo attribuire del tutto a Donald Trump. E’ la Russia con Putin che appare ora il punto di riferimento per il Medioriente per entrambe le sponde, o meglio, dato l’attuale intreccio di alleanze variabili, per tutte le sponde…
Ciò che avverrà nel 2018 in quest’area che tanto ha sofferto è molto difficile prevedere, anche se la mia personale paura, e anche la mia convinzione, è che gli sconfitti faranno di tutto per ricreare eccidi di massa, terrore e caos.
NOTE
1) ANSA MONDO “ Iran: 3.700 arrestati…” 9/1/18
2) Voltaire “Cosa succede in Iran” 8/1/18
3) UIKI onlus “I manifestanti gridano “morte alla dittatura”…” 5/1/18
4) Vedi sugli indirizzi futuri di politica economica del governo Rohani Stefano Zecchinelli “l’Iran deve legalizzare…”in L’interferenza 4/1/18
5) IFP “ Sala operativa di Irbil…” 7/1/18 in Aurora
6) Moon of Alabama “L’Europa non segue gli Stati Uniti…” 4/1/18 in Aurora
7) Abdalban Atwan Rai a-Yum “Tentare la fortuna…” 30/12/18 in Aurora
8) Massimo Bordin “I neocon lavorano la Cina…3/1/18 in Libre

Antonello Boassa

LA PALESTINA E’ TUTTA LA PALESTINA

La pietra miliare su cui si fondano le “rivendicazioni” sioniste sulla Palestina è la Conferenza di Sanremo del 1920 (un’estensione della Conferenza di Pace di Parigi del 1919) cui parteciparono le potenze vincitrici ad eccezione degli Stati Uniti.
In tale occasione venne affidato alla Gran Bretagna il mandato sulla Palestina come “impegno sacro” per la “costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico”
Le potenze coloniali ritennero di nessuna importanza il fatto che “la terra santa” fosse abitata da un popolo di cui di fatto venne riconosciuto “uno stato illegittimo di occupazione”. Venne così dato riconoscimento alla “connessione storica del popolo ebreo con la Palestina e alle basi per ricostituire la loro nazione in quel Paese”.
Nel mandato veniva specificato ” Nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina ” 1) Meglio ancora se i naturali abitanti della Palestina se ne vanno via da terre non loro. Dove?
Prima della firma del mandato, la Gran Bretagna sottrasse al territorio mandatario in questione la Cisgiordania che venne aggiunta ai territori sotto”sovranità araba”. Per i luminari sionisti tutto a posto ” Gli arabi palestinesi godono da lungo tempo dell’autodeterminazione nel proprio stato,lo stato arabo della Giordania”
Nel luglio del 1922 il Mandato venne approvato dalla Società delle Nazioni e in tal modo divenne vincolante per tutti i 51 membri della Società. La dichiarazione Balfour del 1917( che riconosceva i legami storici e religiosi degli Ebrei “con la terra dei loro padri che sotto la dominazione greca e romana divenne nota come Palestina”) ebbe dunque la consacrazione di un riconoscimento giuridico internazionale che dava il via alla “legittima”conquista della Palestina e con essa agli illegali atti di terrorismo e alle espulsioni…un genocidio non sottoscritto dalle nazioni imperiali ma di fatto permesso e facilitato.
Con l’avallo della allora comunità internazionale, con l’argomentazione “pseudogiuridica” dell’esistenza di una terra senza popolo, apparve doveroso e nel pieno diritto compiere i più spietati atti barbarici contro una popolazione quasi del tutto disarmata. Incendio di abitazioni e di negozi, distruzione totale di villaggi e scomparsa dei loro nomii, omicidi di massa, devastazione blasfema delle istituzioni religiose anche cristiane, profanazione dei cimiteri, espulsione di massa, terrorismo anche contro soldati inglesi che si opponevano a tanta crudeltà.
Così venne edificato lo stato d’israele. Genocidio ed espulsione. Il Giro d ‘Italia, a guida RCS, sotto la direzione di Mauro Vegni, vorrebbe celebrare il settantesimo anno della sua nascita che corrisponde alla Nabka, alla feroce pulizia etnica, alla tragedia del popolo palestinese, con la provocatoria prima tappa che parte da Gerusalemme. In seguito verranno interessate Haifa (la splendida città palestinese ricca di popolazione e di traffici che venne spazzata via dalla furia belluina sionista), Tel Aviv e il Negev.
Churchill, l’uomo che istigava gli Americani a buttare dopo Nagasaki la bomba atomica su Mosca prima che Stalin riuscisse a raggiungere l’equilibrio atomico: “E dove altro potrebbero essere gli Ebrei se non nella terra di Palestina, con la quale sono stati intimamente e profondamente associati per oltre tremila anni”.2)
Del resto, Gerusalemme continua la pulizia etnica con l’abbattimento di case e di espulsioni forzate mentre Il movimento BDS 3) ci rammenta che nel sud dello stato decine di cittadine di beduini palestinesi non godono degli elementari servizi e che i beduini stessi vengono minacciati della revoca della cittadinanza.
Con il Giro d’Italia, Israele punta al definitivo riconoscimento della sua politica, all’avallo per tutte le sue iniquità (e non abbiamo parlato dei “territori occupati” e di Gaza teatri di efferatezze inaudite) e del riconoscimento istituzionale di Gerusalemme capitale finora osteggiato dalla “Comunità internazionale. Il governo Gentiloni si rende complice e allo stesso tempo artefice di questa scellerata impresa.
Il Movimento BDS si appella ai militanti perchè facciano pressione su RCS perché rispetti il diritto internazionale e riposizioni la gara fuori dai confini dell’aparthaed, tramite la loro stessa petizione, tramite i social, via mail…
Personalmente credo che già in questo periodo, davanti alle giaculatorie del potere italiano ed israeliano ci debba essere una buona copertura di informazioni, di conferenze, di convegni, di brevi comizi, di cortei…e sopratutto un’assordante impegno dei militanti nelle piazze, nelle strade, nei social durante le prime tre tappe, e, se possibile, anche oltre…
Ricordiamoci. La Palestina, colpita duramente non è solo Cisgiordania e Gaza ma anche la terra e la popolazione sotto dominio dello stato coloniale e razzista di Israele.
La nazione palestinese è tutta la Palestina. E non vi saranno due stati (di impossibile applicazione) 4), ma uno solo, lo stato della Palestina, dove potranno convivere religioni diverse ed etnie diverse. Ci vorranno decenni ma lo stato sionista cadrà come a suo tempo è caduto lo stato nazista.
NOTE
1) La raccomandazione fu del tutto bypassata dai Sionisti. Come sempre hanno fatto con le risoluzioni ONU
2) Questa considerazione dell’eminente statista colonialista è una buffonata. Nessun rispetto della verità storica
3) BDS. Movimento palestinese per il boicotaggio, il disinvestimento, le sanzioni. Diffuso in tutto il pianeta con adesioni illustri. Il Sionismo ne ha una gran paura e lavora furiosamente perché i vari stati lo mettano fuorilegge.
4)Lo stato sionista potrebbe, al limite, accettare l’esistenza di due stati. Ma in quel caso lo stato palestinese sarebbe una stato fantoccio, privo di libertà e di dignità

Antonello Boassa

SAIF AL- ISLAM GHEDDAFI SI CANDIDERA’ ALLE PRESIDENZIALI

Gli ostacoli all’elezione di Saif vengono maggiormente dall’Occidente più che dalle sacche di ostilità in Libia createsi contro la Yamahirya e contro il governo di Muammar Gheddafi.
Saif gode di buona popolarità nelle regioni meridionali, anche se non sono estranei screzi e frizioni con i gruppi etnici Tebu eTuareg. Chi sembra dare il massimo sostegno a Saif è la tribù Warshafana 1)che aveva avuto sempre avuto grande credito nell’area tripolitana e che oggi si trova in conflitto con le milizie di Zintan che a suo tempo avevano tenuto in prigione Saif ma che non l’avevano consegnato al Tribunale di Tripoli che l’aveva condannato a morte per presunti crimini di guerra.
Se nelle aree più occidentali il suo carisma è ampiamente diffuso tra la popolazione che non è dimentica delle condizioni di relativa prosperità del Paese quando governava Muammar, in Cirenaica, dove il Feldmaresciallo Khalifa Haftar ha il controllo di una gran parte del territorio e soprattutto della “Mezza luna di petrolio”(situata tra Bengasi e Sirte), il sostegno sembra essere ancora più forte.
Non deve essere trascurato il fatto che Haftar con energia e tempestività, ha denunciato l’accordo del dicembre 2015 realizzatosi a Shqirat in Marocco 2) voluto fortemente dall’Occidente, in quanto scaduto e nullo.3). Dando in tal modo un colpo mortale alle aspirazioni del “sindaco” di Tripoli e del suo garante principale: lo stato italiano.
Haftar, che si pronuncia sempre a nome dell’esercito libico (LNA), ha dichiarato illegittimo il governo di Al-Saraj, facendo intendere di essere intenzionato ad entrare in conflitto qualora continuassero le pretese del “governo” di Tripoli di proporsi come rappresentante del popolo libico.
Khalifa Haftar ha fatto capire chiaro che non sottostarà ad eventuali manovre dell’Occidente (mascherate come neutrali ed umanitarie dall’ONU) e che vigilerà a favore della volontà popolare (va ricordata l’alta stima di cui gode presso la “Comunità internazionale” per la sua lotta contro il terrorismo Jihadista che-tuttavia- è ben lungi dall’essere sconfitto).
DUnque solo le elezioni presidenziali e parlamentari auspicate da Haftar in programma per fine dicembre 2018, potranno dare governabilità reale al Paese. Il personaggio prescelto dal Feldmaresciallo sembra essere proprio Sail al- Islam Gheddafi che da tempo è in continuo contatto con varie tribù per avere il consenso necessario per vincere le elezioni. Il binomio politico Haftar-Saif risulta allo stato attuale nettamente favorito.
L’Occidente ( la triade Usa-UE-Israele) più del terrorismo jihadista sempre forte, costituisce, come sempre, la forza politica e militare che si può mettere di traverso ed impedire processi di stabilizzazione democratica in Libia.
Soldati italiani,inglesi, francesi presenti e minacciosi con missione duplice.
Da una parte il controllo armato delle multinazionali del petrolio e sostegno alle milizie amiche, tra le quali quelle qaediste e quelle affiliate ai “Fratelli musulmani”, il “partito” realmente privilegiato da al-Serray e dall’imperialismo occidentale.
Dall’altra penetrare nel Fezzan per assicurare il blocco delle migrazioni, una volta che gli accordi con i Tuareg venissero meno, ed invadere il Niger, il Mali e la repubblica centrafricana per assicurare il saccheggio delle ingenti risorse4), qualora le truppe “umanitarie” dell’Occidente ne avessero bisogno.
Per bloccare l’ascesa di Saif, gli imperialismi userano la solita carta truccata dei diritti umani “calpestati” dai suoi oppositori. La Corte penale internazionale ha denunciato Saif per “crimini contro l’umanità”, chiede l’arresto alle autorità libiche e la sua comparizione al processo. Va detto che Saif è stato già giudicato da un Tribunale libico in contumacia e condannato a morte. Non consegnato dalle milizie di Zintan (risultava evidente anche a molte Ong il processo farsa) e poi amnistiato dal parlamento.
Khaled al- Zaidy, rappresentante legale di Saif, ricorda in merito quanto sia credibile la Corte. L’ex Procuratore Generale Louis Moreno Ocampo è stato accusato di corruzione per tangenti prese da chi sa chi per manipolazione del fascicolo libico.
Khaled sottolinea che Saif è stato già giudicato da una Corte libica e che, secondo lo stesso trattato di Roma che regolamenta la Corte penale internazionale, non si può essere processati per lo stesso reato due volte.
Inoltre ” il tribunale internazionale integra la giurisdizione del giudice naturale ma non può sostituirlo” 5)
Qualora Saif, come sembra già ora, riesca a compattare un vasto numero di tribù del grande Paese e non perda l’appoggio dell'”uomo forte” della Cirenaica che a sua volta gode del sostegno della Russia, degli Emirati Arabi e dell’Egitto, è facile ipotizzare una vittoria schiacciante alle prossime elezioni
NOTE
1) Alexsandr Orlov “Situazione mutevole in Libia…” “New eastern outlook” 21/12/17 in “Aurora”
2) Richard Galustian ” Francia, Nazioni Unite e coloqui…”Global research” 26/12/17 in Aurora
3) Sull’accordo di Shqirat vedi il mio A. B.”Da Gheddafi a 15.000 milizie” 16/12/17 in l’Interferenza e in Una parola contro le guerre
4)Vedii miei A: B. “Mali, Repubblica Centrafricana…ricolonizzazione francese teleguidata…” 22/12/13; 27/12/13; 30/12/13 in Una parola contro le guerre
5) Vanessa Tommasini ” Il ritorno di Saif al- Islam…” 27/12/17
in Notizie geopolitiche

Antonello Boassa

COREA DEL NORD. CHI PROVOCA CHI ?

L’ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza relativa alle sanzioni contro la Repubblica popolare della Corea mi sembra irresponsabile e tutt’altro che adeguata come asserito dalla grande stampa occidentale. Cina e Russia non hanno posto il veto.
Non sono mai state decise dalla fine della seconda guerra mondiale sanzioni così devastanti, Blocco del 90% dei prodotti petroliferi raffinati. Per quanto riguarda il greggio l’importazione sarà limitata a 500.000 barili all’anno.1) Limitata anche l’importazione di attrezzature industriali e di prodotti necessari al riammodernamento delle tecnologie agricole e industriali. Blocco delle esportazioni alimentari, dei macchinari e delle attrezzature elettriche. E’ previsto, entro 24 mesi, il ritorno coatto dei lavoratori coreani all’estero che con le loro rimesse garantiscono una qualità della vita soddisfacente alle loro famiglie in patria. Più di 2 miliardi di dollari.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterrez 2)si è dimostrato soddisfatto, sicuro che una tale imposizione crei le condizioni per una futura pace per la penisola coreana.
E’ stata per il momento tenuta in stand-by la proposta Usa di realizzare un blocco navale integrale che avrebbe determinato il definitivo strangolamento del Paese e con esso la possibile risposta bellica della dirigenza nordcoreana …che poi è quello che vuole la superpotenza americana.

Secondo molti media anglosassoni, la Casa Bianca sta allertando le forze militari per un attacco che potrebbe essere preventivo se kim non dovesse abboccare alle provocazioni che potrebbero spingerlo a sparare il primo colpo. In tal caso le opzioni strategiche che potrebbero combinare un attacco aereo per distruggere le rampe missilistiche e le forniture d’armi con un’operazione massiccia via terra sembrano essere già predisposte.
Si può supporre, qualora i sistemi di difesa nordcoreani non riuscissero ad evitare la distruzione delle rampe di lancio, della marina, dell’aviazione e la morte dei più alti dirigenti coreani che la guerra si concentrerebbe tra le paludi e le risaie e potrebbe svolgersi in un terreno accidentato, “un terreno misto”(“un territorio costituito in gran parte di montagne e colline separate da valli profonde e strette”)3) secondo pratiche di guerra più simili alla seconda guerra mondiale,se non addirittura alla prima guerra mondiale4)) con l’ovvio predominio della fanteria più consona ai nordcoreani (5 milioni di soldati e duecentomila forze speciali) 5)…che comporterebbe, data le difficoltà che incontrerebbe l’aviazione statunitense in tale contesto naturale, il possibile arretramento con gravi perdite dei militi yankee e dei soldati sudcoreani verso i confini dalla corea del sud.

Ma attenzione! nel quadretto indicato abbiamo voluto astrarre dalla risposta nucleare nordcoreana che potrebbe avvenire anche con massicci raid aerei. Okinawa e Guam potrebbero essere colpite e così anche la basi mlitari usa in Corea del sud. Il Giappone potrebbe essere devastato con missili non nucleari scagliati contro le centrali nucleari e le aree industriali. Un vero Armaggeddon. per la penisola coreana e per il Giappone.
E anche qui astraggo dalla possibilità che vengano colpite città popolose degli Stati Uniti e che venga risparmiata, come molti esperti militari credono, Tel Aviv.

Da qualsiasi parte si voglia affrontare il problema il risultato è del tutto negativo per entrambe le parti.
Ma solo per entrambe le parti? Il disastro produttivo e finanziario si rovescerebbe sull’intiero pianeta, con una crisi economico-sociale tale che quella del ’29 parrà come una lieve recessione..

Del resto ammesso e non concesso(in particolare dal sottoscritto) che Kim sia pazzo, come vorrebbero farci credere, non sarebbero ancora più demenziali le provocazioni che arrivano non solo da Trump e dal suo staff ma anche dal Consiglio di Sicurezza che intende dialogare con un embargo planetario che innanzitutto colpirebbe la popolazione civile.
In realtà, i grandi potenti della terra sanno che kim non è pazzo. Ciò che li disturba è la non arrendevolezza della classe dirigente nordcoreana, orgogliosa della propria indipendenza, che ha ben presente la fine di Gheddafi e la distruzione in chiave coloniale della Libia, per non parlare della balcanizzazione della Jugoslavia e dell’eliminazione della classe dirigente, così scomoda alle mire espansioniste coloniali della futura Unione europea.
E ciò che sanno i potenti della terra è che la Corea del Nord, assediata da settanta anni dagli stati Uniti, con immense perdite umane e con devastante distruzione del Paese durante la feroce guerra degli anni ’50, non intende attaccare, non intende sparare il primo colpo e cerca, con la deterrenza nucleare, difendere la sua sovranità, situata come è tra giganti:Cina, Russia, USA…

Se avremmo un Armaggeddon non sarà per le provocazioni della Corea del Nord, ma per opera di chi ha già sterminato milioni di donne e di uomini con le sue guerre per la pace e anche- va detto- per le ambiguità politiche di chi avrebbe potuto pronunciarsi in modo aperto verso il rispetto del diritto internazionale alla salvaguardia nazionale di un piccolo Paese.
NOTE
1) Libero quotidiano.it ” Stop alle importazioni di petrolio…”
2) Sputnik “Il Segretario generale delle Nazioni Unite…” 24
/12/17
3) Saker Italia “Sfatare i miti sbandierati…” 14/12/17
4) Saker Italia, op.cit.
5) Saker Italia, op. cit

Antonello Boassa

LIBIA. DA GHEDDAFI A “15.000 MILIZIE”

Nel memorandum 1) sulla Libia in merito alle politiche di disinformazione dell’Occidente sullo stato e sull’esercito libico, prima e durante la guerra d’aggressione scatenata dalla Nato e soci a partire dal marzo del 2011, Saif al Islam Khaddafi calcola che siano operanti allo stato attuale circa 15.000 milizie, gran parte delle quali ben armate e ben addestrate.
Il figlio di Gheddafi 2) non cita, perché presumibilmente lo da per scontato. la penetrazione di truppe d’invasione statunitensi, inglesi, francesi, italiane (trecento, di cui cento paracadusti della Folgore). E non cita la “rinascita” del terrorismo jihadista in particolare a Sirte e a Bengasi in seguito al ritorno dalla Siria degli oppositori più o meno democratici al governo di Assad (terrorismo che suo padre e il regime della Giamahiria aveva saputo contenere).

Lo stato considerato “fallito” da uomini di grande spessore morale come Giorgio Napolitano, oltre che dalle sinistre umanitarie e pacifiste, desiderose di bombardare e di uccidere, ora è realmente “fallito”, o , detto meglio, si trova nella condizione ideale perché gli avvoltoi dell’Occidente imperiale e i tagliagole locali possano disporne a loro piacimento.
Il caos allarma coloro che l’hanno creato perché è andato ben oltre quello preventivato. In tali condizioni è difficile infatti avviare in sicurezza la produzione di petrolio e gas e difendere gli oleodotti e i gasdotti. Ricorrere alle milizie costituite da bande di mercenari per la protezione degli impianti e delle infrastrutture diventa irrinunciabile.

Da qui i grandi sforzi che i carnefici della Libia stanno com piendo per approdare alla unificazione politica e giuridica del grande Paese africano. Dopo gli incontri a Madrid e Ginevra sotto gli auspici dell’ONU, si è registrato a Shkirat, cittadina del Marocco, tra Casablanca e Rabat, un accordo 3) che è stato ritenuto dalle parti importante e positivo. Ma gli entusiasmi son durati ben poco.
L’accordo prevedeva che il parlamento di Tobruk conservasse la maggioranza dei suoi membri e accogliesse al suo interno quaranta rappresentant del parlamento di Tripoli, diventando in tal modo il parlamento ufficiale della Libia. Il premierato del governo di unità nazionale sarebbe spettato a Fayez Al Serray, pedina farsesca dell’Occidente, arrivato dal mare a Tripoli con la protezione armata delle navi dell’Impero e talmente amato dai suoi connazionali che solo dopo alcuni mesi è riuscito ad insediarsi a Tripoli.
L’accordo non è stato gradito né a Tripoli né a Tobruk.
L’Occidente imperiale sembra sostenere il debole governo di Tripoli, più facilmente manipolabile( l’Italia è particolarmente interessata con l’ineffabile Minniti alla regolazione dei flussi immigratori anche con strumenti di detenzione criminale), 4) sebbene il fronte presenti vistose smagliature con la Francia che “tratta” con Haftar, mentre gli stessi Stati Uniti sembrano avvicinarsi all’uomo forte di Tobruk, il feldmaresciallo Haftar c he a sua volta gode dell’appoggio della Russia, dell’Egitto,degli Emirati Arabi.

In un articolo 5) avevo affermato che Haftar sembrava avviato verso il controllo pieno della LIbia. Certamente ha saputo conquistare, ponendola sotto il controllo del governo di Tobruk la ricchissima “Mezzaluna del petrolio”6)), situata tra Bengasi e Sirte ma è anche vero che la sua marcia si è rallentata in Tripolitania. Infatti, in appoggio all’intervento militare del generale Usama Juwahili, comandante della zona militare occidentale contro bande di fuorilegge7), le Brigate di Zintan e la Brigata rivoluzionaria di Tripoli alleate un tempo a Khalifa Haftar, seppure indipendenti, hanno attaccato l’esercito nazionale libico(LNA), costretto ad abbandonare la sua posizione.
La Tripolitania sembra perduta per il momento per il feldmaresciallo Haftar, mentre si profilano nell’area nuove alleanze. Al servizio di Al-Serray ? Al momento è difficile fare previsioni.

In tale contesto non va trascurata la presenza e l’azione politica dei Gheddafiani e in particolare della figura di Sail-Al-Khaddafi, personalità di alto prestigio, già a suo tempo considerato l’architeto di una nuova Libia, capace di “parlare” con le tante tribù della sua terra e proporre una politica di unificazione. A suo vantaggio va ricordato il rapporto politico favorevole, lui e la sua gente, con Khalifa Haftar

NOTE
1) Saif al-Islam Khaddafi ” Memorandum sulla Libia: disinformazione contro Stato Guida ed Esercito” in “Voltaire” 30/10/17
2) Saif al-Islam Khaddafi è attualmente perseguito dalla Corte Penale internazionale, indecemente gestito dall’Occidente imperiale, per “presunti” crimini contro l’umanità. Richiesto l’arresto del figlio di Muammar Gheddafi alle autorità giudiziarie locali
3) Il Post “Cosa rimane della Libia” 1/12/17
4) Amnesty international ” Libia: i governi europei complici di torture e violenze” 12/12/17
5) A. B. ” Haftar si avvia…” in Cagliaripad e in l’Interferenza 5/8/17
6) Il post, art. cit. 1/12/17
7) Andrey Akulov ” Eventi recenti in Libia: una sfida…” In “The Saker Italia”

Antonello Boassa

L’AUSWCHWITZ DELLA SOCIETA’ DELLO SPETTACOLO

Giorgio Agamben, filosofo di grande prestigio, aveva saputo smascherare la messinscena del genocidio di Timisoara del 1989 ricostruito come un set cinematografico con cadaveri dissepolti o strappati dai tavoli degli obitori e poi orribilmente sfregiati 1) ma quando avvenne invece il bombardamento del mercato di Serajevo tuonò immediatamente contro i Serbi mentre oggi anche i media più conservatori nutrono più di un dubbio sulla paternità di quell’eccidio.
Nessuno creda di sapersi difendere dall’industria dello spettacolo del falso. Agamben, seppure dotato di strumenti metodologici ed intellettuali considerevoli, aveva creduto alla paccotiglia informativa che i media avevano saputo sfornare per mettere in cattiva luce la causa serba e favorire, presso il largo pubblico, la giusta necessità della disgregazione della Jugoslavia, data la propensione criminale dei suoi dirigenti. La Jugoslavia, stato di orientamento “socialista” inviso certo agli States ma soprattutto alle mire espansive della Germania e della futura Unione Europea.
Domenico Losurdo in più occasioni aveva giustamente sottolineato che l’empio teatro di Timisoara aveva creato le fondamenta di quello spazio ideologico che avrebbe generato le falsificazioni successive2). Falsificazioni necessarie per consolidare presso i ceti conservatori il mito delle nefandezze dei personaggi e degli stati che si opponevano e che si oppongono all’Imperialismo mondialista…ma soprattutto per conquistare la mente dei progressisti, dei pacifisti, dei democratici, delle sinistre più ingenue.
Così l’aggressione alla Libia dell’empio dittatore Gheddafi apparve giustificata dai diecimila morti causati dalla repressione della polizia (diecimila morti inventati da Ong pacifiste a stelle e strisce), dagli stupri dell’esercito libico mai provati (la Cia riferirà, a guerra ultimata, che Gheddafi aveva dato l’ordine di non sparare sui civili, notizia ovviamente oscurata anche a “sinistra”).
E quanta gente di sinistra contro il genocida Assad. Migliaia di morti nelle carceri secondo Amnesty international. Né con Assad né con i jihadisti dunque. Gli attivisti di Amnesty confesseranno successivamente di essersi affidati ad un presunto testimone, veramente poco credibile, oppositore del regime. E per quanto riguarda le fotografie che attesterebbero la crudeltà del regime assistiamo alla ripetizione dello spettacolo osceno di Timisoara, un’altra ennesima edizione della società dello spettacolo in stile Auschwitz.
Molto credibili risulteranno a destra e a sinistra i candidati al Nobel per la Pace, gli “Elmetti bianchi”( White Helmets) all’opera in Siria per aiutare e sostenere la popolazione, Poco importa che qualche videata e qualche fotografia li abbia scoperti in posa ma anche in azione terrificante con i jihadisti.
Per non parlare di Avaaz 3)grande difensore dei ghiacciai, degli elefanti, dell’igiene marina ( nobili cause giustamente da difendere). Ma dietro ci sono fini più ambiziosi, come quelli di abbattere regimi ostili all’Occidente imperiale. Tra le tante petizioni, per esempio una che invitava i potenti della terra ad intervenire militarmente in Siria contro Assad.
Ricordate Slobodan Milosevic, Presidente della repubblica federale di Jugoslavia? Quale era l’epiteto più diffuso? Genocida certamente. Epiteto che troneggiava anche a sinistra. Ebbene anche per il Tribunale dell’Aja, Tribunale teleguidato dalla Nato, Milosevic risulta innocente. Abbiamo letto imponenti articoli di rettifica? Abbiamo sentito o letto testi di autocritica? Silenzio spettrale dalle sinistre di governo e di cosiddetta “opposizione”.
Milosevic è morto in carcere. Diciamo che lo si è fatto morire. Abbiamo assistito ad un generale sdegno per questa morte assistita ? Non mi pare.
Che i giornalacci delle destre infieriscano sul Ratko Mladic mi sembra ovvio, dato che è da questa area politica che partono le peggiori fake news. Me che dire dei giornali e della cultura di “sinistra”. Un tribunale che non ha rispettato le elementari regole del diritto sulla veridicità delle testimonianze, sulle esigenze della difesa, sui contradittori.. Giustamente Marija Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, esprimeva un giudizio critico ” Il verdetto di colpevolezza pronunciato dal Tribunale internazionale per la Jugoslavia contro Mladic è la continuazione della linea politicizzata e prevenuta che da sempre domina l’iCTY.”4)
Quali prove, se non risibili costrutti, contro “il boia di Bosnia”? 5)
Ricordo che l’esercito serbo guidato da Mladic occupò la citta di Srebrenica dopo qualche scaramuccia, una città già evacuata. Una città conquistata praticamente senza combattere.
Dove sono gli 8.000 morti ? Tra i presunti morti si sono conteggiati anche i 5.000 profughi? Dove il genocidio? Se non nella regia oscena della Nato e della futura Unione europa.
Molti furono i combattenti morti nei dintorni della città, di entrambe le parti.
Un eccidio c’è stato ma di 4.000 serbi. Ma se ne è mai parlato? Figli di un dio minore?
Il padronato internazionale, nelle sue vesti finanziarie, politiche, militari, terroristiche, stragiste, mediatiche sta vincendo lo scontro di classe perché in questi ultimi decenni ha saputo intervenire nella realtà sociale con maggiore sapienza culturale ed ideologica. Il centro della sua strategia è consistito, oltre che nella corruzione, nella conquista culturale delle aree di avanguardia dell’opposizione comunista e socialista innanzitutto, delle punte avanzate del sindacalismo confederale, delle università, degli intellettuali…
Le analisi in questo periodo (non mi soffermo ora) sulla “dittatura” di Maduro, sulla tragica situazione economica nel Paese, sul “golpe” costituzionale e sulla difesa dell’opposizione terrorista venezuelana, sul caso Regeni in cui non si è vista neanche da lontano la mano degli agenti di sua maestà britannica, da inserire in un quadro geopolitico, sulla strage in Sinai interpretata come effetto sic et simpliciter della rivalità tra sufi e wahabiti, nella completa “dimenticanza” del rifiuto egiziano del permesso di sorvolo agli aerei sauditi per poter bombardare il Libano, sono di una superficialità allarmante e stolida. 6)
Superficialità da addebitare allo svuotamento ideologico-culturale operato dal Grande Capitale.
Ci vuole ben altro per abbattere il Golem che stravolge la realtà rendendola orribile e facendola credere ai molti l’unica realtà possibile, la fine della storia…
NOTE
1) “L’Auschwitz della società dello spettacolo” così si espresse Giorgio Agamben davanti allo scellerato spettacolo nel 1989 aTimisoara
2) tecnica scenografica usata ripetutamente in Ucraina contro le repubbliche secessioniste e in Siria contro Assad
3) Su Avaaz e sulle sue imprese al servizio degli States ho scritto sei articoli rivolgendomi ai militanti che mi chiedevano di firmare una petizione della suddetta società umanitaria. Vedi almeno l’ultimo: “Avaaz: I caschi bianchi non hanno avuto il Nobel per la pace” in l’Interferenza” e in “Una parola contro le guerre” 5/12/2016
4) l’ICTY è il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia , organo giudiziario delle Nazioni Unite
5) vedi almeno la prefazione di Aldo Bernardini, professore di diritto internazionale a A. Dorin, Z. Jovanovic ” Srebrenica. Come sono andate veramente le cose” Zambon 2012
6)Tali analisi sono presenti nei giornali di sinistra più cari agli ingenui militanti di sinistra che farebbero bene a darsi una svegliata

Antonello Boassa

LA “FINE DELLA STORIA”?…L’ASPETTAVAMO TUTTI…

Giudicare l’imponente manifestazione di Eurostop a Roma come una manifestazione di “sinistra”, con l’accezione che tale termine ha acquisito negli ultimi tempi di adesione sia pure critica o contestaria all’Unione Europea e alla sua strategia politica ed economica di devastazione sociale ed ambientale, costituirebbe una lettura superficiale e deviante.
E’ ben altro. Sia pure in termini ancora contenuti, si tratta dell’epifania di un processo di emancipazione ideologico-culturale in atto che vede i primi passi di formazione di un composito blocco sociale alternativo non solo al servile ed evascenente governo italiano e alle sue propaggini per così dire “riformiste” ma anche alla governance della finanza mondialista imposta in Europa dall’imperiale Germania Merkeliana e dalle sue appendici costituite dai maggiordomi più notabili.
Processo “rivoluzionario” che significa in questa fase lo scollamento dall’ideologia neoliberista di aree sempre più numerose della popolazione, la messa in liquidazione delle “verità” padronali relative al mondo del lavoro, la presa sempre più marcata di distanza dalle dirigenze complici sindacali, l’acquisita consapevolezza che nessuna emancipazione è realizzabile senza una fuoruscita dalla gabbia costituita dall’Euro, dall’Unione Europea, dalla Nato… e sopratutto l’avvenuta maturazione della propria forza, della capacità non solo contestativa ma anche propositiva nell’immediato come anche in una prospettiva strategica.
Si è ancora agli inizi. Nessuna conquista all’ordine del giorno del”palazzo d’Inverno”. Ma si è visto a Roma, come precedentemente in altre città ( Napoli, Milano, Torino…) l’emergere di quel blocco sociale (lavoratori della logistica, dei comparti del pubblico impiego, studenti, pensionati, precari, disoccupati, operai, immigrati…) destinato ad allargarsi e a crescere d’intensità, ad ampliarsi nelle campagne dove vige uno sfruttamento di tipo “schiavistico”.
Unità ma su parole d’ordine che siano antagoniste al “nemico” che si annida oggi nelle stanze dell’apparato politico/finanziario per interposta persona. Unità-veramente senza se e senza ma-contro il mondialismo guerrafondaio e genocida.
Unità costruita, non su ammucchiate prive di teoria e di strategia anticapitalista che si formano periodicamente ad ogni tornata elettorale alla ricerca di un leader carismatico, ma su proposte strategiche alternative al dominio del mercato. Recupero della sovranità politica e monetaria, dell’intervento pubblico nell’economia e nel rispetto dei beni comuni, nell’occupazione, nello stato sociale, nella dismissione delle spese militari e delle missioni all’estero, nell’abrogazione delle leggi sul lavoro relative agli ultimi decenni…
Unità con aggregazioni politiche diverse che sappiano ideare un progetto di medio termine indispensabile per fuoruscire dalla devastazione sociale ed economica attuale e che sappiano posporre idealità strategiche successive.
Chi è stato affascinato ultimamente dal micro pensiero economico delle destre e delle sinistre di governo chiarisco che il debito pubblico senza la crescita della produzione, dei salari,degli stipendi e delle pensioni è destinato a crescere. Come è infatti avvenuto con l’Unione Europea e con l’Euro.
Ed inoltre il debito pubblico costituisce un problema solo quando non si ha una moneta propria, quando non si ha una banca nazionale centrale al servizio del Tesoro e non della speculazione, quando non vi sono leggi bancarie che impediscano la creazione dal nulla del denaro, quando non vi sono leggi sulla borsa che non favoriscano la speculazione.
Siamo più forti. I popoli sono più forti dei potenti della terra, come diceva un grande dirigente cinese oggi poco ascoltato. Possono perdere solo quando si fanno male da soli, quando su obiettivi qualificanti non riescano a trovare l’unità necessaria.

Antonello Boassa

 

ULTIMO SCOOP: IL MASCHIO E’ SATANA

Che l’uomo sia una cosa e la donna sia un’altra cosa è un’acquisizione culturale in dotazione delle popolazioni credo da tempi ancestrali.
A parte le differenti connotazioni come appaiono alla vista nella deambulazione, nella forma dei piedi ed altro ancora…entrambi i generi fisiologici hanno recitato un ruolo specifico che ha determinato un rafforzamento dei supposti caratteri genetici.
Di questi ruoli ne hanno parlato le genti e i/le grandi pensatori/grandi pensatrici , raccontando il più delle volte delle banalità insopportabili, dovute alle loro conoscenze fatue di uno sparuto numero di persone oppure a letture intense dei noti esperti conoscitori del genere umano.
Quell’antico barbone che, infastidito da tanti balordi che cercavano lumi da lui, sbiascicava, implorando moderazione. “So di non sapere” è stato annientato dai soloni della letteratura, delle arti, delle scienze, per non parlare di quei chiaccheroni che devono ossessivamente parlare e scrivere per mestiere, e cioè i politici e i giornalisti.
Tutti parlano di tutto, anche senza capire o sapere un bel fico di questo o di quello. Certo mi rendo conto che questo fa bene alla salute. Un pò come fare all’amore…
Si è sommersi dalle informazioni e su tutte ci si sente il dovere di esprimere la propria riflessione. Ripeto fa bene perché è un atto religioso che attenua le sofferenze, le umiliazioni della vita quotidiana e aumenta la propria autostima.
Il caso ” Hollywood corrotta e corruttrice” non poteva non coinvolgere stampa e istituzioni (la Boldrini non ha rinunciato a esprimersi con le sue solite banalità) quando Asia Argento ha “confessato” i suoi peccati commessi(subiti?) con il gigante della Miramax Harvey Weinstein.
Il processo contro Hollywood si è trasformato in un processo all’uomo in quanto tale. Weinstein, e poi tutti gli altri da Kevin Spacey a Dustin Hoffman hanno solo manifestato quella che è la vera natura dell’uomo: violento, prevaricatore, potenzialmente stupratore e pedofilo, con in testa più che la donna il sesso femminile…
Come avviene per tanti altri tristi episodi della nostra non più solida società si genera una guerra tra presunti opposti.
Una banalizzazione della figura umana…una guerra tra i sessi.
A chi conviene?
In primo luogo non certo ad una riflessione seria, ponderata sulle relazioni tra uomo e donna, sulla deruolizzazione storica della donna e quindi anche dell’uomo e sulla permanenza sia nella donna e nell’uomo di vetuste abitudini non confinate, come spesso si suol dire nei sud del pianeta. Un certo femminismo non vetero ma neo ripropone in modo rovesciato e perciò sostanzialmente identico quello che fu il ruolo differente, specifico della donna. Sul piano filosofico e politico si tratta invece di vederne le identità che danno luogo, sul piano storico e sociale, alle differenze che appaiono ad un pensiero semplice “naturali.”
In secondo luogo non serve all’esame della società liquida cui Baumann ha prestato particolare attenzione e che anch’essa sembra volatilizzarsi in una società di esseri umani formattati dal potere ( è all’interno della società liquida che va registrato un femminismo di nuovo conio: dominante e conformista rispetto al modello sociale capitalistico). .
Il potere appunto che inventa conflitti là dove ci può essere il dialogo e nasconde invece i conflitti inestinguibili di classe. Il potere che inventa il conflitto tra giovani e vecchi è lo stesso che crea la guerra tra i sessi. Il potere che produce miseria materiale e morale, alienazione, feticismo, guerra è lo stesso che inventa strumenti di distrazione di massa ben diffusi sia tra i ceti conservatori che tra i ceti progressisti, sia tra gli incolti che tra i colti. Un’aberrazione che riguarda una gran parte della società occidentale.
La satanizzazione dell’uomo è un altro capolavoro ideologico del capitalismo morente che ha come tratto distintivo la disgregazione, la dissoluzione della solidarietà tra esseri umani e la distruzione della vita del pianeta.
Un ultima osservazione. Fred MacMurray, noto attore americano degli anni ’50/’60 raccontò già alcuni decenni fa che l’unica star che si fosse negata ai potentati di Hollywood era stata Bette Davis, quando era ancora una giovinetta.
Come a dire che se c’è un corruttore ci deve essere un corrotto. E questo vale anche quando i piani del potere non siano allo stesso livello.
Sulla questione ritornerò data l’inondazione nei media di banalità femministe e di banalità maschiliste che appaiono come apologia dell’esistente socio-economico e che perciò costituiscono entrambe un mascheramento delle devastanti realtà sociali che gravano drammaticamente sulle donne e sugli uomini.

Antonello Boassa

PAREGGIO DI BILANCIO – E’ UN ATTO ILLEGALE ? A CHI IMPORTA ? ALLO STATO ITALIANO ?


In merito ad un contrasto sulla spesa per i disabili tra la provincia di Pescara e la Regione Abruzzo, la Corte Costituzionale nel non lontano 2016 così si esprime con la sentenza n.275/16: “E’ la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di bilancio a condizionarne la doverosa erogazione”.1)
Tale sentenza, sia pure circoscritta ad un fatto specifico, individua un principio che può essere generalizzato: non è il problema finanziario a precedere la persona bensì è il contrario, come recita l’articolo 3 della Costituzione. “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Mi sia permesso, per inciso, di dire che il lessico dell’articolo 3 sembra di altri tempi se lo si conronta con il linguaggio asettico, cinico e sprezzante del neoliberismo di Milton Friedman o delll’ordoliberismo dell’Unione Europea, maleodorante di saccheggio, di sfruttamento e di guerra.
Come se l’umanità(almeno in Occidente) avesse proceduto, con rapidi passi a gambero, a riportarci indietro verso il XIX secolo, quando il padronato aveva pieni poteri su una massa disperata di donne, di uomini, di bambini…
Bei tempi per i magnati di oggi che ne auspicano un ritorno, ovviamente con tecnologie moderne elettroniche, robotiche, in ambienti sofisticati dove si conceda alla massa dispersa un di più di panem et circenses.
Ancor prima della sentenza n,275/16 di cui sopra, la Corte Costituzionale, nel 2015, con la sentenza n.70, aveva giudicato incostituzionale, con esclusione delle pensioni “d’oro” la mancata perequazione delle pensioni, attuata dal governo Renzi con il famigerato decreto Salva Italia.
Evidente che l’articolo 3 della Costituzione era ben presente nella mente dei giudici: la persona umana non può essere posposta ai problemi del bilancio.
Il governo “accoglie” la sentenza del 2015 con il decreto Poletti che rimborsa una parte minima del maltolto alle pensioni più basse e proprio niente a tutte le altre ( stiamo parlando di 5,2 milioni di pensionati). Viene presentato ricorso in particolare dai sindacati di base. Ma la Corte, in ossequio al pareggio di bilancio imposto con il nuovo articolo costituzionale n,81 e presumibilmente ai conti disastrosi del debito pubblico, ritiene soddisfacente l’operato del governo, in quanto capace di trovare “un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”.2).
Cancellati perciò i ricorsi e i diritti dei pensionati.
Legalizzato un furto di 30 miliardi.3)
Cancellato “illegalmente” l’articolo 3.
La Corte, composta di tre nuovi membri( due dei quali di fede liberista) nominati ad hoc, capovolge la sentenza n,70/2015, rinnega se stessa, restituendoci un’immagine delle più alte cariche della Magistratura italiana non dignitosa, in quanto non rispondente al dettato costituzionale che ha nell’articolo 3 uno dei caposaldi dell’architettura costituzionale.
Un governo illegale e un parlamento illegale di nominati che opera nella continua illegalità e nello spregio delle regole istituzionali (vedi il caso Bankitalia) ha voluto destabilizzare il Paese con il pareggio di bilancio funzionale a giustificare il Fiscal Compact e i 60 milardi di risparmio richiesti dalla UE, che graveranno sulla popolazione in termini pesantissimi, ha voluto destabilizare anche l’Organo istituzionale che è deputato a garantire il rispetto della Carta.
Operazione necessaria per un graduale smantellamento (in effetti già in attivo da molti anni) dei principi costituzionali, in quanto di ostacolo alla creazione di un sistema oligarchico, di un modello liberistico che liquidi definitivamente partiti di reale opposizione, sindacati di base, libertà di espressione…la democrazia
L’inserimento concettuale dell’articolo 81 nella sentenza della Corte che legittima la mancata perequazione e con essa il diritto della persona umana a valere di meno delle esigenze di cassa, è un passo decisivo verso una forma autoritaria di stato non ancora realizzatasi pienamente.
NOTE
1) A. B. “Il pareggio di bilancio non è più un limite invalicabile” in l’Interferenza 3/1/17
2) Giorgio Cremaschi ” La Corte Costituzionale cancella i diritti costituzionali” in Contropiano
3) Volantino USB Sardegna

Antonjello Boassa

INPS IN ROSSO? PADOAN DIA L’ESEMPIO

Il ministro dell’economia e delle finanze Pier Paolo Padoan, personaggio di punta del governo Gentiloni nega a Rai1 di non aver mai detto niente di offensivo contro i pensionati 1) e che la frase che gira nel web è una bufala”Gli italiani muoiono troppo tardi e ciò incide negativamente sui conti dell’Inps”.
Devo dire che anch’io non ho creduto ad una frase così esplicita prima delle elezioni del 2018. Una tale espressione può essere pronunciata, a mio giudizio, neanche immediatamente dopo le elezioni, ma dopo due-tre anni di fiscal compact, quando dello stato sociale rimarranno le macerie e i governanti potranno esprimersi compiutamente e senza veli,dopo aver rinforzato ulteriormente gli strumenti di addomesticamento, di censura e di repressione poliziesca.
Allora personaggi come Monti potranno dire davanti alla Rai frasi che finora hanno girato poco e sempre tra sovversivi.
“E’ il parlamento che inceppa la via delle riforme strutturali…bisognerebbe aggirarlo per evitare che frenino lo sviluppo…il problema dell’Italia è che si vota troppo spesso e che sono ancora troppi ad andare a votare”
Se Padoan non si è espresso in tal modo, certo lo pensa e con lui tutto il suo governo. Può comunque confortarsi, dato che, secondo le statistiche, la vita media degli italiani è diminuita dopo decenni di ascesa ininterrotta. Incidente di percorso ? Pura casualità? Non credo. Ci pensano le condizioni di lavoro
( Starace, amministratore delegato dell’Enel, aveva chiarito, agli studenti universitari da “educare”, come un manager efficiente debba comportarsi con i lavoratori per renderli duttili, flessibili, disponibili, obbedienti…)2) . Ci pensa l’innalzamento dell’età lavorativa con lo stress che comporta un lavoro sotto comando o comunque competitivo, quando le energie psicofisiche non sono più adeguate.3). Ci pensano le riforme del lavoro con la precarizzazione e con l’umiliazione che ne derivano.
E sopratutto le riforme nella sanità pubblica che obbligano i cittadini a rivolgersi alle spire della medicina privata, quando possono, e quando non possono, a rinunciare alla prevenzione, alle cure, alla salute, alla vita…
Il malthusianesimo(che si ispira alla teoria economica di Malthus, secondo la quale per impedire la povertà si rende necessario il controllo delle nascite) ha sempre accompagnato la crescita del capitalismo ma non nell’accezione di Malthus che fa riferimento al controllo delle nascite bensi in una accezione sempre più disambiguata, cioè il controllo della mortalità.
In Cina, la sovrappopolazione è stata tenuta sotto controllo fino a poco tempo fa con la legislazione sul figlio unico.
Ma non è a questo che pensa principalmente il gotha della finanza mondiale che giudica, perché rimangano i giusti equilibri nell’economia sociale, cosa buona un “dimagrimento demografico” della popolazione mondiale, con la morte per fame, per mancanza di cure, con l’eccidio bellico…
Basta leggere del resto tra le righe delle istituzioni finanziarie internazionali per non avere dubbi su tali mortiferi progetti di sviluppo. Naturalmente in eccesso sono i poveri, gli “indigeni”, coloro che vivono nelle baraccopoli, etnie non integrate…
Perché non ho creduto che Padoan potesse aver detto una bestialità tale? Perchè non è attualmente politicamente spendibile. Ma lo sarà tra non molto, quando l’architettura del dominio sarà non dico completata ma più perfezionata. Gli esseri umani devono essere formattati, credere ciecamente al feticcio merce ed essere soddisfatti di essere loro stessi una merce. Si è a buon punto ma l’opera non è ancora completata.
C’è ancora troppa gente ma intanto Padoan e il governo, perché i conti dell’Inps non vadano in disordine, potrebbero dare un esempio che sarebbe molto apprezzato. Dare una sforbiciatina alle loro pensioni presenti o future…e magari se ne avessero il coraggio…sarebbe gradito a Boeri 5)
I NOTE
1) Adnkronos “Italiani muoiono tardi, Padoan smentisce…22/10/17
2) Vedi A. B. il mio ” L’istigazione di Starace…in L’interferenza 20/5/16
3) Vedi A. B. op. cit.
4) I conti dell’Inps vanno benissimo, nonostante siano gravati da incombenze non spettanti loro. Vedi in proposito In “Simplicissimus ” “Hannibal Padoan…” 21/10/17

Antonello Boassa

NUOVI SCENARI IN MEDIO ORIENTE DOPO KIRKUK

Il Kurdistan aveva allargato ampiamente il suo territorio, ben al di là dei confini che garantivano la sua autonomia regionale. I peshmerga curdi infatti avevano occupato importanti centri come Tal Afar, Mosul, Senjar e Kirkuk, con grande plauso di Israele e dell’Occidente che potevano beneficiare,grazie alla compiacenza di Barzani, della rapina delle enormi risorse giacenti nei campi petroliferi di Kirkuk, mediante un oleodotto che attraversa la Turchia per arrivare nel Mediterraneo.
La riconquista di Kirkuk da parte delle forze governative irachene e delle milizie sciite è un duro colpo per il “Presidente” Barzani e per l’indipendenza del Paese. Non ci si può più avvalere dell’estrazione di 400.000 barili di petrolio al giorno 1) necessari per il bilancio (già in dissesto per l’enorme corruzione dei padroni del Kurdistan) e per disporre di alleanze politiche favorevoli.
In effetti Bagdad, rientrando in possesso di un enorme tesoro, rende di fatto impossibile la sopravvivenza economica della regione che, visto il disastro militare dei peshmerga, non può che ripiegare su un’autonomia all’interno dello stato iracheno e rinviare il proposito(?) di indipendenza in un secondo momento con una contrattazione pacifica(?) con il governo iracheno.
E’ un duro colpo anche per Israele, non tanto per il petrolio quanto invece per le sue strategie di colonizzazione del Paese che gli avrebbero permesso di costruire delle basi miltari e di “importare” decine di migliaia di israeliani(come era previsto dal governo sionista). Gli States sembra che si preoccupino di questo conflitto “intestino” perché si distolgono forze dalla lotta contro lo stato islamico(lotta, che come si sa, è stato l’obiettivo strategico americano durante tuttti questi anni).
“Noi non siamo con nessuno” sentenzia Donald Trump, consapevole che ormai arbitro diplomatico e militare in Medio Oriente non è lui ma Vladimir Putin, presso il quale si accalcano i Sauditi e i Sionisti per chiedere di intervenire per allentare “l’aggressività” iraniana e per far inserire nelle “liste nere”, in sede Onu, gli Hezbollah.
I quali Hezbollah hanno invitato gli israeliani non sionisti a lasciare il Paese e a ritornare nella loro patria d’origine per non correre il rischio di rimanere “bruciati” 2). Parole di fuoco del segretario Nasrallah che dimostrano, oltre una sicurezza notevole nei propri armamenti, la consapevoleszza di non essere soli. La Siria ha infatti dichiarato che considera lo spazio aereo libanese un prolungamento dello spazio aereo siriano e che interverrà tutte le volte che sarà violato 3).
L’asse della Resistenza(Iran,Iraq, Siria, Libano) ha acquisito una solidità politica e militare durante l’assedio dei “barbari” allo stato siriano che ne ha rafforzato la solidarietà e l’unità, come mai si era registrato nella regione. Ed è questo il fatto nuovo sconvolgente che la stampa mainstream tarderà a cogliere, mentre Israele e Stati Uniti hanno già compreso con grande preoccupazione.
La Siria, devastata da anni di guerra criminale, non solo ha resistito e vinto, come gli viene riconosciuto da tutti gli avversari, che siano la Turchia, le monarchie feudali arabe o Israele, ma ora, volendo, ha anche la capacità di offendere
con i sofisticati sistemi d’arma russi.
In tale contesto i curdi siriani dovranno rivedere le loro strategie come pare stia già avvenendo e optare per un’ampia autonomia all’interno dello stato siriano, autonomia che, tra l’altro, Assad aveva prospettato da molto tempo.
Trump può anche sbraitare contro l’Iran ma è teatro, innocua retorica per tranquillizzare Sauditi ed Israele sull’impegno americano in Medio Oriente. Può sanzionare il Corpo dei Guardiani islamici della rivoluzione ma anche questo è retorica, spicciola diplomazia.
Ciò che emerge realmente è che il Nuovo Medio Oriente non ha nulla a che fare con il “Medio Oriente allargato” targato neocon. E Trump lo sa. E anche Netanyahu lo sa.
NOTE
1) Vincenzo Nigro ” L’Iraq dopo Kirkuk…” in Repubblica.it 17/10/17
2) Press tv “La difesa aerea siriana…”in Aurora 17/10/17
3 ) Press tv, art. cit

Antonello Boassa

BOMBE B61-12. JOINT STARS. LA TIGRE FERITA E’ PIU’ PERICOLOSA

Le B 61-12 sostituiranno le bombe nucleari B61 giudicate dal Pentagono poco potenti . Le nuove bombe , secondo foto satellitari 1) pare che si stiano già installando a Ghedi e ad Aviano. Saranno in grado di distruggere bunker, disporranno di un sistema di guida e saranno quattro volte più devastanti di quella di Hiroshima. Ghedi 20 bombe ed Aviano 50 bombe saranno così particolarmente esposte ad un’eventuale rappresaglia, qualora gli States tentino (come è possibile) un attacco preventivo.
Le forze armate USA stanno ammodernando i sistemi di difesa e di attacco che secondo esperti militari americani non sarebbero allo stato attuale in grado di competere con quelli russi.2) Perciò vagonate di miliardi di dollari per soddisfare il segretario della difesa James Mattis.
Il quale Mattis non è rimasto soddisfatto(addirittura “scioccato”) neanche dell’addestramento dei miltari, come è dimostrato dai quattro incidenti navali nel Pacifico dovuti esclusivamente ad imperizia e da incidenti aerei.3) Anche da qui l’ordine perentorio agli “amici” europei di una impennata decisa nelle spese militari e di un impegno massiccio nell’addestramento.
Esercitazioni militari in Europa, nel Baltico, nel mar cinese orientale, nel sud-est asiatico, nel Mediterraneo…esercitazioni che il più delle volte sono state volutamente provocatorie (particolarmente contro la Corea del Nord). Gli States accerchiano il globo ma gli esperti Usa sanno che è finito il sogno americano di essere i più forti. Non lo sono nell’ economia 4) e nella tecnologia militare. 5).
Gli States, ora, colpiti nell’orgoglio e nel loro senso di onnipotenza, sono una “tigre ferita” e perciò più pericolosi.
In un articolo, già di un anno fa, avevo ritenuto che la Nato avesse annesso l’Europa,6) che l’autorità politica europea fosse sottoposta ai comandi militari Nato. il rigetto arrogante del pronunciamento dell’Assemblea dell’ONU sull’abolizione dell’armamento nucleare ne è una prova. I 29 membri della Nato (tra cui l’Italia) hanno obbedito senza fiatare.
Perché la Nato si sta preparando ad attaccare e a creare l’Armageddon. Se ancora siamo in pace- a livello di conflitto internazionale tra superpotenze- lo dobbiamo alla potenza militare ed economica della Russia e della Cina che ne hanno sconsigliato finora un attacco preventivo.
Se l’Europa è stata annessa dalla Nato, figuriamoci l’Italia così debole sul piano politico. A Ghedi e ad Aviano spettano le bombe, a Vicenza una enorme base militare che ha straziato la bellissima città, alla Sicilia il MUOS, mostro radioattivo e la base di Sigonella…ma tutta l’Italia è punteggiata di basi e di caserme yankee o Nato obiettivi importanti da colpire…
Ora finalmente anche da noi una spettacolare esercitazione militare in Sardegna, noto bacino di accoglienza di bombe, di missili, di razzi provenienti da tanti stati “umanitari” che così hanno modo di sperimentare come fare del bene. La “groviera” sarda non è come molti immaginano un noto formaggio sardo,bensì il poligono di Teulada ridotto ad un colabrodo adatto perché con un po’ di fosforo, di mercurio, di cadmio, di uranio impoverito, le rane possano farsi un bagno salutare.
La maxi-esercitazione(come viene affettuosamente chiamata) si terrà tra il 14 e il 29 ottobre. Non chiedetemi per favore con quale tipo di armi e di munizioni si devasterà il territorio perché come avviene in democrazia è”segreto di ufficio”.
La Joint stars si svolgerà con operazioni terrestri gravitanti su Capo teulada, con operazioni aeronavali tra Decimomannu e Trapani, con operazioni navali tra il canale di Sardegna e il canale di Sicilia.7i) E sarà, per chi ama i giochi per la pace, un bel vedere tutto questo movimento di carri, di aerei, di navi da guerra, in contemporanea. Terra, mare, cielo…Fortunati sopratutto coloro che potranno vedere i caccia volare a cinquanta metri dal suolo…
E che tutto avvenga per il bene delle due isole e della nazione tutta è attestato dall’approvazione ufficiale del MI:CO.PA:(comitato misto paritetico sulle servitù miltari) deputato notoriamente alla salvaguardia dei civili e dei soldati, nonché alla tutela del benessere animale e dell’ambiente (vedi Quirra, più che un ospedale, direbbe Leopardi, un cimitero)
Per il 14 ottobre a Cagliari in Piazza Darsena si è deciso perciò, con una mobilitazione di massa di cui è promotrice A Foras- contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna, di salutare festosamente l’indecente sceneggiata Nato. Per liberare l’umanità dalle guerre imperiali, la Sardegna dall’occupazione militare, il porto di Cagliari dalle navi militari e nucleari in particolare. Per scalzare via dalle loro sedie di comando il sindaco di Cagliari e il presidente della Regione, sempre silenti e ossequiosi davanti a tanto scempio.
NOTE
1) vedi ” No alle bombe nucleari in Italia… ” Comitato promotore della campagna #no guerra #no Nato
2) Waine Madsen ” La fine del “nuovo secolo americano…” in Aurora”
3) navi da guerra che speronano pescherecci, che finiscono sugli scogli, che speronano navi cargo, collisione tra navi da guerra…
4) Per far riferimento solo al PIL si deve notare che se viene calcolato non in dollari ma in potere d’acquisto, come osservano molti esperti di economia, il PIL cinese è superiore a quello degli States
5)la superiorità Usa che è schiacciante nei numeri non lo è altrettanto nella tecnologia
6) A. B. “La Nato annette l’Unione europea” in “L’interferenza” 7/8/16
7) Andrea Maggiolo ” Maxi-esercitazione militare in Sardegna…” Today

Antonello Boassa

KURDISTAN, IL”SECONDO ISRAELE”

Un milione di Siriani è rientrato in Siria(evidentemente non scappavano, come ci hanno detto Mediaset, Rai, Repubblica…da Assad). Ciò che ritrovano in patria è un ammasso di rovine. Ma ritornano in un Paese che ha saputo opporsi alla barbarie. Assad ha vinto ma gli anni futuri non saranno di pace.
Stati Uniti, Israele e Arabia saudita in particolare, non molleranno la presa. Si tratta non di cambiare strategia che è sempre la stessa:destabilizzazione, gas e petrolio, istigazione alle lotte fratricidi, genocidio, ma di cambiare le forze antagoniste all’asse della Resistenza(Siria, Hezbollah, Iraq, Iran) nonché alla Federazione russa.
Stati Uniti ed Israele non sembra che abbiano dubbi. Lo stato islamico è stato sconfitto. Ora si tratta di salvare i suoi capi e gli “addestrattori” europei, di tutelare i militanti rimasti impegnandoli in altre imprese (vedi Filippine e Myanmar) e di puntare su altri soggetti.
Il Kurdistan iracheno e i Curdi siriani sembrano i prescelti.
Il Kurdistan iracheno è stato già riconosciuto dallo stato sionista. Del resto i rapporti con il clan Barzani sono di lunga data, fin dagli scontri negli anni ’60/’70 contro le forze governative irachene. E negli anni più recenti, con lo stato islamico nella sua espansione, almeno tre quarti del petrolio rubato all’Iraq arrivavano nei depositi israeliani attraverso la Turchia che si impossessava del resto del malloppo.
Ma Israele pensa in grande, come del resto gli States. Il Kurdistan iracheno e possibilmente il Rojava potrebbero costituire la piattaforma per una continua aggressione di disturbo contro l’Iran e i suoi alleati. E’ in tale prospettiva che i Sionisti hanno già progettato l’invio di truppe dal proprio territorio come anche dall’Europa dove si preparano ad arruolare volontari per “difendere” ll Kurdistan.
Gli States non hanno riconosciuto la legalità del referendum. Sarebbe stata un’idiozia diplomatica che avrebbe irritato Turchia e Iraq, indispensabili alleati a geometria variabile. Puntano maggiormente sul Rojava dove hanno costruito basi militari che gli permetteranno di controllare il territorio qualora i Curdi si ribellassero all’egemonia yankee.
Trump e la sua giunta militare sanno che non possono porsi frontalmente contro la Russia, allo stato attuale egemone sul piano diplomatico nella Regione e perciò puntano non sulla nascita di uno stato curdo-siriano che magari si allearghi fino al Mediterraneo, quanto piuttosto sulla creazione di una federazione all’interno dello stato siriano. Tra l’altro Non possono contare su una possibile fusione con il Kurdistan dei clan Barzani e Talebani, dato che il PKK e il PYD giudicano criminale la politica dei due monarchi feudali.
Un’area federale con ampie autonomie potrebbe costituire un cuneo per destabilizzare nuovamente la Siria. La Russia si opporrà. Uguali diritti e autonomia amministrativa. Non di più e stato siriano unitario. Nel puzzle mediorentale la Siria potrebbe contare sul piano diplomatico sulla Turchia che in cambio potrebbe ottenere una sua presenza (che c’è già) nel territorio siriano.
Si possono fare altre ipotesi su un tale scenario. Ci limitiamo a farne due che in realtà mi sembrano certezze.
Innanzitutto. I Curdi sono finiti in un vicolo cieco, data la loro politica suicida. Accerchiati da Turchia, Iran, Iraq, Siria, per quanto possano essere aiutati da States ed Israele, il loro destino è quello di essere stritolati, a meno che non cambino strategia. L’alleanza con l’asse della Resistenza, alleanza certo difficile per la presenza di minoranze curde di peso oppresse in Iran, in Iraq, in Siria, avrebbe creato prospettive favorevoli nel lungo periodo. Un cambio di strategia comunque non è impossibile.
In secondo luogo, States ed Israele, costituite le loro piattaforme, alimenteranno il caos. Possono far rientrare i jihadisti ed impedire l’unità politica tra il mondo sciita e il mondo sunnita perché esplodano ulteriori conflitti fratricidi. Conflitti che potranno interessare direttamente il mondo curdo date le profonde divisioni che sono al suo interno.
Le variabili conflittuali sono molteplici ed è certo che il Medio Oriente non conoscerà pace, grazie agli States e ad Israele e alla complicità interessata dei Sauditi e dell’Unione Europea.
note
1) Di grande interesse Salman Rafi Sheikh ” Il Kurdistan è un piano israeliano per la regione” in “Aurora” e Nasser Kandil “Iraq: lo scopo del referendum voluto da Barzani ” in “Globalization” riportato su “aurora”

Antonello Boassa

Torna all'inizio